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Premier, caro biglietti e nostalgia: si tornerà a tifare in piedi?

ottobre 21, 2013 Emmanuele Michela

Se vi dovesse capitare di guardare un vecchio video in bianco e nero del calcio britannico, è una delle prime cose che balza all’occhio. Un muro di tifosi a ridosso del campo, rigorosamente in piedi, rigorosamente uno sopra l’altro a fare da sfondo alle prodezze dei campioni di turno: Greaves, Best, Charlton, Moore, Keegan, Sansom, […]

Se vi dovesse capitare di guardare un vecchio video in bianco e nero del calcio britannico, è una delle prime cose che balza all’occhio. Un muro di tifosi a ridosso del campo, rigorosamente in piedi, rigorosamente uno sopra l’altro a fare da sfondo alle prodezze dei campioni di turno: Greaves, Best, Charlton, Moore, Keegan, Sansom, Lineker e tutto il resto della gloriosa storia del pallone britannico. Per gli amanti più nostalgici di quel calcio non è passata inosservata la notizia che alcune squadre di Premier stanno pensando ad un ritorno al passato, promuovendo la realizzazione di nuove “standing areas” nei loro stadi, settori cioè dai prezzi popolari destinati ad ospitare tanta gente in piedi.

ANCHE LO UNITED LO VUOLE. In prima linea ci sono alcune grandi: Aston Villa, Sunderland, Swansea, Arsenal e soprattutto Manchester United, il cui nuovo chief executive, Ed Woodward, ha raccontato all’Independent il progetto di adattare alcune zone dell’Old Trafford ad un numero maggiore di tifosi, andando a soddisfare tanto gli appassionati più tradizionalisti quanto (e soprattutto) i portafogli meno abbienti, che in Inghilterra hanno fatto salti mortali negli ultimi mesi per far fronte al caro biglietti. Star seduti è da pensionati, l’adrenalina di un match si gusta meglio in piedi, a stretto contatto con gli altri tifosi della propria città, aguzzando la vista tra la testa di uno spettatore troppo alto e il cappello ingombrante di un altro.

SERVIRANNO LAVORI. Nei progetti delle “safe standing areas” non basterebbe, ovviamente, la semplice riconversione di alcuni settori: su diversi stadi si dovrebbe agire con lavori di ammodernamento. All’Old Trafford, ad esempio, dovrebbero allargare gli ingressi e approntare le vie di fuga ad un più alto numero di presenti. Eppure la “campaign for safe seating” si sta allargando tra svariate tifoserie, accolta con piacere pure dalle società. Il Trust dei Red Devils ha spiegato che sarebbe già un buon inizio abbassare i prezzi e aprire al tifo in piedi, senza per forza aumentare la capienza.

LA LEGGE DEL’89. Ma le resistenze più dure alle “standing areas” non arrivano dai club, bensì dalla legge. Che obbliga dal 1989, anno del Football Supporters Act, tutte le squadre delle massime serie inglesi ad offrire solo posti a sedere. Quel testo fu la dura risposta che arrivò dal governo ad un decennio nero per il calcio britannico, segnato dalle violenze degli hooligans e dalla strage Hillsborough (1989), dove 96 tifosi del Liverpool morirono soffocati dai loro stessi concittadini nel tentativo di entrare nel settore ospiti dello stadio di Sheffield; e in questi anni ha continuato a reggere, svilendo in parte il fascino del proverbiale clima da stadio degli impianti d’Oltremanica. Ma il seguito di questa campagna lascia intendere che un ritorno al passato sarebbe possibile. E molto gradito, da nostalgici e non.

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