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Poveri operai della Tav. Nemmeno la Messa al cantiere può essere celebrata

dicembre 2, 2012 Marco Margrita

“Non è il caso di celebrare una Messa al cantiere e di benedire una galleria che ancora non c’è”. Gli operai si dicono “esterrefatti”

“Non è il caso di celebrare una Messa al cantiere e di benedire una galleria che ancora non c’è”. Così avrebbe risposto don Daniele Giglioli, vicario generale della Diocesi di Susa e parroco a Giaglione (comune che condivide con Chiomonte il cantiere per il tunnel geognostico) alla richiesta di una celebrazione al cantiere in occasione di Santa Barbara, protettrice dei minatori, avanzata dalla Cmc. Una richiesta che i responsabili del cantiere ritenevano normale. Ed ora, di fronte alla risposta, si dichiarano “esterrefatti”. Perché, spiegano, “in tutto il mondo per Santa Barbara si celebrano messe nei cantieri: è una tradizione, capita ovunque, anche nelle zone difficili. Ed è successo molte volte anche in Val di Susa, quando c’erano i cantieri Sitaf per la costruzione dell’autostrada”. Il parroco avrebbe proposto di svolgere la celebrazione presso la chiesa, evitando la presenza al cantiere. “Proposta – spiega a quanti lo hanno contattato – che non mi pare avere nulla di strano”. La vicenda, però, pare non si fermerà qui. I vertici di Ltf hanno cercato contatti con il Vescovo di Susa, Alfonso Badini Confalonieri e con l’Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia.

Va ricordato, che, proprio a ridosso del cantiere, in occasione della visita del “collettivo giovanile” di Pax Christi venne celebrata una messa e che i “Cattolici per la Vita della Valle” eressero nella zona, poi, rimossa con l’avvio dei lavori, un pilone votivo. Senza avanzare giudizi affrettati, pare confermarsi, come spesso illustrato da queste colonne, un “fronte religioso” nella contrapposizione tra favorevoli e contrari alla Torino-Lione.

 

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3 Commenti

  1. ftax scrive:

    I don Abbondio ci sono sempre stati…
    Per fortuna anche i cardinal Federigo!

  2. Mauro Galliano scrive:

    il Vescovo di Susa non ha mai autorizzato nessun sacerdote a dire messe nei presidi NO TAV.Anzi!
    Le decine di veglie di preghiera, rosari, ecc. ai presidi sono state autogestite dai laici in assenza di sacerdoti o in pochissimi casi da sacerdoti ma senza il consenso del vescovo.Nessuna messa è stata celebrata da sacerdoti valsusini ai presidi no tav. Quando Una veglia di preghiera è stata fatta 5 anni fa per invocare la pace ad opera di molti sacerdoti alla presenza di più di mille fedeli, è avvenuta nella chiesa Parrocchiale di Foresto.
    Quindi i Signori della CMC facciano come abbiamo fatto noi: o vanno in chiesa a pregare, o imparano a pregare da soli nel loro bellissimo cantiere o si cercano un prete disubbidiente al vescovo che condivida il loro operato, il loro cantiere,il loro appalto, i loro metodi, il loro progetto.
    Mauro Galliano Assessore Comune di Sant’Ambrogio di Torino

    • Charlie scrive:

      Se è come lei riferisce, al molto rev. Don Giglioli era sufficiente spiegare che per non sovraccaricare la funzione religiosa di meta-significati pro o contro il TAV, la Santa Messa, per espressa volontà del Vescovo del luogo cui si deve obbedienza, doveva svolgersi in Chiesa, come del resto sempre si fa con tutte le richieste di funzioni religiose inoltrate da fedeli, favorevoli o contrari alla realizzazione del TAV.

      Come lo è lei, che dichiara pure di svolgere attivamente la sua opposizione anche nell’esercizio della sua funzione istituzionale, rientrando tale impegno nel programma politico di tutta la giunta di cui è membro.

      Tutto sarebbe finito lì, se fosse stata data una chiara spiegazione in quel senso.

      Non le pare Assessore ?

      Ma il succitato sacerdote non si è espresso così.

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