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Porsche 911 ha 50 anni: «L’unica auto con cui si può correre un safari o a Le Mans. O andare a teatro»

marzo 29, 2013 Matteo Rigamonti

«La Porsche 911 ha origine dall’esperienza in pista, ma sa coniugare sportività e quotidianità». Intervista a Pietro Innocenti, direttore generale di Porsche Italia.

Quest’anno festeggia il suo primo mezzo secolo di vita un’automobile simbolo come la Porsche 911. Fortemente voluta dal padre della prima vettura (Ferdinand Anton Ernst, detto “Ferry”, Porsche) per competere sul mercato delle vetture gran turismo, il progetto fu affidato al figlio Ferdinand Alexander, detto “Butzi”. Il risultato fu un’auto che, per tradizione, stile e successi sportivi, ancora oggi, «appassiona gli automobilisti di tutto il mondo», come spiega a tempi.it Pietro Innocenti, direttore generale di Porsche Italia.

Innocenti, quest’anno la Porsche 911 compie 50 anni: li sentite tutti?
Direi proprio di no. Anzi, da cinque decenni, la 911 è il cuore del marchio Porsche. Poche altre vetture al mondo possono vantare una così lunga tradizione e continuità. Dalla sua presentazione al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte nel settembre 1963, la Tipo 901 appassiona gli automobilisti di tutto il mondo e, ancora oggi, rappresenta l’archetipo della vettura sportiva. La 911 è il punto di riferimento principale anche per tutti gli altri modelli del marchio. Ogni Porsche, dalla Cayenne alla Panamera, rappresenta nel rispettivo segmento di mercato l’essenza dell’auto sportiva per antonomasia e, nello stesso tempo, in ciascun modello Porsche è racchiuso un frammento della filosofia 911 e i numeri lo confermano: oltre 820 mila unità prodotte e vendute nel mondo e, fra queste, oltre 38 mila, tra storiche e moderne, circolano in Italia.

Ferdinand, Ferry e Butzi Porsche, una grande tradizione familiare che ha plasmato la storia di un marchio di successo. La loro eredità vive ancora in Porsche?
In ciascuna delle sette generazioni costruite finora, gli oltre 4 mila ingegneri Porsche impegnati a Zuffenhausen e Weissach hanno costantemente rinnovato la 911, dando prova della forza innovativa insita nel marchio Porsche. Come nessun’altra vettura (e qui dimora la sua geniale anomalia) la 911 è in grado di unire opposti apparentemente inconciliabili come sportività e idoneità all’uso quotidiano, tradizione e innovazione, esclusività ed accettazione sociale o design e funzionalità. Non c’è da stupirsi, quindi, se ogni generazione 911 abbia scritto la propria storia di successo. Una storia che si fonda anche sulle qualità di questo modello che Ferry Porsche ha descritto perfettamente: «La 911 è l’unica auto con la quale si può correre ad un safari in Africa o a Le Mans, andare a teatro o percorrere le strade di New York». La grande tradizione familiare è presente, si sente e pulsa nel cuore di tutti gli uomini che lavorano per Porsche. Gli stessi componenti della famiglia, Come Wolfgang Porsche, presidente del consiglio di sorveglianza della Porsche Holding, sono spesso presenti nei saloni dell’auto internazionali per accompagnare la nascita di nuovi modelli.

Porsche sente la crisi?
Nel corso dell’esercizio 2012, Porsche AG ha raggiunto nel mondo livelli record di vendite, fatturato e utili. Le 143.096 vetture vendute corrispondono ad un aumento del 22 per cento rispetto all’anno precedente. Il fatturato è aumentato del 27 del per cento e anche il numero dei dipendenti ha segnato un nuovo record, raggiungendo a fine anno le 17.502 persone. Il mercato italiano, che nel 2012 per noi ha segnato un meno 22 per cento delle vendite rispetto al 2011, è stato invece condizionato non solo dalla crisi, ma anche da inopportune scelte politiche. Nonostante ciò, i nostri modelli riescono a mantenere la leadership del mercato, chiara dimostrazione di come la nostra clientela sappia apprezzare il connubio tra l’emozione del piacere di guida e la razionalità d’uso tipica di Porsche. Ma ciò non è sufficiente: purtroppo, nel 2012 sono uscite dall’Italia oltre 12 mila Porsche (circa il 20 per cento del nostro parco circolante) per andare in altri Paesi europei. Ciò come diretta conseguenza dell’introduzione di misure fiscali penalizzanti come il superbollo e il perdurare di un clima di generale colpevolizzazione verso l‘automobile. Questo ha avuto, ed avrà ancora per tutto il 2013, una ricaduta sia sui fatturati delle aziende Porsche, sia sullo Stato che non potrà contare sul gettito fiscale, già largamente inferiore alle previsioni. Al futuro guardiamo comunque in positivo con una strategia che mette al centro sia la passione per il mondo dell’auto sia il suo uso razionale e consapevole. Penso ad esempio ad un modello come la Macan (un altro Suv sportivo) che arriverà nel 2014 o alla iper tecnologica 918 che sarà il nostro fiore all’occhiello tra le supercar in tema di rispetto dell’ambiente (plug in Hybrid ed emissioni intorno ai 60 g/km, consumo medio di 3 litri per 100 km) e prestazioni (oltre 330 km/h).

Lei proviene da una lunga esperienza in Ferrari, una concorrente diretta sul mercato: cosa ha imparato a Maranello?
Tre cose fondamentali: la necessità di mantenere un forte attaccamento alle origini e alla tradizione della marca, ma di pensare costantemente all’innovazione; il voler essere vicino ai desideri della clientela con un servizio personalizzato ed esclusivo e, da ultimo, l’importanza del lavoro di squadra. Tutti valori fondamentali anche per Porsche!

Come festeggerete i 50 anni della 911? Con un successo sportivo?
I successi sportivi continuano ad essere numerosi nelle serie moderne e nei rally storici. Il 2013, comunque, è l’anno dedicato alle celebrazioni della 911, e siamo, invece, tutti in attesa del ritorno ufficiale di Porsche a Le Mans nel 2014. In Italia la grande festa per la nostra mitica sportiva sarà scandita, a partire dal mese di maggio, dagli oltre 30 appuntamenti che i Porsche Club e i Centri Porsche organizzeranno in tutto il territorio (a fine aprile sarà online il calendario con i dettagli sul sito www.porsche.it). In particolare il primo incontro celebrativo si svolgerà il 5 maggio a Misano Adriatico in occasione della gara di apertura della Carrera Cup Italia. Molte delle idee applicate per la prima volta nella Porsche 911 hanno origine dall’esperienza in pista. In fondo la 911 è, da sempre, legata al principio della performance e il mondo delle competizioni sportive rappresenta il suo principale banco di prova. Ben due terzi delle 30 mila vittorie in gara di Porsche sono state conquistate dalla 911.

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