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Pisapia regolarizza il Leoncavallo. E sgombera Macao

settembre 12, 2012 Chiara Sirianni

“Regolarizzare” il Loencavallo a ottobre, sgomberare Macao. Lo slalom della giunta arancione tra la galassia antagonista dei centri sociali milanesi

Sul rapporto tra Giuliano Pisapia e centri sociali si sono spese molte parole, soprattutto in campagna elettorale, quando sembrava che la città, nel caso avesse vinto il sindaco gentile, sarebbe stata consegnata nelle mani dei facinorosi. In realtà gli stessi gruppi antagonisti, dopo l’entusiasmo iniziale, hanno mostrato una certa delusione nei confronti della giunta arancione. Appena eletto sindaco di Milano, Pisapia si era recato a trovare Norina Brambilla, vedova del comandante partigiano Pesce. Subito dopo aveva promesso di regolarizzare il Leoncavallo, storico centro sociale autogestito, perennemente sotto sfratto. Davide Farina, allora portavoce del centro sociale, aveva esultato. Poi l’idillio si è interrotto. Il 27 marzo 2012 gli antagonisti del Cantiere assieme ai No Tav hanno fatto irruzione a Palazzo Marino, occupando, indisturbati, la sala Alessi. I comitati anti-sfratto scendono in campo ogni volta che il Comune allonta famiglie abusive delle case popolari, con tanto di striscioni davanti a Palazzo Marino («Destra o sinistra, chi sgombera è un fascista»).
Ma è sul Leoncavallo (motto storico: «Qui sono, qui resto») che si gioca gran parte della partita, anche e soprattutto a livello simbolico. Sono diverse le figure che nel Comune di Milano chiedono più o meno indirettamente di smarcarsi dal centro-sinistra moderato per venire incontro alle istanze della sinistra più radicale.

FARINA E MAZZALI. Il primo è Davide Farina, storico leader dello storico centro sociale, attualmente coordinatore cittadino di Sinistra ecologia e libertà a Milano. Da quando Pisapia è stato eletto non hai mai smesso di invocare con forza una «nuova stagione tra il Leoncavallo e l’amministrazione». Farina ha precisato che attorno al tavolo di Palazzo Marino sono seduti Gianni Confalonieri, direttore delle Relazioni Istituzionale con la città, alcuni rappresentanti del centro, la famiglia Cabassi (proprietaria dell’immobile) e don Gino Rigoldi, cappellano del carcere Beccaria, a fare da mediatore. Un altro potenziale simpatizzante della causa è Mirko Mazzali, presidente della commissione Sicurezza e consigliere comunale di Sel. Penalista, è stato insieme a Giuliano Pisapia l’avvocato della famiglia di Dax (il militante del centro sociale Orso, Officina di Resistenza Sociale, ucciso nel 2003 da due estremisti di destra). C’è poi Paolo Limonta, coordinatore e maestro elementare, il gigante mite e dal sorriso rassicurante che girovagò alle spalle del candidato Pisapia per piazze e mercati, fino a essere incoronato “volto” della campagna elettorale nel salotto di Gad Lerner. Fu lì che si spiegò che Limonta aveva svolto l’importante ruolo di nodo di raccordo tra il candidato (che doveva strizzare un occhio alla borghesia dei Bassetti e Vitale) e la sinistra estrema. Ora è delegato ai rapporti con la città.

NON PROCESSATE BOB MARLEY. Non è il solo ad avere rapporti di lunga data con via Watteau. Nel 2010 al Leoncavallo si teneva un incontro dal titolo “Non processato Bob Marley!”. A parlare della legge Fini-Giovanardi c’erano Davide Farina, moderatore, assieme a Mirko Mazzali e a Maurizio Baruffi, portavoce di Giuliano Pisapia, nonché capo del Gabinetto del sindaco. Un passato di militanza focosa prima nel partito radicale e poi in quello democratico, è promotore dell’intergruppo degli “Amici della bicicletta” a Palazzo Marino. Farina lo presenta così: «Oltre a essere consigliere comunale, Maurizio ha alle spalle una militanza lunghissima nei luoghi di garanzia di presidio, tra fui Fuoriluogo, di cui è direttore responsabile». Cos’è Fuoriluogo? Un inserto di quattro pagine, poi diventato un supplemento del Manifesto, sull’anti-probizionismo. Ora è una rubrica, che esce di mercoledì. Per capire meglio di che si tratta, basta scorrere la rassegna stampa presente sul sito: «La marijuana più economica si trova a Barcellona: 5 mila lire al grammo. A Ferrara, Bolzano e Bruxelles il prezzo è invece triplicato. La cocaina? Il costo sulle piazze europee oscilla tra le 120 e le 200 mila. A Milano, invece, si compra bene l’hashish: il migliore è quello che arriva dal Marocco. Per scoprire tutte le informazioni più aggiornate sul pianeta droghe, Basta cliccare sul sito di fuoriluogo. Si tratta, infatti, del primo portale italiano dedicato alle politiche sulle sostanze illegali». (L’Espresso, 01/11/2006).

E IL PD VUOLE MACAO. Che fine farà, quindi, il Leoncavallo? L’ipotesi più papabile sembra essere quella di uno scambio tra i Cabassi e il Comune, disposto a concedergli un’altra area a ottobre. Il valore dello scambio di aree pare si aggiri attorno agli otto milioni di euro (pagati da chi?) anche se si tratta solo di indiscrezioni: gli occupanti pagherebbero un affitto annuale, inferiore ai prezzi di mercato, tramite bando. Operazione che l’ex vicesindaco De Corato ha definito «di dubbia legittimità giuridica» annunciando un appello sia alla magistratura penale sia alla Corte dei Conti, per danno erariale per il Comune. E il Pd? Carmela Rozza, capogruppo a Palazzo Marino, ricorda che il Leoncavallo «non è un centro sociale abusivo, è entrato in quello stabile con l’autorizzazione della proprietà, ha fatto un percorso di regolarizzazione, si è dato uno statuto». Nel mirino c’è Macao, vale a dire lo stabile che i Lavoratori dell’Arte di Milano occupano illegalmente, e indisturbati, nella palazzina liberty dell’ex macello comunale. Anche se loro si proclamano centro culturale, non sociale. «Regolarizziamo chi rientra nei ranghi. Non certo chi ha occupato abusivamente degli spazi, peraltro rifiutando la proposta dell’amministrazione. Su questo, non cederemo di una virgola. Vanno sgomberati».

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