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«Pisapia? Come Ponzio Pilato, rischia di scontentare tutti»

maggio 17, 2012 Chiara Sirianni

Il caso Macao, il grattacielo occupato, ha fatto emergere tutti le tensioni interne a Palazzo Marino. E ora per Masseroli si rischia «un grave precedente»

Sono arrivate le dichiarazioni, dopo lo sgombero della Torre Galfa. A bocce ferme sono emersi i dissensi interni alla giunta, e anche un po’ di polemiche. Contro Carmela Rozza, rea di aver consigliato al collettivo di artisti di «andare a Quarto Oggiaro, a diffondere cultura». Poi contro Boeri, criticato da gran parte del Pd, per il suo appoggio a Macao che avrebbe reso ancor più problematica la posizione del sindaco. Contro Basilio Rizzo, consigliere di Sinistra e presidente del Consiglio Comunale, che prima ha solidarizzato con i lavoratori dell’arte, poi è stato strigliato (sia dall’opposizione che dal centrosinistra) per aver «giustificato l’illegalità». Contro Mirko Mazzali, consigliere di Sel e presidente della Commissione Sicurezza.

Soprannominato “l’avvocato dei centri sociali”, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali su Macao finché il proprietario dello stabile (Ligresti) non ha ordinato lo sgombero. A stretto giro di occupazione ha pubblicato il comunicato stampa di Macao, ironizzando («ma come ci è finito sulla mia bacheca?»), e qualche giorno dopo, sempre via Facebook, ha glissato così: «Gli esseri umani non possono avere pareri o opinioni su tutto. Io per esempio del problema delle occupazioni non ho idee e opinioni… quando non sarò più il presidente della commissione sicurezza magari me ne verranno». Incalzato da chi gli chiedeva di prendere una posizione, si è fatto più preciso: «Pensare che dopo avere difeso per quasi 25 anni i centri sociali io non sia a favore degli spazi sociali è una tale castroneria che non merita risposta». E in effetti, il difensore dei dieci ragazzi identificati all’interno della Torre all’arrivo delle forze dell’ordine, sarà proprio lui.

Per Carlo Masseroli, capogruppo Pdl a Palazzo Marino,di questa tensione tra l’area moderata (Pd) e quella di sinistra, risente soprattutto il sindaco, che si trova stretto tra due fuochi: «Per giorni non ha preso una posizione chiara. Prima ha giustificato fra le righe l’occupazione, poi, a richiesta specifica, ha ricordato che non spettava a lui decidere dello sgombero. Un po’ come Ponzio Pilato. E adesso, avendo promesso uno spazio a chi ha occupato, ha generato un grave precedente». Il problema è anche politico: «Dopo aver promesso ai suoi elettori mari e monti, ora rischia di scontentare tutti: sia chi giustamente sostiene le regole, sia gli occupanti. È in totale isolamento».

Il sindaco di Milano ha infatti raggiunto i ragazzi (che lo hanno accolto piuttosto freddamente) in assemblea a Macao, per proporre una soluzione: l’ex fabbrica dell’Ansaldo, in via Tortona. Il Comune ha da tempo iniziato un’opera di individuazione di spazi pubblici che ha in parte già destinato ad iniziative sociali, culturali e produttive. Nel frattempo, la Giunta sta istituendo un registro dei beni immobiliari, sia pubblici che privati, per un loro prossimo utilizzo. Anche perché, mentre qualcuno occupa, gli altri si mettono in fila. Attualmente sono in corso due aggiudicazioni con bando per spazi nel Parco Lambro (Licata 41, Van Gogh), e un bando tuttora aperto e visibile sul sito del Comune interessa 11 negozi. Entro giugno tre nuovi spazi (via Saponaro, via Miramare e piazza XXV aprile) saranno messe a disposizione delle associazioni. La giunta arancione si dimostra sempre meno coesa?

«Stanno emergendo tanti personalismi, come dimostra l’eterna dialettica tra Pisapia e Stefano Boeri. Che dalla vicenda Macao esce, in termini di consenso, decisamente meglio del sindaco». Più in generale, «Il Pd non ha nessun peso politico, e infatti lascia passare il fatto che il presidente della commissione sicurezza difenda gli abusivi, come se nulla fosse. La modalità di lavoro è sempre questa: dietro alla retorica delle regole, della trasparenza, di fatto ci sono tutta una serie di rapporti uno a uno, che si risolvono fra gli interlocutori diretti e chi li ha sostenuti». Parlando per ipotesi, che soluzione avrebbe individuato una giunta di centrodestra? «Il nostro PGT determinava incentivi economici per i proprietari di spazi privati, per far sì che fossero dati a prezzi bassi a chi ne avesse bisogno. Associazioni bisognose di spazio, la cui presenza rende Milano attrattiva. Un sistema liberale, rispettoso delle regole, senza oneri per il Comune. Pisapia lo ha cancellato, ne ha realizzato un altro. Lo sfido: ora non gli resta che espropriare alla proprietà privata pezzi di città. Con processi che dureranno anni. La strada dell’esproprio è tutta in perdita».

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1 Commenti

  1. Mappo says:

    Se i Centri Sociali milanesi hanno bisogno di una sede possono farsi ospitare a S.Vittore (possibilmente a vita)

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