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«Pirlo è da Pallone d’Oro. Perché è come Clint Eastwood»

giugno 27, 2012 Emmanuele Michela

«Sembra placido, ma poi li fa fuori tutti. Se però vuole scalzare la concorrenza di Ronaldo e Messi deve vincere l’Europeo». Intervista al giornalista juventino Marcello Chirico.

«Pirlo è un giocatore la cui classe è assolutamente fuori discussione», parte in quinta Marcello Chirico non appena gli accenni della campagna di Tempi per l’assegnazione del Pallone d’Oro al centrocampista bianconero. L’emozione suscitata da quel cucchiaio così sfrontato al portiere inglese Hart non ha lasciato immune il cuore bianconero del giornalista e opinionista di Tele Lombardia, già traboccante di amore per il talento bresciano dopo la vittoria dello Scudetto. «Le doti di questo giocatore non le scopriamo ora. Ce le ha dimostrate in 10 anni di Milan, che però pensavano fosse finito. Invece è sempre in formissima, e come ha trascinato la Juventus ora lo sta facendo con l’Italia».

In tanti chiedono che ora gli venga assegnato il Pallone d’Oro?
Lui è già stato vicino a vincerlo, nel 2007: quando il Milan conquistò la Champions contro il Liverpool lui arrivò quinto in classifica. Però non saprei dire se davvero lo vincerà: è un premio che privilegia tanto chi fa gol. Cristiano Ronaldo, Messi… È vero, ci sono state alcune anomalie, come Yashin, o Sammer, premiato dopo la vittoria del Borussia Dortmund in Coppa, o il nostro Cannavaro, nel 2006… Per inserirsi Pirlo dovrebbe vincere il campionato europeo.

È vero, però le giocate cui ci ha abituato valgono quanto un gol…
Certo, Pirlo è un giocatore che dà i tempi alla squadra, fa passaggi smarcanti, le punizioni… Anche in questi Europei ha sfornato un assist fantastico a Di Natale contro la Spagna, poi quel gol con la Croazia. Ha un campionario di guizzi che fanno di lui un vero top player, uno dei numeri 1 al mondo. Però se vogliamo pensare a questo riconoscimento per lui bisogna vincere l’Europeo: allora magari, dopo lo Scudetto con la Juve, potrebbero dargli il Pallone d’Oro. Però va detto che ci sono dei contendenti straordinari: Messi è in corsa, ma credo sia fuori per il fallimento della stagione del Barcellona; ma più di tutti temo Cristiano Ronaldo, che ha fatto un gran campionato col Real e ora all’Europeo si sta comportando in maniera formidabile.

Che cos’ha provato quando ha visto quel rigore tirato da Pirlo?
Se l’Italia fosse uscita sarebbe stata una vera ingiustizia. Però ero abbastanza sereno: pensavo che Buffon avrebbe parato un rigore, e su Pirlo non avevo dubbi che avrebbe segnato. Però farlo in quel modo ha dato carica a tutta la squadra, dimostrando un coraggio smisurato. Un giocatore che ha la lucidità e la freddezza di fare quello scavetto in una partita simile, dopo che un tuo compagno ha appena sbagliato, deve avere due attributi così. Fa ridere poi sentire quelli che dicono che Pirlo, con quella faccia lì, sembra uno che dorme. Invece non dorme mai, è sempre vigile e col cervello a mille. Non ha paura di nessuno: è come Clint Eastwood, che nei film western aveva l’aria placida, ma poi li faceva fuori tutti.

Da tifoso juventino quest’anno ha potuto apprezzare i numeri di questo giocatore, fondamentale per il gioco di squadra dei bianconeri. Quanto ha influito per i bianconeri avere dietro le quinte un uomo del genere?
Pirlo ha sempre giocato davanti alla difesa: da lì osserva tutto il gioco e poi agisce. Io penso che gli artefici dello scudetto della Juventus siano fondamentalmente due: Antonio Conte e Andrea Pirlo, che tutto l’anno ha dato sicurezza e forza. Ha letteralmente cambiato la Juve: mi ricordo che un anno fa c’era chi storceva il naso pensando al suo acquisto, dicendo che non si sarebbe adattato al 4-2-4 di Conte. Ma bisogna capire che quello schema non è un dogma per il tecnico: Antonio arriva dalla scuola di Lippi, uno che cambiava schemi facilmente. Tant’è che Pirlo ha praticamente giocato tutte le partite.

Invece Prandelli adotta uno schema diverso rispetto a quello di Conte. Eppure, in maniera diversa, Pirlo risulta sempre preziosissimo…
Certo, perché è un giocatore come Buffon: meglio averli sempre, e se li hai in forma vanno schierati. Anche con l’Italia Andrea lavora una marea di palloni, ed è sempre all’inizio dell’azione. Certo, poi Prandelli ha anche altri uomini in gruppo, con diverse caratteristiche. Ma se potesse contare su gente come Liecthsteiner, Vidal, Vucinic, Caceres sono convinto che vincerebbe l’europeo in carrozza. Però abbiamo comunque un bel gioco: sono stupito dal lavoro che sta facendo il Ct. Che, guarda caso, anche lui viene dalla Juve. Siamo sempre noi a offrire i migliori, e anche in questo Europeo stiamo avendo la riprova: quando gira la Juve gira anche la Nazionale.

Ci faccia un pronostico per domani sera.
Sarà una partita difficile, ma sono molto positivo. Non credo a chi dice che l’Italia ha già finito qua la sua avventura: siamo partiti per vincere, mica per arrivare quarti. Non vinciamo l’Europeo dal ’68, e questa è una vergogna. E soprattutto, c’è la Germania che se la sta già facendo sotto. Sono fiducioso, perché come ha detto Montolivo: “Venderemo cara la pelle”. Quindi tedeschi, achtung!

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1 Commenti

  1. Leone Grotti says:

    Come milanista, firmerò con una lacrima la petizione “Pallone d’oro a Pirlo”

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