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Certo che saremo in piazza Farnese il 15 novembre. Perché quella sulla famiglia non è una “battaglia persa”

novembre 7, 2014 Gaetano Quagliariello - Luigi Amicone

Tra una settimana a Roma la manifestazione di Ncd in difesa della famiglia. Lettera di invito di Gaetano Quagliariello e risposta di Luigi Amicone

famiglia-ncd

Caro direttore, mancano pochi giorni alla manifestazione “Family Act” del 15 novembre in cui ci ritroveremo tutti in piazza Farnese, a Roma, per difendere la vita e la famiglia. Vorrei innanzitutto ribadire i motivi che ci hanno convinto a promuovere questa iniziativa, scegliendo tra l’altro una data così prossima.

Sappiamo bene che questo preavviso così breve ci consentirà di raggiungere un minor numero di persone, e di dare all’appuntamento un risalto mediatico e propagandistico inferiore a quanto sarebbe stato possibile con una preparazione più ampia. Ma sappiamo altrettanto bene che vi è un’urgenza immediata alla quale è necessario rispondere, reagendo con tempestività a ciò che sta accadendo sia in Parlamento che nella dimensione locale.

Come sa, con la discussione sulle unioni civili, attualmente in Commissione al Senato, si stanno stringendo i tempi di un progetto di legge che potrebbe mettere a reale rischio lo stesso concetto di famiglia naturale – così come la disegna la nostra Costituzione – e di conseguenza anche la filiazione. A livello amministrativo, l’atteggiamento di alcuni sindaci, che hanno registrato illegittimamente matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, sta creando una situazione di conflittualità tra istituzioni che rischia di creare una pericolosa fuga in avanti su questi temi.

È necessaria, quindi, una mobilitazione che lanci un segnale chiaro e immediato, e che renda evidente che nel paese esiste un’opinione diffusa e radicata assai diversa dalla linea che oggi sembra unire forze di sinistra e di destra in Parlamento. È necessario che la società civile faccia sentire la sua voce, dica forte e chiaro, su questo tema, come la pensa. È necessario dimostrare che esiste un popolo che vuole difendere la famiglia. E sono certo che, grazie alla forza delle nostre convinzioni, riusciremo a farci ascoltare in ogni sede istituzionale.

L’appuntamento è a Piazza Farnese, alle 14,30 di sabato 15 novembre. Sarà una carrellata di interventi, ciascuno di pochi minuti (per consentire a tutti di parlare), in cui si alterneranno rappresentanti delle associazioni e delle parti sociali ed esponenti del Nuovo Centrodestra.

Gaetano Quagliariello senatore Ncd

* * *

Gentile senatore, grazie per l’invito che ci avete rivolto a partecipare alla manifestazione, addirittura prevedendo un nostro intervento. Non mancheremo di onorarlo anche perché, come lei sa, noi qui non consideriamo affatto la famiglia naturale una “battaglia persa”. Anzi. Nonostante l’ingiustizia, l’oppressione fiscale, statalista, ideologica e settaria che vanno ad aggiungersi alle complicazioni e alle divisioni in cui versano tante famiglie – ferite spesso dalla fatica di vivere in un mondo che va in frantumi – non c’è alternativa all’alleanza uomo-donna come cellula fondamentale di ogni società. Tanto più in questa fase che sembra avere come protagonista assoluto della storia le élite – borghesie, lobby, sistema di corti e burocrazie occidentali – schierate in un’offensiva di stampo neocoloniale e neoschiavista nei confronti dei popoli, ridotti a far massa di manovra e di consenso alle utopie di onnipotenza dell’industria della tecnoscienza.

In tempi di crisi, c’è infatti una nuova “corsa all’oro”: è quella che non scava più negli ormai esauriti siti minerari, ma scava, commercia, sfrutta la miniera costituita dagli esseri umani. Tant’è, in questa congiuntura, così drammatica per milioni e milioni di famiglie che stanno finendo sotto la soglia di povertà, occorrerebbe fornire al popolo la conoscenza dettagliata di quali e quante risorse lo Stato centrale, le istituzioni, i sindaci, offrono ai militanti dell’indifferenziazione e dell’omoparentalismo. Nel contempo, bisognerebbe misurare le ore di trasmissione televisive, il numero di ricerche e di programmi sociali, gli investimenti in servizi e in nuovo welfare, in libertà di educazione e in libertà di cura, che il complesso delle posizioni dominanti destina ai nuclei famigliari costituiti da uomo-donna-bambini-nonni. Che poi sono i soggetti che tengono in piedi la baracca di questo paese allo sbando.

No, noi non consideriamo una battaglia perduta la difesa dell’alterità uomo/donna, perché è semplicemente la condizione minima della sopravvivenza del mondo comune. Consideriamo un vantaggio di civiltà il fatto che l’Italia sia una delle poche nazioni occidentali che non ha ancora introdotto il piallamento della realtà per tramite dell’equiparazione sociale, politica e giuridica del matrimonio tra un uomo e una donna alle unioni tra persone dello stesso sesso.

E sappiamo bene che nessuno, se è sincero in cuor suo, può considerare violazione dei “diritti” il puro e semplice e ovvio considerare che una cosa sono i sentimenti, le unioni, i piaceri privati, di cui ciascuno e tutti possono disporre in libertà (almeno fino a che, grazie alle nostre mollezze e decandenze, non arriverà anche da noi lo Stato islamico). Altra cosa è il matrimonio, il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma, il dovere e la responsabilità di custodire la realtà della vita per le generazioni a venire, così come è stato sin qui, fin dalle origini del mondo, contrastando ogni delirio e violenza con cui scienza, tecnica e egoismo degli uomini tendono a impossessarsi e a piegare la vita a un proprio tornaconto, potere, utopia di dominio totale.

In altre epoche questa pretesa onnipotenza sfociò in campi di concentramento e di sterminio non perché dei pazzi presero il potere. Ma perché la gente comune diede il proprio silenzioso assenso a leader e ideologie da pazzi e nulla si volle sapere (la gente voleva solo essere “lasciata in pace”) delle tragiche conseguenze che tali leader e ideologie avrebbero poi avuto sulla società.

Detto questo, è chiaro che noi non saremo a Roma per fare pubblicità a un partito. Piuttosto, saremo a Roma anche per chiedere a questo partito che oggi è al governo di trarre tutte le conseguenze di questa sua battaglia per la famiglia, soprattutto qualora questo governo promuovesse iniziative e leggi opposte a quelle che verrano richieste a piazza Farnese.

La battaglia non è persa e, anzi, crediamo che l’Italia, questo nostro amato paese carico di un passato di civiltà che non ha eguali nel mondo, saprà dire “no” a “così va il mondo”. E saprà mettersi – davvero ce lo auguriamo – alla testa di una riscossa di educazione, di ragione e di civiltà che faccia da battistrada al risveglio dei popoli nei confronti di ideologie mortifere, cretine, ma purtroppo devastanti il mondo comune.

Luigi Amicone

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55 Commenti

  1. Leo Aletti scrive:

    Sono convinto che si debba superare il modo di pensare Destra, Centro, Sinistra. Il Family Act deve essere aperto a tutti i partiti.

  2. Raider scrive:

    Non voterò mai NCD, non voterò più FI e non potrò partecipare alla manifestazione di piazza Farnese, ma, da leghista, auguro alla manifestazione il più grande successo. Tocca a noi, gente comune, gente della strada, si diceva un dì, scendere per strada e riprenderci la democrazia che ci stanno sfilando sotto il naso. La famiglia “tradizionale”, tradizionalissima, se è per questo, è di tutti e va difesa da tutti, senza distinzioni partitiche. In piazza non ci saranno iscritti, elettori o simpatizzanti, ma padri, madri e l’unica “categoria” da cui nessuno è escluso: i figli!

    • Giannino Stoppani scrive:

      Secondo me è già indecente che per intendersi si sia costretti a definire la famiglia “tradizionale”.

      • Raider scrive:

        Sono d’accordo con lei, caro Stoppani. La criminalizzione delle parole, l’epurazione del linguaggio, sono forme di condizionamento nascosto. Ma per chi vuole limitare la libertà di espressione, non basta. Occorrono ddl come quello che, purtroppo, gli stessi proponenti questa manifestazione non fanno nulla per bocciare. E’ una contraddizione loro e noi possiamo lasciargliele.
        Ah, cosa importante: nel caso anche questa manifestazione fosse molestata e peggio, fino a impedirne lo svolgimento, com avvenuto con le Sentinelle In Piedi, come si comporterà Alfano? E’ il caso di venire muniti di caschi da metalmeccanico?

      • antonio scrive:

        è vero stoppani, come se dovessimo dire : la fica….quella di una volta!

    • Kan63 scrive:

      Giusto Raider, non é una questione di appartenenza politica e guai a chi cerca di appropiarsene politicamente, la famiglia é innanzi tutto un bene supremo che tutti dobbiamo difendere.

  3. D.Ph kissinger scrive:

    Ma questo Quagliarello non ha qualche carica governativa? La politica italiana diventa più scema giorno dopo giorno. Sta per passare una legge proposta dal governo.

    • ochalan scrive:

      Chissene, non si sta parlando di ncd, ma di una proposta di manifestazione su un valore comune.

  4. Quercia scrive:

    Alleluja…temevo in una divisione su questi temi dicendo “questo politico non mi piace” “questo partito non lo voto” ecc ecc

    Mi auguro nella partecipazione anche altri partiti. Non solo di centro-destra.

    Mi auguro anche che molti intellettuali partecipino.

    Mi auguro che molte “organizzazioni” aderiscano, mi riferisco ai circoli “Voglio la mamma”, “manif pour tous”, “sentinelle in piedi”

    Ma mi auguro soprattutto che, molti cittadini italiani, facenti parte di associazioni e movimenti cattolici (neocatecumenali, focolarini, rinnovamento dello spirito, caritas, comunità SEgidio, Papa Giovanni, Nuovi orizzonti eccecc) decidano, anche solo individualmente senza aspettare l’input del responsabile, catechista, direttore ecc, di andare a Roma il 15 novembre. Non come aderenti ad un movimento o ad un altro, lasciando a casa cembali, tamburi, chitarre, salmi, vassoi e pasti caldi, ma semplicemente come cittadini italiani a pieno titolo. Portate anche i bambini.

    PS: Sogno che, di fronte a un fenomeno che provoca la crescita del mercato degli uteri in affitto, trasformando la donna in banale oggetto consumistico e mera incubatrice, il 15 novembre partecipino in massa tutte le femministe italiane e i comitati “senonoraquando” et simili

    • Menelik scrive:

      ……ma se quelle si sono nascoste pure per la riduzione in schiavitù delle cristiane e yazide in Iraq e Siria?
      Dico: donne schiavizzate LETTERALMENTE e le femministe qua se ne stanno zitte in un cantuccio.
      Per fare quella considerazione in PS, hai ancora un’opinione fin troppo lusinghiera delle femministe.

      • Quercia scrive:

        Menelik
        a parte che era un po’ una punzecchiatura verso il mondo femminista. Non a caso ho detto: “Sogno che…”. Cmq, visto che non credo di essere migliore di qualcun’altro/a, penso, forse sono ingenuo, che molte femministe siano onestamente interessate a migliorare la condizione femminile. Semplicemente sono imbrogliate da un’ideologia. Un po’ come i comunisti “in buona fede” degli anni ’50 pensavano di aiutare gli operai. Cosa che rivedo anche in moltissimi militanti lgbt di oggi.
        Però forse sono un ingenuo…ad ogni modo, speriamo di no 😉

        SOGNO di vedere Filomena in prima fila il 15 novembre

      • filomena scrive:

        Menelik tu vorresti liberare le donne dalla schiavitù “dell’utero in affitto” per costringerle ad ”usare l’utero in proprio?” Sempre di uso a mo’ di contenitore si tratta. Con la differenza che nel primo caso le donne lo fanno volontariamente, nel secondo caso voi le costringereste a portare avanti una gravidanza anche contro la loro volontà. Se questo è liberarle dalla schiavitù……
        Sai che ti dico? Che se mettere al mondo figli sarebbe toccato agli uomini l’umanità si sarebbe già estinta da un bel pezzo.

        • Raider scrive:

          “Se sarebbe” toccato agli uomini, ha ragione lei, cara Filomena; “se fosse” toccato, la grammatica è meno indulgente di lei.
          Non se la prenda, capita di scrivere assurdità: e anche di sbagliare forme verbali, cosa di cui non le farò torto. In fatto di assurdità, che ne dice di questa detta fresca fresca da lei Se le cose fossero andate come lei immagina per dispetto ai maschi, dimentica che i gay sarebbero felici dello scambio.Vede che la foga polemica impedisce anche a lei di riflettere?

          • filomena scrive:

            @Raider
            Chiedo umilmente venia per aver sbagliato forma verbale, cosa vuole purtroppo non sono perfetta. Del resto forse anche lei almeno una volta le sara capitato di fare un errore, specialmente quando scrivendo da un cellulare poi non sempre é facile rileggere il testo. Comunque per l’errore grammaticale faccio ammenda, ma per quanto riguarda il contenuto del testo rivendico ogni parola. Non serve liberare le donne dalla schiavitù della maternità e poi andare contro la volontà di alcune che non vogliono avere figli.

            • Raider scrive:

              Filomena, mi accusi di tutto, ma se mi permetto di fare osservare, non solo a lei, qualche svista o lapsus, lo faccio ben sapendo gli strafalcioni che io per primo commmetto in gran copia digitando. Ne ho tratto lo spunto per una divagazione sul tema: e contando sul fatto che essere ripresa su questo potesse dispiacerle di più.

            • Raider scrive:

              Rileggendo quello il suo post e confrontandolo al mio, il dispiacere che posso sperare di farle non si può paragonare a auqello che lei dà a qualunque persona di sentimenti, non c’è bisogno di strafare, mediamente/mediocremente umani non si può paragonare a quello che lei provoca quando scrive “liebaerare la donna dalla schiavitù della maternità.” Perchè, fra l’altro, mi fa pensare sia vero quello che pensano amici più saggi di me, dal grande Stoppani a Toni e Giovanna: una donna può rigettare con sdegno e ribrezzo l’idea di maternità e combattere perché i gay possano avere figli?

              • filomena scrive:

                Raider sulla svista o lapsus o meglio sull’errore grammaticale, ha fatto bene a farmelo notare, perché rileggere i testi che si scrivono, serve anche a dare giudizi più ponderati e più chiari. Nel merito del contenuto del mio ultimo post, lei può credere a chi vuole ma questo dipende dal fatto che voi non ammettere che le donne essendo prima di tutto persone (come ovviamente gli uomini), non è assolutamente detto che considerino la maternità come una priorità o un loro destino contenuto aprioristicamente in un disegno divino identificato arbitrariamente nella legge naturale sostenuta dalla vostra morale. Anche se lei non lo può capire, io sono una delle tante donne per le quali la maternità non è prioritaria. Questo non significa che io abbia qualcosa contro l’idea di mettere al mondo figli in generale, semplicemente non ne sento il desiderio, aspetto essenziale per chi invece vuole essere genitore. Detto questo lei può anche non concepire l’idea che una donna se non vuole figli non possa essere una donna a tutti gli effetti. Ognuno è libero di credere quello che vuole, non accetto però che un certo tipo di morale a cui lei aderisce, possa in alcun modo impedirmi con leggi specifiche di essere me stessa e di seguire strade che non rispettano le mie aspettative di vita pur essendo donna.

                • Raider scrive:

                  Filomena, spieghi come e perché in tutto quello che lei scrive si sente una voglia di vittimismo che smentisce tutte le libertà che lei rivendica. Nessuno nega il suo diritto di non volere bambini, anche perch lei fa più e peggio, dal modo in cui si esprime come se chiunque faccia bambini si pieghi a una violenza di genere cui lei e altre vi ribellate eroicamente. E tutta questa imparzialità nei confronti della libertà delle donne da parte sua non si vede, quando lei si batte per l’aborto, lo esalatal lo coccola, vezzeggia come una brava mammina: e però, non spende una parola per le donne che ci ripensano e decidono di mettere al mondo una vita preziosa: dico, una sola parola che dimostri rispetto, forse, ammirazione, per non dire gratitudine, per le donne che, aiutate o da sole, decidono di non gettare via quello che mamma mia se ripeterò la sconcezza da lei detta qui sotto, anche se le è sfuggita.
                  E lei vuole passare per essere la vittima della “morale altrui”? E queste “leggi specifiche di essere me stessa”, cioè, uno stereotipo come altri? “Le mie aspettative di donna”, quando la donna è un orentamento fra i cinquantatré censiti di chi la umilia così: e lei se la prende con me? Io sento per lei solo enorme tristezza: e perciò, a volte, preferisco parlare dei cavalli non più pazzi di lei; altre, invece, prego per lei, proprio perché mi sta molto antipatica, a noi cristiani è chiesto di pregare per i nostri nemici, si figuri se non è questa l’unica, vera, orrenda violenza per può giudicarsi vittima predestinata di una sopraffazione senza che c’entri neppure uno dei 53 orientamenti in cui può negare ciò che lei è.

            • beppe scrive:

              l’errore verbale non cercarlo nella tastiera, è nella tua testa. lo stesso vale per le idee che esprimi. e per quelle ti intestardisci ad aver ragione.

        • Kan63 scrive:

          Su Filomena non mescoli le cose, il problema degli uteri in affitto é una cosa (e lei sa bene che nel mondo per ogni “illuminatissima altruista” disposta a affittare il proprio utero per la felicità di qualcun’altro ci saranno 1000 povere donne che lo faranno per fame), l’aborto é un’altra (e qui ci basterebbe che la 194 fosse applicata integralmente dai primi articoli e non dal punto “…e quindi la donna può essere aituata ad abortire”).
          Comunque tutti parlano di donne, uomini e dei loro più o meno legittimi diritti, io quando guardo ai miei figli penso sempre ai diritti dei bambini (spiace Filome’, dal loro concepimento, non dal loro annidamento o dalla xesima settimana, o da quando semplicemente cominciano a esistere), e finché posso continuerò a ripetere a tutti che é sempre il più debole che va tutelato anche quando é invisibile.

          • Kan63 scrive:

            Aggiungo aneddoto.
            L’altra sera guardavo sul secondo canale della televisione francese un programma in cui mostravano tra le altre cose le “miniere” di tantalio in Congo per la fabbricazione di smartphone, ipad, PC…
            Buchi larghi poco più di un metro verticali che scendono nelle viscere del terreno per decine di metri senza alcuna protezione in cui si infilano ragazzi minorenni di colore (in Congo) per estrarre quasi a mani nude questo minerale assolutamente necessario per i nostri telefonini.
            Ne muoiono una cinquantina al mese, non li tirano neanche su, deviano il buco e gli passano vicino…
            Ecco mi dicevo é la stessa cosa, noi abbiamo diritto a tutta questa tecnologia, come fa il nostro mondo ad andare avanti, come facciamo a fare questi commenti intelligenti senza il tantalio…e poi sti “negretti” chi li vede, neri e sporchi, infinitamente poveri che muoiono a mille kilometri a ovest di Goma (andare a cercare su GoogleMaps…con lo smartphone) e a trenta metri sotto terra…neri e invisibili nelle viscere di madre terra come i nostri poveri embrioni, e che cazzo avremo pur diritto di decidere se avere il telefonino o no!

            • Menelik scrive:

              ….ecco a cosa porta quel modo di concepire il progresso che piace tanto ai progressisti in quali, da ex-sessantottini e settantasettari, dopo il tracollo del loro Stato-guida si sono riciclati sotto l’egida del neo-liberismo massonico.
              Il coltan è giù in Africa, ma anche qua in Italia abbiamo qualcosa di simile: l’antimonio in Maremma, estratto fino agli anni 60.
              Ora c’è una massiccia richiesta di antimonio per la tecnologia dei tablet, e viene quasi tutto dalla Cina e tutti possiamo immaginare chi lo estrae e come li obbligano ad estrarlo.
              Non mi stupirei affatto se fossero detenuti dei laogai.
              Sono state fatte più di 300 carotaggi alle Zolfiere di Scansano, e l’antimonio è ancora lì, ANCHE IN SUPERFICIE, lavorabile con tecnologie moderne a ridotto impatto ambientale.
              Ma hanno rifiutato di ridare la concessione e avviarne l’estrazione, con mille scuse, di fatto per il timore di inquinamento.
              Timore non infondato se le cose sono gestite “alla Casal di Principe” (non se la prendano i Campani, non è colpa loro), ma timori infondati in caso di gestione seria ed onesta, sotto rigido controllo e con impianti moderni.
              Considerate che l’antimonio sotto, assieme all’arsenico e al mercurio che lo accompagna, è sotto incessante lisciviazione NATURALE ad opera delle acque sotterranee, in quanto il minerale è alloggiato in un acquifero carsico, e le acque di circolazione sotterranea lo portano con sé comunque.
              Potrei anche fare il discorsetto sui giacimenti di idrocarburi nel bacino di avanfossa adriatico, ma lasciamo perdere per non guastarci il fegato.
              Diciamo solo che i giacimenti “nostri” ne usufruiscono gli Sloveni, attualmente, a ridosso delle nostre acque territoriali.
              Praticamente attingono giacimenti che si estendono sotto le coste di nostra giurisdizione.
              Noi, basta che abbiamo i comitati NO TRIV e acquistiamo gas e petrolio da Libia e Quatar (il quale finanzia l’ISIS).

            • filomena scrive:

              Vedi kan63, rispetto allo sfruttamento di minori o comunque dei lavoratori mi trovi assolutamente d’accordo anche se le conclusioni che fai non sono condivisibili. Il progresso tecnologico deve continuare, il problema é che bisogna renderlo compatibile con i diritti delle persone. Poi questa volta sei tu a mescolare situazioni che nulla hanno a che fare tra loro. Non é ammissibile dal mio punto di vista mettere sullo stesso piano un embrione e una persona e credimi sono in tanti a pensarla così, direi la maggioranza delle persone reali fuori da Tempi

              • Kan63 scrive:

                Mi spiace, confermi quello che dico: il progresso deve andare avanti perché é un nostro diritto (come la libertà di non avere figli) e pazienza per il negretto (si va beh, bisognerebbe renderlo compatibile bla bla bla…ma intanto quello crepa veramente), pazienza per il negretto che é in Africa e non lo si vede e non lo si sente…come l’embrione, alla fine per nostra comodità sono entrambe non-persone e alla via così.

                • filomena scrive:

                  Se non sei capace di distinguere tra una persona in carne ed ossa e un embrione quantomeno dovresti andare da un oculista. Sui bla bla bla invece non si tratta di chiacchiere idealiste come quelle sostenute da voi
                  Io credo che sia indecente lo sfruttamento dei lavoratori ma la soluzione non può essere tornare all’età della pietra. Non si butta via ”il bambino con tutta l’acqua sporca ”
                  Il progresso deve andare avanti ma ribadisco in parallelo con i diritti delle persone.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    La frase “non si butta via il bambino con l’acqua sporca” messa nero su bianco da un fake vintage stile “vecchia carampana residuato del sessantotto che ai bei tempi l’avrebbe anche data via ma era troppo impegnata a far abortire le compagne con la pompa da bicicletta”, è uno dei più bei pezzi di comicità involontaria dai tempi del famoso panino omofobo di Chicken fil A.

                  • Kan63 scrive:

                    Sul primo punto: “occhio non vede cuore non duole” ma siccome ogni tanto anche l’occhio ha un anima che “vuole la sua parte” meglio rassicurarlo dicendogli che l’embrione siccome non è annidato, siccome non soffre ancore, siccome non è ancora alla xesima settimana …allora non è un essere umano e anche l’occhio e l’anima possono dormire tranquilli.
                    Sul secondo punto: nessuno vule tornare all’etá della pietra, a casa mia ci sono abbastanza ipad e smartphone da mettere su un negozio, ma il modo con cui lei liquida l’analogia che ho usato senza mostrare il minimo sussulto con una bella frase programmatica ha lo stesso odore delle riviste patinate di tendenza.

        • Menelik scrive:

          L’utero in affitto (senza virgolette perché di affitto autentico si tratta, come una prostituta che affitta a tempo parti del proprio corpo) è “libero” (questo sì virgolettato) nel senso che la donna in oggetto non ha nessuno col fucile dietro, ha però, nella stragrande maggioranza dei casi, LA FAME, LA MISERIA, LA NECESSITA’ DI DENARO dietro che la tiranneggiano come un fucile invisibile.
          A meno che non vuoi farci credere che esista davvero chi si fa ingravidare e porta a termine il tutto modificando la sua esistenza per nove mesi, in maniera gratuita, perché questa davvero non ce la beviamo.
          Vallo a raccontare a dei dodicenni, non qua.
          Io sono stato vicino a mia moglie lungo quattro gravidanze, cinque sarebbero, ma una finita in aborto SPONTANEO.
          Pertanto ho molto più di una vaga idea di cosa significa portare a termine una gravidanza.
          La maggioranza di chi scrive qua, noi intendiamo, siamo gente sposata e con figli.
          In quanto al costringere a portare avanti una gravidanza, come dici dopo, ma, scusa, chi glielo fa fare di intrattenere rapporti sessuali penetrativi senza alcuna prevenzione proprio nei giorni fecondi?
          Non si tratta di rapporti gestiti con eccessiva leggerezza?
          Ci sono anche dei casi in cui la situazione può sfuggire di mano, succede a tutti.
          Io e mia moglie ci siamo sposati al sesto mese, e molti hanno fatto così.
          Mio figlio pure ha fatto così, si sono sposati al terzo mese.
          Però non si può darla a destra e a manca e poi, quando ci si accorge del “fattaccio” corrodere il bambino col sale o farlo a pezzi coi ferri, e poi rifare tutto da capo.
          In quanto all’ultimo assunto, diciamo che se gli uomini fossero nati donne e le donne uomini (così va meglio), semplicemente noi avremmo una psicologia femminile e faremmo la nostra parte anche nelle gravidanze, esattamente come fanno le donne o per lo meno il 99% di esse.
          L’umanità non si sarebbe estinta proprio per niente, sarebbe quello che è adesso, solo che invece di Giovanni sarei Giovanna. Tutto qua.
          Non tutti gli uomini sfuggono alle loro responsabilità, non tutti sono bamboccioni.
          La maggior parte fa fronte alle sue responsabilità, si rimbocca le maniche e si dà da fare per portare avanti nel miglior modo possibile l’AZIENDA FAMIGLIARE.
          Agenda scritto maiuscolo, perché una famiglia è una azienda basata non sulla sterile legge del profitto, ma del mutuo aiuto e divisione degli impegni.

          • filomena scrive:

            Sono d’accordo sul fatto che la responsabilità vorrebbe che i rapporti sessuali quando non finalizzati a procreare cioè nella maggior parte dei casi considerato complessivamente il periodo fertile nell’arco della vita, fossero protetti. Malgrado gli anatemi che mi piovono addosso da molti di voi io ho sempre sostenuto che l’aborto NON é un metodo contraccettivo ma l’ultima spiaggia quando i contraccettivi sono falliti. Di fatto però l’affettività e la sensualità sono bisogni delle persone esattamente come le aspettative di vita che non credo sia giusto vengano stravolte da una situazione che si é fatto il possibile per evitare in un preciso momento della propria vita.

        • beppe scrive:

          filomena, come disse la serva a pietro: un verbo ti tradisce.

    • Nino scrive:

      Qualcuno mi spiega perché il riconoscimento delle unioni civili toglierebbe qualcosa, o addirittura metterebbe a rischi la famiglia che voi chiamate “naturale”?

      e perché le unioni civili provocherebbero la crescita del mercato degli uteri in affitto?

      • Raider scrive:

        Secondo lei, con l’eterologa a spese della Sanità pubblica e autorizzazioni a figliare per procura, a percentuale variabile, in cooperativa, gli affitti di utero salirebbero alle stelle e ci andrebbe pagata l’IMU, Nino? O perché mai questa corsa dei sindaci a inseguire il futuro perdendo di vista la realtà umana in favore di manipolazioni giuridiche, di laboratorio e opinioine pubblica?
        E poi, la famiglia la chiamamo “naturale” commettendo qualche sopruso linguistico o ideologico? Un effetto delel unioni civili è proprio quello di rendere “obsoleta” quel modello unico di famiglia cui dobbiamo se siamo qui a discuterne come se, a sentir lei, potessimo parlare d’altro.

        • filomena scrive:

          Raider dunque é questa la vostra paura e cioè che perfino i cattolici percepiscano come più appetibile un altro tipo di famiglia rispetto a quella tradizionale che di fatto non risponde più ai bisogni delle persone. La vostra dunque é una battaglia di retroguardia perché avete paura di essere tentati a vivere meglio i rapporti interpersonali di coppia.
          Vuole in altre parole farci credere che anche voi siete umani e sensibili rispetto alla qualità di vita anche se questo significherebbe non rispondere più ai dettami di una dottrina per autolesionisti?

          • Giannino Stoppani scrive:

            Dunque esimio Filomeno, se non capisco male le tue argute considerazioni socio-bischerologiche (ditemi voi se i “rapporti interpersonali di coppia” non sono una emerita “supercazzola”!) sulle supposte (sì, proprio quelle che si mettono lì!) paure dei cattolici, secondo la tua autorevolissima ANALisi la più grande preoccupazione dei medesimi sarebbe quella di cadere in tentazione cedendo alle lusinghe del mondo.
            Stronzate.
            La loro principale preoccupazione, caro Filomeno, è quella di non lasciare in eredità ai propri figli quel troiaio di società, senza altri valori che il proprio sottopancia, che voialtri volete imporre e che, siamo sicuri, vi porterà alla rovina ben prima di quanto sospettiate.
            La prospettiva che dell’ignavia dei cattolici di oggi ne facciano le spese i loro figli, che domani saranno chiamati ineluttabilmente a ricostruire quello che voialtri state distruggendo, basta e avanza non solo per combattere una “battaglia di retroguardia” ma per organizzare una difesa disperata della posizione come alle Termopili o ad Alamo, anche sapendo che la guerra sarà lunga e chi oggi sembra prevalere alla fine perderà.
            Certo, però, che parlare di figli a chi si è fossilizzato a testimoniare su queste pagine la stessa perversa mentalità di quelle che si facevano aspirare i bambini con la pompa da bicicletta della Bonino…

          • Raider scrive:

            Forse, dovrei ringraziarla perché lei vorrebbe liberarmi da paure che non ho, ma io vorrei risparmiarle questa generosità perché, le assicuro, non temo nulla, nemmeno le paure che mi sono attribuite o che altri si prendono per me. La famiglia tradizionale non risponde più ia bisogni delle persone come se queste nascessero e vivessero già all’interno di laboratori in cui assembalere componentio biologiche; autolesionisti, chi?, Noi, io e quelli che condividono le mie opinioni?; e io voglio farle credere quello che non siamo, cioè, umani e sensibili, perché lei possa credere di noi quello che desidera lei, vivere meglio i rapporti di coppia…
            Nel post dello svarione, tanto per capirci, un’altra frottola per ipotesi: se toccasse ai maschi la gestazione e il parto, ci saremmo già estinti! E così, lei dice quanto davvero tiene alla causa dei gay: zero, perchè si figuri se loro non farebbero a cambio, le dicevo!
            Insomma, non c’è nulla da rispondere a una serie di illazioni, fantasie, provocazioni. Del resto, lei non risponde alle mie osservazioni e controdeduzioni: se gay si nascde o si diventa, per dirne una, ma decisiva. Perchè se si nasce, mi dica dov’è il gene gay; mi dica se lo si può considerare un dato biologico che si può modificare per via medica o se può essere causa di aborto come avvenuto e avviene per le bambine in India e Cina, ma non solo là.
            O se lo si diventa, gay: e allora, spieghi perchè la società dovrebbe favorire la diffusione dell’omosessualità attraverso l’educazione dei bambini, fare di essa un mdoello culturale e tutelare una scelta personale che contrasta con il valore sociale della riproduzione sessuale: e per giunta, dando un riconoscimento di legge a unioni che rifiutano la condizione che unicamente rende possibile la riproduzione, al di fuori di interventi scientifici che manipolano quello che per lei è “materiale biologico, ma che, giustappunto al di fuori della cultura gay, sono valori umani sotto forma di preziosa carnalità umana; e la di fuori di interventi legislativi che violano i diritti del nascituro e del terzo escluso, padre o madre “meramente biologici” i cui diritti e il cui valore umano di soggetto morale e come tale, rimesso alla sua coscienza o se non ne è capace, alla tutela della società.

      • Kan63 scrive:

        Nessun problema a riconoscere le “unioni civili” con qualche premessa:

        1) che sia riconosciuto il ruolo fondamentale della famiglia (tradizionale: lo dico qui e non lo ripeto più) per lo sviluppo dell’uomo e della società.
        2) quindi che comunque una famiglia con figli, e in secondo luogo anche una famiglia che può avere figli, sia anche economicamente aiutata prioritariamente rispetto ad unioni civili senza figli (si può discutere dei casi di unioni civili con figli ma sempre nell’ottica della tutela dei minori non dell’unione in sé)
        3) che le adozioni di “unioni civili” siano vietate. Spiace ma deriva dal primo punto e se l’unione é ti tipo etrosessuale é sempre meglio che si sposi (sto parlando di diritto civile non della cerimonia religiosa) prima di poter adottare a tutela del minore (considerando il matrimonio una forma più duratura/stabile di rapporto)
        4) se una “unione civile” (anche omosessuale) ha in qualche modo dei figli allora per riguardo a questi bisogna prevedere tutele simili alle famiglie (ma se la coppia ha ottenuto i figli con procedure estranee alla legge, vedi punto 2, deve in qualche modo essere sanzionata, sempre nel rispetto del minore)

        • nino scrive:

          rispondo usando un cellulare, kan, quindi chiedo scusa in anticipo per gli errori.

          1. nessuno credo abbia mai voluto mettere in dubbio l’importanza della famiglia

          2. sul privilegiare le famiglie con figli idem. meno su quelle in grado di avere figli se non ne fanno

          3. non vorrei sbagliare ma già oggi l’essere spisati non è un prerequisito pet l’adozione e il matrimonio in se non garantisce niente

          4. la punibilità di una azione è possibile solo se l’azione compiuta è illegale nel paese dove essa è compiuta. ma ammesso che non sia cosi come si pottebbe punire il genitore senza penalizzare il bambino?

          • Kan63 scrive:

            Non stavo descrivendo cosa dice la legge ma quali dovrebbero essere secondo me i principi che dovrebbero consentire le unioni civili nel rispetto della famiglia e della tutela dei minori.
            Sulla tutela delle famiglie senza figli, se escludiamo dalle adozioni le unioni civili direi che privilegerei una coppia sposata (ripeto civilmente) che potenzialmente puó aver figli ad una unione che non li ha. La presenza dei figli cambia tutto, in questo caso una unione che ha legittimamente dei figli dovrebbe avere una protezione equiparabile alla famiglia (per tutto ció che ha a vedere con i figli).
            So che adesso l’essere sposati non é un prerequisito per l’adozione ma dovrebbe esserlo, considerando il matrimonio una forma contrattuale piú cogente dell’unione e quindi piú garantista per i figli. Poi la vita puó andare in altra maniera ma questa non é una cosa che si puó risolvere con il diritto.
            Sul punto della punibilitá non é del tutto vero, una punibilitá potrebbe essere introdotta teoricamente (se compro droga in un paese dove si puó questo non mi autorizza a portarla in Italia) ma sono d’accordo che trovare una forma che non penalizzi il minore é molto difficile.

      • Cisco scrive:

        @Nino
        Il modo fondamentale e’ la “concorrenza sleale” che verrebbe a crearsi: di fronte a due alternative equivalenti dal punto di vista dei diritti (matrimonio e unione civile), lo stato incentiverebbe di fatto quella con meno doveri (Unione civile). E ciò senza contare il problema della distribuzione delle risorse. Quindi la libertà di sposarsi sarebbe più limitata, più condizionata (in negativo) socialmente. Per questo in tutti i paesi dove sono state introdotte le unioni civili si è verificata una diminuzione dei matrimoni. Naturalmente il problema della crisi del matrimonio è molto più profondo, e’ antropologico, e riguarda il modo di concepire noi stessi e la relazione con gli altri: ma incentivare ulteriormente per legge l’individualismo e la frammentazione sociale non aiuta a combattere la nostra precarietà esistenziale.

        • Nino scrive:

          @Cisco: mi spiace ma non capisco. L’articolo fa riferimento alla legge sulle unioni civili per le coppie omosessuali, quindi qualcosa che non è alternativo al matrimonio ma è complementare, quindi non è vero che ci sarebbero due alternative per una coppia che vuole formalizzare la propria unione, una per le coppie eterosessuali ed una per quelle omosessuali.

          Per quanto riguarda le risorse, premesso che proprio su questo sito si è sempre detto che sono poche le coppie omosessuali interessate a prendere un impegno serio e formale, visto che la maggior parte degli omosessuali amano svolazzare da un rapporto perverso all’altro, mi sembra un problema marginale. Ma anche se non lo fosse, questo vuol solo dire che le risorse disponibili saranno date secondo esigenza alle coppie più bisognose, e la corretta ridistribuzione della ricchezza è una questione di giustizia, perché queste ricchezze provengono dalle tasse che lo stato chiede agli italiani senza badare al loro orientamento sessuale.

  5. Shiva101 scrive:

    Premesssa per chi sia stordito dalla propaganda cattolica: le famiglie eterosessuali continuerano ad esistere come in passato.

    Per gli autori della lattera riportata nell’articolo:
    non esiste NESSUN popolo che vuole attacare le famiglie, ESISTE solo un gregge di pecore che vuole rendere questo paese ancora piu invicile.

    E giusto dei delinquenti come Alfano e Quagliarello possono essere i portavoce di questo misero gregge.

    La vostra cosidetta battaglia per la famiglia consiste nell’impedire agli omosessuali di unirsi civilmente per non svilire la dottrina cattolica.

    E sperate che qualcuno vi venga dietro,
    non vi accorgete di quanto siete meschini?

    E’ una battaglia cattolica di stampo religioso e fascista, come infatti sono quelli del partito NDC.

    Avete perfino richiamato nell’articolo i campi di concentramento!!

    Non avete nessuna morale questo è ovvio.

    Ma la cosa sorprendente è che dopo duemila anni di errori, di violenze, di abusi, e di sconfitte anche nei confronti della scienza
    ancora una volta, perfino nel 21 secolo, esista anche un solo individuo che sostiene la destra e la chiesa nella sua perversa dotrina.

    Raider ha la faccia tosta di parlare di ” criminalizzione delle parole”.
    Allora parla di difesa della famiglia CATTOLICA, perche nessun’altra famiglia in Italia, che non sia strettamente praticante, si sente attacata.

    Perche non parli di lotta contro l’omosessualità che TU e i cattolici ritenete una forma di perversione, di depravazione..
    e invece fate dire al papa “chi sono io per giudicare”
    E non avete il coraggio di ammeterlo PUBBLICAMENTE
    Vergognati sei TU che criminalizzi le parole.

    — “una cosa sono i sentimenti, le unioni, i piaceri privati, di cui ciascuno e tutti possono disporre in libertà (almeno fino a che, grazie alle nostre mollezze e decandenze, non arriverà anche da noi lo Stato islamico). Altra cosa è il matrimonio, il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma”

    Le unioni gay o civili NON sono private, hanno diritto di essere PUBBLICHE e presto riconosciute dallo STATO con tutti i diritti/doveri che questo comporta, analogamente al matrimonio.

    E non sta scritto da nessuna parte che i genitori e quindi il bambino, devono essere PER FORZA eterosessuali in virtu di un diritto che NON esiste.
    Se non è cosi fate vedere dove sta scritto questo diritto, che elabora ed esclude esplicitamente genitori omosessuali.
    Vedi Raider che siete voi a criminalizzare le parole?

    — “almeno fino a che, grazie alle nostre mollezze e decandenze, non arriverà anche da noi lo Stato islamico”

    Abbiamo avuto la vostra teocrazia, con l’analogo bagaglio di morti, stragi e torture.
    Ma in un modo o nell’altro vi abbiamo messo fine e vi abbiamo cacciato.

    — “così come è stato sin qui, fin dalle origini del mondo,

    Fin dalle origini dle mondo l’omosessualità è stata perseguitata e punita per ignoranza.

    — “Detto questo, è chiaro che noi non saremo a Roma per fare pubblicità a un partito”

    Sarete a Roma per fare i VOSTRI schifosi interessi, quelli del VATICANO.

    Non vi siete accorti che finora avete solo commesso non errori ma abusi e violenze?
    Non vi rendete ancora conto della vostra profonda ignoranza?

    Siete su un binario morto.

    E lo vedrete senza scampo quando verranno approvate le unioni GAY.

    • Raider scrive:

      Shiva fermo sul binario morto 101 fa quello che sa fare, non diciamo bene o male, no, l’unica cosa che sa fare: farneticare.
      Dopo aver letto quello che Shiva, il primo caso di ometto regredito allo stadio morto n°101 di Platelminti e Terenidi, ha farneticato alla sig.ra Teggi in fatto di evoluzione, uno che non sa cos’è nemmeno la buona educazione, posso comunicare uffucialmente a Shiva che lui è il primo caso scientifcamente accertato di verme idrofobo.

    • diabolik scrive:

      Shiva ? MI senti ? PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR !

      • Fran'cesco scrive:

        Bravo Menelik, mi associo. I troll in generale e Shiva in particolare (non per le sue idee ma per come le esprime) non meritano risposte…

        • Raider scrive:

          Io ho fatto più che associarmi a un invito che ho formulato io stesso e in modo drastico, anche se non a grandi lettere, pur contravvenendovi, come ho fatto più su. Quindi, non c’è bisogno di urlare, perché nessuno sta commettendo soperchierie se reagisce a scorrerie purulente in cui qualche molestatore eccelle più di altri, abituandosi all’impunità.
          La caterva di idiozie di cui questo cretino che ha sentito iol bisogno di comunciasrci il suo nuemero di matricola inonda il blog, anche scorsa rapidamente, insieme a oscenità blasfeme assemblate a vaneggiamenti che vengono fatte passare ion blocco dalla Redazione, non può essere sempre e comunque graziata e andare esente da dazio da parte di chi frequenta il blog cercando di mantenerlo pulito. E anche se Diabolik mi è molto simpatico per la sua sonora schiettezza non solo d’animo, vorrei pregarlo di non andare troppo sopra il rigo del pentagramma. Qualche erre in meno non avrebbe nuociuto all’eloquenza che Shiva101, sordo com’è ai richiami alla ragione, è in gradi di apprezzare da par suo.

        • Raider scrive:

          Siccome ho risposto a Filomena e a Menelik e non a Shiva, ci terrei entrambi sapessero ciò che penso dei loro inviti, rispettivamente, a vincere le paure che l’una attribuisce, per non mettere limiti alla sua generosità, non solo a me; e sull’opportunità o meno di usare o non esercitare il diritto di replica come l’amico Menelik vorrebbe nei confronti dei disturbatori del dibattito pubblico su piazza e on line.

    • Cisco scrive:

      @Shiva
      Ti ringrazio perché con la tua dedizione dimostri che siamo ovunque fuorché su un binario morto: chi, infatti, dedicherebbe tempo a un morto, se questi non fosse risorto?
      NB sulle unioni gay “pubbliche” ti sfugge che il parlamento ha appena approvato una legge che di fatto privatizza i rapporti affettivi personali, segno evidente che l’obiettivo del riconoscimento pubblico è – che come hanno affermato Grillini e Scalfadotto – puramente simbolico.

      • Shiva101 scrive:

        “chi, infatti, dedicherebbe tempo a un morto, se questi non fosse risorto?”

        delle pecore paurose e credulone sotto l’inganno di chi, GIUSTAMENTE, le sfrutta.

        E non è risorto proprio nessuno fino a prova contraria!
        Non dirmi che credi pure agli zombieS!

        “il parlamento ha appena approvato una legge che di fatto privatizza i rapporti affettivi personali”

        Si mi sfugge, ma di quale cacchio di legge parli?
        Anche l’amicizia è un rapporto affettivo, invece le unioni gay servono per rendere pubblico un rapporto d’AMORE tra due persone dello stesso sesso, quel rapporto che prevede un sentimento oltre l’amicizia in cui c’e’ anche l’attrazione fisica e dove il tutto si esprime anche attraverso il sesso.

        Chiaro?

        Ma torna a scuola va… che sia pubblica, non privata e cattolica mi raccomando!

        • Giannino Stoppani scrive:

          Ma caro Shiva, nel velleitario tentativo di ridimensionare un pochino la tua somma ignoranza sorretta e mantenuta da parimenti somma supponenza, ti farei notare che della resurrezione di Cristo ci sono ben più prove e testimonianze storiche di molti meno rilevanti eventi del passato a cui tu, c’è da scommetterci, invece credi senza riserve.

    • Sebastiano scrive:

      ihhhhhhhhh, ancora quel “binario morto”, togliti dal tuo che è “vivo”, non lo senti il ciuf ciuf?

  6. Cisco scrive:

    Purtroppo il 15 sarò nella “ridente” Arabia Saudita, ma certamente pregherò (in privato, come usa dove regnano sceicchi e laicisti) per la riuscita della manifestazione. Ma vorrei anche che coloro che si avvicenderanno sul pulpito di piazza Farnese tirassero per le orecchie il sen. Quagliarello, perché finora il suo partito ha predicato bene e razzolato male. Speriamo che si cambi rotta.

    • Kan63 scrive:

      Occhio Cisco che quelli sono i peggiori “…siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” Matteo 10,16-18

  7. daniele scrive:

    Pet il Family Act propongo la diretta streaming per vivere da casa questo grande momento di rinascita della Famiglia

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