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Piano per la famiglia. «Aspettiamo i decreti attuativi prima di cantare vittoria»

giugno 8, 2012 Carlo Candiani

Approvato il Piano nazionale per la famiglia. È un primo importante passo ma il Forum delle associazioni familiari afferma: «Vediamo quante risorse saranno davvero messe a disposizione».

Il trionfalismo con cui il ministro con delega alle politiche familiari Andrea Riccardi ha annunciato l’approvazione del “Piano nazionale per la famiglia” da parte del Consiglio dei Ministri rischia di rimanere negli ambiti della propaganda politica. Secondo il testo, «la famiglia è soggetto su cui investire per il futuro del Paese, valorizzando la sua funzione per la coesione sociale e per un equo rapporto tra generazioni». Per questo il governo stanzierà: 400 milioni di euro, dirottati dai fondi strutturali europei, agli asili nido; 330 milioni di euro, dai fondi europei non utilizzati. per l’assistenza agli anziani. Questi 730 milioni potranno essere utilizzati solo per Puglia, Sicilia, Calabria e Campania. A livello nazionale sono stati stanziati, invece, 81 milioni di euro.

Mentre i partiti hanno applaudito l’iniziativa, e i sindacati hanno temporeggiato in attesa di essere convocati a discutere, il Forum delle associazioni familiari dichiara attraverso il suo presidente Francesco Belletti: «Finalmente il Piano nazionale per la famiglia esce dal libro dei sogni e diventa realtà. In questo senso bisogna dare atto al ministro Riccardi di aver portato a conclusione un cammino avviato nel 2007 a Firenze con la prima Conferenza nazionale, passato quindi per gli sforzi di ben tre governi, di diversi orientamento. Un Piano nazionale sulla famiglia approvato dal Consiglio dei ministri significa finalmente riconoscere che la famiglia è centrale per lo sviluppo del Paese, e non “in fondo all’agenda politica ed economica”, e che questa consapevolezza, fortemente rappresentata dal ministro Riccardi in modo molto chiaro, diventa finalmente patrimonio e responsabilità condivisa per tutta la compagine governativa».

Non manca una nota crtitica: «Il vero dubbio riguarda la capacità che avrà questo Piano di incidere sulle scelte operative e di priorità del governo in un tempo di crisi economica profonda. Purtroppo, almeno da quanto possiamo leggere nel comunicato ufficiale, viene confermato che lo strumento di equità fiscale proposto dal Forum e condiviso dalla Conferenza nazionale di Milano, il Fattore Famiglia, resta fuori dal Piano». Come afferma a tempi.it Gianna Savaris, vicepresidente del Forum: «Ora aspettiamo i decreti attuativi e vediamo quante risorse saranno davvero messe a disposizione del Piano. Solo allora potremo capire la linea del governo, aldilà di tutte le buone intenzioni».

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