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Il piano giovani Sicilia e il flop day della politica siciliana

agosto 23, 2014 Chiara Rizzo

Un bando per l’assegnazione di duemila tirocini retribuiti nell’isola è saltato per un errore tecnico e ha messo a nudo tutte le incongruenze della giunta Crocetta e della burocrazia regionale

Duemila percorsi di tirocinio o inserimento professionale, per sei mesi, con uno stipendio di 500 euro lordi. Questo avrebbe dovuto essere il “piano giovani in Sicilia”, varato alle porte dell’estate dalla giunta del governatore Rosario Crocetta. Nell’isola dove attualmente il tasso di disoccupazione è almeno del 23,2 per cento, e dove due persone ogni dieci non hanno lavoro, il piano giovani appariva una sorta di miraggio. Invece da due settimane sta provocando un vero far west nella politica siciliana. Presidente e assessori se la prendono con i dirigenti regionali, i giovani disoccupati contro la Regione, Crocetta se la prende con Antonio Ingroia e M5S, ex “alleato” di governo, se la prende con il governatore.

I FATTI. La Regione siciliana ha destinato più di 19 milioni di euro per avviare 2000 tirocini in varie aziende private. In collaborazione con Italia Lavoro, la società del ministero del Lavoro, si era pensato di usare un metodo innovativo che garantisse trasparenza e snellezza. I candidati potevano caricare i curricula su una piattaforma online, nella quale i dati venivano incrociati con i profili delle aziende che offrivano lavoro. Per attuare questa procedura si era deciso di mettere “in palio” 800 tirocini per volta, durante un click day a luglio e uno ad agosto. E qui sono nati i primi problemi. Secondo la ricostruzione contenuta nei documenti ufficiali della Regione, alla fine di giugno nel corso di un tavolo tecnico a Roma si sarebbe scoperto che Italia Lavoro non ha una piattaforma idonea a gestire il click day. La società deputata a gestire le piattaforme online della Sicilia, la e-Servizi affidata da Crocetta alla gestione di Antonio Ingroia, se n’è lavata le mani, dicendosi impossibilitata a realizzare un sito in poco tempo. Così la Regione, in fretta, ha appaltato – senza alcuna gara pubblica – il servizio ad una società esterna con sede a Genova, la Ett, che aveva in precedenza già creato una piattaforma analoga per la Regione Marche.

FLOP DAY. Le cose sono andate male. Nel primo click day di luglio si erano già notati rallentamenti al sito, nel momento in cui i candidati hanno iniziato a caricare i propri dati, anche se in quell’occasione nel giro di poche ore si erano effettuati i primi 800 matching. Lo scorso 5 agosto, secondo click day, moltissimi giovani siciliani per evitare di rimanere esclusi, si sono collegati al sito già nella notte. Ma all’apertura della “gara”, alle 10 del mattino, la piattaforma online ha smesso di funzionare: 95 mila persone hanno cercato di fare login inutilmente fino alle 11.14, quando è apparsa una schermata che annunciava che 800 (fortunatissimi) candidati erano riusciti a candidarsi, e il click day è stato chiuso. Ne è seguito un putiferio, iniziato con un tam tam dei giovani esclusi sui social network, proseguito con l’organizzazione di una class action contro la Regione e culminato in una bailamme politica senza pari.

I SINDACATI CONTRO CROCETTA. Il gruppo di Forza Italia al parlamento regionale ha preso subito la palla al balzo, attaccando «l’ennesima presa in giro per i giovani siciliani». Fi è stata seguita dai sindacati, persino dalla Cgil (di cui Crocetta è stato sindacalista): «Continuare a gestire il Piano Giovani con un supporto inadeguato è assurdo ed è segnale di evidente mancanza di trasparenza, è inaccettabile perché non si assicurano ai disoccupati pari opportunità» ha protestato il segretario generale Cgil Sicilia Michele Pagliaro, ricordando che non si capisce in base a quali criteri si incrocino i curricula con le offerte (tanto che, anche per chi è stato selezionato dal sistema online, è stato previsto un successivo controllo dei requisiti).

L’ASSESSORE CONTRO IL DIRIGENTE. Si è fatta sentire anche l’assessore alla Formazione, Nelli Scilabra, che ha progettato, e gestito, il piano giovani: «Non nascondo lo sdegno più profondo rispetto alla gestione amministrativa e tecnica dell’iniziativa. Sono stanca di dovermi assumere responsabilità non proprie di chi come me esercita un ruolo politico e non tecnico» ha dichiarato. Il giorno dopo, il 7 agosto, Scilabra è poi passata ad accusare con nome e cognome la presunta responsabile, con una dura lettera inviata alla dirigente generale dell’assessorato al Lavoro, Anna Rosa Corsello. Il governatore Rosario Crocetta, travolto dalle polemiche interne alla sua giunta, ha cercato di gettare acqua sul fuoco e ha chiesto alla e-Servizi di Ingroia di avviare un’indagine. Crocetta quel giorno ha anche ipotizzato di rifare tutta la selezione dei tirocini: «La mia idea è che tutti i giovani possano iscriversi e che siano poi le imprese, in una fase successiva a scegliere i tirocinanti».

LA DIRIGENTE CONTRO INGROIA. Il 14 agosto è arrivato l’esito dell’inchiesta di e-Servizi e Ingroia ha spiegato: «Abbiamo appurato che la piattaforma web costruita da Ett non era nelle condizioni di reggere il carico di utenti collegati. Più della metà dei candidati, il 54 per cento, è rimasto tagliato fuori. Tra l’altro la Ett non ha fatto nessun test di verifica preliminare». Per Ingroia la responsabilità è stata prima di tutto della Regione che ha affidato il servizio alla società esterna, e non a e-Servizi (che pure aveva risposto picche alla richiesta dell’assessorato a giugno). Lunedì 19 agosto, con tre atti ufficiali, è infine scesa in campo la dirigente regionale Corsello: ha annullato gli esiti dei click day, poi ha scritto ad Ingroia una nota pubblica in cui ha ricordato come lui stesso avesse sostenuito che «giammai avrebbe potuto approntare un sistema adeguato», quindi caso mai, la colpa è pure della sua e-Servizi.

IL CAOS. Corsello ha anche disposto di avviare una nuova selezione a settembre proprio secondo i desiderata di Crocetta. Poche ore dopo la pubblicazione di quest’ultimo bando è arrivata la replica degli assessori a Formazione e Lavoro: «Noi non ne sapevamo nulla». Il vertice di questa tragicommedia è stato raggiunto martedì 20, con Crocetta che ha sconfessato quanto aveva dichiarato egli stesso, e ha a sua volta accusato la dirigente Corsello per aver messo le sue linee guida: «Basta con le iniziative personali. Il fallimento del click day proponeva a tutti di fare una seria riflessione, invece ho assistito a esternazioni e decisioni affrettate. Sarebbe stato opportuno che la Corsello si fosse accordata con gli assessori».
Quanto alle accuse di Ingroia, per Crocetta «sono state dette una serie di idiozie sulla piattaforma di selezione. Il problema non è la piattaforma, ma il sistema applicativo, e questo vale anche per e-Servizi che non ha un software adeguato». Le ultime repliche politiche, mercoledì 20 agosto, sono arrivate dalle opposizioni. Il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone ha preannunciato una mozione di sfiducia all’assessore Scilabra «per la manifesta incompetenza e per la conduzione scellerata del piano giovani, vera e propria beffa ai danni di migliaia di siciliani». Gli ha fatto eco il Movimento 5 stelle, che ha chiesto «chiarezza sul defunto piano giovani, ennesimo gigantesco flop del governo Crocetta». I grillini hanno anche richiesto che «si fermi tutto, anche il nuovo bando. Ogni pezza messa in corsa adesso sarà sicuramente peggio del buco». In mezzo a questo caos, intanto, decine di migliaia di disoccupati siciliani restano ancora in attesa di capire se, a chi e quando mai potranno presentare un curriculum per sognare un posto di lavoro.

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2 Commenti

  1. Poveraitalia scrive:

    Prima di sparare sugli informatici, su chi effettivamente lavora, dovreste andare a sentirvi l’intervento di Luca Attias Direttore Generale Informatica della Corte dei Conti al Forum Pa 2013 ( http://www.innovatv.it/video/2767932/luca-attias/future-government-quale-amministrazione-l-italia-del-2020#.VASR6ON_uSo ) . “Se qualcuno vi chiedesse di andare da Roma a Sidney in 15 minuti …” ). Il decisore pubblico non avendo cultura informatica chiede che i sistemi vengano realizzati in 15 giorni, pertanto arriva a fine giugno per espletare gli atti normativi e stabilisce il clic day il 5 Agosto. Chiaramente la società regionale con a capo Ingroia si tira fuori visto che gli sviluppi vengono dati all’esterno, il Dirigente regionale dovrebbe fare una gara che fra capitolato, bando e tempi di gara e contratto dopo 30 giorni dall’affidamento richiede come minimo 4 mesi di tempo; ma la politica richiede il clic day ad Agosto quando normalmente molti vanno in ferie, e quindi il povero ( per così dire ) direttore generale si prende la responsabilità di un affidamento diretto e a chi se non alla ditta che ha in parte già realizzato una piattaforma simile? La quale ditta per non dire no a quella amministrazione stressa i propri dipendenti ed in 20 giorni ti realizza l’applicativo. Ma chi ha deciso per un clic day? Non sanno i nostri eroi che un numero eccessivo di accessi contemporanei è di solito classificato come un atto di hackeraggio, pertanto diventa il punto debole non l’applicativo ma l’infrastruttura tecnologica dove è installato l’applicativo. La società regionale di informatica una cosa poteva almeno fare predisporre l’infrastruttura tecnologica ( gestisce il CED? mah ). Ma si sa come vanno le cose, la politica si tira fuori, il direttore regionale pure, e la colpa va al fornitore. Complimenti.

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