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Miserere, storie di cristiani perseguitati. Peri, Nigeria. Dove a Natale Boko Haram brucia chiese e fedeli

dicembre 24, 2013 Franco Molon

Poco dopo la mezzanotte della notte di Natale un gruppo armato raggiunge il villaggio e spara all’impazzata nell’edificio. Dopo l’assalto i terroristi danno fuoco alla chiesa e ad alcune abitazioni circostanti.

Pubblichiamo la ventitreesima puntata di “Miserere”, la serie realizzata da Franco Molon e dedicata ai cristiani perseguitati (per leggere le storie precedenti clicca qui).

A occidente una luce rischiara le tenebre; porta l’annuncio del massacro ai parrocchiani appena usciti dalla messa di mezzanotte. Il villaggio di Peri, poco distante da lì, brucia e il bagliore delle fiamme disegna sui volti di tutti l’angoscia per la sorte dei fratelli. Non c’è tempo per gli auguri. Non c’è posto dove trovare riparo, se la furia degli assassini dovesse arrivare fino a lì. Chi ha famiglia corre verso la boscaglia, sul fianco della collina, alla ricerca di una grotta nascosta dove raggomitolarsi e aspettare la nascita del giorno.

Solo Joseph, il giovane parroco, e Tokunbo, il ragazzo senza casa, hanno il coraggio di andare incontro alla colonna di fumo che, rossastra, si alza nel cielo; balzano sul pick-up e si lanciano sulla pista sterrata, guidati dai riverberi dell’incendio. I due superano il ruscello con il mulino e si inerpicano per la breve salita che conduce al villaggio. In senso contrario cola, disordinato, il flusso dei fuggiaschi, sono donne che portano le poche masserizie che sono riuscite a salvare, uomini che reggono gli attrezzi da lavoro sottratti alle fiamme, bambini piangenti, animali da cortile, capre, un maiale.

La chiesa evangelica di Peri era poco più di una capanna con le mura di legno e il tetto di paglia, ora è solo una conca buia, irta di tizzoni neri e fumiganti. Joseph punta i fari del fuoristrada verso quel buco vuoto e prova ad avvicinarsi ma il terreno, che ancora ribolle, lo fa desistere. A pochi passi da lui una donna, con lo sguardo atterrito, fissa inebetita l’oscurità mentre un coro di bambini frigna stringendosi alle sue gambe. Tokunbo le si avvicina, la scuote dolcemente, cerca di liberarne il racconto: “sono arrivati all’improvviso; sparavano tutti; non so quanti fossero e quanti ne abbiano uccisi; là c’è il pastore; poi hanno appiccato il fuoco”. Al centro della chiesa giace una sagoma carbonizzata e irriconoscibile. Ruotando lo sguardo Joseph scorge altri quattro corpi, tra cui un bambino, rattrappiti e anneriti.

I due uomini si rendono conto che ormai non c’è più nulla da fare né per i vivi, che sono tutti fuggiti, né per i morti, che non possono ancora essere seppelliti. Anche la donna e i bambini se ne sono andati. Rimane solo la puzza di carne bruciata e gli ultimi focolai dell’incendio che ardono tremuli come candele incerte.

Il ragazzo, che vaga senza utilità tra le macerie, d’improvviso sferra un calcio a un mastello abbandonato poi allarga le braccia come un crocifisso e avvicinandosi al prete, con fare minaccioso, gli grida in faccia: “Dove sono, padre, gli angeli che cantano gloria nell’alto dei cieli e pace in terra? Dove sono? Sono bruciati anche loro? Me lo dica padre! Me lo dica.”

Joseph rialza su di lui lo sguardo bagnato dalla commozione e dice: “Questa notte siamo stati messi di fronte a un grande mistero. La morte e la vita si sono toccate. La gioia e il dolore si sono mescolati. Gesù è nato e poi è morto in questi uomini che ora Egli abbraccia nella sua pace. Ci rallegriamo per la nascita del Salvatore, piangiamo per la morte dei nostri fratelli e ancora gioiamo per la gloria che essi hanno raggiunto. Oggi il Signore è nato dentro questa capanna di morte. Vieni, adoriamo.” E cade in ginocchio nella cenere.

25 Dicembre 2012 – Poco dopo la mezzanotte della notte di Natale un gruppo armato di Boko Haram raggiunge il villaggio di Peri (Stato di Yobe – Nigeria) e si dirige direttamente alla chiesa evangelica. Il commando fa irruzione nell’edificio sparando all’impazzata. Il pastore e cinque fedeli rimangono uccisi. Dopo l’assalto i terroristi danno fuoco alla chiesa e ad alcune abitazioni circostanti.

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