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Perché se la richiesta è dell’8 novembre 2011, Zambetti è stato arrestato solo ora?

ottobre 19, 2012 Renato Farina

Interrogazione parlamentare dell’onorevole Renato Farina a proposito delle notizie pubblicate dal Corriere della Sera sul caso dell’assessore lombardo.

 Pubblichiamo l’interrogazione presentata mercoledì alla Camera dei deputati dall’onorevole Renato Farina (Pdl).

Al Ministro della giustizia.
– Per sapere – premesso che:

l’inquinamento della competizione democratica in Lombardia, di qualunque entità esso sia stato, da parte di strutture criminali e in particolare della ‘ndrangheta è un fenomeno gravissimo;

i fatti emersi dalle indagini sui rapporti tra l’assessore regionale Zambetti e boss delle ‘ndrine disegnano uno scenario che sarebbe irresponsabile minimizzare;

il lavoro della magistratura inquirente merita il massimo sostegno;

sul Corriere della Sera del 15 ottobre, Luigi Ferrarella segnala come la richiesta di arresto da parte della Procura nei confronti di Zambetti sia datato 8 novembre 2011, e spiega il dilatarsi dei tempi – con evidenti conseguenze sia per la sicurezza delle persone comunque coinvolte, sia del precipitare della situazione politica – in questi termini: «Il difensore (di Zambetti, avvocato Cusumano, ndr) aggiunge una sua impressione: Se per mera ipotesi Zambetti, che è stato sindaco di Casina dé Pecchi e non di New York, fosse stato un debole, un non coraggioso, e magari avesse avuto paura, penso che chi lo stava controllando avrebbe dovuto aiutarlo, non lasciarlo in mano a persone sicuramente più scaltre e determinate, che ha immaginato potessero fare del male alla sua famiglia. Senza fare polemiche, mi chiedo però perché, se la Procura aveva chiesto un anno fa i 20 arresti e pensava che gli ‘ndranghetisti avessero eletto un loro uomo in Regione, si sia lasciato l’assessore esposto a queste persone, anche con il rischio che in ipotesi portasse avanti i loro progetti». Continua il Corriere della Sera: «Molti avvocati hanno infatti notato nelle carte che la richiesta di arresto formulata dai pubblici ministeri all’ufficio del Gip è dell’8 novembre 2011. Come ogni richiesta di cattura, anche questa ebbe una assegnazione automatica, e andò a un gip che però di lì a poco incorse in grossi problemi di gestione del proprio ufficio, tali da impedirgli persino di depositare le motivazioni delle sentenze di molti processi che pure aveva già celebrato. Per consentire al giudice (sottoposto a inevitabile procedimento disciplinare) di superare questo blocco e concentrarsi solo sul deposito delle sentenze in lista d’attesa, l’ufficio gip procedette alla rassegnazione di tutti i suoi altri fascicoli in indagini preliminari, tra cui questo che prima dell’estate finì a un altro giudice, da poco arrivato dal tribunale di Torino»;

su Repubblica del 15 ottobre, a firma Curzio Maltese, appare questa singolare rivelazione la cui fonte è un magistrato: (a proposito di infiltrazioni in regione Lombardia, ndr) l’inchiesta sulla ‘ndrangheta «è avviata verso risultati devastanti. Fra un mese o due, ci assicura un magistrato, i voti comprati da Zambetti si ridurranno a un episodio minore, quasi pittoresco»;

il buon andamento della giustizia non appare all’interrogante compatibile con ritardi così gravi e alla fine pericolosi e come si spieghino;

le supposte rivelazioni del magistrato a Repubblica sembrano all’interrogante poco compatibili con un corretto rapporto tra magistratura e informazione -:

se non ritenga in relazione ai fatti descritti in premessa di ordinare un’ispezione ai fini dell’esercizio dei poteri di competenza. (4-18158)

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