Google+

Perché Greenpeace rischia di chiudere. Confonde «libertà di parola con disinformazione»

maggio 19, 2017 Francesca Parodi

Un colosso nel settore della carta accusa l’associazione di calunnia: «Il suo obiettivo non è salvare l’ambiente, ma raccogliere fondi»

Greenpeace è stata citata in un tribunale degli Stati Uniti con l’accusa di diffamazione e una richiesta di indennizzo di 200 milioni di dollari. Una cifra che l’associazione ambientalista non sarebbe in grado di pagare e che la costringerebbe quindi a dichiarare il fallimento. A rischiare di far chiudere Greenpeace è la multinazionale canadese Resolute Forest Products, un colosso nel settore del legno e della produzione della carta.

IL CASO. La diatriba parte dalle foreste boreali del Canada, dove Resolute taglia gli alberi per produrre carta. Greenpeace ha attaccato l’azienda sostenendo che questa non gestisca in maniera sostenibile la produzione, violi i diritti delle popolazioni indigene e devasti l’habitat, minacciando l’esistenza di alcune specie vegetali. Da anni l’associazione ambientalista ha lanciato una campagna sul proprio sito web, fornendo una lunga descrizione storica e geografico-ambientale dell’area. Già nel 2013 Resolute aveva citato per diffamazione Greenpeace Canada in tribunale, ma la causa è ancora in corso. Greenpeace ha reagito invitando importanti case editrici internazionali, clienti di Resolute, ad unirsi alla loro battaglia di tutela della libertà di espressione e dell’ambiente, e di boicottare l’azienda, smettendo di acquistare la loro carta.

LA CONTROFFENSIVA. Resolute ha nuovamente reagito all’ennesimo attacco, accusando Greenpeace di danneggiare l’immagine aziendale e di aver violato la legge Rico (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act), una norma ideata da Nixon per combattere la criminalità organizzata. L’azienda ha quindi depositato presso la Corte distrettuale della Georgia del sud una denuncia in cui sostiene apertamente che «Greenpeace è una frode globale». Scrive che per anni questa associazione «ha fraudolentemente indotto la gente negli Stati Uniti e nel mondo a donare milioni di dollari sulla base di argomentazioni materialmente false o ingannevoli riguardo ai loro presunti propositi ambientali e alle loro campagne che prendono di mira le aziende». Nella denuncia si legge che l’obiettivo di Greenpeace è quindi quello «di raccogliere fondi, e non salvare l’ambiente», e di conseguenza le richieste di donazioni si basano principalmente su «forti emozioni» e motivi allarmistici, piuttosto che su informazioni esatte.

LE LEGGI CANADESI. Oltre a rispondere nella denuncia punto su punto agli attacchi di Greenpeace, Resolute si è difesa con toni duri anche su un blog, attraverso un testo e un video. Ha denunciato il fatto che Greenpeace utilizzi campagne di comunicazione molto aggressive e slogan che sembrano spot pubblicitari. Spesso le informazioni da loro diffuse, scrive, sono parziali o errate (Resolute sostiene che le foto utilizzate in questa campagna siano state scattate in luoghi diversi rispetto a quanto raccontato) e alle aziende accusate non viene lasciato lo spazio di difendersi. Resolute spiega quindi il proprio lavoro nelle foreste facendo riferimento alle leggi canadesi, racconta i metodi utilizzati per ripiantare gli alberi tagliati e preservare l’habitat. Nella maggior parte dei casi infatti le grandi aziende, in accordo con gli ambientalisti, adottano dei programmi di sostenibilità che da una parte tutelano l’ambiente, e dall’altra servono a definire positivamente l’immagine aziendale e a posizionarla sul mercato.

DISINFORMAZIONE. Il capo della comunicazione e sostenibilità di Resolute, Seth Kursman, ha indirizzato una lettera alla rivista Outside, sostenendo che, a causa della disinformazione di Greenpeace, «molte persone hanno perso il lavoro e le ripercussioni socio-economiche sulle comunità sono state grandi». Gli esponenti di Greenpeace, di contro, urlano che la denuncia di Resolute sia «un completo attacco alla libertà di parola», mentre Resolute risponde che «c’è differenza tra la libertà di parola e la disinformazione».

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Era arrivato il momento… In effetti dalla presentazione del Diablo Scooter sono passati dodici anni: correva l’anno 2005 e ad oggi l’evoluzione dei mezzi è stata incredibile, soprattutto in termini di prestazioni. Per Pirelli si è trattato di un investimento importante che ha dato due frutti che coprono la quasi totalità di tipologie di scooter presenti […]

L'articolo Prova Pirelli Angel e Diablo Rosso scooter proviene da RED Live.

Motori al minimo. Guardo a sinistra, mi rendo conto che se sommo l’età dei due piloti che mi affiancano sulla griglia di partenza il risultato supera di poco la metà dei miei anni. C’è davvero da chiedersi cosa diavolo ci faccio qui io in mezzo a questa masnada di mocciosi dal polso molto (troppo) snodato. […]

L'articolo In pista al CIV con KTM RC390 – Ricomincio da 3 (e 90) proviene da RED Live.

Ha riscosso un successo superiore alle aspettative della stessa Renault e ora si rinnova per contrastare la concorrenza sempre più folta e agguerrita. Derivata dalla compatta Clio, la crossover Captur, sul mercato dal 2013, beneficia di un restyling sia estetico di sostanza, in special modo per ciò che concerne la scelta dei materiali e la […]

L'articolo Renault Captur 2017: cresce in qualità proviene da RED Live.

COSA: AUTOPROMOTEC, al via il Salone dell’aftermarket  DOVE E QUANDO: BolognaFiere, 24-28 maggio È ai blocchi di partenza una nuova edizione, la 27ª, di Autopromotec, la rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, in programma dal 24 al 28 maggio a BolognaFiere. Saranno 14 i padiglioni, con settori raggruppati per categoria merceologica, e 5 le […]

L'articolo RED Weekend 24-28 maggio, idee per muoversi proviene da RED Live.

Dal 2012, anno della nascita, era restata pressoché immutata, facendo sì che nascessero vere e proprie leggende sulla sua longevità. Ora, finalmente, la Fiat 500L beneficia di un restyling nelle forme e nei contenuti. Un upgrade che, però, non coinvolge la meccanica, restata per l’ennesima volta invariata. Android Auto e Apple CarPlay La monovolume italiana […]

L'articolo Fiat 500L: cambia tutto, non il cuore proviene da RED Live.

Strategie di Content Marketing - Video Academy di MailUp - banner iscrizione
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana