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«Per Rooney la panchina è stato un calcio nei denti». Wazza sul mercato?

marzo 7, 2013 Emmanuele Michela

Dopo l’escluzione dell’attaccante nel match col Real si inseguono le voci di una rottura con Ferguson e di una cessione. Psg e Man City in vantaggio, italiane alla finestra.

Voci insistenti. Forse solo chiacchiere che smuovono un’ambiente abbastanza sereno ma deluso, quello dello United di Ferguson reduce dall’eliminazione in Champions, oppure ricostruzioni effettive di scenari che, tempo qualche mese, saranno carne al fuoco del mercato estivo. L’eliminazione dalla Champions dei Red Devils sta alimentando in questi giorni la notizia di un’incredibile cessione di Wayne Rooney, lasciato in panchina da Sir Alex nella partita contro il Real e mandato in campo quando ormai era troppo tardi. Secondo il Sun Ferguson stesso oggi avrebbe fissato il prezzo del cartellino dell’ex talento dell’Everton: 25 milioni di sterline.

STATO DI FORMA SPESSO SCADENTE. Al centro dell’attenzione ci sarebbe il suo stato di forma, spesso non ottimale e tante volte non apprezzato dal manager, contrario allo stile di vita molto “free” adottato da Wazza. È ciò che peraltro si era intuito dalla scelta di preferirgli per la gara contro i Blancos Welbeck, giovane dalle prospettive promettenti ma sicuramente meno decisivo. Così i giornali si sono scatenati, mettendo in risalto come il top player che anni fa sarebbe andato in campo in qualsiasi condizioni fisiche, martedì sera si è seduto in panchina per cedere il posto ad un ragazzo di 23 anni o a Giggs, che rispetto a Rooney ha ben 12 primavere in più, per non parlare di Van Persie, molto simile come stile di gioco all’attaccante della Nazionale inglese e quest’anno più decisivo di lui in campionato. Il problema, dicono, non sarebbe nato martedì, ma sarebbe una situazione che va avanti da tempo. E tornano alla luce la frase di Ferguson di settimana scorsa, dopo che Rooney rientrava da un’assenza e risultava decisivo nella vittoria col Norwich: «È stato fuori due-tre partite e gli ha fatto bene».

LE PAROLE DI OWEN. Il toto-mercato così si scatena: due anni fa Ferguson avrebbe fatto di tutto per tenersi la sua punta all’Old Trafford, resistendo alle avance dei rivali cittadini del City, una tra le mete più caldeggiate in queste ore. L’impressione è quella spiegata bene da Michael Owen, già Pallone d’Oro e compagno di squadra di Rooney: «Per lui non giocare dall’inizio è stato un calcio nei denti. A volte, quando sei ai livelli in cui lui si trova, non hai molta scelta. Se fosse un giocatore mediocre avrebbe 20 squadre in Inghilterra e all’estero dove poter andare. Ma se Rooney dovesse muoversi, dove potrebbe andare? Real Madrid, Barcellona, Bayern, Man City, Chelsea e Psg: c’è solo una mezza dozzina di squadre». Così a prendere corpo sarebbe una strada francese, rivela il Times: chi se non il Paris Saint Germain lo avrebbe messo nel suo mirino? Va detto però che il club di Ancelotti ha già da far fronte al contratto sonoro di Ibrahimovic e punta anche a Cristiano Ronaldo, così ogni strada rimane aperta. Il City, per bocca di Mancini, ha sviato l’interesse, facendo intendere che le 300mila sterline alla settimana che Rooney prende allo United sono troppe. Anche le italiane stanno a guardare: il Daily Mail parla dell’attenzione, seppur remota, delle due milanesi. Nel frattempo i bookmaker hanno aperto una scommessa sulla sua partenza: 3,50 è pagata, contro l’1,25 della sua conferma.

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