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Pdl-Forza Italia, tutto rimandato all’8 dicembre. Lupi: «Non ci sarà nessuna scissione»

ottobre 26, 2013 Redazione

Dopo le tensioni dovute all’annuncio dell’azzeramento delle cariche, si cerca di mantenere l’unità in un partito che, se diviso, «consegnerebbe definitivamente il Paese alle sinistre»

Tutto rimandato all’8 dicembre, quando si riunirà il consiglio nazionale del Pdl. È a questo compromesso che si è giunti ieri, dopo l’annuncio da parte di Silvio Berlusconi della rinascita di Forza Italia e l’azzeramento delle cariche all’interno del partito. Ma, appunto, bisognerà attendere fino a quella data per la ratifica delle decisioni annunciate ieri dal leader del centrodestra, quando si riuniranno gli 800 membri del Consiglio nazionale.
La data è significativa anche per un altro motivo. In quel giorno si celebreranno le primarie del Pd, con la scontata vittoria di Matteo Renzi. Un fatto non da poco, se si considera che nello stesso giorno potrebbe verificarsi la spaccatura del maggior partito di centrodestra, da un lato, e la celebrazione del nuovo leader di centrosinistra, dall’altro. Anche per questo, si lavora nel campo berlusconiano per mantenere una almeno superficiale idea di unità, anche se c’è chi ancora non rinuncia a vedere in quella data l’annuncio del colpo a sorpresa: la discesa in campo – sempre smentita – di Marina, figlia di Silvio.

IL PROBLEMA DECADENZA. Ieri alla riunione dell’ufficio di presidenza non ha partecipato il segretario e ministro degli Interni Angelino Alfano. Oltre a lui anche altri quattro che ne avevano diritto: Schifani, Formigoni, Sacconi e Giovanardi. Tutti, con varie sfumature, hanno fatto intendere di non condividere il percorso del ritorno a Forza Italia secondo queste modalità. Sia Berlusconi sia Alfano hanno comunque gettato acqua sul fuoco e il Cavaliere ha confermato il sostegno all’esecutivo Letta. Ma i nodi restano aperti e sono sempre i soliti che ruotano attorno alle questioni giudiziarie di Berlusconi. In primis il voto sulla decadenza da senatore, uno smacco che difficilmente potrebbe essere accettato.

LUPI: DIVIDERCI CI INDEBOLIREBBE. In un’intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera, il ministro Maurizio Lupi respinge qualsiasi ipotesi di scissione. «Non ci sarà», spiega. «Noi lavoriamo da sempre per un partito unito intorno al suo leader Silvio Berlusconi e ad Angelino Alfano che lo stesso presidente ha confermato. Una divisione del partito indebolirebbe tutta l’area dei moderati e consegnerebbe definitivamente il Paese alle sinistre. Noi vogliamo un partito unito confrontandoci su che cosa sarà Forza Italia».
Per Lupi l’8 dicembre «non sarà una resa dei conti, ma un confronto leale». L’auspicio è che in questi 40 giorni non «sia necessario ogni ora dover rispondere a chi ci accusa di scissionismo, di volere costruire un centrino o di non essere leali a Berlusconi. Noi vogliamo un grande centrodestra, una grande Forza Italia, aperta alla società civile, che non sia estremista, che non insulti le istituzioni, che abbia sempre presente la responsabilità di governare e che faccia le sue grandi battaglie con Berlusconi sul rilancio dell’economia, delle imprese, delle famiglie, sulla questione della giustizia. Questo sarà il contenuto del Consiglio, non la battaglia su chi è più leale con Berlusconi».

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15 Commenti

  1. poveritalia scrive:

    In questi giorni i 3 Partiti più importanti sono in movimento.
    Il terzo Partito secondo i voti delle ultime elezioni, il PDL, si sta avvitando fino a sgretolarsi attorno al suo padrone.
    Linea política zero, tutto incentrato sulla protezione al capo facendo finta che il problema del’ Italia dei 6 milioni di disoccupati, dei privilegi e privilegiati, delle illegalità istituzianizzate, sia i 200 € del’ ICI.

    Il secondo Partito il M5S in mano ad un altro padrone, che annaspa tra la voglia di costruire della base e quella di distruggere tutto di Grillo.

    Il primo Partito, il PD, in questi giorni, sta radunando migliaia di giovani, stimolandoli ad intervenire, mettersi in gioco, non per la vanesia di un padrone, ma per ridare speranza a questo povero Paese.

    Il Sign. Lupi si rassegni, l’ 8 Dicembre prossimo non ci sarà sotto i riflettori soltanto l’ Italia vecchia e rancorosa che ci ha portati a queste condizioni, ci sarà anche l’ Italia migliore, quella su cui contare per ricominciare a sperare.

    • giovanna scrive:

      Che dire ? Un’analisi oggettiva e assolutamente non partigiana, poveritalia ! ( confermo: povera Italia !)

      • poveritaliaa scrive:

        Magari, invece di una righetta sarcastica che non dice niente, se provassi ad argomentare ed a spiegare perché le cose non stanno proprio così come le ho descritte…
        Magari con la solita oggettività e obiettività cui ci ha abituato Tempi, sempre al di sopra delle parti.

        • giovanna- scrive:

          Che ti devi dire, poveritalia, hai ragione anche tu, solo una righetta sarcastica, ma proprio non riesco a scendere sul tuo terreno di frasi roboanti e presuntuose, quanto inconsistenti.
          Non è che tutti siamo ” i migliori “, abbi pazienza !

  2. francesco scrive:

    zerbini si nasce e…..si muore….
    Caro Lupi che vita piatta e senza senso accucciati a rosicchiare l’osso elargito con parsimonia dal padrone.
    Forza uno scatto d’orgoglio e di libertà che non è la lunghezza della catena ma iniziare a chiedere scusa di tutte le illusioni che ci hai propinato in qs anni.
    e se non hai l’umiltà x farlo almeno non parlare come al solito da primo della classe
    Ti prego donaci il tuo silenzio e una bella lettera di dimissioni dalla politica.

  3. Cisco scrive:

    “Noi vogliamo un grande centrodestra, una grande Forza Italia, aperta alla società civile, che non sia estremista, che non insulti le istituzioni, che abbia sempre presente la responsabilità di governare e che faccia le sue grandi battaglie con Berlusconi sul rilancio dell’economia, delle imprese, delle famiglie, sulla questione della giustizia.”

    Se posso aggiungere anche i miei desiderata, io vorrei anche una bella gnocca, una discreta vincita al Superenalotto e che la Juve vincesse la Champions, con il Milan nuovamente in serie B. La differenza tra me e Lupi è che io sono realista.

    • poveritalia scrive:

      No, a parte la vittoria della Juve, tu sei un Vero berlusconiano DOC!
      Sono la gnocca e la grana i veri valori fondanti di PDL e FI.
      I Lupi servono soltanto ad attirare i voti di qualche sfigato CLlino.

      • marzio scrive:

        Caro poveritalia, rispetto assolutamente le tue idee, ma non vedo significative differenze tra il pdl che tu giustamente contesti e il pd.Sono cavalli della stessa scuderia, purtroppo, che io contesto radicalmente.Due partiti liberalborghesi completamente il linea con le indicazioni della troika!

  4. Enrico scrive:

    Questo settimanale merita molto di più, e di meglio, di certi commenti demenziali che troppo spesso si leggono.

    • francesco scrive:

      i cattolici meritano di più da qs giornale e da politici che alzano la bandierella cattolica solo sotto elezioni.
      Il non accorgersi o far finta di non accorgersi che da anni i cattolici sono solo utili idioti,portatori di voti sia x il csx che x il cdx è CONNIVENZA CON IL MALE.
      Qs giornale appoggia chi ha fatto cadere Formigoni e in pochi mesi Maroni sta distruggendo il suo buon lavoro.
      L’area vincente nel PDL è l’area ANTICATTOLICA i Galan,i Tondo(colui che ha trovato la possobilita di uccidere Eluana) e altri.
      E a proposito di Eluana uno dei vincenti nel PDL ieri ha detto “Ed è possibile chiedere di affrontare i temi etici, come quello del riconoscimento delle coppie di fatto, dell’aggiornamento del diritto rispetto ad una società in cui ci sono secondi e terzi matrimoni senza doverci obbligatoriamente uniformare a quel pensiero unico che, in passato, ha portato taluno a dichiarare “Eluana non è morta, Eluana è stata uccisa”?».

      e di fronte a qs Lupi cosa fa,TEMPI cosa fa ?
      La catena puo essere più o meno lunga ma sempre una catena è……

    • Cisco scrive:

      Enrico hai ragione, ma quando si riporta un’intervista di Lupi che dice “non ci sarà nessuna scissione” – quando è chiaro anche a un malato di Alzhaimer che la scissione è già in atto a precindere dalla forma che assumerà o non assumerà – la tentazione di buttarla sul ridere è troppo forte. Se non altro per non piangere.

    • marzio scrive:

      Meno male che ci sei tu che alzi notevolmente il livello medio dei nostri demenziali commenti

  5. Giulio Dante Guerra scrive:

    A me – che, lo premetto, sono completamente incompetente in materia – questa “riesumazione” di Forza Italia sembra proprio la classica “regressione all’infanzia”, o come altrimenti si dica in “psicologhese”. Quanto alla ventilata successione di Marina Berlusconi al padre, sarebbe – a quel che si può dedurre dai programmi “culturali” e dai TG di Mediaset, di cui la “sora Marina” è responsabile – il trionfo definitivo della deriva radicaloide dell’ormai c.d. “centro-destra”. Temo proprio che gli ultimi difensori, in parlamento, dei “princìpi non negoziabili” – come il mio amico Alessandro Pagano e la combattiva Eugenia Roccella – si troveranno ben presto di fronte al dilemma se abbandonare la politica o “rifugiarsi” di un “partitino” di buone intenzioni ma di scarso séguito elettorale come “Fratelli d’Italia”. Prospettive, entrambi, non molto entusiasmanti.

  6. Manlio Pittori scrive:

    Berlusconi ha azzerato i vertici del partito, Berlusconi ha sciolto il PdL, Berlusconi ha rifondato Forza Italia, Berlusconi ha candidato sua figlia, Marina Berlusconi, per la successione di Silvio Berlusconi.

    Però “bisognerà attendere fino all’8 dicembre per la ratifica delle decisioni annunciate ieri dal leader del centrodestra, quando si riuniranno gli 800 membri del Consiglio nazionale”.

    E questa monarchia assoluta ereditaria la chiamate partito? E questa satrapia personale dovrebbe guidare la democrazia italiana?

    Dire che sono disgustato fino al vomito è un pallido eufemismo.

    Grazie.

    Manlio Pittori

    • Giulio Dante Guerra scrive:

      Caro sig. Pittori, il quadro che lei ha “dipinto” non mi convince per niente: scandalizzarsi per come è gestito e sarà trasmesso il potere all’interno del PdL-FI è dimostrazione d’un formalismo fine a se stesso, che trascura la sostanza del problema. Sulle ragioni del fallimento del “berlusconismo” concordo invece con quanto ha scritto Massimo Introvigne sulla “Bussola” un paio di settimane fa. Riporto alcuni brani dell’articolo.
      [Risorgimento, fascismo e prima repubblica] erano «ortopedici» e volevano rifare gli italiani, considerati intrinsecamente disordinati, lavativi, evasori fiscali, ribelli allo Stato e alle sue leggi.
      Rispetto a questa lunghissima storia, Berlusconi rappresentò una vera rivoluzione copernicana. Scese in campo affermando «L’Italia è il Paese che amo» e dichiarando che prima che gli italiani rispettassero le leggi occorreva sincerarsi che le leggi rispettassero gli italiani. Per la prima volta – non in assoluto, ma nell’ambito di forze politiche in grado di vincere le elezioni e andare al governo – qualcuno rovesciava l’ideologia risorgimentale: gli italiani – affermava Berlusconi – sono già fatti, vanno benissimo così o quasi, si tratta semmai di rifare l’Italia, cioè lo Stato e la politica che per decenni si sono costruiti contro il Paese reale.
      Miscela di populismo e di liberalismo economico, il berlusconismo […] ebbe enorme successo proprio per questo rovesciamento. Il Cavaliere capì che in Italia c’erano milioni di elettori «di destra» che si turavano il naso e votavano DC ma in realtà non condividevano neppure il dossettismo filo-risorgimentale della classe dirigente democristiana.
      […]
      La rivoluzione di Berlusconi – che ha certo avuto qualche risultato parziale positivo – è fallita […] perché il Cavaliere non ha mai chiarito, a se stesso e a chi lo ascoltava, che cosa esattamente amasse dell’Italia. Si è limitato per lo più a dire che l’Italia com’era – quella disprezzata dagli «ortopedici» a partire dal Risorgimento – gli piaceva perché era fantasiosa, creativa, intelligente, spiritosa, piena di amore contrapposto all’odio spacciato dalle ideologie. Tutte belle cose, ma che non toccano la sostanza. Gli intellettuali risorgimentali e post-risorgimentali e i loro mandatari politici odiavano e odiano gli italiani non perché sono creativi o spiritosi ma perché sono cattolici. Sono cattolici anche se non vanno a Messa, come dimostrano tante reazioni spontanee agli eccessi del laicismo. Per mentalità personale, per calcolo politico, per timore dei «poteri forti», per i collaboratori che si è scelto Berlusconi non ha mai dato eccessivi contenuti alla sua apologia dell’Italia reale, né è mai arrivato a dire la verità sul carattere intrinsecamente cattolico dell’ethos italiano. Per questo, la sua rivoluzione contro il «partito anti-italiano» è sempre rimasta a metà, e finalmente è fallita.
      […] Dopo Berlusconi, l’errore più fatale che il centro-destra italiano può commettere è quello d diventare la «destra moderna» alla Cameron o alla Chirac che non a caso invocano i vari Scalfari: una destra un po’ massonica, laicista, attenta ai «nuovi diritti» che occupi la nicchia meno entusiasta del vasto campo degli «ortopedici» e dia anche lei il suo modesto contributo al tentativo di rifare gli italiani. Questa «destra moderna» non serve e non raccoglie neppure voti: lo dimostra la parabola di Gianfranco Fini. Dopo Berlusconi si tratta dunque non di attenuare, ma al contrario di rafforzare e rendere semmai più dura e radicale la critica al «partito anti-italiano» e alle politiche «ortopediche», una critica che deve necessariamente coinvolgere il Risorgimento, il fascismo e anche la Prima Repubblica. Ma la durezza verbale non basterà. Per cambiare le cose non basta urlare più forte. Occorrerà riempire questa critica di contenuti, scavare nell’ethos nazionale italiano disprezzato e conculcato da centocinquant’anni. Scavando, non si potrà che incontrare il cattolicesimo.
      Questo è tutto. Mi scuso per l’intervento fatto quasi completamente di citazioni, ma l’amico Massimo ha scritto queste cose molto meglio di come avrei saputo scriverle io. Mi sembra che questa, e non gli insulti “alla brada” che ho letto più sopra, sia una buona base per una discussione seria sul problema di che cosa offriranno i politici a questo “popolo di centro-destra”.

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