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I deputati del Pd vogliono mandare in prigione pure le pedine del Monopoly (ma pigliano una topica)

agosto 22, 2013 Massimo Giardina

Alcuni parlamentari scrivono una lettera all’ambasciatore americano: «È diseducativo e contro la chiave etica di Obama». Ma non è vero, la casella della prigione c’è ancora

Forte indignazione di alcuni deputati del Pd, e d’altronde come dar loro torto quando l’oggetto della contestazione è la casella della prigione del Monopoly. Il gioco da tavola famoso in tutto il mondo, sta mettendo sul mercato una nuova versione chiamata Monopoly empire (a fianco il tabellone), dove, si vocifera negli ambienti ben informati del Pd, verrebbe sostituita la casella della prigione.

CARO GENTILE AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI. Con uno slancio educativo, gli onorevoli Anzaldi, Berlinghieri, Biffoni, Bobba, Bonaccorsi, Gelli, Magorno del Partito democratico hanno scritto una lettera al «gentile ambasciatore degli Stati Uniti» in cui si accusa la Hasbro – la società proprietaria del gioco – di contraddire «la chiave etica del Presidente Obama», perché le «tradizionali proprietà immobiliari sono sostituite da pacchetti azionari di grandi multinazionali».

L’IMPORTANTE E’ LA GALERA. Ma il punto su cui ruota la lettera al gentile ambasciatore degli Stati Uniti è la «novità, decisamente preoccupante: sarebbe stata abolita la casella della prigione». Insomma, si gioca con i pacchetti azionari della sporca finanza e non si va neanche in galera? «Messaggio diseducativo  – chiosano i deputati –, in caso di violazione delle regole non si viene neanche puniti». La foga giustizialista si conclude con un pensiero sull’opportunità di «valutare eventuali provvedimenti alle autorità competenti».

LA NONNA DI 91 ANNI CHE COMPRA UN DERIVATO. Dall’azienda fanno sapere che non si parla di finanza, di compra-vendita di azioni, né tantomeno di derivati asserendo che non riescono ad immaginare un bambino di 5 anni o la nonna di 91 giocare con i derivati. E soprattutto, per la quiete dei difensori dell’etica, la prigione ci sarà. Al posto delle proprietà tradizionali, le caselle rappresentano dei brand (22, naturalmente), che avranno valori diversi e che costringeranno gli altri giocatori a pagare il transito una volta acquistati.

CHE FINE HA FATTO IL FIASCO? I brand spaziano da Coca Cola a Spotify, da Nestlè a Samsung, otre a una serie di società della Hasbro. Cambieranno anche le pedine: bottiglia di coca cola, il controller della Xbox, una Chevrolet, una Ducati, le patatine di McDonald’s e non ci saranno più le tradizionali. Insomma non più la candela, il fungo, il ditale e neanche il fiasco, che considerata la lettera dei deputati del Pd, ha fatto una buona fine.

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5 Commenti

  1. andrea says:

    no, il fiasco NO! E’ la mia pedina preferita!!

    L’importante però è che non mi tolgano il Risiko con la motivazione che è guerrafondaio: è il gioco da tavolo che mi piace di più!!

  2. Franco says:

    Bigotti e ridicoli e talebani…nel ridere peró trovo questa cosa anche in pó preoccupante….vietato fare la festa del papá perchè discriminante, vietato “toccare” l’ambiente perché l’uomo é un intruso, vietato giocare a Monopoli perché diseducativo, vietato dire che la norma naturale vuole che il rapporto sessuale é uomo/donna, vietato giocare a monopoly, vietato avere ovetti kinder di colore rosa o blu perché sessista….mi ricordano le politiche repressive e le censure dei peggiori regimi comunisti.

  3. Enrico says:

    Dovrebbero scrivere al “gentile ambasciatore delle coop rosse” per chiedere la stessa cosa.

  4. Enrico says:

    Dovrebbero scrivere al “gentile ambasciatore delle coop rosse” che di immobili e traffici se ne intendono eccome, altrochè il Monopoli, i Monopòli.

  5. Mappo says:

    Da notare che in rete questi deficienti vengono indicati come parlamentari PD di area renziana.
    Se tanto mi da tanto mi domando cosa ci potrebbe vietare quel bamboccio di Renzi se ipoteticamente dovesse andare al potere.

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