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Papa Francesco vedrà il patriarca Kirill. Ortodossi e cattolici «insieme contro le persecuzioni in Medio Oriente e in Europa»

novembre 13, 2013 Redazione

L’annuncio di un incontro «in un paese neutro». Bari, Vienna o l’Ungheria le ipotesi. E ieri il cardinal Scola ha fatto visita al capo della Chiesa ortodossa russa

Papa Francesco incontrerà presto Kirill, patriarca di tutte le Russie, capo della Chiesa ortodossa. Lo storico evento è stato annunciato ieri 12 novembre a Roma dal metropolita Hilarion, il capo della “diplomazia ecclesiastica” del Patriarcato di Mosca. Dopo essere stato ricevuto dal Pontefice, a margine di un convegno nella capitale sul tema “Ortodossi e cattolici insieme per la famiglia”, Hilarion ha specificato che «non stiamo ancora parlando di una visita del Papa in Russia, ma della possibilità di un incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie in un Paese neutro». Le ipotesi sarebbero tre: Bari, Vienna o l’Ungheria.

SCOLA A MOSCA. Sempre ieri, inoltre, la Chiesa di Roma e quella di Mosca hanno fatto un altro passo di avvicinamento reciproco. Il cardinale arcivescovo di Milano, Angelo Scola, ha incontrato nella capitale russa proprio il patriarca Kirill. E all’appuntamento è emerso chiaramente che «oggi più che mai la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica hanno delle occasioni importanti per lavorare insieme», come ha detto il patriarca. Secondo Kirill tra questi compiti comuni ci sono innanzitutto «la difesa dell’Europa cristiana e la tutela dei diritti delle minoranze cristiane nel Medio Oriente e in Siria».

LA PERSECUZIONE NASCOSTA. Nel merito, oltre a elogiare la posizione di Papa Francesco sulla crisi della Siria, il patriarca ha comunicato la sua speranza di poter «continuare a lavorare insieme per la pace in queste terre». Non meno pericolosa, però, ha aggiunto, è «la persecuzione nascosta nei confronti dei cristiani sotto la bandiera della tolleranza e del multiculturalismo». Questo odio sottile, ha spiegato Kirill, si manifesta «con la sostituzione dei simboli cristiani, quando si vieta di pronunciare la parola “Natale”, quando portare una croce al collo sul posto di lavoro diventa offensivo per i non cristiani». Il capo della Chiesa ortodossa ha anche criticato lo strapotere dei media, dove prevale in modo schiacciante «un’immagine della civiltà che vive senza la presenza di Dio e dove si realizza la visione del mondo dei non credenti». Viviamo dunque «in un’epoca in cui le controversie storiche nei rapporti tra le Chiese non hanno più quel ruolo critico che avevano nel passato», ha detto infine Kirill. «Oggi siamo impegnati insieme su molte questioni e abbiamo molte finalità in comune».

LA NEUTRALIZZAZIONE. Da parte sua, il cardinale Scola ha condiviso le preoccupazioni del patriarca di tutte le Russie per i cristiani perseguitati in Medio Oriente (sui quali «in Occidente diciamo troppo poco») e per la libertà religiosa in Europa, «dove molte correnti di pensiero e pratiche legislative pensano che una giusta laicità si possa ottenere solo neutralizzando le varie religioni». Secondo l’arcivescovo di Milano «questa resta una questione aperta, il problema non è togliere il crocefisso o il velo ma casomai consentire a tutti di esprimersi perché una società plurale è tendenzialmente conflittuale e quindi ha bisogno del confronto».

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1 Commenti

  1. Fabio S. P. Iacono scrive:

    Il Cristianesimo affronta la navigazione fenomenica nel terzo millennio: sfera cattolica, ortodossa ed anglicana riflettono in modo unitario. Serenità.

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