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Papa Francesco prega al Muro del Pianto: «Ho chiesto al Signore la Grazia della pace»

maggio 26, 2014 Redazione

Il Santo Padre si è fermato per alcuni minuti a pregare in silenzio nel luogo sacro agli ebrei, per poi inserire un biglietto tra le fessure del Muro. Prima la visita alla Spianata delle Moschee

Papa Francesco questa mattina si è recato in visita al Muro del Pianto di Gerusalemme, nell’ultimo dei suoi tre giorni di viaggio da pellegrino in Terra Santa. Il pontefice si è fermato per diversi minuti in preghiera nel luogo sacro degli ebrei di Gerusalemme, per poi appoggiare la sua mano sulle pietre e inserire tra le fessure un biglietto, una tradizione tipica che anche Giovanni Paolo II nel 2000 e Benedetto XVI nel 2009 seguirono durante le loro visite in Israele.
«Sono venuto a pregare e ho chiesto al Signore la Grazia della pace», è il messaggio che Bergoglio ha scritto nel Libro d’Onore dopo la preghiera, come lui stesso a voluto spiegare al Gran Rabbino di Israele. Il Santo Padre ha anche aggiunto una dedica in spagnolo, riportando parte del Salmo 121: «Quale gioia quando mi dissero andiamo alla casa del Signore. Ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme». Per poi rifarsi alle parole che disse Giovanni Paolo II nel 2000 e chiudere: «Con questi sentimenti di gioia verso i miei fratelli maggiori sono venuto ora e ho chiesto al Signore la grazia della pace».

IL TESTO DEL BIGLIETTO. Nel biglietto che il Papa ha lasciato tra le pietre del Muro era contenuta una preghiera: «O Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, Dio di Gesù Nazareno, dal cuore di questa santa Città, patria spirituale di Ebrei, Cristiani e Musulmani, faccio mia l’invocazione dei pellegrini che salivano esultanti al tuo tempio: “Chiedete pace per Gerusalemme: vivano sicuri quelli che ti amano; sia pace nelle tue mura, sicurezza nei tuoi palazzi. Per i miei fratelli e i miei amici Io dirò: ‘Su te sia pace!’. Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene”». Ad accompagnare Bergoglio anche il rabbino Abraham Skorka, rettore del Seminario rabbinico di Buenos Aires, col quale il Santo Padre ha scambiato un fraterno abbraccio dopo la silenziosa preghiera.

ALLA SPIANATA DELLE MOSCHEE. Prima di recarsi al Muro, papa Francesco era entrato nella Spianata delle Moschee, fermandosi all’ingresso della Cupola della Roccia e venendo accolto dal Gran Mufti. Bergoglio si è sfilato le scarpe ed è entrato in visita nel luogo sacro dei musulmani, per poi incontrare le autorità islamiche della città. «Da questo luogo santo lancio un accorato appello a tutte le persone e le comunità che si riconoscono in Abramo: rispettiamoci e amiamoci gli uni e gli altri, come fratelli e sorelle. Impariamo a comprendere il dolore dell’altro. Nessuno strumentalizzi per la violenza il nome di Dio. Lavoriamo insieme nella giustizia e nella pace», è stata l’esortazione con cui il Santo Padre ha chiuso la sua visita alla Spianata.
«Un pellegrino è una persona che si fa povera, che si mette in cammino. Questa fu la condizione di Abramo, questo dovrebbe essere il nostro atteggiamento spirituale. Non possiamo limitarci a rimanere chiusi, sicuri nelle nostre convinzioni. In questo nostro pellegrinaggio terreno non siamo soli. Dio ha voluto Abramo testimone del suo agire. Anche noi vogliamo essere testimoni dell’agire di Dio».

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3 Commenti

  1. Shiva101 says:

    E il Signore cosa ha risposto? E’ d’accordo?

  2. blues188 says:

    Ah, ma allora non si deve più andare in chiesa o davanti al crocefisso. Basta andare al muro del pianto e infilare un bigliettino. E bravo Francesco!

  3. salvo78 says:

    Sia Lode a Te, Dio onnipotente nostro Padre, che hai voluto far comprendere la Tua Parola ai più umili. Proteggi, o Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il nostro Papa Francesco affinchè possa guidarci verso la retta via in qualità di buon pastore che Tu, mio Dio, hai voluto nominare alla guida della nostra Chiesa

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