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Papa Francesco all’Angelus: «Corregge il fratello chi lo perdona, senza alimentare i pettegolezzi nella comunità»

settembre 7, 2014 Redazione

Il Santo Padre ai fedeli: «Gesù insegna a usare carità verso chi commette una colpa e a evitare il clamore della cronaca. Se non ci ascolta, bisogna dirlo alla comunità; e se non ascolta nemmeno quella, fargli percepire la frattura provocata»

Papa Francesco all’Angelus ha detto che correggere un cristiano che non fa una cosa buona «è un servizio a lui e alla comunità. Ma questo servizio funziona soltanto attraverso l’amore fraterno, ricordando sempre che tutti siamo peccatori e che tutti abbiamo bisogno del perdono di Dio». E ha aggiunto: «Quando io sparlo, quando io faccio una critica ingiusta, quando io spello un fratello con la mia lingua: questo è uccidere la fama dell’altro. Anche le parole uccidono!».

CORREGGERE CON CARITÀ. Papa Francesco ha esordito commentando il Vangelo odierno, che presenta il tema della correzione fraterna nella comunità dei credenti, cioè «come devo correggere un cristiano quando fa una cosa non buona». E ha detto: «Gesù ci insegna che se il mio fratello commette una colpa contro di me, mi offende, io devo usare carità verso di lui e, prima di tutto, parlargli personalmente, spiegandogli che ciò che ha detto o fatto non è buono. E se il fratello non ascolta?», si è chiesto il Santo Padre. «Gesù suggerisce un progressivo intervento: prima, ritorna a parlargli con altre due o tre persone, perché sia più consapevole dello sbaglio che ha fatto; se, nonostante questo, non accoglie l’esortazione, bisogna dirlo alla comunità; e se non ascolta neppure la comunità, occorre fargli percepire la frattura e il distacco che lui stesso ha provocato, facendo venir meno la comunione con i fratelli nella fede».

NO AI PETTEGOLEZZI. Questi passaggi, ha sottolineato il Papa, «indicano lo sforzo che il Signore chiede alla sua comunità per accompagnare chi sbaglia, affinché non si perda. Occorre anzitutto evitare il clamore della cronaca e il pettegolezzo della comunità», ha precisato. «Và e ammoniscilo fra te e lui solo. L’atteggiamento è di delicatezza, prudenza, umiltà, attenzione nei confronti di chi ha commesso una colpa, evitando che le parole possano ferire e uccidere il fratello. Perché voi sapete, anche le parole uccidono. Quando io sparlo, quando io faccio una critica ingiusta, quando io spello un fratello con la mia lingua: questo è uccidere la fama dell’altro».
Questo modo di fare, ha aggiunto Papa Francesco, «ha lo scopo di non mortificare inutilmente il peccatore. Si parla fra i due, nessuno se ne accorge, e tutto è finito». Perché: «è alla luce di questa esigenza che si comprende anche la serie successiva di interventi, che prevede il coinvolgimento di alcuni testimoni e poi addirittura della comunità. Lo scopo è quello di aiutare il fratello a rendersi conto di ciò che ha fatto, e che con la sua colpa ha offeso non solo uno, ma tutti. Ma anche aiutarci, noi, a liberarci dall’ira e dal risentimento che fanno solo male». A liberarci di «quell’amarezza del cuore, che ci porta a insultare. Ma è molto brutto vedere uscire dalla bocca di un cristiano un insulto. È brutto, capito? Niente insulto! Capito? Insultare non è cristiano!».

SIAMO TUTTI PECCATORI. Infatti, ha proseguito Papa Francesco, davanti a Dio «siamo tutti peccatori e bisognosi di perdono, tutti. Gesù ci ha detto di non giudicare. La correzione fraterna è un aspetto dell’amore e della comunione che devono regnare nella comunità cristiana, è un servizio reciproco che possiamo e dobbiamo renderci gli uni gli altri. Ma correggere il fratello è un servizio, ed è possibile ed efficace solo se ciascuno si riconosce peccatore e bisognoso del perdono del Signore». Ed è il motivo per cui, all’inizio della Santa Messa, «ogni volta siamo invitati a riconoscere davanti al Signore di essere peccatori». Non solo, però: «Tutti siamo peccatori e a tutti Dio dona la sua misericordia. Sono due condizioni che spalancano la porta per entrare a messa bene. Dobbiamo sempre ricordare questo prima di andare dal fratello per la correzione fraterna. Domandiamo tutto questo per l’intercessione della Beata Vergine Maria, che domani celebreremo nella ricorrenza liturgica della sua Natività”.

LA CROCE ROSSA VERSO ERBIL. Dopo l’Angelus, Papa Francesco ha parlato della crisi in Ucraina: «In questi ultimi giorni – ha detto il pontefice – sono stati compiuti passi significativi nella ricerca di una tregua nelle regioni interessate dal conflitto». E ha aggiunto: «Pur avendo sentito oggi delle notizie poco confortanti, tuttavia auspico che essi possano recare sollievo alla popolazione e contribuire agli sforzi per una pace duratura. Preghiamo affinché, nella logica dell’incontro, il dialogo iniziato possa proseguire e portare il frutto sperato». E dopo aver fatto proprio l’appello dei Vescovi del Lesotho per la pace in quel Paese, il Santo Padre ha ricordato il convoglio di circa 30 volontari della Croce Rossa italiana che parte oggi verso l’Iraq, nella zona di Erbil, dove sono concentrati decine di migliaia di rifugiati iracheni. «Imparto la mia benedizione – ha detto Francesco – a tutti loro per questa scelta generale, e a tutti coloro che cercano concretamente di aiutare i nostri fratelli perseguitati e oppressi».
«Ricordatevi – ha concluso Francesco – che domani è la ricorrenza liturgica della Natività della Madonna. Sarebbe il suo compleanno. E cosa si fa al compleanno della mamma? Si fanno gli auguri, la si saluta. Domani al mattino presto salutate la Madonna, con le labbra e con il cuore. Dite un’Ave Maria che venga dal cuore, dal cuore di figlio e di figlia. Ricordatevi bene. A tutti voi chiedo, per favore, di pregare per me, e vi auguro buona domenica e buon pranzo. Arrivederci!».

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7 Commenti

  1. Rossella scrive:

    L’ultimo periodo mi sembra molto interessante, il Santo Padre parla di “compleanno”… chissà se in questi giorni se ne parlerà? Intendo dire che sembra prendere le distanze dalla realtà delle presunte apparizioni di Medjugorje… in un messaggio dell’agosto 1984 si fa riferimento propri al compleanno, non vorrei sbagliare. In ogni caso la mia deduzione lascia il tempo che trova, spero di non essere stata troppo maliziosa… però penso che se ne dovrebbe parlare.

    • mike scrive:

      come l’hai dedotto credo di averlo capito (l’8 settembre c’è la madonna, e non il 25 di ogni mese) ma in ogni caso il papa ha già detto che la madonna non è un postino. e la madonna di medjugorije altro che un postino sembra un fax.

      • davide scrive:

        cioè, la Madonna dovrebbe chiedere parere a noi/voi per apparire???… :(

        inoltre, secondo voi questi “veggenti”, sarebbero in grado di reggere la scena mondiale tutti quanti (sono in 6) mentendo per tutti questi anni, e pensate, fin dall’infanzia??? Chi sarebbe in grado di mentire così a lungo, fin da piccoli?

        • Valentina scrive:

          Signor Davide, se c’è l’interesse a mentire, può contarci che si continua a mentire, anche per tutta la vita. E i “veggenti” l’interesse ce l’hanno eccome! La loro truffa colossale ha portato loro una ricchezza sterminata. Da morti di fame con la paura di dover emigrare sono diventati proprietari di alberghi e ristoranti. Uno di loro, Ivan Dragicevic, ha sposato la Miss Massachusetts del 1990 e si è costruito una lussuosa villa con piscina negli Stati Uniti, dove vive per gran parte dell’anno. Ha capito il “veggente”? S’informi, ci sono notizie e libri ben documentati sulla ricchezza di questi cosiddetti “veggenti”, non c’è nulla di inventato. Persino nella Chiesa c’è chi dubita della loro onestà e della verità di queste “apparizioni”. I “veggenti” in realtà non vedono proprio nessuna Madonna (anche perché non esiste). Vedono, invece, e molto bene, la straordinaria ricchezza che il loro imbroglio mondiale ha portato nelle loro tasche. Il tutto alle spalle di tante persone infelici, sofferenti, disperate e pronte a credere a qualunque balla possa aprire loro una speranza. Altro che “veggenti”, sono dei ciarlatani! E hanno tutto l’interesse a continuare con la loro finzione. Per tutta la vita.

          • doctor scrive:

            Tanto per te, Valentina, è tutta la Chiesa ciarlatana. E comunque quel predicatore ebreo di nome Gesù, esistente per tutti gli storici sani di memte, qualcuno lo deve aver partorito.

            • Valentina scrive:

              Guardi che la salute mentale di una persona non si stabilisce dal fatto che questa creda o meno che Gesù sia realmente esistito. Fra i criteri enunciati nel DSM (“Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”) per diagnosticare una qualsiasi patologia mentale non rientra la credenza o meno nell’esistenza storica di Gesù e nessuno psichiatra serio direbbe che qualcuno è mentalmente malato solo basandosi su questa convinzione. Ci sono anche studiosi che dubitano dell’esistenza storica di Gesù; altri ritengono che il Gesù della fede cattolica sia ricalcato sulla figura di un uomo storicamente esistito, ma ben diverso dal personaggio creato in seguito. Non per questo tali autori devono essere considerati malati di mente. Ho letto alcune opere di questo genere e le assicuro che non mi sono sembrate frutto di menti malate. Io non credo nell’esistenza storica di Gesù, tanto meno alla favola della sua nascita straordinaria da una ragazza vergine (un mito, peraltro, presente in tante altre religioni dell’antichità), ma le assicuro che sono perfettamente sana di mente e non penso di dovermi preoccupare o di dovermi rivolgere a uno psichiatra per questa mia convinzione.

    • doctor scrive:

      Con il Papa c’è tutta la tradizione orientale, delle Chiese che vivono in Terra Santa. L 8 settembre era festività di Gerusalemme quando fu consacrata la prima basilica sulla casa di Gioachino ed Anna, in età costantiniana.

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