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Palloni, chitarre, cipolle: i simboli più strani dei partiti in Egitto

dicembre 12, 2011 Daniele Ciacci

Alle elezioni parlamentari in Egitto non ci sono solo liberali, Fratelli Musulmani e salafiti. Visto che un terzo della popolazione egiziana è analfabeta, gli oltre 200 partiti iscritti alle elezioni si sono sbizzarriti per scegliere i loghi in grado di richiamare l’attenzione dei votanti: frullatori, sedie, ombrelli, semafori, shuttle, pianoforti, cannoni e molto altro

Una cucitrice, una macchina fotografica, un pallone da calcio, una chitarra e un frullatore. In Egitto, dove si stanno svolgendo le prime elezioni parlamentari libere dopo oltre vent’anni, i candidati si sono dovuti ingegnare non poco per trovare simboli che catturassero l’attenzione degli elettori. In un paese dove un terzo della popolazione è analfabeta, il simbolo del partito, più che una bella trovata pubblicitaria, è l’unico modo per ottenere dei voti.

Così, dal Cairo ad Alessandria, le città sono state invase da oltre 250 simboli diversi, che rappresentano i piccoli e grandi partiti che si sono sfidati nella prima delle tre tornate elettorali. Accanto alla più tradizionale piramide, troviamo anche uno shuttle o una lampadina. Agli occhiali da sole seguono una sedia, la testa della sfinge, un rubinetto, uno spazzolino o una barca. Non viene trascurato neanche il settore agricolo, con gruppi che sintetizzano il loro credo nel logo di un limone o di un grappolo d’uva. Forse per attirare l’attenzione dei musicisti, una formazione politica ha scelto come emblema un pianoforte a coda.


Tanti hanno cercato di attirare il favore delle donne scegliendo come logo un forno, un frullatore o un semplice rubinetto. Tanti simboli, tutti inusuali in Occidente, la cui efficacia è stata messa alla prova dal primo turno delle elezioni parlamentari. Solo per un partito le critiche sono scontate: in tempi di crisi come questo, avere come simbolo una cipolla non è un buon auspicio.

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