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Padre Tom, rapito dall’Isis in Yemen: «Liberatemi, la mia salute peggiora»

maggio 9, 2017 Leone Grotti

La veridicità del filmato è da confermare. Se fosse autentico, significherebbe che è vivo il prete rapito il 4 marzo 2016 durante l’assalto al convento ad Aden

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I rapitori di padre Tom Uzhunnalil hanno pubblicato su Youtube un nuovo video del sacerdote indiano rapito il 4 marzo 2016 in Yemen. Nel filmato, la cui autenticità non è ancora stata confermata dalla famiglia o dalla Chiesa e che reca la data “15 aprile 2017”, il sacerdote chiede in un inglese stentato di essere «liberato» e informa che «la mia salute sta peggiorando rapidamente».

SUORE MASSACRATE. Padre Tom è stato rapito ad Aden, durante l’assalto da parte di un commando dell’Isis al convento delle missionarie della carità, l’ordine di santa Teresa di Calcutta. Nell’attentato sono state massacrate 10 persone, tra cui quattro suore, mentre una quinta, suor Sally, superiora del convento, è sopravvissuta.

«SONO MOLTO TRISTE». Nell’ultimo filmato, padre Tom ringrazia «la mia famiglia per il messaggio inviatomi e vi tranquillizzo che ricevo un buon trattamento. Ma ho bisogno di cure mediche. I miei rapitori hanno contattato il vescovo di Abu Dhabi e le autorità indiane ma nessuno ha chiesto davvero di che cosa c’è bisogno perché io venga rilasciato. Questa è una pessima risposta e sono molto triste».

L’ULTIMO VIDEO. In un precedente video, pubblicato il 26 dicembre e nel quale già appariva molto smagrito, diceva di «avere bisogno di cure» e chiedeva a papa Francesco di «avere cura della mia vita. E chiedo anche agli altri vescovi di venire presto in mio aiuto. Forse nessuna iniziativa seria è stata intrapresa perché vengo dall’India. Se fossi stato un prete europeo, sarei stato preso molto più sul serio».

LE TRATTATIVE. Se venisse confermata l’autenticità delle immagini, si potrebbe parlare di un aspetto positivo: e cioè che il religioso è ancora vivo e che i suoi rapitori hanno intenzione di trattare. Il ministro degli Esteri indiano, Sushma Swaraj, aveva già affermato in precedenza al Times of India che il governo sta facendo ogni sforzo possibile per liberare il sacerdote.

GUERRA IN YEMEN. I rapitori hanno approfittato della disastrosa situazione dello Yemen, che una coalizione di paesi guidati dall’Arabia Saudita sta bombardando dal marzo del 2015 nel tentativo di sconfiggere i ribelli Houthi, che si erano impadroniti con la forza del potere. Il paese è nel caos, non esistono più autorità riconosciute, più di 10 mila persone sono state uccise, tra cui molti bambini, e oltre 10 mila violazioni dei diritti umani sono state accertate dall’Onu. Sempre secondo le Nazioni Unite, 10 milioni di persone hanno bisogno di «assistenza urgente».

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