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Oregon, i morti per suicidio assistito sono aumentati del 556 per cento in 17 anni. La legge non funziona

febbraio 19, 2015 Leone Grotti

Un sondaggio condotto tra i medici in Olanda rivela: viene ucciso con l’eutanasia anche chi non ha i requisiti per legge

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Nel 2014 le persone morte con il suicidio assistito in Oregon sono aumentate del 44 per cento rispetto all’anno precedente e nessuno si stupisce più, visto che il trend va avanti in modo inesorabile anno dopo anno da quando la legge sulla “Morte con dignità” è stata approvata nel 1997.

SUICIDIO ASSISTITO. Nel 2014 sono morte 105 persone contro le 73 del 2013, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dal governo dello Stato americano. Le prescrizioni dei medici sono state invece 155, contro le 105 del 2013. In Oregon il suicidio assistito, forma di eutanasia che consente ai richiedenti di ricevere dai medici farmaci letali, deve essere effettuato a casa o in un altro luogo non pubblico. La presenza del medico non è necessaria ma il farmaco letale può essere richiesto solo da chi ha un’aspettativa di vita inferiore ai sei mesi.

556 PER CENTO. In soli 17 anni, il numero dei morti è aumentato in assoluto del 556 per cento (dai 16 del 1998 ai 105 del 2014), quello delle prescrizioni del 545 per cento (dalle 24 del 1998 alle 155 del 2014). La legge richiede che l’assunzione del farmaco letale sia volontaria e fatta esclusivamente dal soggetto che l’ha richiesto. Ma nei rapporti del governo non si parla di questo aspetto perché nessuno può sapere cosa effettivamente avvenga. Poiché la “medicina” deve essere assunta privatamente, è sempre possibile che il farmaco letale venga somministrato alla persona contro la sua volontà da chiunque possa beneficiare della sua morte. Se succedesse, nessuno lo saprebbe mai.

LEGGE NON FUNZIONA. Al di là di questo, il rapporto del 2014 mette in evidenza un altro aspetto della legge completamente inadeguato. Solo chi ha un’aspettativa di vita di sei mesi al massimo può richiedere la dose letale. Eppure nel 2014 si è suicidato un uomo che aveva ritirato il farmaco nel 2012. Non c’è bisogno di un genio in matematica per capire che qualcosa non deve aver funzionato.
La verità è che nel momento in cui si legalizza l’eutanasia o il suicidio assistito (cioè l’eutanasia passiva) anche solo per un singolo caso, si afferma implicitamente che la vita non è sempre degna di essere vissuta e così la morte viene di fatto banalizzata. La naturale conseguenza è che i paletti che dovrebbero regolare la pratica vengono spostati nel tempo per consentire la morte in un numero sempre maggiore di casi e situazioni. L’Olanda è l’esempio più lampante di questo processo inevitabile, che segue la teoria del cosiddetto piano inclinato.

eutanasia-olanda-grafico

UCCIDERE CHI È STANCO. In Olanda, dove le vittime dell’eutanasia legale crescono di anno in anno nella più completa illegalità (della quale tutti sono a conoscenza), è appena stato condotto un sondaggio anonimo tra 2.269 medici (solo 1.456 hanno risposto in modo sufficiente alle domande). I risultati, che sono stati pubblicati il 18 febbraio dal Journal of Medical Ethics, mostrano che quasi un medico su cinque (18 per cento) sarebbe disposto ad uccidere un paziente con l’eutanasia anche se non avesse i requisiti legali, ma solo perché è «stanco di vivere». Il 2 per cento, cioè almeno 30 medici, hanno dichiarato di averlo già fatto almeno una volta anche se è proibito dalla legge.

EUTANASIA ILLEGALE. Inoltre, il 40 per cento dei dottori intervistati ha dichiarato di essere disposto ad aiutare un paziente affetto da demenza a morire anche durante i primi stadi della malattia (che è illegale). Mentre il 3 per cento, circa 45 medici, ha ammesso di averlo già fatto almeno una volta. Un terzo ha aggiunto che sarebbe disposto a uccidere con l’eutanasia un paziente solo perché affetto da un problema psichiatrico (che è illegale). Nel 2013 in Olanda sono morte ufficialmente 4829 persone (i dati del 2014 non sono ancora usciti).
Secondo uno studio di Lancet però il 20-23 per cento dei casi non viene riportato dai medici alla Commissione governativa incaricata di controllare eventuali abusi della legge. Il motivo è ovvio: nessuno ha interesse ad autodenunciarsi. Ora il sondaggio pubblicato dal Journal of Medical Ethics conferma che gli abusi ci sono. Anche se a nessuno, nemmeno in Olanda, sembra interessare.

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3 Commenti

  1. Saint-Juste says:

    Che squallore…povero occidente ricco, grasso (in tutti sensi guardate i bambini di oggi..che pancie !!!!) opulento, individualista, capitalista e disperato. Dopo questo articolo mi viene da fare questo commento: quando ero in Africa vedevo tanta gente morire per cause diverse, malatie, malnutrizione, malaria (tanti), Aids, morsi di serpenti etc etc. Erano tremendamente poveri , ma il paradosso e’ che in Africa si lotta per sopravvivere in occidente (vedi euthanasia) si lotta per morire…Che pena….

  2. riccardo says:

    Popolazione dell’Oregon 3.8 milioni. Ha scelto di morire così lo 0.001% ossia la questione riguarda una persona ogni 100.000.
    Tra i destinati a morire nell’anno (1% della popolazione in Italia presumo sarà analoga percentuale in Oregon) quindi circa 1 su mille all’interno dei destinati a morire. Problema inesistente.
    Se ne parla perché i “giornali” hanno deciso di creare questo bisogno e di manovrarlo in forma ideologia.
    Non è un problema del popolo che ha sempre sofferto ed ha sempre trovato medici intelligenti che sapevano quando e come facilitare il trapasso (ma non si può dire).
    Nell’ambito dell’umano il problema non si pone nell’ambito dello Stato che si pone come origine e fine dell’uomo il problema si pone: togliere dai piedi chi costa e creare business sugli uomini, sui corpi degli uomini. Le anime le hanno già vendute.

  3. Luisa says:

    La vita è sacra

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