23 Aprile 2008
Mamma Oca
Una Dote per diventare grandi e un premio a chi se lo merita
di
Annalena Valenti
La contessa di Guastalla, fondatrice nel 1557 – in favore di anticipata politica sussidiaria – dell’omonimo collegio, nonché del più riservato, antico e bel giardino pubblico di Milano, alle fanciulline che a 22 anni lasciavano il collegio dava una dote, che sarebbe servita loro per sposarsi o per entrare in convento. Altri tempi, che la Regione Lombardia oggi fa suoi riappropriandosi di una parola in disuso quale Dote e riponendo una forte attenzione sui giovani e sulla loro educazione, dando alle famiglie degli studenti i mezzi, una dote appunto, per poter scoprire e favorire la strada da percorrere.
La “Dote scuola” si articola in una serie di proposte, che vanno dall’aiuto agli studenti meno abbienti delle scuole statali al contributo alla libertà di frequentare le scuole paritarie (il famoso “buono scuola”, già da alcuni anni presente in Lombardia), fino al sostegno ai disabili «per favorire una formazione personalizzata anche nella scuola paritaria». E reintroduce una parola che la scuola italiana ha dimenticato da anni, «il Merito: un riconoscimento dell’eccellenza per premiare i risultati più brillanti». Si tratta di un contributo per chi prende “ottimo” all’esame di terza media, una media compresa tra 7,5 e 10 decimi nei quattro anni di scuola superiore, un “100 e lode” alla maturità.
Ancora una volta la Regione Lombardia, potenziando l’attenzione sui giovani e la loro educazione, rappresenta l’Italia nuova, modello per tutto il paese. Detto questo, presidente Formigoni, se non ti fanno fare il presidente del Senato, resta con noi ancora due anni.