09 Marzo 2010
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Quella fanciulla con la valigia sul passo della Cisa cent’anni fa
Dov’è ora ciò che è stato
di
Marina Corradi
In uno degli ultimi giorni di inverno l’autostrada che da Parma va a la Spezia sormontando l’Appenino è avvolta, appena si lascia la pianura, da una coltre di nuvole basse. L’orizzonte del passo della Cisa è oscurato. Si va sul nastro d’asfalto deserto che sale, e sembra di procedere, in quella caligine color ferro, verso un ignoto destino. Accanto, si mostrano tra la nebbia i dorsi aspri dell’Appennino. Costeggi pareti di rocce brune che paiono tagliate in sezione: stratificate le età geologiche, pietrificati i millenni in strisce sottili. Corvi neri, bassi, le ali spiegate nell’aria immota.
A tratti un borgo di cascine, un filo di fumo dai camini. Allora in questo grande silenzio mi ricordo che la mia nonna paterna veniva da uno di questi paesi. Sei o sette fratelli, alla fine dell’Ottocento, in una casa come queste che vedo arrampicate sulle colline già aspre sopra alla valle del Taro. E chissà, mi dico, che freddo faceva in quelle stanze di pietra, in un febbraio come questo; chissà come erano gelide le lenzuola, quando si andava a dormire. Avranno avuto una stalla? Allora certo la sera, come nelle altre nostre campagne, ci si trovava lì, in quel tepore di bestie, a discorrere. Le vecchie dicevano il rosario. E mia nonna Aldobrandina, detta Dina, com’era nei suoi quindici anni, alle soglie del secolo nuovo? Le foto che ho la mostrano già quasi vecchia, lo sguardo intenso, gli zigomi larghi su una faccia forte da emiliana. E forte doveva essere mia nonna, cresciuta fra le montagne, dividendo in otto le patate di questi campi stentati. Poi un fratello emigrò in Svizzera e morì in miniera, due partirono per l’America. Mia nonna a vent’anni scese a Parma, a fare la domestica in una casa di signori.
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Inserito da Iurop il 9 Marzo 2010 - 9:16pm
Come farti mancare la mia gratitudine per questo tuo ripercorre i sentieri della memoria, che non è nostalgia appena... ma molto di più!
Grazie Marina.
Con Stima!
Mario G.