26 Febbraio 2010
Una buona notizia
L’Italia è più unita da quando il diritto di costruire ha prevalso sul moralismo astratto
di
Lodovico Festa
L’Italia era considerata tra i paesi più scioperaioli del mondo. I ceti medi produttivi avevano nel fisco il “nemico”. Ora siamo tra i luoghi con meno conflitti di lavoro in atto, bottegai e artigiani guardano con fiducia (pur senza esagerare) all’amministrazione dello Stato. Come è stato possibile? Con un ministro come Maurizio Sacconi che ha sostituito la logica della cooperazione a quella del conflitto per gestire i problemi economico-sociali, e con un Giulio Tremonti che si è inventato gli studi di settore. Per agire razionalmente non si deve considerare la società italiana strutturalmente marcia, ma riflettere su come la costruzione dello Stato dal 1861 in poi (con Savoia, fascisti, Dc-Pci e Mani pulite) sia avvenuta in modo troppo separato dal “popolo”. Quando invece che “la lotta” di classe, fiscale, repressiva, lo Stato fa prevalere un’idea di riconciliazione che parte dalla realtà, che non “impone” un “dover essere” all’“essere” ma guida quest’ultimo secondo fini e princìpi condivisi, si trovano soluzioni semplici ed efficaci. Se ci si concentra esclusivamente sul moralismo astratto come fanno tanti demagoghi, perlopiù dotati di folto pelo sullo stomaco, il destino è segnato: più repressione significa solo più corruzione a medio termine. Ma se si espongono con chiarezza le finalità, se si riflette sul fatto che “costruire” non è un reato da perseguire ma un diritto da contemperare con le esigenze del bene comune, questo splendido paese può essere facilmente riconciliato.
Inserito da La peste il 28 Febbraio 2010 - 2:14pm
Consigio più attenzione caro Festa; gli studi di settore li ha introdotti Vincenzo Visco e Tremonti in campagna elettorale aveva promesso di eliminarli. Poi, dopo le elezioni, si è accorto che il suo predecessore aveva lavorato troppo bene e ha cambiato idea. Quanto a Sacconi... le consiglierei di fare due chiacchiere con gli operai che in tutta italia, anziché scioperare, sono paasati ad occupare fabbriche, tetti e linee ferroviarie.