tempi.opinioni Martedì 16 Marzo 2010 
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Davvero la vita è bella?

Ho una amica che dice che la vita è bella. Bella comunque.

di Marina Corradi
Ho una amica che dice che la vita è bella. Bella comunque. Bella perché si respira. E ogni volta che mi vede, questa amica mi domanda sorridendo: allora, Marina, la vita è bella? Sono certa che lo fa, benevolmente, per farmi arrabbiare. E quando me lo dice, a me viene in mente quell’ultimo particolare che ho annotato, come in un segreto taccuino, insieme a tutte le slabbrature e gli squarci che ogni giorno vedo, in questa nostra vita che mi corre davanti. Non è solo Haiti, pure con la sua deflagrante atrocità. Non è solo il Darfur, né le migliaia di aborti ogni giorno serenamente praticati in Occidente. Né è solo il presente. Un sito ebraico ha messo online le foto di centinaia di ebrei italiani morti nei lager. Molti bambini. Le foto li ritraggono prima della “partenza”, ben vestiti, ridenti, le bambine con le trecce e i fiocchi nei capelli. In queste foto “normali” è ancora più evidente la mostruosità. Ti immagini quei bambini uguali ai tuoi strappati alle madri, spinti come pecore, tra urla straniere caricati in treni che partono per sempre. In queste nostre stesse città, poco più di 65 anni fa. La vita, Anna, era bella anche quel giorno? Ed era bella in quegli istituti per orfani e handicappati di Chisinau, in Moldavia, che a distanza di dieci anni rivedo ancora come fosse ieri – quegli occhi di bambini, grandi, attoniti, come ancora meravigliati, nella loro innocenza, di tanto dolore?
E, restando nel presente, di queste storie di inermi clochard bruciati o pestati a sangue così, per gioco, vogliamo parlarne? E senza andare neanche nella cronaca nera, certe sere mi restano in mente gli occhi di qualche vecchio che rincasa solo, adagio, con una magra borsa della spesa in mano; faccia anche lui di mille profonde solitudini, quiete tra le nostre case. pag. 1 | |

 

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tempi.commentati
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Marina leggerti come sempre

Inserito da Iurop il 3 Febbraio 2010 - 1:54pm

Marina leggerti come sempre non mi lascia come prima, come diceva Gide. Te ne sono grato perché mi aiuti a fare dei passi, infinitesimale quanto si vuole, ma sempre verso quella Bellezza che ci testimoni in ogni tuo scritto.
Ed allora mi tornano alla mente queste altre parole di Sant'Agostino:

Tardi ti amai,
bellezza tanto antica e tanto nuova.
Sì, perché tu eri dentro di me
e io me ne stavo fuori.

Lì ti cercavo, io deforme,
mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.
Eri con me,
ed io non ero con te.

Mi tenevano lontano da te le tue creature,
inesistenti se non esistessero in Te.
Mi chiamasti
ed il tuo grido sfondò la mia sordità.

Mi illuminasti,
e il tuo splendore dissipò la mia cecità.
Diffondesti la tua fragranza e respirai
e ora anelo verso di Te.

Ti gustai
ed ebbi fame e sete di Te;
mi toccasti,
e arsi del desiderio della tua pace.

Marina la tua umanità, che traspare dai tuoi scritti e non solo, è essa stessa testimone fedele di ciò che ardentemente al nostro intimo urge.

Ti sono grato, di una gratitudine speciale e senza fine!

Leggerti è un piacere alla ragione ed al cuore.

Con stima.

Mario G.

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Grazie, grazie per dare voce

Inserito da paola il 3 Febbraio 2010 - 9:14am

Grazie, grazie per dare voce ai miei pensieri e ai pensieri di molti.

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