16 Dicembre 2009
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L’opposizione non si fermerà nemmeno davanti al sangue di Berlusconi
E' sulla stanchezza dei moderati che conta il partito radical-populista. Perché venga un nuovo Martinazzoli, scarichi il ducetto e finisca tutto come doveva finire nel 1994
di
Oscar Giannino
Lo avevano detto, e ci siamo arrivati. Se Berlusconi non l’avesse piantata, l’esasperazione avrebbe potuto sfociare in violenza, aveva lasciato più volte intendere Antonio Di Pietro. Alla fine, la violenza è venuta. Dice: ma che significa? A spaccare la faccia a Berlusconi è stato uno psicolabile, uno fuori di testa. Sia maledetta l’ignoranza. In Russia, dopo un decennio di propaganda inneggiante all’assassinio di Stato e al terrore, a por mano per primo alla pistola non fu Necaev che aveva scritto Il catechismo del rivoluzionario mentre profeticamente Dostoevskij scriveva I Demoni. Fu una giovane donna, Vera Zasulic, la prima a sparare nel 1877 contro “un servo dello zar”, il generale Trepov. Una giovane che che nelle carte processuali è descritta come «natura esaltata, morbosa, ipersensibile», non diversamente da quel che si dice dello spaccafaccia del premier oggi. Si apriva la strada che portò all’assassinio di Alessandro II e poi dritti, attraverso sangue a fiumi, alla strage dei Romanov. La Zasulic fu assolta, nel tentativo di evitare di farne un’eroina. Divenne socialista rivoluzionaria prima e menscevica poi, in contatto epistolare con Marx ed Engels. Prima di morire, nel 1919, di fronte agli orrori rivoluzionari maledì il gesto con cui lei per prima aveva dato inizio al terrore. Ma tant’è, la storia aveva preso il suo corso.
Nessun paragone improprio, d’accordo. Ma è solo per dire che l’ipocrisia si è sprecata per anni, nel crescendo di demonizzazione personale di Berlusconi. Dal profittatore di Stato ai tempi dei decreti craxiani sulla tv, si è giunti al prosseneta, al corruttore di minorenni, al marito degenere, infine al mafioso e stragista, a dar retta a Repubblica e al sedicente pentito Spatuzza. E tutto ciò senza contare gli epiteti e gli apprezzamenti che si sono accumulati sulla sua attività politica, sul suo essere autoritario, anticostituzionale, monarca intollerante come ha detto Fini, dittatore da rimuovere con un nuovo Cln, come ha fatto capire Casini evocando l’alleanza straordinaria dei partiti antifascisti, all’indomani del 25 luglio ’43.
Non mi piace l’urlìo quotidiano in cui da anni si risolve l’opposizione ogni volta che perde le elezioni. Né, da liberale e liberista, personalista e sussidiarista, mi piace vedere che i temi utili a fare andare un po’ meno peggio l’Italia siano sempre rimandati, di fronte all’emergenza giudiziaria sempre aperta e alla caccia al Berlusconi. Da qualche anno, però, ho capito che non se ne esce. L’anomalia Berlusconi, così irriducibile alla trattativa rassegnata e difensivista con un avversario spietato cui la vecchia Dc aveva abituato il Pci, nasce dalla vera anomalia italiana: la rimozione per via giudiziaria di un’intera classe dirigente con l’eccezione dell’opposizione, quando, caduto il Muro, l’Italia non serviva più come frontiera di sicurezza e gli americani si erano stufati di pagare milioni di dollari per niente. Per quella rimozione, non abbiamo né una normale forza moderata popolare, né una normale forza di sinistra socialista, e il partito dalla più antica storia nel Parlamento attuale è... la Lega.
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Inserito da vegliardo75 il 25 Dicembre 2009 - 8:46am
Si vede che abernasc vive in America (e me ne faccio una ragione) perché non capisce niente né dell'Italia, reduce da 50 anni di cattocomunismo, come ben dice Oscar Giannino, né capisce niente di Berlusconi (che io conosco da 40 anni).
Allora se ne resti là, aspettando un altro Oswald.
Inserito da PASQUO il 24 Dicembre 2009 - 4:59pm
A quanto pare, le reazioni di alcuni commenti certamente non sono concilianti e quindi convincono chi legge che la ragione non è solo da una parte. Certamente qualcuno è molto occupato e non ha il tempo, come me vecchio ed invalido al 100%, di ascoltare non solo le miriade d'intervento del diretto interessato ma sopratrutto di quelle dei suoi gurdaspalle alcuni citati da abemasc.
Sicuramente quegli interventi non tengono gli animi calmi.
Inserito da abernasc il 21 Dicembre 2009 - 10:00pm
Ma possibile che nei deliri di un Tartaglia non giochi un minimo ruolo un presidente del consiglio che da dei coglioni a chi non lo vota, che urla e polemizza con i contestatori in piazza e che ha scelto la linea dello scontro con i suoi non elettori da tempo ?
Certo suona meglio buttarla in caciara e far credere che qualcuno lo voglia far passare come uno stragista, mentre invece a chi si informa è chiaro che le accuse parlino di rapporti con la mafia e le stragi siano stata la accelerazione per far capire che la mafia , e non Berlusconi, non scherzava.
D'altronde Mangano non credo abbia mai frequentato il tinello di Di Pietro o di Bersani, e spiegare come ha fatto Berlusconi quali erano i suoi rapporti con Mangano parlandone come di uno che è stato condannato per assegni falsi non mi sembra faccia chiarezza sulla sua storia...
Dico tutto cio con disprezzo totale umano e politico per lo statista di Milanello, che pero' resta sul piano del conflitto verbale e non fisico.
In quei 30 secondi di violenza ho visto gli unici 30 secondi di umanità pubblica di vita del premier e ferire un uomo, per di più anziano, è un gesto che non può essere condiviso. E tutto questo non è in contrasto col sostenere che tra i principali responsabili di un clima di tensione ci siano lui stesso, Gasparri , La Russa, Brunetta e quella compagnia arrogante e cafona che il popolo italiano ha voluto democraticamente al governo.
Per questo vivo in America.
Cordiali saluti
Abernasc
Inserito da celestino ferraro il 17 Dicembre 2009 - 4:36pm
L’ODIO FORIERO DEL DELITTO
Non ho capito di che parli il prof. Angelo Panebianco quando rimprovera a Fabrizio Cicchitto di aver dedicato molto del suo intervento alla Camera all’identificazione di quei signori che, dal Parlamento o dalle pagine dei giornali, iniettano dosi massive di odio e di calunnie nell’opinione pubblica perché questa riconosca, in Silvio Berlusconi, la pianta fetida della nostra democrazia.
È quanto meno riprovevole che la nostra democrazia viva sotto la sferza arrogante di signori che, invece di fare i giornalisti, cioè informatori dell’opinione pubblica su quanto accade nel mondo della politica, si considerino parti integranti del confronto e con il pretesto di moralizzare la società corrotta da Berlusconi, consiglino i modi spregevoli con i quali liberarsi del mafioso di Arcore in combutta con le coppole storte della Mafia. E non c’interessano le alchimie politicizzate per consentire al leader Tizio o al leader Caio di prevalere nel confronto per il potere, la politica ritorni ai suoi schemi classici: l’ideale. Sarà l’ideale che offrirà a ciascuno il motivo per essere validamente ambizioso.
Certo, la politica è l’arte del possibile, e dobbiamo impegnarci affinché questo possibile si realizzi per il bene della collettività. Ma quando l’odio sfocia in aggressione delittuosa e Berlusconi resta vittima del suo offrirsi alla folla senza precauzioni poliziesche, e un Pietro Ricca qualsiasi lo beffeggia BUFFONE! senza subire conseguenze penalmente risarcitorie, anche un labile fesso (Massimo Tartaglia), che odia Berlusconi, si sente autorizzato a SPATUZZARLO in faccia senza temerne le conseguenze penali.
Se poi un ex magistrato (madre di Dio! Un sacerdote di Dike) addirittura sostiene che Berlusconi ISTIGA!, allora, di quanto bisogna abbassare i toni? E la Rosi Bindi, che si pavoneggia democratica e cristiana (bella e gentile), quando ci stupirà con la sua magnificenza? Sul catafalco di Berlusconi verserà tutte le lacrime non versate? Sarebbe un po’ tardi (fuori tempo massimo) se veramente dovessimo arrivare al “Sit tibi terra levis” (Alcesti – Euripide).
Anche per Giacomo Matteotti il clima di odio venne fomentato in Parlamento e sulla stampa, la storia ci ricorda come finì.
Celestino Ferraro
Inserito da celestino ferraro il 17 Dicembre 2009 - 11:42am
Questa ipocrisia delle circonlocuzioni per dire di un cieco, per esempio, un non vedente, è un'ipocrisia doppia quando ci riferiamo a un atteggiamento caratteriale che mette in forse il rapporto umano, il dialogo e la verità.
Capisco, la politica fa spesso uso di circonlocuzioni per evitare di urtare le suscettibilità epidermiche del solito ipocrita perbenista.
Un bugiardo è un bugiardo e c'è poco da circonlocuire quando i fatti sono crudi e tragici. Mentitori e diffamatori a briglia sciolta per spatuzzare Berlusconi.
Dobbiamo riappropriarci della verità e restituire alle parole il loro giusto significato crudo che sia.
CF
Inserito da celestino ferraro il 17 Dicembre 2009 - 10:18am
Perché dovrebbero fermarsi? Lo scopo era quello e non è che la guerra sia finita. Solo il cadavere del Cavaliere potrebbe dettar la tregua, ma a condizioni.
Non ci facciamo abbindolare dal Bersani che corre al capezzale del mostro sanguinante, i Di Pietro e le Bindi rappresentano il vero animus pugnandi dei sinistri bramosi di potere: puah!
CF
Inserito da PASQUO il 17 Dicembre 2009 - 10:05am
Tutti invitano alla moderazione, compresi i Dirigenti(?) del PDL.
Intanto questa mattina in una intervista su RaiTRE il Dirigente PDL nel chiarire il suo punto di vista nei confronti di quelli dell'On. Letta (PD), inviece di usare il temine di inesatto o similare, ha usato il termine determinandolo "BUGIARDO" che certamente non è stato ben digerito da molti ascoltatori.