tempi.opinioni Mercoledì 10 Marzo 2010 
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Giannino: Perché è sempre Formigoni il bersaglio grosso della Lega

Scrutato dalle toghe, invidiato, ma soprattutto ciellino.

di Oscar Giannino
Ho scritto più volte che la Lega non ha ancora cambiato idea intorno all’ipotesi di volare alto nella richiesta di Veneto e Piemonte alle prossime regionali, per poi riservarsi fino all’ultimo di atterrare sulla Lombardia. Continuo a pensarlo. L’ipotesi esiste. Bossi è abilissimo nelle trattative. Con quella sua (finta) rozzezza ipersemplificatoria, lancia e soprattutto fa lanciare segnali e controsegnali, finte e manovre aggiranti, affondi alternati ai toni concilianti. C’è una ratio, in quella che sembra (volutamente) una gran confusione. La logica è più che comprensibile, dal punto di vista della Lega. La tenuta e poi il grande rafforzamento che ha saputo mostrare al Nord hanno smentito tutti coloro che la consideravano un movimento effimero legato alla “novità” di Bossi, tra fine anni ’80 e primi ’90. Un’attenta e ferrea regia del movimento ha impedito che, nel frangente più duro della malattia del suo leader carismatico, la Lega si dividesse in lotte successorie. Non sarebbe stato possibile in nessun altro partito italiano. Ricordo che per la successione di Occhetto a Natta si inscenò un suo coccolone che, col sostegno dei medici, fu dichiarato ben più grave di quanto per fortuna fosse. Mentre per Berlusconi sono 15 anni che ci si affanna a leggere ciò che non c’è scritto nei bollettini medici.
Per la Lega la Lombardia vale un Perù, come si diceva un tempo. Nessuno può nutrire dubbi sul fatto che la leadership al Pirellone sarebbe per Bossi e i suoi un riconoscimento che vale più di qualunque incarico di governo nazionale. Una conferma piena del ruolo di sostegno leale esercitato verso Berlusconi, una volta sanata la rottura del ’94. La prova del nove quanto a reale superiorità del modello leghista, di una politica fatta non solo di radicamento, temi identitari e federalistici, ma altresì capace di dare anima e gambe a una concreta esperienza di buongoverno, più leggera per le risorse richieste al territorio (la Lombardia è in testa alla graduatoria italiana dei finanziatori netti della pubblica amministrazione, rispetto a quel che riceve dallo Stato pro capite) e più efficiente per i servizi resi in cambio.
Di cosa è fatta la sottile seduzione che la Lega tenta di esercitare verso Berlusconi, per indurlo a cedere il Pirellone? Per quel che comprendo, di tre argomenti. Il primo è la scia di eventuali novità negative dalle indagini della procura di Milano, soprattutto sul filone Grossi-Abelli-Gariboldi. Allo stato attuale, mi pare che nel breve siano compromesse le possibilità per Abelli di crescere ulteriormente come coordinatore del Pdl regionale o nazionale. Ma resta da dimostrare l’ipotesi che Grossi fosse non un operatore disinvolto in proprio, ma il capofila di operazioni estero su estero traguardate con Zunino e le sue società da una parte e i vertici della politica lombarda dall’altra. È un gran parlare, ma Formigoni c’entra proprio nulla. pag. 1 | |

 

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Ci sorprende questa notizia?

Inserito da robinson il 18 Novembre 2009 - 12:37pm

Ci sorprende questa notizia? Abbiamo cercato in tutti i modi di corteggiare, accordarci, programmare leggi dando spazi e potere alla Lega e ora ci meravigliamo di questo progetto o pretesa? Berlusconi ha sempre visto in Bossi e nella Lega alleato fidato, (quando poi il Pdl era stato progettato insieme a Fini)ed ora siamo quasi alla resa dei conti. Beslusconi è debole e la Lega ne approfitta. Mi chiedo esiste una strategia di uscita?

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