10 Febbraio 2009
L’abisso culturale tra Napolitano e Berlusconi
Reagire alla medicalizzazione della salute è un compito imprevisto ma necessario per chi vuole difendere la libertà. È questo che ha spinto il Cavaliere a battersi per Eluana
di
Gianni Baget Bozzo
E ra la prima volta che i cattolici potevano vincere una battaglia. La battaglia contro l’interruzione del sostegno vitale a Eluana Englaro, divenuto il simbolo del valore della vita in se stessa. Quella battaglia è stata dolorosamente persa lunedì sera con l’uccisione di Eluana, ma è stata eroicamente combattuta. Il fatto che sia iniziata una corsa a ostacoli tra il Parlamento italiano e la casa di riposo “La quiete” di Udine indica che una tesi cattolica è giunta a influenzare la vita pubblica italiana in modo rilevante.
Un appello è stato rivolto da numerosi cattolici autorevoli al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché riveda il suo atteggiamento circa il decreto del governo. Si può «sperare contro ogni speranza», come dice la Scrittura, ma questo riguarda Dio, non il capo dello Stato, che segue le sue idee, la sua cultura e giudica in coscienza ciò che ritiene opportuno. Giorgio Napolitano è sicuramente un democratico, ma un democratico di cultura comunista, e i comunisti sono noti storicamente per i buoni rapporti con i giudici. Per questo i giudizi della Corte di cassazione e della Corte costituzionale gli permettono di bloccare l’intervento del governo sulla questione rilevantissima del valore della vita incosciente. La cultura comunista è una parte integrante della cultura occidentale, e in Europa la rivoluzione è una categoria fondamentale per comprendere la storia. E in essa la cultura dello Stato ottiene il primato nei confronti della democrazia stessa come forma politica. La democrazia moderna nasce in America come garanzia di libertà e torna in Italia proprio con la grande stagione americana che è sorta dopo la Seconda guerra mondiale, quando il nostro paese si modella all’ombra degli Stati Uniti. Napolitano appartiene a una cultura dello Stato e non della democrazia, una cultura che è dominante nel pensiero dell’Europa continentale, mentre la democrazia è un pensiero anglosassone.
Il movimento che fa capo a Silvio Berlusconi, invece, nasce dall’influenza esercitata in Italia dal modello americano e con la battaglia per Eluana Englaro ha compiuto il passo fondamentale, proprio anche del pensiero conservatore americano, sul valore della vita in se stessa. Si tratta di mantenere uno spazio della persona legato all’identità della sua natura umana, del suo corpo. È un problema che diviene politicamente rilevante in un’epoca in cui le possibilità di controllare i tempi della vita e della morte sono continuamente dilatati dalle conoscenze umane, fino a diventare totalmente gestibili in nome dei criteri medici. Berlusconi ha compreso che il tema della libertà su cui ha impostato il suo movimento deve, come nel caso dei conservatori americani, raggiungere il riconoscimento della vita come valore proprio indipendentemente dalla coscienza. Il caso di Eluana Englaro ricorda quello americano di Terri Schiavo e mostra come il problema della difesa della vita, anche quando essa non sia più cosciente, sia un fatto culturale che qualifica il nostro tempo. Reagire contro la medicalizzazione della salute sino a produrre la morte è un compito della libertà imprevisto ma necessario e suppone una cultura della libertà come un istinto profondo. È proprio la comprensione di questo compito che ha spinto Berlusconi a espandere la sua battaglia dall’ambito della libertà a quello della vita. Il presidente della Repubblica ha un’altra cultura, è nato da una maggioranza che non c’è più e di cui non ci sono più i presupposti. Ma il capo dello Stato è la sua storia che decide sui suoi atti e sulla loro conseguenza.
bagetbozzo@ragionpolitica.it
Inserito da 22passi il 13 Febbraio 2009 - 3:52pm
I cattolici dovrebbero farsi una ragione del fatto che l'Italia è uno Stato laico.
La visione dello Stato che vorrebbero imporre a tutti è identica a quella dell'Islam dove non c'è distinzione tra ciò che è religione e ciò che è politica.
Il Presidente Napolitano è stato super partes: ha garantito il rispetto della Costituzione ed evitato che una parte della società civile (che tra l'altro ritengo minoritaria) imponesse la propria visione all'altra. Soltanto per partigianeria si può sostenere il contrario.
Eluana era morta da molti anni, e lasciare la sua anima nel Limbo, tenuta attaccata al corpo fisico per un filo e solo dall'ostinazione medica, era un atto di una crudeltà inaudita. Io sono cristiano e non comprendo come i cattolici integralisti possano essere così privi di buon senso e ignoranti e irrispettosi delle Leggi divine, che vogliono che quando è tempo di morire si muoia per tornare nelle braccia del Padre.
Che il Vaticano abbia velleità teocratiche già e scandaloso, ma che si faccia bandiera di una scienza medica che vede l'essere umano come una mera macchina da continuare a far funzionare comunque sia e ad ogni costo è a dir poco ignominioso. Questo non è rispetto della vita, ma negazione della sua stessa essenza. E' hybris per antonomasia. Pensavo di vivere in una Nazione del XXI secolo, e mi sono risvegliato nel Medio Evo, come se per molti "bottigliettari" l'Età dei Lumi non si fosse mai accesa, o i loro neuroni si fossero spenti. Vergogna!
Inserito da Marco Bonaccorsi il 11 Febbraio 2009 - 10:50pm
Ma il capo dello Stato è la sua storia che decide sui suoi atti e sulla loro conseguenza.
é proprio qui che sta il problema il capo dello stato dovrebbe essere (ci accontenteremmo anche solo se apparisse) super partes.. invece in questo caso è intervenuto con lettera preventiva negando l'urgenza ,( mai destino fu così cinico e baro..)tra l'altro su un tema che divide medici , costituzionalisti etc , paradossalmente non il parlamento dove maggioranza e opposizione si accingevano a votare un provvedimento che avrebbe salvato Eluana , quindi si è opposto anche (negando il decreto ) anche a quella che sarebbe stata la determina parlamentare (non solo dell'esecutivo..) siamo in una Repubblica presidenziale ?
Mi era sfuggito.. (questo ancora non lo vuol dire nessuno).
Adesso chiunque si trovi nello stato di Eluana ha a disposizione l'eutanasia (che non è presente nel nostro ordinamento ) , vero che il Parlamento sta rimediando , ma questa è senz'altro una brutta pagina dell'Istituzione presidenziale possibile che non abbia consiglieri ? che decida tutto da solo? e che per questo Eluana sia morta ?.
Spero che per il futuro riusciamo a scegliere meglio..
per quanto mi riguarda dopo quello che è successo lo metto in accoppiata con Scalfaro..
Speriamo in un futuro migliore.
Saluti