tempi.opinioni Martedì 09 Febbraio 2010 
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Se solo ci fosse un giudice in Italia

La violazione del principio d’eguaglianza davanti alla legge avviene non a vantaggio ma ai danni di Berlusconi. Di lui si sono occupati 900 pm, 900 pm che hanno ragione per definizione, visto che del loro operato non rispondono a nessuno

di Oscar Giannino
Narra la Scrittura che quando re David e i suoi compagni stavano morendo di fame, presero il pane consacrato che solo i sacerdoti potevano mangiare e lo divorarono per sopravvivere. Nella costernazione di chi chiedeva il rispetto formale della legge, ignorando che esistono circostanze nelle quali, a mali estremi, gli estremi rimedi sono comunque preferibili a nessun rimedio. So che a molti il paragone risulterà forte, ma è quanto credo sia avvenuto a Silvio Berlusconi per sopravvivere all’ennesimo attacco giudiziario portatogli all’indomani dell’ennesima vittoria elettorale. Anche questa volta scribi, farisei e dottori della legge si stracciano le vesti additando il premier alla pubblica esecrazione. Egli vìola il principio secondo il quale tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge, dichiarano esulcerati i nemici della norma stop-ai-vecchi-processi e del lodo Alfano sull’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato. Su questo si è rotto il dialogo con Walter Veltroni. Antonio Di Pietro è tornato a intonare le sue antiche canzoni di guerra giudiziaria, opponendo al Cavaliere femminaro l’antitesi archetipica del Duce trebbiatore. Eugenio Scalfari e Repubblica ripercorrono i vecchi lidi dell’antiberlusconismo antropologico cari al professor Cordero, inflessibile anotomopatologo della tendenza a delinquere peggio che lombrosiana di quella specie di mostro carnivoro rappresentato dall’uomo di Arcore.
E ci risiamo, tutto come prima. Tutto come ogni volta anche questa volta, dopo 14 anni di copione ripetuto, di Berlusconi che vince le elezioni e di pm che lo rimettono nel mirino. Penso purtroppo che non sia finita qui. Magari apprenderemo di intercettazioni private di Berlusconi tali da far tremare tutti di vergogna. Non so, butto lì l’ipotesi, perché tra Parlamento e giornali sembrano tutti aspettarsi qualcosa di simile. Preventivamente vi dico che, dopo 14 anni, bisogna aprire gli occhi. La violazione del principio di eguaglianza di fronte alla legge avviene non a favore ma ai danni di Berlusconi, ed è opera dei 900 magistrati che di lui si sono occupati: nei confronti di chi mai, nella storia italiana, è avvenuto qualcosa anche solo vagamente simile? Dopodiché certo, il mondo si divide in due. Quelli che Berlusconi tanto non lo sopportano, prima ancora che politicamente, per i suoi eccessi umani (che a dire il vero esistono e ormai, in campo femminile, hanno del patologico, ma privati sono e privati restano); costoro pensano che se a debellare la Grande Bestia di Babilonia fossero dediti anche tutti e novemila i magistrati della Repubblica al gran completo, sarebbe cosa ben fatta. Poi ci sono gli altri, che pensano che non sia così, perché è solo la corporazione della magistratura a difendersi, insegnando alla sinistra sconfitta che la trincea non si abbandona, e solo così i magistrati nessuno li tocca. Neanche la responsabilità civile dei magistrati siamo riusciti davvero a far valere nel nostro ordinamento. Figuriamoci se 900 magistrati hanno ragione per definizione, visto che sono tutti contro l’unico che – forse, ed è un forse sempre più flebile, ma non per questo meno convinto della bontà della causa – può metterli in riga. Adesso fermarsi in nome del dialogo sarebbe peggio di un errore, vorrebbe dire non aver imparato l’ennesima lezione. Per restare alla Scrittura: Saul era il legittimo re e voleva la morte di David; ma aveva torto, e David fece bene a sfuggirle, a costo di ricorrere ai consigli e ai sotterfugi di un non credente impuro, dice il Libro.

 

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si a molti il paragone è

Inserito da AlessandroPazzi il 4 Luglio 2008 - 12:01am

si a molti il paragone è rislutato forte. meno male che il forse è sempre + flebile.
+ che i sotterfugi di un non credetne impuro, qui si parla delle sparate di un sepolcro imbiancato

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