tempi.opinioni Martedì 09 Febbraio 2010 
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Picche e Ripicche

«La gente non ha capito a cosa servivamo», dice Ferrero.L’altra ipotesi è che invece l’abbia capito benissimo

di Lodovico Festa

♥ «A quando i sacchetti di sabbia lungo le strade delle nostre città?», dice Anna Finocchiaro alla Repubblica (15 giugno).
Una che sta in un partito insieme a Bassolino dovrebbe evitare di parlare di qualsiasi tipo di sacchetto lasciato lungo le strade.

♥ «Non sarà fascismo, ma certamente c’è un allarmante “incipit” verso una dittatura che si fa strada in tutti i sentori sensibili della vita democratica», dice Eugenio Scalfari sulla Repubblica (15 giugno).
Bè, la serie di diritti che si stanno conculcando è veramente vasta: niente più libera monnezza per le strade, gravi limiti ai linciaggi via intercettazioni, contrasto alla liceità di borseggio e altro ancora. C’è proprio un’arietta di “incipit” o forse l’incipit di “un’arietta”.

♥ «La Casa Bianca conferma che una foto a quattro esiste ma non diventerà pubblica. Sarebbe stato l’Eliseo a bloccarla. C’è chi ipotizza che il “no” sia stato di Carla Bruni, preoccupata per un possibile esito negativo sulle vendite del nuovo album musicale», dice una nota della Stampa (15 giugno).
O tempora! O mores! Fino a qualche anno fa una foto insieme a una mannequin-chantosa avrebbe rovinato la reputazione di un presidente della Repubblica. Oggi, viceversa.

♥ «I redivivi Duran Duran cotonati e al gran completo», dice Stefania Miretti sulla Stampa riferendo del matrimonio Gregoraci-Briatore (15 giugno).
Far venire i Duran Duran alle nozze è un po’ come far scrivere il programma del Pd ad Alfredo Reichlin.

♥ «Non è accettabile che si preveda che, salvo casi eccezionali, le intercettazioni debbano di regola cessare dopo tre mesi», dice Carlo Federico Grosso sulla Stampa (14 giugno).
Obiettivamente grazie alle intercettazioni abbiamo appreso tante notizie sugli amori di questo con quella che per valutarne gli sviluppi le intercettazioni dovrebbero durare almeno nove mesi.

♥ «La gente non ha capito a che cosa servivamo», dice Paolo Ferrero al Riformista (14 giugno).
Questa è l’ipotesi ottimista. Quella pessimista è che l’ha capito benissimo.

♥ «E comunque il fatto che la sinistra abbia potuto governare per poco più di un anno e mezzo è un dato importante di cui bisogna tenere conto», dice Sabrina Ferilli alla Stampa (12 giugno).
Comunque, anche se non ne tenessero conto i lettori della Stampa invitati a farlo da Sabrillona, ne hanno tenuto abbondantemente conto gli elettori.

♥ «Per la prima volta io disprezzo una persona», dice Ciriaco De Mita al Riformista riferendosi al segretario del Pd (12 giugno).
Non è che l’abbia preso proprio bene il fatto che Veltroni l’abbia escluso dalle liste.

♥ “Hume? Lui avrebbe staccato la spina a Welby”, dice un titolo di Liberazione (12 giugno).
E Kant non avrebbe sicuramente invaso l’Iraq? Qualche incertezza, invece, sui comportamenti di Spinoza rispetto ai problemi della Striscia di Gaza?

♥ «È il candidato dell’epoca di YouTube», dice Alessandra Carrera su Europa riferendosi a Barack Obama (12 giugno).
Se è per questo anche Veltroni era abbastanza un candidato del tube.

♥ «Mi sento pessimista sul futuro del Pd perché sinora nessuno ha riconosciuto la sconfitta», dice Arturo Parisi alla Stampa (11 giugno).
Singolari parole da parte del braccio destro di quel bel tomo di Prodi che ancora va in giro dicendo di avere governato benissimo.

♥ «Spesso intercettando un primo telefono che non dà frutti all’inchiesta, si scoprono nuove utenze che possono essere interessanti», dice Bruno Tinti all’Unità (11 giugno).
Non è che i magistrati siano invasivi, è che sono golosi e le intercettazioni sono come le ciliegie. Una tira l’altra.

♥ «Ho ottenuto anche l’uscita dell’Italia dalla Nato», dice Marco Rizzo al Riformista (11 giugno).
Ormai i paleocomunisti sono come quelli che nel ’68 dichiaravano guerra all’America con il voto dell’aula 201.

♥ «Abbiamo impiegato quasi un ventennio a riconoscere opportunità e rischi dei nuovi scenari», dice Walter Veltroni sull’Unità (10 giugno).
Ecco quello che si chiama un politico sveglio e veloce.

♥ «A cominciare dall’ex ministro Giuseppe Fioroni che definisce l’editoriale “ingiusto e troppo radicale”», dice Amedeo La Mattina sulla Stampa (10 giugno).
Bè, per definire Famiglia cristiana troppo radicale ci vuole molta fantasia.

 

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