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OK, l’Iva è giusta

marzo 31, 1999 Amicone Luigi

Incontro con una donna libera e, sotto il belletto, dalla tempra antica. Due chiacchere con Iva Zanicchi.

Iva Zanicchi, “l’aquila di Ligonchio”, figlia della rossa che più rossa Emilia non si pu. E che però ricorda bene: “io andavo all’azione cattolica e davanti a me, tra le più grandicelle, c’era anche Nilde Iotti”. È la più nazionalpopolare delle ragazze di Mediaset, tant’è che le capita di andare anche in ciabatte al suo “OK il prezzo è giusto”. Già nonna, vive nella verde Brianza, in quel di Lesmo, a un tiro di schioppo dal suo amato Presidente di Arcore. Il quale l’ha lusingata offrendogli una candidatura per le europee. E lei, parecchio tentata, ci aveva voluto pensare sù. E parlarne parecchio a cena, una sera con Formigoni. Alla fine ha deciso: “no, grazie, continuo con la Tv”. Ed è qui che la incontriamo, nel suo minuscolo camerino, allo studio 14 di Cologno Monzese.

Allora possiamo stare tranquilli, non l’hanno più arrestata..

Meglio non parlarne più di quella trasmisione di con Fede e Ferrara. Non che non sapessi quello che stavo facendo. Io stessa ero a casa a guardare la tv. Dopo un po’ mi sono cominciate le scalmane. Ho capito che la cosa fasulla sembrava vera. I parenti stretti li avevo avvertiti e però una mia sorella proprio non voleva crederci che fosse tutto uno scherzo. Diceva: “Mi dici così per non farmi preoccupare”. Comunque l’idea era buona: far capire alla gente che non bisogna bere tutto quello che ci danno in tv, che le notizie non sono tutto oro colato, che si possono montare i casi, che bisognerebbe avere la capacità di capire e di disporre di varie fonti. In fondo è stata una bella provocazione.

Adesso conosce sulla sua pelle il potere della tv…

Senz’altro. Non credevo, non avrei mai immaginato una cosa del genere. È un’esperienza che mi ha un po’ sconvolto, per parecchi giorni non riuscivo a prendere sonno…

A lei che ha tutta l’aria di essere una donna del popolo…

Assolutamente sì, lo dico sempre anch’io. Non potrei fingere il contrario…

Che effetto le fa sentire le notizie sui nuovi metodi di fecondazione artificiale o tutte queste storie di cronaca che raccontano di crisi della famiglia?

Se ne parla tanto in questi giorni, ne parlo anche con il parrucchiere, con la truccatrice e ognuno dice la sua. Premetto che sono una cattolica. Ma lasciamo perdere la fede: io sono per la libertà, ognuno decida e faccia quello che vuole. Però trovo sconvolgente ad esempio il fatto di avere un figlio da un donatore sconosciuto, io che sono così radicata, così legata alle mie origini, alla mia terra, alle mie radici… È vero che è l’amore che conta, infatti io sono per le adozioni. Però il fatto di non sapere da dove vieni, chi è tuo padre, non è una questione religiosa, mi dà un po’ un senso di angoscia. Dovessi decidere io non lo farei mai. Comunque sono per la libertà: ognuno faccia secondo coscienza. Però se il Papa dice certe cose è giusto che le dica, anche se tutti si arrabbiano. Io sto sempre col Papa! Lei ha una figlia. Come giudica le giovani generazioni?

Mia figlia è un caso a parte. Ho proprio una figlia strana, con una mentalità un po’ all’antica. Adesso poi, che è diventata mamma, è proprio una gran mamma, una gran donna, poco frivola. Io, anzi, la vorrei un po’ più frivola. Ha 29 anni. Vive in simbiosi col suo bambino, che è una cosa bellissima, però non ha ambizioni, artistiche né di carriera nonostante sia laureata in psicologia. Andrà a finire che farà un altro figlio e farà ancora la mamma. Se tutti i giovani fossero come lei, saprei giudicare i giovani. Anche se è vero che la nuova generazione è migliore di quanto si potrebbe immaginare. L’unica cosa che mia figlia mi ha rinfacciato, quando è diventata maggiorenne, è stata questa: “Mamma io ho visto in te più che altro una sorella maggiore, perché la vera mamma era la nonna”. Per cui mia mamma ha allevato lei, come ha allevato me. Come? Il rosario tutte le sere, certo, ma insieme anche una grande libertà, un grande affetto, un grande amore. Invece di cose materiali, niente, proprio niente. Io il primo cappotto l’ho avuto a 20 anni”.

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