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Obiettivo risarcimento: polemica sullo spot tv

agosto 29, 2011 Benedetta Frigerio

Sta scatenando una vivace polemica lo spot tv di “Obiettivo risarcimento”, società che riunisce avvocati e medici legali promettendo aiuto alle vittime della malasanità. Secondo il dott. Renzo Puccetti, membro dell’Associazione Scienza e Vita, «Il messaggio televisivo pare aiutare i pazienti ma in realtà va a loro discapito, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista fisico, poiché sta dando origine al fenomeno della “medicina difensiva”»

 

 

Circola da qualche settimana in tv. E’ uno spot dove un gruppo di avvocati sprona chi si sentisse vittima della cosiddetta mala sanità a rivolgersi a loro: “Fatti sentire… hai 10 anni di tempo” grida un uomo da una serie di megafoni in fila che ne amplificano la voce. Giuristi contro medici, dunque, per mettere pazienti contro dottori. Per questo, la pubblicità di Obiettivo risarcimento, lo staff di avvocati e periti che chiede di “alzare la voce”, ha suscitato le polemiche del Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani (Snami), a cui però non sono ancora seguite risposte né delle autorità pubblicitaria né della Federazione italiana dei medici (Fnomceo). «Lo spot fa leva su quello che è un presunto diritto, ma che diritto non è: la salute non è dovuta a nessuno. La cura sì e al meglio, ma il medico non può mai garantire prestazioni infallibili», spiega Renzo Puccetti, socio fondatore dell’Associazione Scienza e Vita. E’ proprio il frutto di questa falsa credenza, della scienza infallibile, che può generare nel malato un’aspettativa utopica che per altro si ripercuote contro lui stesso: «Il messaggio televisivo pare infatti aiutare i pazienti. In realtà va a loro discapito, sia dal punto di vista economico sia da quello fisico. Non a caso, le continue denunce anche in casi di complicanze minime, stanno incrementando il fenomeno della medicina difensiva. Il medico, per non rischiare di incorrere in sanzioni, sottopone il paziente a migliaia di esami d’accertamento spesso inutili. Non solo, anche costosi e dannosi per la salute di chi vi si sottopone».

Anche gli avvocati, però, corrono dei rischi. Oltre a non fare una gran bella figura, mandando in giro spot simili. Per Puccetti, infatti, questi legali sviliscono la loro stessa professione: «E’ come se un medico cercasse apertamente di generare delle patologie a fini di lucro. A lungo andare queste trovate si ritorceranno contro i loro fautori. I clienti avranno più timore nel fidarsi degli avvocati. Anche perché molto spesso questi processi sono costosi e i risarcimenti possono essere minimi, se non nulli». A rimetterci ci sono poi i medici: «Le denunce sono incrementate così tanto negli ultimi anni che le aziende ospedaliere hanno smesso di assicurare i loro dipendenti, costretti a spendere sempre di più in polizze e processi legali. Tra l’altro il cambiamento progressivo nella giurisprudenza, avvenuto a colpi di sentenze, ha aggravato maggiormente la situazione dei medici. Il gioco delle parti è stato ribaltato dalle corti così: se prima l’onere della prova era a carico del paziente, che doveva dimostrare l’errore del medico, oggi nella maggioranza delle fattispecie l’onere è a carico del professionista, che deve dimostrare non solo di non aver fatto errori dalle conseguenze negative, ma di aver eseguito perfettamente ogni prestazione».

 

Puccetti le definisce conseguenze della «mistificazione e mercificazione di un bene indisponibile come quello della vita». Con l’aiuto del denaro, che sembra soddisfare tutti, ma si trasforma in un boomerang senza scampo per nessuna delle parti in gioco. «Esattamente, si fa di tutto per aumentare benessere e profitti, per poi finire ad alimentare l’odio fra le parti. E alla fine perdere più di quanto si cerca di ottenere. Si capisce che l’assolutizzazione egoista dei diritti non va a vantaggio di alcuno: crea solo una società di monadi in continuo conflitto tra loro. E quindi sempre in perdita». Una via d’uscita? «Capire che l’interesse egoistico che va a discapito dell’altro ti torna contro, che la medicina non è infallibile, che la salute non è un diritto dispensabile dagli uomini. Insomma, smentire con raziocinio i troppi luoghi comuni che ci fanno vivere come dei folli».

 

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9 Commenti

  1. FASCINA MARIO scrive:

    Per il mio caso io mi sono rivolto prima alla “giustizia” penale dalla quale non si riesce mai ad avere una parola che non sia a favore della medicina e degli ospedali senza chiedere alcun risarcimento in sede civile. Non è vero perciò “che con l’aiuto del denaro, che sembra soddisfare tutti” (come affermato nell’articolo di cui sopra) si trasformi in un boomerang senza scampo per nessuna delle parti in gioco.
    Se avessi avuto un minimo di riconoscimento alle mie lamentele (GRAVISSIME!!!) mi sarei fermato a quel punto e non sarei andato oltre. Mi piacerebbe mostrare cosa scrisse il giornale locale di quei tempi a proposito del mio caso e dell’OSPEDALE MAGGIORE DI CREMA!!!

    • daniele scrive:

      Salve Sig. Mario,

      sono un cittadino che vorrebbe invocare una giustizia ma che è incerto se sia opportuno, vista la situazione generale.
      La mia situazione peraltro riguarda non solo singoli medici, bensì cliniche e si sa che alle spalle ci ssono grossi intrallazzi a tutti i livelli.
      Sarei curioso di conoscere la sua storia per avere almeno un riferimento.
      Grazie.
      Daniele

      • MARIO scrive:

        Sig. DANIELE
        La mia storia sarebbe troppo lun ga da raccontare. Le posso comunque assicurare che se cerca la giustizia nel campo della malasanità si trtoverà a dover combattere anche contro i “mulini a vento” perché troverà ostracismi di ogni genere: perizie medico/legali, pubblici ministeri, documenti clinici anche falsificati, personale non medico spacciato per dottore anestesista e perfino tra i suoi avvocati si vedrà parteggiare più con le controparti che con lei che li paga! (A me è successo tutto questo!!!) La soluzione più indicata secondo me è agire tramite le organizzazioni come “OBBIETTIVO RISARCIMENTO” o similari che probabilmente hanno la forza di contrastare la casta più potente in ITALIA. Lei da solo sarà sempre un piccolo Davide. Auguri comunque.
        MARIO

  2. arturo scrive:

    dal dicembre 2004 son passati ormai quasi 7 anni e mezzo, dalla sera alla mattina mi son ritrovato senza lavoro e senza patenti c d e adr, ho fatto tante e costose visite son piu sano di un pesce, non mi e stata riconosciuta ne invalidita’ ne pensione mi han sbattuto da un avvocato all’altro, avevo un lavoro che potrei aver ancora adesso dove i soldi li guadagnavo a cammionate con le notti in bianco mangiando nebbie pioggie e km, ora non mi danno nemmeno una ramazza x pulire le cacche x le strade. l’ultimo avvocato mi ha chiesto 5000 euro x iniziare la pratica. ma io non ho un centesimo.

  3. Marco72 scrive:

    È evidente che alla gente non frega nulla della giustizia. Cercano solo di ammucchiare soldi rovinando la vita a un poveraccio che dopo aver buttato sangue e sudore sui libri si ritrova in un pronto soccorso a combattere con le pretese di centinaia di utenti aggressivi, prevenuti e presuntuosi, cercando di individuare nel minor tempo possibile, in mezzo ai cento ipocondriaci, psicotici, parassiti sociali, quei 2 o 3 che veramente hanno un problema grave di salute, e che di solito si distinguono per essere i più educati, umani e comprensivi!!
    La medicina in Italua sta morendo per colpa di avvocati, giornalisti sensazionalisti e parassiti che cercano in ogni situazione della vita di trarre un vantaggio economico. Il medico per sopravvivere non puó far altro che sprecare denaro e risorse in esami inutili a persone inutili, andando a danneggiare la collettività ed in primis i VERI malati.

  4. Vania CORSI scrive:

    Non possiamo dare un unico giudizio per tutti i medici. Ci sono Medici e medici, umani o senza scrupoli,
    coscienziosi e preparati o arrivisti e menefreghisti. Quando troviamo quelli sbagliati è nostro diritto nonchè dovere far valere i nostri diritti, a volte se il problema si risolve lasciamo perdere…..Io sono stata dimessa dal pronto soccorso, visitata da un ORTOPEDICO con tanto di radiografie, con 2 vertebre schiacciate….che dire? Sono stata fortunata…non ho avuto conseguenze gravi, mi hanno ricoverato dopo 1 settimana e sono rimasta a letto x 1 mese, forse sarebbe stato uguale se quell’ortpedico se ne fosse accorto, sicuramente io non sarei ricorsa ad un medico a pagamento perchè non riuscivo a camminare eretta a causa dell dolore….

  5. Marco Romani scrive:

    Il sottoscritto è stato rovinato permanente ( ho la certificazione di altri due presidi ospedalieri) per un intervento effettuato da un medico che ha tutti i costi ha inserito una protesi peniena diversa da quella concordata, e che a seguito del non funzionamento della stessa e del malfatto inserimento ho dovuto espiantare, la protesi ha garanzia a vita ma nessuno vuole riconoscerlo. mi dite voi se non viene voglia di sparargli nei testicoli a questo medico????

  6. tommaso centorrino scrive:

    La controversia annosa,e che non troverà soluzione tanto presto nè facilmente,credo si potrebbe risolvere con un sistema giuridico che consentisse al medico contro il quale è stata proposta querela,una volta accertata la assenza di responsabilità e/o ove non venisse riconosciuto il risarcimento in sede di contenzioso,di controquerelare il querelante onde pretendere a sua volta il GIUSTO RISARCIMENTO.
    Forse nel momento in cui il primo paziente si dovesse trovare condannato a risarcire un medico, ci sarebbe un generale ed attento ripensamento in materia di malpractice e magari la gente capirà anche la differenza fra errore medico e complicanza di malattia,cosa questa ultima che nonostante la perizia,l’attenzione e la buona pratica del medico non può essere evitata.Piuttosto va conosciuta ae accettata prima di qualunque pratica sanitaria sia essa medica che chirurgica.

  7. giurista scrive:

    Sono perfettamente d’accordo con Tommaso. Bisognerebbe dare al medico strumenti di tutela dai pazienti con la querela/citazione facile. Sono laureato in giurisprudenza e lavoro in uno studio legale molto importante della mia citta’. Uno di quegli studi che spesso e’ costretto a rifiutare i clienti perche’ troppo oberato di lavoro. Posso testimoniare l’eccessiva litigiosita’ dei cittadini. Al punto che a volte facciamo fatica a dissuaderli. Questi clienti sono una seccatura per i professionisti seri che si preoccupano della propria reputazione e vogliono evitare cause perse in partenza (anche perche’ il cliente che perde se la prende sempre col suo avvocato). Molti dimenticano che il cittadino ha diritto a essere curato in maniera professionale ma non ha diritto a una guarigione. Significa che l’obbligazione del medico é “di mezzo” non “di risultato”. Statisticamente tutti gli interventi medici, per quanto banali, hanno una percentuale di insuccesso dovuta a complicazioni. Tutto ciò si può anche tradurre nella morte del paziente, senza che vi sia un responsabile in carne ed ossa da incriminare. Lo stesso vale per l’uso dei farmaci.
    L’idea che la scienza sia infallibile e’ ingenua. Iniziare una causa penale (la denuncia é gratuita e le indagini sono gestite dal pm) per poi costituirsi “parte civile”, come fanno in molti, é un grave errore da evitare. Il mio prof. di procedura penale – grande penalista di palermo – ci diceva sempre che il processo penale non é la sede adatta a discutere di risarcimento del danno. Tranne nei casi di responsabilità medica evidentissima, é sempre meglio agire in sede civile ed evitare la costituzione di parte civile nel processo penale. Molti clienti sono desiderosi di ottenere un risarcimento ma non disposti a rischiare di tasca propria. Per questo utilizzano lo strumento della costituzione di parte civile, che e’ piu comoda. Ma nel processo penale é più difficile ottenere una vittoria, perche’ la colpevolezza del medico va provata oltre ogni ragionevole dubbio. Inoltre incombe il rischio prescrizione… Nel processo civile, anche se più costoso, é più semplice ottenere il risarcimento perché é onere del medico dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno (si tratta di una responsabita’ di tipo contrattuale).

    Se veramente avete subìto un danno, andate da un bravo medico legale e studiate le cartelle. Se c’é la prova oggettiva che il medico ha commesso un grave errore, contattate un avvocato e citate medico ed ospedale. Magari chiuderete la vicenda prima del processo con una transazione. Viceversa, se questa prova manca o se vi erano situazioni particolari che hanno avuto un ruolo nel cattivo esito della vostra patologia (quadro clinico grave o i sintomi della malattia difficili da scovare), lasciate perdere.
    Inoltre rifletterei sul fatto che la maggior parte di casi di presunta “malasanita'” che arrivano sui tg provengono da individui con basso reddito e scolarità. Individui che tendono a sentirsi come vittime della società e che trovano una rivincita morale nelle denunce mosse contro medici e primari. O nelle ospitate in tv. Gli individui che vivono in condizioni disagiate hanno una maggiore propensione a rivolgersi ai media, nella erronea convinzione che in questo modo otterranno un risarcimento… nulla di più falso. Le cause si vincono con le prove in tribunale, non coi processi in Tv. Se non siete in grado di procurarvele é meglio lasciare perdere ogni pretesa risarcitoria.

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