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«Non vogliamo finire come Rotterdam». Perché l’Olanda vota l’impresentabile Wilders

marzo 3, 2017 Redazione

L’economia dell’Olanda è la migliore dell’Ue ma la gente teme l’immigrazione e odia l’Europa

Geert Wilders, il candidato nazionalista alle elezioni generali olandesi del 15 marzo che promette di limitare immigrazione e islam, va forte nei sondaggi e i giornali non riescono a capire perché. Statistiche alla mano, l’Olanda è il paese che nel 2017 dovrebbe far registrare la migliore performance economica dell’Ue e ha una bassa percentuale di disoccupati. Tutto bene dunque. Invece no.

«NON FINIREMO COME ROTTERDAM». Volendam è un classico paesino olandese di 8.000 abitanti, appartenenti perlopiù al ceto medio, che vive di pesca e non ha problemi di criminalità. Gli immigrati sono solo il 2 per cento della popolazione, la disoccupazione è al 3 per cento (livello fisiologico) e tutti votano Wilders. Perché? «Perché non vogliamo finire come Amsterdam o Rotterdam, Wilders è l’unico che si preoccupa di questi problemi», raccontano gli abitanti a Reuters.
A Rotterdam, la seconda città più grande dell’Olanda, il 38 per cento della popolazione è costituito da immigrati, i musulmani sono tanti, il nome maschile più diffuso tra i nuovi nati (come ad Amsterdam e in altre parti d’Europa) è Maometto, la disoccupazione viaggia al 12 per cento e lo scontento è alto.

FUORI DAL GOVERNO. Secondo gli ultimi sondaggi il Pvv di Wilders (partito per la libertà) raddoppierebbe i suoi seggi in Parlamento rispetto alle ultime elezioni. Se ne prendesse davvero 26, arriverebbe quasi alla pari con i conservatori dell’attuale premier Mark Rutte, che potrebbe crollare da 41 a 27, mentre gli alleati laburisti scenderebbero da 38 a 14. Il risultato non sarebbe dettato da «ragioni economiche, ma da motivi culturali e identitari», ipotizza Sarah de Lange, docente di Scienze politiche all’università di Amsterdam. In ogni caso, siccome nessun partito sembra intenzionato ad allearsi con Wilders, il Pvv dovrebbe finire di nuovo all’opposizione.

CONTRO L’UE. La diffidenza verso l’alto numero di stranieri (specialmente se irregolari), saliti al 12,5 per cento della popolazione in Olanda (in Italia sono l’8), non è l’unico motivo per cui Wilders va forte. Gli olandesi non hanno digerito bene le misure di austerità imposte dall’Europa, la crescita stagnante tra il 2008 e il 2014 e i tagli alla sanità. Percepiscono inoltre che il rifiuto espresso nei confronti dei progetti dell’Unione Europea con due referendum nel 2005 e 2016 non sia stato preso sul serio. «Abbiamo bisogno di aria fresca», dichiara Carla Dekker, abitante di un sobborgo di Rotterdam e sostenitrice di Wilders. «Se arriva primo e non lo fanno governare, non so cosa succederà. Credo che ci sarà un’insurrezione».

Foto Ansa

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