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Non solo Chibok. Tutte le ragazze rapite da Boko Haram che gli hashtag non ricordano

aprile 14, 2015 Redazione

Un anno fa venivano rapite circa 300 ragazze dal villaggio di Chibok. Ma sono almeno 2.000 quelle sequestrate dai terroristi islamici in poco più di un anno

Nigerian women in Kenya protest against kidnapping of Nigerian school girls

Esattamente un anno fa, di notte, i terroristi nigeriani di Boko Haram rapirono dal dormitorio di una scuola della città settentrionale di Chibok circa 300 ragazze. Solo 57 sono riuscite a scappare, mentre 219 restano ancora nelle mani dei jihadisti, in un luogo sconosciuto. Tredici sarebbero sicuramente morte, ma non esistono dati certi.

TIRANNIA DELL’HASHTAG. La triste ricorrenza ha riportato alla ribalta anche #BringBackOurGirls ma esattamente come un anno fa, anche oggi non è certo un hashtag che può risolvere le cose o portare sollievo alle famiglie delle rapite. I genitori, traditi dal presidente Goodluck Jonathan, non si fidano neanche del neoeletto Muhammadu Buhari, che ha promesso di riportarle indietro, e dichiarano da Chibok alla Bbc: «Sappiamo che le nostre figlie sono ancora vive e che le rivedremo. Dio ce le riporterà indietro».

OLTRE DUEMILA. Ma le ragazze di Chibok non sono le uniche ad essere nelle mani di Boko Haram. Gli hashtag sono selettivi ma come denunciato da Amnesty International, troppo spesso si dimentica che dall’inizio del 2014 sono almeno 2.000 le ragazze e le bambine rapite dai terroristi in decine e decine di attacchi diversi.

NON SOLO CHIBOK. Solo dalla città di Damasak, liberata il mese scorso dall’esercito nigeriano, sono state sequestrate circa 400 ragazze e bambine. A fine dicembre, altre 172 erano state prese a forza dal villaggio di Gumsuri. Almeno 60 sono state prelevate «casa per casa» a ottobre dai villaggi di Wagga e Gwarta. E chissà quante altre ce ne sono. Pure loro sono “our girls”, anche se non c’è nessun hashtag a ricordarle.

Foto Ansa

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