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Non si spiega la morte misurando la profondità di una buca di sabbia

agosto 28, 2012 Leone Grotti

Oggi i quotidiani non riescono a sopportare l’idea che non tutto possa essere spiegato. Ecco perché davanti a tragedie come la morte di una ragazzina di 12 anni in spiaggia, cercano di ridurre un mistero a istruzioni per l’uso.

Vicino ad Arcachon, in Francia, in una delle spiagge di La Teste-de-Buch, una ragazzina di 12 anni è morta domenica, dopo essere caduta accidentalmente a testa in giù dentro una buca di sabbia da lei scavata e profonda più di un metro. Inutili i soccorsi, le pareti della buca hanno ceduto e la sabbia l’ha ricoperta. La ragazzina italiana è morta per arresto cardiocircolatorio. Quando succedono fatti così tragici e imprevisti non è semplice parlare o rilasciare commenti. È facile chiedersi “perché?”, molto più difficile trovare una risposta. Quale risposta si può trovare alla domanda: «Perché una bambina di soli 12 anni è morta in vacanza mentre giocava con la sabbia?». Si possono dare tutti i dettagli tecnici dell’accaduto, ma la domanda resta comunque inevasa.

Non la pensa allo stesso modo il Corriere della Sera, che ha ritenuto opportuno intervistare un esperto per “spiegare” quanto avvenuto. Così a pagina 20 un geologo afferma, per prevenire simili «tristi fatalità», che «una buca scavata nella sabbia umida sarà più stabile di una realizzata nella sabbia asciutta» e che è quindi «consigliabile bagnare tutta l’area di lavoro o stare nella parte più vicina al mare». Ricorda di «fare attenzione che non venga scavata una buca troppo profonda ma nemmeno troppo larga» perché «già con 40-50 centimetri di diametro» si rischia di caderci dentro. Infine raccomanda di verificare che «il grado di inclinazione dei fronti laterali non sia superiore ai 40 gradi», perché così «la buca è più stabile».

Ecco, quando si vuole parlare a tutti i costi, quando non si può fare a meno di ricorrere all’esperto per cercare di spiegare ogni cosa, anche ciò che non è motivabile con qualche dettaglio tecnico, si finisce con il consigliare a ragazzini di 12 anni di fare una buca di massimo «50 centimetri di diametro» e di inclinarla non oltre i «40 gradi». Come se, posta la precauzione geometrica o elencata la corretta prassi, si possa prevenire e evitare l’accidente mortale. Ma solo l’ignoto ha bisogno di geologi spaesati e di effimere modalità d’uso. Il mistero della morte chiede uomini esperti di un Mistero che il goniometro non conosce.

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1 Commenti

  1. lu8051 says:

    La morte di questa ragazzina non è un mistero nè una cosa ignota, è un tragico incidente.

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