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Non ci stanchiamo di vigilare di fronte a chi vuole omologarci

febbraio 4, 2015 Sentinelle in piedi

Unioni civili, utero in affitto, caso Pillon. «Oggi più che mai c’è bisogno di una testimonianza pubblica». Le date delle prossime veglie

A Roma è stato istituito il registro delle unioni civili. Le coppie di fatto potranno registrare la loro unione in Campidoglio e vedersi riconosciuti i diritti e i servizi previsti, siano esse composte da uomo e donna o da due persone dello stesso sesso. Un atto che non ha alcuna rilevanza legale, ma il solo scopo di aprire la strada al matrimonio tra persone dello stesso sesso e all’adozione per tutti, come non hanno mancato di far notare molte personalità del mondo politico vicine alle istanze Lgbt, tornate a chiedere al Governo di accelerare l’introduzione del testo sulle unioni civili annunciato dal Presidente del Consiglio.

La Corte di Strasburgo, intanto, ha condannato l’Italia, perché avrebbe violato il diritto di una coppia sposata di poter riconoscere, come proprio figlio, un bambino che non ha nessun legame biologico con loro e che è stato commissionato, prodotto e comprato in Russia tramite l’abominevole pratica dell’utero in affitto. Il tutto avviene mentre nelle scuole l’ideologia gender è trasmessa ai ragazzi all’insaputa dei genitori attraverso corsi più o meno mascherati da iniziative anti–discriminazione.

Dirsi contrari a tutto questo oggi significa essere accusati di omofobia e significa rischiare quello che è accaduto a Simone Pillon, avvocato e portavoce del Forum delle Associazioni familiari dell’Umbria, che risulta iscritto nel registro degli indagati per aver denunciato la diffusione di materiale pornografico a sfondo omosessuale in una scuola. Segno inequivocabile che il ddl Scalfarotto sull’omofobia, sebbene sia fermo al Senato dopo l’approvazione alla Camera, è tutt’altro che dimenticato, anzi.

Un testo che prevede il carcere per affermazioni percepite come omofobe, per esempio dire che un bambino per crescere ha diritto ad un papà ed una mamma, oltre che essere incostituzionale, è fortemente liberticida.

Oggi più che mai c’è bisogno di una testimonianza pubblica per dire no agli attacchi continui e pervasivi che vogliono minare la natura stessa dell’uomo e per dire che noi non siamo disposti a negoziare. Per questo le Sentinelle in Piedi continuano a scendere in piazza:

– Sabato 7 febbraio a Varese in piazza Monte Grappa alle 16.00
– Sabato 7 febbraio a Cesena in piazza del Popolo alle 17.00
– Sabato 7 febbraio a Tivoli in piazza Garibaldi alle 17.45
– Sabato 14 febbraio a Genova in piazza De Ferrari alle 17.00
– Sabato 7 marzo a Trento in piazza Cesare Battisti alle 17.30
– Domenica 15 marzo a Verona in piazza Bra alle 17.30
– Sabato 21 marzo a Lecco

Perché in silenzio? In un mondo immerso nel rumore caotico dove ogni risposta possibile diventa legittima, le Sentinelle in Piedi scelgono il silenzio come unico antidoto a questa nuova forma di dittatura, perché vogliono dare voce a quel bisogno bruciante di verità, prima condizione per diventate uomini pienamente liberi, cioè veramente soddisfatti. Vegliano in silenzio, affinché anche altri uomini possano cominciare a risentire quella voce e ad averne nostalgia. E lo fanno pubblicamente per testimoniare che insieme si può vivere ancora così e che non c’è dispotismo che possa impedire all’uomo di essere libero senza il suo consenso.

Perché un libro? Le Sentinelle in Piedi leggono perché in un mondo in cui tutto viene manipolato dai mezzi di comunicazione non si accontentano di informazioni imparziali. Leggono per conoscere in profondità.

Perché in piazza? Perché la coscienza è qualcosa che dall’interno dell’uomo può cambiare il mondo, e la piazza è il luogo dove può avvenire l’incontro autentico con l’altro. Le Sentinelle in Piedi non cercano visibilità nel circo mediatico, non si prestano ad utilizzare un linguaggio fuorviante e discriminatorio, si rifiutano di essere strumentalizzate

Silenziose si inverano, leggendo si formano, nel tempo discernono e imparano ad amare. Le Sentinelle in Piedi esistono per rendere l’uomo libero già ora e sanno, quindi, di essere uno strumento politico solo di conseguenza. Solo una coscienza irriducibile a ogni omologazione e menzogna potrà cambiare la logica di un potere che anziché servire l’uomo cerca di controllarlo.

Sentinelle in Piedi

Info@sentinelleinpiedi.it

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73 Commenti

  1. Eli Mohr scrive:

    Esattamente, cosa ci si aspetta che possa cambiare nella vita quotidiana nel momento in cui due persone dello stesso sesso possono avere pari diritti? Prendiamo ad esempio un paese come l´Olanda, o la Danimarca, dove questo é considerato normale, e in cui ormai i figli di omosessuali sono giá nonni.
    Ecco: Come appaiono ai vostri occhi le società Danesi, Tedesche, Svedesi, Finlandesi, Belga…
    Vivo in uno di questi paesi attualmente, ormai da due anni, e questa é una realtá esistente. Ad oggi ancora non sono riuscita a trovare un motivo per il quale la potrei definire disturbante in alcun modo.
    Cosa mi sta sfuggendo?

    • Paolo2 scrive:

      Ti sta sfuggendo almeno una cosa che dovrebbe sembrarti evidentissima; il fatto che è seriamente minacciata la libertà di pensiero.
      Io non penso che due persone dello stesso sesso abbiano lo stesso diritto essere riconosciuti legalmente come famiglia al pari di una copia etero. Su questo sito trovi commenti e opinioni (a cui ti rimando x il merito della questione) più o meno argomentati e più o meno folli su questo.
      Ma, almeno fino ad ora, un’idea del genere non ha potuto essere DENUNCIATA in quanto omofoba (anche se poi di fatto verso le sentinelle in piedi si sta cominciando sempre più a pensare di “farsi giustizia da se” forti di un favore mediatico che, nel migliore dei casi, minimizza o ridicolizza le crescenti e vergognose minacce cui esse vengono sistematicamente sottoposte)

  2. Reality Check scrive:

    Il movimento delle Sentinelle rappresenta esattamente l’omologazione assoluta, la negazione di ogni diversitá esistente: le coppie dello stesso sesso e chiunque non si colloca nella Formula Perfetta della famiglia tradizionale viene bollato come una minaccia, gente pericolosa che vorrebbe minare “la natura stessa dell’uomo”. Le Sentinelle attuano una demonizzazione continua, ultra-omofobica, spacciata come difesa dei diritti dei bambini mentre invece si tratta solo di cercare di mantenere in piedi solo il vecchio, caro concetto che le persone (e dunque le coppie) eterosessuali sono Migliori e Superiori rispetto a quelle omosessuali, queste ultime dunque non meritevoli di alcun diritto (vengono spesso definiti i “presunti” diritti).

    • Raider scrive:

      C’è chi, come Reality Check, fantastica dipingendo le Sentinelle In Piedi come “razzisti di genere”: una formula che dispensa dal capire la realtà per controllarla, secondo quello che dice il suo nickname (almeno, per le mie nozioni – assai modeste – di inglese). Il modo in cui viene fatta passare per diritto ogni pretesa desiderante; e il modo in cui vengono imposte le direttive in tema di famiglia e “educazione alla salute”, demonizzando come “razzisti”, ancorché di genere, coloro che non voglio farsi omologare al genderismo, è espressione di quella dittatura soft che non tollera alcuna opposizione, che non ammette dissenso e che prepara leggi con cui criminalizzare ogni opinione non conforme. Lo sappiamo: c’è gente disposta a considerare sacri i dogmi che squalifica come “razzisti” quanti, manifestando o no, non condividono e anzi, contestano i nuovi criteri normativi: da tempo se ne è preso atto.
      Poi, ci sono i Paesi in cui vige il matrimonio gay: e non a caso Eli Mohr parla dei figli di queste coppie: perché il matrimonio come tale non aggiunge o toglie nulla a una convivenza che i partner possono regolare, nei rapporti e obblighi reciproci, come gli pare. E da questo punto di vista, si può mettere da parte il contenuto simbolico di una equiparazione fra coppie gay e coppie etero: ma le cose cambiano del tutto quando ci sono di mezzo i bambini. Se si assume come criterio di validità che i bambini possano essere contenti di genitore 1 e genitore 2, si potrebbe discutere finché si vuole: come stanno, come starebbero e se è giusto e non è discriminatorio festeggiare la mamma o il papà, laddove i figli dei gay hanno due esemplari per prototipo e nessuno del “terzo escluso”. Con tutto ciò che ne consegue sul piano delle distinzioni anche a livello lessicale e legale.
      Ma il fatto è che il problema non è che i bambini vivono serenamente o meno in famiglia: perché, infatti, non si vede il motivo per cui le cure di cui necessitano o i problemi cui vanno incontro comunque, i bambini non debbano averli dall’uomo e dalla donna che li hanno generati effettivamente: senza frodarlo alla nascita del padre o della madre.
      Ora, si sta studiando il modo per avere figli con tre o sei genitori: e i matrimoni poliamorosi, le famiglie in cui si entra e si esce come da un falansterio, mostrano come, superato l’argine di sicurezza – per il bambino: per lui e solo per lui – della coppia composta da mamma e papà, la nozione di diritto e quella di tutela del minore sono solo orpelli rispetto all’onnipotenza della tecnica, del legislatore e del desiderio.
      Alla fine, fare bambini avrà a che fare non con la riproduzione degli individui, ma con la produzione di soggetti in balia di chi li manipola e ne decide ancor prima che vengano al mondo.
      Ecco perché le Sentinelle In Piedi difendono una libertà che non consegna i bambini ai desideri di chi li vuole ‘liberare’ dalla famiglia che lo ha generato e ai poteri di questo mondo.

      • giovanna scrive:

        Come al solito, gli interventi a favore del matrimonio omosessuale saltano a pié pari il diritto di un bambino a crescere con un papà e con una mamma.

        Che gliene importa a Eli Mohr se i “figli ” di omosessuali sono stati privati della figura materna o paterna, comprati al mercato come cagnolini, se sono state usate delle donne come mucche, se questi figli da grandi andranno incontro a mille problemi di identità ? Che ce frega a noi ?

        Che gliene importa a reality chek dei bambini, questi seccatori e rompiscatole che sono solo una scusa degli omofobi per attaccarsi alla differenza e complementarietà sessuale tra uomo e donna ?

        Caro o cara reality chek, alla fine anche per quelli come te, che non accettano la realtà e vogliono imporre la loro visione agli altri, che considerano i bambini come graziosi e inopportuni soprammobili, si battono le sentinelle in piedi , perché sia possibile a chiunque dire che il re è nudo.

        ( per tutti e due : possibile che non vi passi nemmeno per l’anticamera del cervello che se la vostra posizione fosse giusta, non ci sarebbe bisogno di minacciare, insultare, mistificare ? )

        • Reality Check scrive:

          Giovanna veramente nella quasi totalitá delle coppie dello stesso sesso che hanno figli uno dei due é il genitore biologico (dunque pienamente legittimo) del bambino. Per quanto riguarda il resto i bambini hanno bisogno di buoni genitori, che siano etero o omosessuali al bambini non importa niente, ci sono coppie eterosessuali che si rivelano essere pessimi genitori.

          Comunicato stampa dell’Ordine degli Psicologi (Settembre 2014) : “Tutelare famiglie omogenitoriali senza pregiudizi ideologici”. “Non è certamente la doppia genitorialità a garantire uno sviluppo equilibrato e sereno dei bambini, ma la qualità delle relazioni affettive.” Da tempo infatti – spiega Fulvio Giardina, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologici – la letteratura scientifica e le ricerche in quest’ambito sono concordi nell’affermare che il sano ed armonioso sviluppo dei bambini e delle bambine, all’interno delle famiglie omogenitoriali, non risulta in alcun modo pregiudicato o compromesso. La valutazione delle capacità genitoriali stesse sono determinate senza pregiudizi rispetto all’orientamento sessuale ed affettivo. Ritengo pertanto – conclude il presidente – che bisogna garantire la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali al pari di quelle etero-composte senza discriminazioni e condizionamenti ideologici “.

          Comunicato della Canadian Psychological Association: “La ricerca psicosociale riguardante le capacità come genitori di lesbiche e gay indica che essenzialmente non ci sono differenze nello sviluppo, identità sessuale o orientamento sessuale tra bambini allevati da coppie gay o lesbiche e bambini allevati da genitori eterosessuali.” (…) “Se genitori gay o lesbiche incontrano difficoltà e stress nel fare i genitori questo è probabilmente dovuto più alle credenze e percezioni della gente riguardo la loro capacità di fare i genitori e ostacoli creati dai sistemi sociali piuttosto che il risultato di ‘lacune’ o mancanze nella loro effettiva capacità come genitori.”

          PS: non mi pare di avere insultato né tantomeno minacciato nessuno.

          • Raider scrive:

            Gli insulti corredano tanti interventi altrimenti sguarniti di argomenti, avere definito le Sentinelle In Piedi come ultra-omofobiche – a proposito di suscettibilità che trasformano non solo i desideri, ma anche gli scatti di nervi in leggi -; “demonizzatrici”, mentre sono demonizzate oltre che provcate, insultate, minacciate, aggredite; e infine, le si accusa di propugnare una migliore superiorità convenientemente maiscolata, non sono insulti, ma predispongono all’insulto, non essendo motivate meglio di un insulto a tutta gola o a tutta pagina.
            Non va meglio con gli argomenti, Reality Check: in genitori biologici gay sono diventati tali in contrasto con le scelte attuali o successive. Nessuno mi toglie dalla testa che un bambino che scopre che il papà s’è messo a fare la mamma e viceversa non sia uno choc, un trauma, un divorzio dal senso di realtà e di fiducia di cui un bambino ha bisogno. E non sembra il mezzo per legittimare espianti e impianti di ovuli, mercato di ovociti, uteri da affitto, semi da donare, donatori da occultare, nonne/mamme e nonni che diventano nonne, e poi, dalle coppie alle triple e quadriglie, se vale il principio “il bambino è nulla, il desiderio degli adulti è tutto”: che sancisce, di fatto, la schiavitù – ovviamente – del più debole, cui deve stare bene tutto.
            Infine, la psicologia non è immune dalle mitologie contemporanee, cui ha smesso da tempo di appartenere. Si possono trovare tutte le opinioni e risultanze scientifiche all’occorrenza: che sia tutti d’accordo – psicologi, giudici di supreme corti, parlamentari, governi ecc…- nel fregare a un bambino il padre o la madre, è una cosa che fa ribrezzo.

        • Eli Mohr scrive:

          Cara Giovanna, non vedo in quale modo io abbia, con il mio post, che altro non è che una domanda e invito alla discussione, ti cito, “minacciato, insultato e/o mistificato” qualcuno o qualcosa.
          Potrei risponderti con quello che scrivi tu: se la tua posizione fosse giusta che motivo avresti di alterarti così? Ma voglio pensare che tutti siano in grado di sostenere delle discussioni senza fare schieramenti tra amici e nemici.

          Ad ogni modo purtroppo non è stata data risposta alla mia domanda, che era rivolta ad esprimere un’opinione su realtà esistenti già da molto tempo, possibilmente in base ad esperienze personali.
          Sono solo una persona che si lascia aperta la possibilità di cambiare opinione essendo confrontata con delle realtà e viaggiando molto.
          Il fatto che non comprendo, ad esempio, è perché non ci siano figli di gay a manifestare contro questi diritti. Infatti le famiglie omosessuali con figli non sono un fenomeno su cui si debba decidere se deve esistere o no, si tratta di una realtà già esistente, questi figli sono persone che hanno già oltre 40 anni. Se questa condizione gli ha creato grandi problemi nella vita, perché nessuno di questi manifesta con le sentinelle in piedi? Ad esempio se una ragazza è figlia di un padre violento, tendenzialmente si schiererà contro la violenza domestica. Tra persone che hanno subito violenza domestica vi saranno quelli che non hanno la forza di schierarsi contro, ma comunque ne rimarrà una parte pronta a schierarsi, o rilasciare dichiarazioni di quanto questo abbia avuto ripercussioni negative.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Imparare a leggere (magari compitando) gli interventi altrui prima di replicare a bischero sciolto ti gioverebbe assai.
            Le minacce, gli insulti e le mistificazioni a cui allude Giovanna sono quelle, ben documentate, subite sistematicamente dalle “sentinelle in piedi” a ogni loro uscita.

          • Raider scrive:

            Non si tratta di stabilire se c’è un disagio o no dei figli di coppie gay: se c’è, si dirà che sono disagi comuni anche tra i figli di famiglie “tradizionali.” Il discorso potrebbe estendersi anche a bambini adottati da tre, quattro o più genitori, famiglie allargate o poliamorose: se si trattasse di fare un confronto, si avrebbe di che contrabbattere e recriminare e per concludere che? Qual è il modello migliore? E rendere lecito solo quello? O si stabilirebbe che la cosa migliore è affidare i bambini a chi ne “gestisce” meglio produzione e formazione? Chiaro – spero – che no.
            In realtà, il punto vero è partire dal bambino: che nasce da un uomo e da una donna. Li si può ridurre a depositi di “materiale genetico” da prelevare e manipolare a piacimento, a richiesta: ma un figlio nasce solo da loro due: femmina: e maschio. Quindi, è diritto del bambino avere come genitori persone che rispondano a queste caratteristiche: tutto ciò che consegue sarà, con i problemi o senza, vissuto nella libertà che, nel bene come nel male, nasce da loro, i genitori e con lui, il figlio.
            I Paesi nordici costituiscono l’estrema deriva di una libertà che mette il desiderio degli adulti davanti al diritto del bambino: con quali prospettive per la sopravvivenza dei popoli scandinavi, non sia sa. Non molto alte. E chi li rimpiazzerà lo farà perché non ne seguirà l’esempio.
            Non vedo perchè dovremmo seguirlo noi.

            • Eli Mohr scrive:

              Capisco.

              Ad ogni modo i paesi scandinavi non sono in via di estinzione per i gay, e non sono nemmeno in via di estinzione. Non è che se in un paese si autorizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso tutti gli altri smettono di fare figli. Anzi, tecnicamente se la possibilità di adottare figli si estende anche a quella fetta di popolazione, si ha una grossa percentuale di “figli in più”. In paesi che hanno tra le più favorevoli condizioni e supporti da parte dello stato per avere figli.

              Giannino Stoppani sfugge forse la parte in cui si rivolge direttamente con “per tutti e due” (i citati prima), seguito dalla domanda in forma diretta. E addirittura insinuazioni su prese di posizione da parte mia mai espresse.
              Hai perfettamente ragione, imparare a leggere gli interventi altrui prima di replicare a bischero sciolto ti gioverebbe assai.

              :)

              • Giannino Stoppani scrive:

                Non mi è sfuggito affatto il “per tutti e due” caro il mio arguto interlocutore, ma a me non sfugge neanche il fatto, in verità banale, ma che tu però ti guardi bene dal cogliere, che (ahimè!) la vostra posizione è perfettamente sovrapponibile con quella di coloro che, a ogni uscita delle sentinelle, minacciano, insultano e mistificano.
                Perciò, se uno, ad esempio, può rinfacciare a un cristiano di oggidì il rogo di Giordano Bruno, domandandogli come fa ad esser discepolo di una religione responsabile in un lontano passato di certe nefandezze, mi pare sia più che lecito, per Giovanna, domandarvi come fate voialtri a venir qui a sostenere una tesi che, lungi da stare in piedi da sola, abbisogna di esser supportata con minacce, insulti e mistificazioni.
                Capito ora, o mi devo aspettare un’altra replica a bischero sciolto dove, con tanto di faccina ebete di corredo, dimostri di non aver capito un (altro) tubo di quel che ti si fa presente?!

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Mi si consenta inoltre una piccola digressione.
                  In effetti, quando ho visto che entrambi i soggetti a cui si rivolge Giovanna cadere nel medesimo fraintendimento tanto strumentale quanto asinino delle sue parole, ho creduto di aver le prove insindacabili dell’appartenenza di questi due nuovi nickname alla folta schiera dei “barbudos”.
                  Ma dopo aver letto su “La Croce” un interessante articolo sull’insegnante di religione accusata falsamente di “omofobia” da un allievo gay, mi son reso conto che certi atteggiamenti di stampo vittimista e intimidatorio insieme, maniacali al punto di ardire a distorcere strumentalmente anche la verità più lampante e condivisa, possono essere più diffusi di quanto si creda, e che l’aggiornamento della mandria dei “barbudos” merita un supplemento d’indagine.

              • yoyo scrive:

                Eli, qualsiasi intervento a favore di modalità disordinate di vivere gli affetti crea una ciltura della sterilità, in cui l interesse degli adulti prevale sui bambini, che sono il futuro.

              • Raider scrive:

                Eli Mohr, se lei capisce, non si capisce perché ricorre a argomenti che dimostrano il contrario, siccome non mi vorrei permettere di dirle che usa argomenti che scantonano dal merito.
                La Scandinavia non è in via di estinzione causa gay, laddove i Paesi più prolifici non hanno un mainstream pro-gay che faccia da supporto alla crescita demografica. Ma se si vuole invertire una tendenza demograficamente suicida, i gay come terapia non aiutano: a meno non si voglia proporre quel separatismo di genere che affidi a enti appositi la riproduzione, da attuarsi in laboratorio facendo accoppiare ‘materiale genetico’ maschile – rimane il fatto – e femminile – perché così è. Separatismo che è un cavallo di battaglia delle frange lesbiche più agguerrite, che lo sostengono a gran voce (maschi e femmine non sono due generi della stessa specie, ma due specie differenti! E se non lo sono, occorre pensare a uno sviluppo separato che metta fine all’obbrobrioso, pernicioso, prevaricatore dimorfismo sessuale…): che nessuno, dal fronte loro amico, riprende a proposito di razzismo di genere. Il che è curioso; ma non tanto, forse.
                La soluzione finale che lei proprone al declino demografico è l’adozione internazionale: si rende conto? Si tratta di spostare il discorso cercando il rimedio altrove: ci pensino i poveri a sgravare gli scandinavi da gravidanze, uteri in locazione, manutenzione di embrioni e altri fastidi, ecco, sì, di genere. E lei è pronta a scoprire che non bastano le politiche a favore della maternità e della famiglia a spingere a riprodursi i nordici: in effetti, è un problema di cultura, sono stati fatti passare modalità di vita per cui i gay ringraziano: tanto, la materia prima per la continuità biologica la importeremo dall’Africa. Ripeto, non mi sembra una soluzione, ma un modo per aggirare il problema prendendosi un po’ in giro. E a chi questo non va bene, si becca insulti e ddl Scalfar8. Lei, che non insulta, dia qualche altra opportunità a chi è in disaccordo con lei di darle ragione.

                • Eli Mohr scrive:

                  Raider, forse non era chiaro il discorso.
                  Io non ho assolutamente mai affermato che approvare l´adozione per gli omosessuali sia una soluzione per ovviare a problemi di crescita demografica…

                  Anzi, ho scritto una parte in cui ritengo che il modo per incentivare le persone giovani a fare figli sia quello di dare più supporto ed agevolazioni a chi li fa, specialmente per quanto riguarda la tutela delle madri, che si vedono a dover fronteggiare possibili disoccupazioni e difficoltá nel trovare un nuovo impiego. E questo grava anche sui mariti. E´chiaro che se queste cose non fossero un problema si farebbero piú figli. Come fanno appunto gli scandinavi. Non capisco questo discorso che lo stile di vita gay avrebbe influenzato il fare figli…?
                  Facciamo meno figli che in Africa per motivi legati alla possibilitá di prevenzione, alla struttura sociale basata su uomo e donna con pari diritti al lavoro e alla carriera. Prima in Italia si facevano tanti figli per una serie di motivi: alta mortalitá infantile, bisogno di supporto nel lavoro, donne che avevano prettamente il ruolo di madri e casalinghe.
                  La struttura sociale é cambiata, ben prima che le persone gay avessero iniziato a manifestare per i loro diritti (si parla degli anni 60).

                  Non é d´accordo lei che le condizioni per uomini e donne che hanno figli devono assolutamente migliorare?

                  Per quanto riguarda i gay quello che ho detto é soltanto che: non é che se si accettano le persone omosessuali questo porta una conversione di massa di gusti sessuali. Le persone etero continueranno ad essere etero. In nessun paese in cui le coppie gay hanno dei diritti la popolazione eterosessuale ha avuto un decremento. Non credo che a una normale persona etero venga da pensare “oh, adesso che i gay si possono sposare, magari divento gay anche io”

                  Credo che dare alle persone la possibilitá di scegliere per amore il proprio partner possa rendere la vita piú facile e piú rilassata per tutti. Una donna sposata con uomo gay non sará felice. Un uomo etero sposato con una lesbica non sará felice. E non augurerei mai a queste coppie di avere dei figli.

                  Non esiste nulla di piú bello al mondo che innamorarsi e desiderarsi nel profondo, non ha senso vietarlo a qualcuno perché così facendo non si riproduce.

                  Come possiamo sottovalutare cosí l´unione d´amore e passione tra un uomo e una donna da pensare che potrebbe essere cambiata perché altri fanno diversamente? Tanto fanno diversamente comunque, con o senza “autorizzazione”.

                  L´amore grazie a Dio, é una cosa cosí tanto piú forte della società. A volte forse lo scordiamo.

                  E poi, io di lesbiche ne ho incontrate parecchie nella mia vita, non ho mai sentito un commento “anti-uomo”, anzi, quelle che ho incontrato avevano tanti amici maschi e rapporti armonici.
                  Se ci sono queste lesbiche impazzite che affermano quel che tu dici, mi trovi molto in accordo con te, é inaccettabile!
                  Direi che sono a livelli di follia pura come certi gruppi islamici, ad esempio, che considerano la donna un essere inferiore all´uomo.
                  Menomale che queste lesbiche sono una piccola minoranza. E certo, deve essere assolutamente contrastato un pensiero del genere.

                  Poi anche questo discorso che gli uomini diventano gay perché le donne sono indipendenti e “aggressive”, e si sentono feriti nella mascolinità…ma da dove salta fuori? (Letta in molti articoli. Anche piú di uno qui su Tempi)

                  Gli uomini sono capaci di grandissima profondità, sensibilità e affetto. E spesso sono molto fragili. Questo é l´aspetto bello di un uomo. I tempi in cui la donna ha bisogno di un secondo padre o di una guida sono finiti. Le donne sono libere, ci si supporta insieme, ci guidiamo a vicenda. Ci siamo gli uni per gli altri in momenti difficili.
                  Il mondo maschile é afflitto da grandissimi dogmi e una forte intolleranza, spesso legati a fattori di natura sessuale, o a regole comportamentali.
                  E´ facile per un uomo che ha una natura piú fragile e sensibile di altri a volte risulti difficile sentirsi accettato. Detta in maniera molto spicciola, ci sono uomini a cui piace fare la casalinga senza che siano gay.
                  Menomale che per gli uomini confusi da questo ci sono donne pronte ad accoglierli e dirgli che tutte queste dimostrazioni di mascolinitá non sono importanti, e che lo ameranno per quello che é. Se ti piacciono le donne non é che vai con un uomo solo perché sei insicuro, sarebbe una gran bella forzatura farsi piacere il corpo di un uomo al punto da provare piacere…no??

                  Uomini e donne sono molto, molto simili. Per questo stanno cosí bene insieme, sia in amore che in amicizia.

                  Addirittura credo che incentivare famiglie che hanno giá figli propri ad adottarne anche altri sarebbe fantastico. Ci sono tantissimi orfani purtroppo nel mondo, a cui farebbe tanto bene fare parte di una famiglia, e non solo perché due persone non riescono ad avere figli. Parliamo di tutela dei bambini ma viviamo in una societá che é fatta solo per gli adulti.

                  Forse alcuni punti in comune si trovano alla fine. Non tutti quelli che pensano che gli omosessuali abbiano diritto ai diritti sono menefreghisti sociali.

                  Chissá, forse un giorno noi umani capiremo che tenerci divisi su questioni di ogni tipo é un modo per farci dimenticare quanta forza possa avere un popolo unito. Quella forza di togliere potere ai pochi che si approfittano della maggioranza.

                  Tra l´altro mi sento di consigliare un bel libro che mi ha molto colpita. E´un romanzo breve, che non ha nessuna presa di posizione né politica né religiosa.

                  Si chiama “Gli Umani”, di Matt Haig, e parla di un alieno che si ritrova nel mondo tra gli uomini, e li vede con gli occhi di chi non li ha mai visti prima….
                  anche molto divertente

    • Giannino Stoppani scrive:

      Ordunque secondo la splendida elucubrazione di “reality check”, rappresenterebbe “l’omologazione assoluta” proprio chi è costretto a scendere in piazza per dimostrare contro lo scellerato intendimento di inserire nel codice penale di una nazione civile una sorta di “psico-reato” di Owelliana memoria, consistente nel divieto di esprimere opinioni favorevoli al matrimonio inteso come faccenda riguardante solo persone di sesso diverso, evidentemente formate nella convinzione che esso fondi la propria ragion d’essere proprio nella complementare diversità biologica e spirituale degli sposi.
      Chi invece propende per far sposare e magari, con il supporto tecnico di qualche laboratorio specializzato, pure per far figliare coppie biologicamente omogenee sarebbe invece per la meravigliosa varietà che ogni stato civilizzato dovrebbe perseguire con tutte le proprie forze per rendere l’umanità un coacervo di esseri omologati al punto da diventare indifferenti al dato oggettivo della propria identità sessuale.
      Lo so che chi trova naturale provare attrazione sessuale per un suo omologo biologico in genere non è portato a cogliere al volo le contraddizioni, ma mi sa che in codesto tuo reality check, ti sei distratto un attimino.
      Un’altra cosetta, quando viene quello della “fatina dei denti”, che tutte le volte definisce l’omosessualità una “variante naturale della sessualità” umana, spiegaglielo te, per piacere, che le coppie omosessuali, in realtà, sono “diverse”.

      • Eli Mohr scrive:

        Giannino, le coppie omosessuali non sono diverse, questo é un punto importante. Che poi ci sia una discordanza sul fatto che debbano o no avere dei figli é il punto su cui si sta discutendo.
        Nessuno deve spiegare ai bambini che le persone omosessuali sono “diverse”, perché sono persone normalissime, che non fanno del male a nessuno stando insieme.
        La gente gay si alza la mattina e va a lavorare, paga le tasse, é triste, é felice, prova affetto per il fratello, la sorella, i genitori, gli amici. Qualcuno sarà anche disoccupato, insomma, sono come tutti gli altri. E´ necessario che la legge tuteli anche queste coppie in un modo o nell´altro. se non vogliamo chiamarlo matrimonio chiamiamolo in un altro modo.
        Il mondo non é diviso in etero o gay. Tutti sono persone.

        Dire che accettare gli omosesuali é promuovere la cultura della sterilitá é deisamente poco veritiero, poiché non é che gli eterosessuali diventeranno improvvisamente gay. E quelli che sono gay lo rimarranno. In nessuna societá in cui i gay sono accettati c´é stata una diminuzione di popolazione a causa di questo. Ma lo pensate veramente? Forse non é bene espresso il commento? Se non era questo che intendevi dire yoyo, questa puntualizzazione é superflua e mi dispiace per il fraintendimento

        Oltretutto non capisco questa impostazione di far finta che questa situazione non esista. in italia ci sono intorno ai 100.000 bambini che sono cresciuti da persone omosessuali. Questi bambini non rappresentano sterilità. Che tipo di misure prendereste per questi bambini giá esistenti?

        Tecnicamente il dato che fa scendere la natalitá in Europa non é la presenza di persone gay, ma la nostra struttura sociale. Donne e uomini lavorano a tempo pieno e fare figli costa caro. Purtroppo molte coppie decidono per problemi di natura economica di fare meno bambini, le donne rientrano presto a lavoro dopo la gravidanza, perché la maternitá non viene pagata a lungo. Spesso una donna che vuole rientrare a lavoro si ritrova disoccupata perché un´azienda non la ritiene più redditizia. Una donna non é solo una macchina che deve fare bambini, ma é una persona con sogni, desideri, ambizioni. Una donna stressata e non soddisfatta non fa figli. Nei paesi scandinavi questi problemi sono stati risolti, una madre puó essere tale ed anche avere una carriera, realizzare i propri sogni. Nei paesi nordici la media di persone che fanno il primo figlio é intorno al 25/26 anni. In Italia é intorno ai 30, con una media tra gli uomini in età ancora piú avanzata.

        Penso che possiamo concordare che qualcosa di buono queste società nordiche lo abbiano, e che possiamo sicuramente pensare di introdurre almeno alcuni punti anche in Italia, no?

        Ah e poi, Giannino Stoppani, guarda che io non sono qui per litigare, e la mia opinione non é sovrapponibile con quella dei manifestanti. Io personalmente non trovo che andare ad urlare serva a nulla, e non ci andrei assolutamente. Perché devi a prescindere alzare la difensiva quando io sto solo cercando di conversare. Non si butta tutto nello stesso pentolone. Io, ad esempio, voglio pensare che tra le sentinelle in piedi ci siano anche persone che non sono omofobe e che sono aperte al dialogo. Pur avendo una determinata idea di famiglia ci sará qualcuno che pensa che i gay non sono deviati e che é giusto che possano curare il compagno in malattia.
        Il fatto che mi si risponda é almeno indice del fatto che se non altro si sente il bisogno di parlare di questo argomento.
        Se poi mi vuoi per forza mettere tra i contromanifestanti delle sentinelle in piedi, fallo, ma in questo modo agisci esattamente come quei manifestanti che disprezzi, cioé per presa di posizione mi metti in un pentolone con tutti quelli che non ti stanno bene, per il semplice fatto che pongo delle domande che suppongono un´ideologia che in parte differisce probabilmente dalla tua. Insomma, fai quello contro cui ti schieri.

        Basta con le prese di posizione e gli schieramenti, si puó parlare delle cose, e alla fine potrebbe anche non avere ragione nessuno. o tutti. o uno solo.

        Se uno vuole dire quello che tu hai voluto interpretare nel discorso di Giovanna lo dice, senza accuse, senza offese, senza bisogno di dare del bischero a nessuno. Cosí avrebbe potuto esprimersi anche lei.

        • Raider scrive:

          Potete sbloccare il post che ho inviato per rispondere a quello precedente di Eli Mohr? Grazie.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Figuriamoci se ho voglia di leggere tutto codesto logorroico minestrone di slogan triti e ritriti della propaganda lgbt della quale anche l’uomo qualunque di Gugliellmo Giannini ha oramai le palle piene della gente che cerca di fargli assimilare ben bene i diktat del genderismo con metodi di condizionamento degni di Pavlov, ovvero con una straordinaria pressione mediatica, e con le minacce gli insulti e il codice penale nei casi dei più recidivi come le sentinelle in piedi, e last but not least, con l’instancabile, pervicace e pervasiva opera certi scassamaroni a cottimo che, talvolta proferendo bestemmie, insulti e intimidazione, talvolta fingendo di perseguire un dialogo probabile come quello tra un ubriaco e un lampione, impestano il web di luoghi comuni di matrice lgbtxyz .
          Che tu personalmente abbia non abbia insultato, minacciato o mistificato non c’entra un fico secco con quello che ha scritto Giovanna e che io ho chiaramente chiosato per ben due volte.
          Mi auguro che non mi tocchi farlo una terza, ma non ci scommetto neanche un cent.

          • Eli Mohr scrive:

            la z era un errore di battitura :)

            • Eli MMohr scrive:

              Via hai ragione roba troppo lunga. Avevo scritto una risposta a Raider ma si é cancellata e non ho voglia di riscriverla.

              In breve: non ho mai detto che per abbattere il problema del calo della popolazione si debba permettere ai gay di fare i figli.

              Non faccio parte di nessuna associazione lgbt o gender o che so io. Sono Cittadina x che si fa domande ed opinione proprie.

              Il mio pensiero in breve: partiti, prese di posizione, religioni e quant´altro ci sia che divide l´uomo in gruppi ci fa dimenticare quante cose invece possiamo avere in comune. Ecco cosí la massa non potrá mai avere la forza, che avrebbe unita, di levare di mezzo i pochi che profittano della situazione.
              Si dovrebbe cambiare il sistema, vivere in armonia, e fare un sacco di figli, se se ne ha voglia. E non stare a sindacare su chi deve amare chi, e vedere minacce lí dove non ci sono.

              Pensieri scomodi e pericolosi questi, immaginiamoci se si pensasse tutti che ci possiamo voler bene nonostante tutte le differenze e scegliere di vivere in libertà…….ma per fortuna non ci si vuole bene e non combattiamo insieme per ideali comuni, o contro minacce reali (iniziando dal veleno che ci vendono al supermercato, per finire con gravi minacce politiche provenienti dal medio oriente)

              Consiglio un romanzo, senza doppi sensi né politici né religiosi.
              “The Humans” di Matt Haig

              • Raider scrive:

                La risposta non è stata cancellata e l’ho letta, ma non mi pare aggiunga nulla, insiste su concetti che non c’entrano col matrimonio e l’adozione ai gay, i bambini che non vengono o che i gay non possono generare li si adotti dove c’è chi li fa al nostro posto, fare sposare i gay non mette a rischio il matrimonio, in crisi la sessualità degli etero, né influisce sull’evolzuioone o involuzione demografica.
                Ciò di cui si parla è la possibilità di dare bambini ai gay:
                – prima di stabilire che è una questioni di diritti, bisognerebbe dimostrare che avere bambini, in un modo o nell’altro, non importa come, è un diritto per una coppia che non potrà averne non per qualche ragione che è di ostacolo alla riproduzione, ma perchè è normale, perfettamente fisiologico che non ne abbia;
                – quindi, occorrerebbe dimostrare che il diritto di una coppia gay a avere i figli che desidera prevale dil diritto del bambino a avere un padre e una madre come i due individui di sesso diverdso che lo hano generato;
                – se si decide che il bambino non ha questo diritto, si è suata su di lui una prevaricazione di genere che apre la strada a ogni richiesta analogamente formulata da tre o più individui. E ci sarà un motivo per cui la coppia gay vuole ricalcare uno stereotipo, per il resto, così contestato e non di rado, aborrito come bieca imposzione di un’etica borghese, maschiliste o da parte di chissà chi che chissà quando l’ha posta in essere per fare uno sgarbo a un mondo idilliaco in cui i bambini si poteva fare anche all’uncinetto.
                Lascio da parte tutti gli altri punti sollevati da Eli Mohr: che trovo accessori e talvolta, fuorvianti – la felicità e l’infelicità, l’amabilità di uomini e lesbiche, ecc.. Mi preme solo notare con dispiacere che affiora anche in lei – che, comunque, si esprime senza inutile acredine – l’insofferenza verso le differenze che dividono, mentre el pueblo unido jamàs serà vencido. No, le differenze sono un patrimonio dei popoli e dell’umanità: e questo vuol dire che cancellarle impoverisce l’essere uomini.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Vedo che rimediare figurucce di diverte.
              P.S.: vista l’agilità mentale che ti contraddistingue preciso che “figurucce” è un’espressione vernacolare, pertanto non contiene errori di battuta

              • Eli Mohr scrive:

                Stoppani, l´errore di battitura era il mio ed avevo commentato il mio post per correggerlo. Non il tuo.

                Il vernacolo lo conosco benissimo dato che sono toscana. Dai su, é un forum, ci si fraintende a scrivere, é normale.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Se l’errore di battuta è il tuo e l’errata corrige lo piazzi come risposta al mio post è facile che io fraintenda, visto che non son certo una cima.

        • Raider scrive:

          Eli Mohr non spiega, ribadisce e rincara la dose, ma questo non aiuta, complica, semmai, il discorso. Per es., mettendo in mezzo il concetto di normalità laddove non è in questione: ma assodato che i gay vivono con le stesse preoccupazioni, problemi e gratificazioni comuni a chi lavora, ha amicizie, fa sport, si dedica al volontariato, va in vacanza, soffre lo stress, ecc..: tuttte cose di cui nessuno dubita: ecco, questo comporta che sono soggetti a quelli che, quando non gli va bene, sono cliché di coppia, ‘odiosi’ stereotipi di genere che non si fanno imporre da nessuno e da cui liberarsi: e poi, gli vanno a meraviglia quando devono imporli a un bambino? Ah! La spregevole famiglia monogamica! Ah! L’orrenda esistenza borghese! Con i bambini, i suoceri e altri articoli domestici! Vivano normalmente o in modo creativo quanto gli riesce e gli piace la vita di coppia senza bambini: perchè, come coppia, bambini non ne possono avere. Non se li procurino espropriando un bambino del padre o della madre: o non gliene trovino in sovrannumero, fra madri surrogate, madri donatrici, padri donatori e genitori in ordine numerico crescente tanti quanti i sentimenti che gli adulti provano gli uni verso gli altri decidessero di dargliene.
          100.000 bambini i gay da chi li hanno avuti? Non certo da partner dello stesso sesso. Non lo dimentichi, Eli Mohr.
          Una cosa, poi, ripeterò che ho altre volte richiamato: mi colpì sapere che i gay americani, nell’éra pre-Aids, avevano, in media, 150 partner – partner: non rapporti sessuali; partner – ogni anno. Non conosco le cifre attuali. Ma è una media, se Eli Mohr permette, che troverei anormale anche se fosse riferita agli etero: quindi, è normale che io la trovi anormale anche per i gay. Poi, se qualcuno ritiene che ciò che è anormale per alcuni sia normale per altri, allora, tanto vale dire che niente è normale: ma io non la penso così. A me, sembra una cifra che irride proprio la carne, la debole carne: spero che i sentimenti di reciproco affetto fra gay concordino che c’è qualcosa, in questa propensione copulatoria compulsiva, che non ha nulla di liberatorio e fa del corpo – e di “quel” che c’è dentro – l’appendice del sesso. Non vorrei urtare sensibilità personali e quindi, non aggiungo altro.
          Infine, le società scandinave non sono un modello esportabile come l’Ikea. E davanti a sé hanno un avvenire sempre meno scandinavo. Tutte le buone cose che gli si può invidiare non valgono questa. E andando in giro per Copenaghen e Malmoe, con immigrati somali barbuti dentro jellaba colorate, ciascuno dei quali seguito da due a quattro donne col solo viso scoperto – qualcuna, carnagione chiara, occhi azzurri: il ritratto a futura memoria dell’emancipazione scandinava -, se ne ha un anticipo che non lascia dubbi.

          • Eli Mohr scrive:

            Raider,
            intatnto i gay non sono solo uomini, ma anche donne, e tra le lesbiche risulta in maggioranza un gran numero di coppie stabili da moltissimi anni.

            Se vogliamo parlare di numeri di partner, nell´uomo eterosessuale si parla ad esempio di MILIONI, di uomini europei che ogni anno migrano in Asia per turismo sessuale. Principalmente in cerca di prostitute minorenni.
            Un´intera popolazione di uomini eterosessuali é pedofila: in Yemen, dove l´etá media della moglie é fra gli 8 e 13 anni.
            La maggioranza della popolazione islamica (e sono tanti) ha piú di una moglie (con la quale deve unirsi periodicamente, poiché la donna islamica ha il diritto al divorzio se il marito non giace con lei per un periodo che eccede i due mesi)
            In Italia ci sono intorno alle 20.000 prostitute (piú tutte quelle di cui, poverine, non si sa nemmeno che esistono sulla faccia della terra). Se ce ne sono cosí tante evidentemente é un lavoro redditizio. Che io sappia le donne non vanno a prostitute, almeno la maggioranza.
            Secondo l´i stat 1 donna su 3 é stata vittima di uno stupro (effettuato da un maschio eterosessuale)
            3 uomini italiani su 5 hanno tradito la moglie almeno una volta. Altrettante le donne che hanno tradito il marito.
            I divorzi annui sono in crescita, la maggior parte di queste persone si mettono con un nuovo partner.
            Molte persone hanno figli con piú persone nel corso della loro vita.
            Molti uomini che hanno avuto figli con molte donne, sposano poi una donna coetanea della figlia piú giovane.

            Credo che su queste tristi realtá nessuno di noi voglia far finta che non esistono.

            Se vogliamo generalizzare, l´uomo sembra avere in generale dei problemi con il sesso, gay o etero che sia.
            Almeno i gay hanno voglia di farlo tra di loro.
            Ma non mi pare giusto generalizzare, perché ci sono anche tanti uomini che vivono la sessualitá in maniera meno intensa.
            Eppure é permesso ad un uomo eterosessuale risposarsi in comune quante volte vuole.
            Non é tra i ragazzi giovani visto goliardicamente come “il piú figo” quello che riesce a rimediare più ragazze?

            Tra i gay ci saranno i ragazzi di un certo tipo e quelli di un altro. Tra i gay ci sono anche le lesbiche, non cosí promiscue.
            In nessun paese al mondo é vietato a un uomo eterosessuale che va a letto con tante donne di unirsi in un matrimonio legale con quella che ama. né di farla seguire da un´altra. e da un´altra.

            Il numero dei partner non mi pare un buon punto. oltretutto con la legalizzazione dell´esistenza dei gay, non relegando la vita sessuale gay a una realtá nascosta e clandestina, é diventato anche tra gli uomini piú frequente legarsi ad un partner.

            Ad ogni modo interessante come del mio discorso vengano prese sempre solo le cose su cui si é in disaccordo senza spendere neanche due parole su quelle che potrebbero trovare una via di accordo.

            Per quanto riguarda il problema delle immigrazioni di popoli con religioni diverse, é un bel paio di maniche anche in italia. Chiaramente anche se io fossi un musulmano che emigra cercherei di andare nel paese dal cui sistema posso sfruttare di più, e non in quello che non mi offre niente. Va da se´ che si sceglie quella… Oltretutto per esempio in germania, la grande popolazione Turca é un effetto della grossa mancanza di uomini dopo la guerra (molti moriti in guerra, molti altri nei lager), per cui era necessaria manodopera dall´estero. Queste persone sono diventate tedesche ed hanno avuto il diritto di “importare altri membri della famiglia”. Ecco il motivo per cui ce ne sono tanti, e non per leggi di liberalizzazione. La maggioranza di questi islamici Turchi vive in armonia con il popolo tedesco e si sente appartenente al paese. La maggioranza di queste persone non sono estremisti religiosi e non indossano simboli religiosi.
            Un religioso osservante musulmano non é diverso da un osservante Cattolico, Ebreo o altro.
            Uno ha come segno il velo e la barba lunga, l´altro i riccioli e la donna i capelli rasati, l´altro ha la croce sopra il letto, va in chiesa e dice alla moglie che non si deve mettere abiti provocanti.
            Hanno tante cose in comune tutti questi: osservare il credo, andare in chiesa, pregare, onorare i simboli della propria religione…..

            comunque capisco che ci si possa sentire a disagio dovendo confrontarsi con molte diversitá che si percepiscono come una minaccia al quieto vivere o alla continuazione della specie

            • Raider scrive:

              Sono numerosi i gay uomini e donne che vanno all’estero per ‘turismo sessuale.’ Riviste gay come “Babylonia” pubblicavano dei Bedeker, con tariffari, prestazioni e consigli per gli acquisti, per gli incontri con giovani e giovanissimi del Terzo Mondo. Non giustifico né gli uni né gli altri, gay e etero che praticano il turismo sessuale: come, immagino, li condannerà anche lei.
              Non entro nel merito di certi fenomeni: ma sostenere che il numero di partner non sia pertinenete non mi sembra, ecco, pertinente, se si parla, come ha fatto lei, di normalità e di sentimenti. I matrimoni gay, come quelli etero, contemplano il divorzio, oltre a farne un tramite alla virtù: torrniamo alle cifre che dicono in che modo si vive la propria libertà sessale e i propri sentimenti. Non dispongo di statistiche recenti, né per i gay né per gli etero: ci sono limiti a quello che può essere considerato normale o solo pertinente. Non mi metto a disquisire sul perché di tutto questo: ma non è un buon segno, credo, quanto a equilibrio, sentimenti, rapporto con la propria sessaulità, con se stessi, con gli altri.
              Sull’immigrazione, la penuria di maschi dopo al guerra e la penuria di bambini che è venuta dopo postulano, per lei, una soluzione che è altrove: più adozioni e più immigrazioni. A questi ritmi, non so cosa resterà, nell’Ue, dell’emancipazione e degli emancipati. I quali, visto che vivono incentrati sul proprio io, a buon diritto possono non porsi il problema. E non è un fatto di “disagio dovendo confrontarsi con molte diversità”: no, lei non ha capito, lo ripete spesso, ma dovrebbe capire che, dato che lei le differenze non le vede – in fondo, è la stesa cosa: osservare il credo, pregare: queste cose così – è più portata a pensare che bello sarebbe se sparissero tutte.

  3. Nino scrive:

    Io non penso che due persone afroamericane abbiano lo stesso diritto essere riconosciuti legalmente come famiglia al pari di una copia caucasica

    • Giannino Stoppani scrive:

      Tu, nino, per me sei libero di pensare qualunque bischerata razzistoide ti venga in mente, visto che per identificarla come tale basta la ragione umana e dunque non c’è bisogno di scalfarotti per imporla a suon di legnate.

      • Nino scrive:

        perché, la mia la consideri una “bischerata razzistoide”? pensa, per una volta sono d’accordo con te!!!

        • Giannino Stoppani scrive:

          Visto che ogni tanto insistete con codesti paragoni a bischero ti faccio un esempio che vanamente mi auguro risolutivo.
          Per fare il pilota di dell’aeronautica militare bisogna essere in possesso di ben precisi requisiti psicofisici fondamentalmente perché gli aerei costano un sacco di soldi e, soprattutto, perché la loro conduzione senza la dovuta perizia e capacità implica pericoli gravissimi. Lo stesso si può dire, fatte le debite proporzioni a scalare, per l’ottenimento di un porto d’armi o per la patente del motorino.
          Ebbene, se, ad esempio, l’Aeronautica Militare non ammette al ruolo naviganti un non vedente, possiamo affermare che tale istituzione commette un atto discriminatorio?
          Risposta: no di certo.
          Se invece la suddetta Aeronautica Militare non ammette al ruolo naviganti un nero (o, come si diceva fino a ieri senza la minima intenzione di offendere qualcuno, un “negro” – dal latino niger nigra nigrum ovvero “nero”), possiamo affermare che tale istituzione commette un atto discriminatorio?
          Risposta: sì, certamente se il nero possiede i requisiti psicofisici necessari a diventare pilota.
          Dunque se per una serie di motivi solidamente ragionevoli uno ritiene che a sposarsi debbano essere coppie aventi anche il requisito di essere di sesso diverso, discrimina qualcuno?
          Risposta: no, ovviamente.
          Pertanto, ti pare pertinente il tuo esempio a bischero sciolto?

          • Nino scrive:

            ti faccio solo notare che io non ho scritto la parola matrimonio

            • giovanna scrive:

              Untuoso Nino, questa risposta è di una untuosità eccezionale !
              E che c’entra con quello che avevi scritto prima e a cui ti ha magistralmente risposto Giannino ? Non si può riferire nello stessissimo modo ad un qualsiasi riconoscimento di una coppia di persone dello stesso sesso ? Cosa capperetto cambierebbe ?
              Va bene essere untuosi, ma esageri proprio !
              A meno che la tua riga non si riferisse ad altro, perché un’untuosità simile è proprio anche al di là del tuo solito , mistificante e viscido, gay-style !

  4. Nino scrive:

    “Dirsi contrari a tutto questo oggi significa essere accusati di omofobia e significa rischiare quello che è accaduto a Simone Pillon, avvocato e portavoce del Forum delle Associazioni familiari dell’Umbria, che risulta iscritto nel registro degli indagati per aver denunciato la diffusione di materiale pornografico a sfondo omosessuale in una scuola” (cit.)

    Peccato che Simone Pillon NON risulti iscritto nel registro degli indagati per aver denunciato la diffusione di materiale pornografico a sfondo omosessuale in una scuola ma per aver fatto affermazioni, in un convegno pubblico, che sono state ritenute (da chi lo ha querelato) diffamatorie, e non erano affermazioni direttamente afferenti alla diffusione di materiale di prevenzione sessuale (che capisco c’è qui chi considera pornografico) . Sarà poi la magistratura a decidere se c’è stata o meno diffamazione

  5. Nino scrive:

    “La Corte di Strasburgo, intanto, ha condannato l’Italia, perché avrebbe violato il diritto di una coppia sposata di poter riconoscere, come proprio figlio, un bambino che non ha nessun legame biologico con loro e che è stato commissionato, prodotto e comprato in Russia tramite l’abominevole pratica dell’utero in affitto” (cit.)

    La condanna della Corte di Strasburgo è relativa all’allontanamento del bambino dalla coppia ed alla sua collocazione per più di un anno in una casa famiglia, scegliendo di farlo crescere per più di un anno senza genitori. Se il bambino fosse stato subito affidato ad un’altra coppia(e se la legge italiana in questo fosse stata applicata con maggiore efficienza) credo che la sentenza sarebbe stata diversa.

    • Raider scrive:

      Quindi, il problema è di natura giuridica, anzi, di efficienza nell’applicazione di una norma? “Un bambino commissionato, prodotto e comprato in Russia” costituisce una violazione del diritto che precede e cui consegue quanto contestato dalla Corte di Strasburgo: e assai più grave. Il bambino, alla fine, i genitori li avrà: ma non saranno quelli cui è stato “commissionato” assemblando ‘pezzi’ dell’uno e dell’altro.

      • Eli Mohr scrive:

        Per quanto anche io ritenga la pratica dell´utero in affitto molto discutibile, perché quei 9 mesi in pancia della mamma sono dannatamente importanti, ci tengo a precisare che il piú alto numero di “consumatori” di uteri in affitto sono coppie eterosessuali australiane, che vi ricorrono ogni qual volta la donna sia sterile, o addirittura nei casi in cui la donna non voglia portare il bimbo in grembo (ultimo grido anche in california)
        Una coppia etero australiana ha anche deciso di abbandonare uno dei due figli, lasciandolo con la madre surrogata, poiché affetto dalla sindrome di down. A questa gente andrebbero tolti i bambini, etero o gay che siano.
        Il discorso sull´utero in affitto é un discorso che va al di lá della competenza di due persone dello stesso sesso di crescere un figlio, che potrebbero, ad esempio, adottare. Dando a questo bambino la possibilitá di avere una casa, un´istruzione, amore e conforto. Senza il bisogno che ti assomigli, che sia biologicamente tuo e senza la necessitá di farti chiamare Papá o Mamma. Puoi essere semplicemente Mario e Gino, le due persone che hanno dato una casa a qualcuno che ne aveva bisogno.

        Purtroppo ho avuto modo di entrare in contatto con la realtá di una casa famiglia, un luogo triste in cui i bambini che nessuno vuole vengono educati ad essere autosufficienti, poiché a 18 anni vengono buttati per la strada. Tanti di questi ragazzi avrebbero bisogno di una casa, ma nessuno li vuole. Non hanno bisogno di chiamare qualcuno mamma e papa´. vogliono un posto in cui porter tornare, delle persone da cui poter andare. Sarebbero ben felici di essere ospiti permanenti di una coppia gay, o di qualche persona single, o di due persone sterili.
        Purtroppo i servizi sociali non sono sempre in grado di valutare bene le situazioni, e tante famiglie prendono bimbi in affidamento per questioni di sostegno economico. Ci sono aihmé storie tristissime. Tra cui quella di una bambina violentata dagli uomini di ben due famiglie a cui era stata data in affidamento.

        La storia piú bella é stata quella di un ragazzino di 14 anni che é stato affidato a due uomini, che non avevano la pretesa di fare i papá. dopo 2 anni, a 16, il ragazzino ha chiesto di poter essere legalmente adottato. Ed é stato concesso. E´riuscito poi a far venire anche il fratello.

        Purtroppo questa é l´unica storia bella che ho sentito fino ad adesso tra tutte queste situazioni. Spero che in futuro ci siano più coppie, etero e non, disposte a dare l´amore a dei ragazzi soli, senza la pretesa di voler essere come il babbo e la mamma biologici. Questi ragazzi ne saranno immensamente grati.

        • Raider scrive:

          Eli Mohr, lei continua a girare intorno alle questioni che le ho posto: l’utero in affitto è una aberrazione, punto e basta. Come altre forme di ‘maternità surrogata’ promesse dalla tecnologia.
          Le storie di infanzia abbandonata sono il sintomo della disgregazione nel profondo della nostra società: è un fatto di educazione, di sensibilità, di cultura e di leggi. Si potrebbe polemizzare su quanto l’edonismo irresponsabile fatto apsare per ‘libertario’ abbia inciso su questo: ma restiamo al piunto.
          Una coppia gay non ha più diritto di tre o più individui a prendersi cura di un bambino: un’équipe socio-sanitaria potrebbe garantire un servizio all’altezza delle necessità del bambino affidatogli in esclusiva.
          I due gay che lei conosce sono, per l’appunto, un Mario e un Gino; non c’era né Maria né Lina. Ci fossero stati anche Michele e Enrico, più Eleonora e di tanto in tanto, Gabriella, non sarebbe cambiato molto. Sempre Maria e Lina mancavano perché Mario e Gino fossero papà.

          • Eli Mohr scrive:

            Infatti Raider, esattamente questo dico. Che Lina e Maria mancavano, quindi Gino e Mario hanno deciso di non mettersi a fare figli per vie mediche, ma hanno deciso di dare una casa a qualcuno che ne aveva bisogno, rendendolo felice. E senza la pretesa di essere Papá e Papá, ma volendo solo essere un nucleo affettivo.
            Allo stesso modo possono fare un uomo e donna sterili.
            Non sto in effetti girando intorno alla questione, ma dando una alternativa.

            Oltretutto concordando sul fatto che trovo l´utero in affitto un gesto egoistico da parte dei commissionanti, e incosciente da parte della donna che decide di farlo.
            (Peró questi bambini giá esistono, e bisogna anche trovare il modo di esprimere il dissenso senza usare parole troppo forti od offensive. Perché noi pensiamo di offendere chi ha compiuto il gesto, ma effettivamente potremmo anche offendere una persona nata in questo modo che legge questi commenti. E questa persona non porta responsabilitá per come é venuta al mondo, come del resto nessuno di noi.)

            Per quanto riguarda “l´edonismo fatto passare per libertario”, non é certo la causa dei poveri bimbi abbandonati, la cui maggioranza non é nei paesi “libertari”, ma in paesi con problemi sociali ed economici gravi. India, Africa, Asia, Sud America…

            Fare l´amore é bello, dato che oggi si puó stare attenti a non fare bambini che non vogliamo, facciamolo.

            Per quanto riguarda più in alto il commento in cui lei dice che certe tendenze poligamiche o turismo sessuale sono segno di un problema, é verissimo, ma un problema che affligge degli esseri umani. Non dei gay o degli etero nello specifico. In effetti lei nel suo commento ha mostrato quanto siano uguali gay e etero. I problemi che esistono tra gli uomini etero esistono tra gli uomini gay. Quelli tra le donne etero anche tra le donne lesbiche (le donne etero fanno gran turismo sessuale in Jamaica, anche se in proporzione molto meno rispetto agli uomini, e non con bambini).

            Non mi metta in bocca cose che non ho detto, come “l´immigrazione é la soluzione alla ripopolazione”. Ho solo scritto per quale motivo in alcuni paesi esiste un gran numero di immigrati. Senza esprimermi su questo, ma cercando di dire che non per forza la maggioranza di essi é una presenza negativa nel paese.
            Per il discorso delle similitudini tra le religioni, non voleva essere in nessun modo offensiva, ma volevo dire che in fondo, tutte le religioni, nell´osservanza ortodossa, hanno delle cose in comune. Ad esempio il rispettare certe simbologie, certi riti, certe norme di vita. Ogni religione può cambiare nel corso del tempo e diventare piú tollerante. Anche il cristianesimo in passato é stato strumentalizzato per giustificare genocidi, guerre, arricchimento della chiesa. Persino i buddhisti, che sono considerati tra i piú pacifici, hanno sterminato civili.

            E lungi da me pensare che dovrebbero sparire tutte queste diversità. Non lo penso assolutamente, cerco di vivere nel massimo rispetto delle diversitá, pur sempre esprimendo la mia opinione. Non sono mai venuta meno ai miei ideali, ad esempio, della paritá tra uomo e donna quando mi é capitato di parlare con dei musulmani. E mi é capitato spesso, sono in viaggio ogni settimana per lavoro, di conseguenza incontro molta gente e ho a che fare con clienti di molte religioni e culture differenti. E devo dire che in parte ho trovato molta apertura mentale ad idee diverse, quando si é conversato con pazienza, senza litigare o mostrare pregiudizi.

            E´ piú chiaro ora quello che penso? Cioè mi sono accorta che abbiamo tutti tante più cose in comune al mondo, di quello che pensiamo, e che se solo ce ne accorgessimo vivremmo meglio.

            Il fatto che poi, ci si mescolerá sempre di piú tra culture ed etnie, é una conseguenza normalissima della società, che é “mobile”.

            • Raider scrive:

              Non si riesce a tener dietro a tutte le cose che lei pigia una sull’altra e me lo lasci dire, nessuna meglio o più convincente dell’altra, Eli Mohr.
              Partiamo dal fatto che due maschi assolvono all’incombenza di dare una casa e affetto a un bambino abbandonato: in cosa smentisce le ragioni che le oppongo? Ho forse detto che due maschi, due femmine, tre maschi, cinque femmine, due maschi insieme a due femmine non possano fare lo stesso? No. Quindi, come fa a sostenere che quello che dico io è esattamente quello ce dice lei?
              Ho detto, invece, che una famiglia è formata da una coppia di due individui sessualmente complementari e perciò, in grado di generare. I due signori che lei conosce sono una coppia, per quanto li riguarda: per me, che non sono tenuto a sapere i sentimenti che provano e altri aspetti del loro ménage, sono due che, in mancanza di una madre, si prestano a fare, per un bambino che non trova una famiglia, da sostituti di quello che non possono né vorrebbero essere e non sono in grado di dargi né di rappresentare. un padre e una madre, una “figura” maschile e una femminile da cui il bambino si senta amato come una creatura che è, come suol dirsi, il frutto della loro unione. Perciò, no, non siamo d’accordo, Eli Mohr. Io non priverei mai un bambino del padre o della madre, farei di tutto per trovarglieli; e farei di tutto per “sviluppare” una “cultura” o sensibilità in tal senso nei giovani: che hanno ben altri modelli.
              Al riguardo, il problema dell’infanzia abbandonata nei Paesi sottosvilupati è di altra natura: e non si pone, da quelle parti, il tema delle unioni gay: di cui discutiamo noi. Quindi, ancora una volta, partirei da questo punto specifico delle nostre società, piuttosto che da quelli che affliggono Paesi che, in fondo, forniscono bambini da adottare.
              Non è mia abitudine attribuire al prossimo cose che non ha detto, ho solo tratto conclusioni che mi sembravano scaturire dalle sue affermazioni: che lei precisi quello che ritiene è tanto di guadagnato per lei, anche se non muta granchè la sostanza del suo discorso, dal mio punto di vista. Sul turismo sessuale, per es., lei si limita a scantonare dal merito: che non è il fatto che sia un problema comune a etero e gay, le ricordo: eravamo partiti dal fatto che i gay hanno, in media, un numero di partner che è lontano, a mio giudizio, da ogni criterio di normalità: e lei, non io, ha creduto bene di ribattere che la cosa non è rilevante, anzi, non è neppure pertinente, mentre lo sarebbe il fatto che i maschi, in un precedente post da lei descriti come amabili e amorevoli, si dedicano al turismo sessuale. Assodato che non sono solo loro degni di commiserazione per questo modo di abusare dell’infanzia abbandonata dei Paesi da cui prelevare bambini da adottatre, rimane il fatto che 150 partner l’anno è una media tutt’altro che normale. Se la cosa deve offendere o no, non può esser colpa mia che riferisco dati pre-Aids: ci sarebbe da riflettere lungamente su questo dato: e la morale, come definirla, non so se per riderci su?, permissiva o libertaria non ha trovato nulla su cui riflettere, preferendo accanirsi sui bigotti che vivono nella ‘prigione della famiglia': che, però, è una cosa bellissima se due gay decidono di fare a mamma e papà.
              Sull’immigrazione, è inutile che io ripeta ancora quello che ho già detto e sostengo a proposito di altre notizie in questo blog. Lei terrà pure alle differenze, ma ritiene che “ciò che ci accomuna” sia meglio: intanto, a sparire siamo noi occidentali, mentre la mescolanza di culture potrebbe prodursi, come nel pregresso, anche senza uniformare, da ogni punto di vista, il solo Occidente, visto che l’omologazione culturale non procede in modo uniforme da noi come nei Paesi di provenienza degli immigrati. La società è mobile, ma quanto e come dovrebbe deciderlo la società senza sentirsi mettere di fronte a un destino storico già scritto: il destino e la storia scrivano quello che ritengono, noi scriviamo le nostre leggi senza accettare ricatti dal politicamente corretto. Che vorrebbe tacitare ogni dissenso su questo: e le leggi, allora, le scrive contro chi vuole una immigrazione controllata, nessun automatismo sulla cittadinanza e a maggior ragione, niente jus soli.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Quando si maneggia la statistica bisogna sempre ricordarsi del famoso pollo di Trilussa.
              Dato che gli eterosessuali costituiscono, per ora, la stragrande maggioranza degli individui, è chiaro che la loro categoria si piazza sempre in testa a quasi tutte le statistiche. In soldoni, se la polizia stradale della Nigeria rileva che a passare col rosso sono in larga maggioranza dei neri, mi pare non sia lecito da ciò trarre la conclusione che il daltonismo affligga le persone in proporzione alla melanina.

              • Eli Mohr scrive:

                l’unico punto su cui volevo dire che concordiamo è l’utero in affitto. Forse non ho precisato bene.

                Il fatto di voler confrontare le statistiche non è per fare differenze tra numeri di etero e gay, ma per sottolineare che sono problemi che sono presenti sia tra gli etero che i gay, e che se ne può logicamente dedurre che non è un problema legato alla sessualità ma alla società, e colpisce tutti indistintamente.

                Perché vuole usare il fatto che ho detto che la maggioranza degli uomini ha un buon cuore per opporla al fatto che io esprima delle realtà terribili di uomini cattivi e malati?
                Si, voglio credere che la maggioranza abbia un buon cuore, se fossero tutti criminali sarebbe una gran tragedia. Ma questo non vuol dire che io debba chiudere gli occhi di fronte ai crimini.

                Le famiglie tradizionali non sono bigotte. I bigotti sono una cosa, le famiglie tradizionali un’altra. Ci sono tante famiglie tradizionali che sono liberali, e tante famiglie non tradizionali (es.divorziati con figli di più unioni) che però sono bigotti.
                Generalizzare dicendo che i liberali disprezzano una forma di famiglia tradizionale è superficiale.
                Essere bigotto significa essere qualcuno che è più bravo ad osservare riti e tradizioni di un culto, che ad interiorizzare il messaggio stesso di esso. Un bigotto è quindi qualcuno che ottusamente osserva e segue dei dogmi senza mai mettere in discussione se stesso e le ideologie con cui è cresciuto. Una famiglia che manda i figli a messa tutte le domeniche e si arrabbia con i figli quando chiedono “come ha fatto la Madonna a rimanere incinta vergine?”, quella è bigotta.

                Comunque se non altro le vostre risposte ed opinioni mi hanno dato spunti su cui riflettere, e penso che pur non essendo d’accordo vedo dei punti su cui si potrebbero trovare delle conclusioni comuni.
                Mi sembra di capire che per voi non è così, con l’impostazione che chi dice altro non esprima cose sensate e comunque sbaglierà a prescindere.

                Aver ricevuto delle risposte dimostra che c’è voglia di parlarne, se pur prevenuti, il che è sempre un ottimo segno.

                • giovanna scrive:

                  Per Eli Mohr :
                  mi scuso per essermi defilata dalla discussione , ma ho avuto una giornata super-pienissima .
                  Rispondo solo ai primi post : il resto non riesco a recuperarlo e tu sei di una prolissità notevole ! Anche io sarei prolissa di mio, ma cerco di adeguarmi al mezzo !
                  Dunque, dicendo che la tua posizione è mistificatoria., mi riferivo alla superficialità con cui parli dei “figli di omosessuali “, che non esistono, ma sono invece bambini privati del padre o della madre : magari se tu venderai per bisogno un tuo figlio a due maschi o due femmine, la società immediatamente non ne sarà sconvolta, ma quel figlio sarà privato di un diritto fondamentale e tu e i tuoi acquirenti avrete commesso una azione indegna
                  .E anche dallo schiavismo la società non era sconvolta, tutto filava liscio, anzi liscissimo, ma ci si è dovuti arrendere alla disumanità dello schiavismo, dopo alcuni secoli, magari.
                  Poi, il fatto che non ci siano “figli di omosessuali” alle manifestazioni delle sentinelle, in parte è dovuto al fatto che il fenomeno , fortunatamente, è recente e in parte al fatto che non è facile, per i pochi adulti, esporre il loro dolore.
                  Comunque qui su Tempi sono state portate varie testimonianze, veramente toccanti, di quello che subiscono questi poverini: sono persone che si sono esposte nella maturità, sopportandone le conseguenze di insulti e ostracismo , oppure testimonianze raccolte sul web, rigorosamente anonime, di ragazzi troppo giovani, ma comunque sofferenti e di una sofferenza difficilissima da dire.

                  (Infatti, per stessa ammissione dei compratori gay , questi figli comprati non possono permettersi di dire ah, tanto meno nominare il genitore che li ha venduti, nemmeno possono chiamarlo genitore ! E devono mostrare al mondo una faccia felice obbligatoriamente, sono proprio istruiti in questo ! Fin da piccolissimi viene detto loro che hanno due mamma o due papà : una crudeltà inaudita ! e loro devono stare zitti e perorare la causa dei compratori in pubblico, sebbene piccolissimi o comunque minorenni ! Lo sentono proprio come un obbligo ! )

                  Ma poi, c’è bisogno solo di un minimo di umanità per identificarsi in una situazione angosciante come quella di essere comprato dalle persone che ti crescono, privato dei tuoi genitori, di una figura materna o paterna di sicuro, sapendo che quella figura ti ha venduto !!!

                  Se continuerai a leggere Tempi, uno dei pochissimi giornali non omologato al pensiero unico, ci saranno occasioni per riparlarne.
                  Ciao

                  • giovanna scrive:

                    Una piccola aggiunta per Eli : non crederai veramente che ci siano delle famiglie cristiane “bigotte ” da barzelletta come nel tuo raccontino ?
                    Meno pregiudizi, più osservazione della realtà.

                    • Eli Mohr scrive:

                      @Giovanna: La “storiella” che ha letto non é come io mi immagino la gente bigotta, é solo una forma stilistica molto comunemente utilizzata dalle persone, si prende un esempio e lo si semplifica in maniera estrema per esprimere in due parole una certa dinamica o logica.
                      Le testimonianze le ho lette. Sono sicura che come in famiglie etero ci sono bimbi che soffrono ci sono anche in famiglie gay, perché purtroppo non tutte le persone sono idonee. Purtroppo queste due testimonianze nello specifico sono propaganda anti gay di due persone che non sono mai stati cresciuti in una famiglia omosessuale. Denunciati e condannati a risarcimenti. Ma questa non é colpa di Tempi, bensì della cattiva informazione che gira su internet, ed é sempre molto difficile verificarne la veridicità. Peró potrebbero, ad esempio, andare a intervistare alcune famiglie ed alcuni figli adulti, sono sicura che troverebbero riscontro e materiale sia positivo che negativo da presentare.

                      Pensare che i gay siano tutti mostri che strumentalizzano i figli sarebbe assurdo. Ci sono anche bambini che non sono sofferenti. Ci sono madri con figli che sono state lasciate dai mariti e si sono messe con una donna. O uomini nella stessa situazione. Se prendessimo come esempio tutti i figli di famiglie etero che sono stati abusati non si può certo dire che tutti gli etero sono mostri.

                      Non si può accusare una intera fetta di popolazione di essere abusatoti psico-fisici di bambini, solo per il fatto che hanno un orientamento sessuale differente dalla maggioranza.

                      Genitori tremendi ci sono fra tutti. Si documenti anche delle esperienze positive di ragazzi cresciuti in famiglie gay, e poi faccia un bilancio che sta nel mezzo. Che poi una persona per principio morale dica che non é d´accordo con il fatto che due persone dello stesso sesso si occupino di un minore, perché per tali motivi crede che possa non essere un ambiente ideale, anche se non lo condividerei, sicuramente capirei il ragionamento che vi sta dietro, e senz´altro rispetto la presa di posizione.

                      Demonizzare delle persone, tra cui vi é anche tanta brava gente, dicendo che sono abusatori e manipolatori spietati di bambini, ecco questa non é né un´affermazione veritiera, né giusta. Se lei si riferisce all´utero in affitto, questa é una pratica, purtroppo comune sia ad etero che a gay, che puó essere contrastata con delle leggi piú severe. Ma non é un problema solo del mondo gay.

                    • giovanna scrive:

                      Guarda, Eli, che per me chiunque compri un bambino o lo privi comunque della figura materna o paterna APPOSTA per soddisfare il suo desiderio, non è adatto a fare il genitore.
                      Queste coppie di due uomini o due donne, che tu vedi tanto bravetti, hanno imposto ad un bambino la rinuncia a crescere con la mamma e il papà.
                      Spesso l’hanno comprato !
                      Voglio dire, questo è uno schiavismo moderno: mi si potranno citare migliaia di casi in cui lo schiavismo nei confronti degli africani è stato condotto con affetto, ma gli esseri umano non si comprano, in sé lo schiavismo è una bruttura !
                      E nemmeno si privano i figli di chiunque, nemmeno della donna o dell’uomo più poveri del mondo, della possibilità di crescere con un papà e una mamma !
                      Possibile che tu ritieni il tuo essere donna un accidenti ininfluente sullo sviluppo di tuo figlio ?? Veramente, ma veramente, ma veramente, se tuo marito si scoprisse omosessuale, gli cederesti TUO figlio e lo faresti crescere con due maschi ???
                      Non avresti mezzo di mezzo dubbio sulla sua sana crescita psicologica ??? Io sono esterrefatta da tanta superficialità, anche se ormai è sempre più diffusa.
                      Per questo le sentinelle continuano a manifestare, per togliere le fette di prosciutto dagli occhi ti tanta gente troppo, troppo. troppo sempliciotta, soprattutto coi figli altrui.
                      Per quanto mi riguarda, sono tutti miei figli, anche i figli ceduti per denaro, cresciuti senza la carezza di una mamma, senza l’autorità di un papà, non riesco proprio a disinteressarmene.
                      Tempo fa, in un forum del corriere, una signora che la pensava come te, si lasciò scappare un moto di tristezza per una bimba, vicina di casa, che vedeva uscire tutte le mattine con due maschi in giacca e cravatta : da mamma, quale lei era, la compativa alquanto, anche se ideologicamente approvava la cosa.

                • Raider scrive:

                  Siamo punto e capo, Eli Mohr: lei prende il discorso come fosse il lembo di una tovaglia e la tira tutta da una parte, trascinando a terra posate, piatti, saliera e bicchieri.
                  Lasci perdere, ora, “io ho detto e allora, lei mi fa”: ho fatto solo qualche esempio del suo modo di parlare di quello che pensa lei delle cose che ha detto lei o che io le avrei fatto dire: ma a me, se permette, quello che lei pensa di noi uomini o delle donne come lei o dei gay che lei conosce o delle lesbiche che le risultano e infine, di cosa sia giusto intendere per bigotti e famiglie bigotte: ecco, di tutto quanto precede, mi creda, non m’importa nulla. E non perché è quello che pensa lei, ma perché si parlava d’altro: e manco a farlo apposta, non le ho nemmeno chiesto gentilmente di pronunciarsi.
                  Invece, sulle cose di cui si discuteva e su cui ero disposto a confrontarmi con lei:
                  – nozze e adozioni gay;
                  – i sentimenti e i desideri degli adulti come principi di legge prevalenti sul diritto del bambino a avere una coppia di genitori;
                  – il concetto di “normale” applicato ai (grandi) numeri delle vita sessuale gay;
                  – la cultura edonista che subordina tutto al soddisfacimento dei desideri del singolo, compreso quello di avere un bambino quando ci va e senza limiti di sesso, età e soci nell’impresa a conduzione familiare, che preleva i bambini là dove li trova;
                  – il declino/suicido demografico dell’Occidente;
                  – la pluralità delle culture;
                  ecc… Insomma, temi di non poco conto.
                  Lei, invece, fa melina a centrocampo: e poi, con un contropiede in zona Cesarini, dà a chi non la pensa come lei del ‘prevenuto.’ Sbagliando, così, dal primo fino all’ultimo rigo: perché è lei che esaurisce. L’interlocutore, non gli argomenti.
                  Quando vorrà discutere seriamente, lo faccia sapere.

                  • Eli Mohr scrive:

                    @Raider.

                    Forse non é uscita chiaramente la mia idea su quello che penso, ma volentieri riassumo per punti, come da lei sopra indicato, cosa penso:

                    -Nozze gay: Trovo importante che a due persone dello stesso sesso che decidono di passare la vita insieme, siano dati i diritti che sono dati a due persone eterosessuali, poiché anche tra queste non viene fatta distinzione se la coppia ha o no intenzione di fare dei figli in futuro, o se é sterile. Quindi sí, per quanto mi riguarda deve essere possibile che legalmente una persona possa, ad esempio, prendere aspettativa dal lavoro se il compagno ha bisogno di cure per malattie gravi (nessun notaio può stipulare questo); essere informato delle condizioni di malattia del compagno, se in terapia intensiva. Essere interpellato in caso in cui ci siano da prendere decisioni importanti ed il compagno non é in grado. Potersi occupare del funerale del proprio compagno in caso di morte.

                    -Utero in affitto: questa pratica, alla quale ricorrono sia coppie etero che coppie gay, io non la condivido. La trovo ingiusta e profondamente egoistica. Questa pratica non viene legalizzata in Italia tramite il matrimonio gay. È legale in alcuni paesi, questo é il problema. Nel momento in cui questo bambino nasce, esso é legalmente e geneticamente figlio del donatore di sperma o di ovuli, quindi rientrando in un paese europeo é legalmente difficile togliere il figlio al genitore biologico. Questo accade anche per tutte le situazioni di violenza sui minori e altri disagi famigliari: é molto difficile togliere i figli ai genitori naturali in ogni situazione non idonea, per motivi di natura legale.
                    Quindi l´utero in affitto non viene legalizzato tramite il matrimonio gay, andrebbero sensibilizzate le persone che vi ricorrono, dovrebbero mettersi una gran mano sulla coscienza. E andrebbe vietata la pratica nei paesi in cui é autorizzata.

                    -Adozione: il punto dell´adozione parte per me dal fatto che esiste, purtroppo in gran numero, la problematica dei bambini abbandonati. Se nessuno li abbandonasse non sarebbero necessarie le adozioni. Per spiegare il mio punto di vista é necessario che io spieghi la mia impostazione sulla situazione a monte del fatto se affidarli o no ad una coppia gay.
                    Per me, un bambino abbandonato é un bambino a cui padre e madre hanno negato la loro presenza. Per me quando si parla di adozione si parla di affidare una persona a qualcuno che se ne prenda cura incondizionatamente.
                    Trovo sbagliato, da parte di qualunque coppia, pretendere di essere la mamma e il papá di questo bambino, poiché di fatto mai lo saranno e prima o poi dovranno spiegarlo a questo bambino. Quindi si tratta di una contraddizione intrinseca “siamo i tuoi genitori, ma non lo siamo”. Questo crea molta confusione nella testa di un ragazzino. Per me, queste persone sono la famiglia, il riferimento, l´amore: ma non i genitori.
                    Dal momento che questa questione si pone solo quando il bambino é in grado di comprenderla solo da una certa etá in poi, il bimbo non fa distinzioni di nessun tipo, ha bisogno di cure ed affetto fino a quel momento, e naturalmente anche dopo.
                    Io trovo che queste cure ed affetto possano essere dati da molti tipi di “coppie”. Possono essere un uomo e suo padre, una donna e sua sorella, un uomo e la sua compagna, una donna e la sua compagna, un uomo e il suo compagno. Dal momento che si parla di esseri umani adulti, non ho dubbi che questi si possano occupare di un bambino, la societá é cosí fatta che le persone adulte siano in grado di provvedere per i piccoli ed occuparsene.
                    Un bambino abbandonato ha giá dei genitori (morti, alcolizzati,che non lo hanno voluto). Qualsiasi sia la causa per l´abbandono non ci si può sostituire a questi, perché é una cosa che non verrá mai cambiata, ed é per il bisogno di sentirsi chiamare papá e mamma che tante persone adottano, quando di fatto, non lo saranno mai. Quindi non ritengo che faccia alcuna differenza di quale sesso biologico siano le persone che si occupano del bambini, poiché di fatto, non saranno mai i genitori. Ma questo non é importante per il bambino, poiché amerá chi gli vorrá del bene. Infatti gli psicologi che oggi accompagnano le coppie all´adozione, sconsigliano fortemente di farsi chiamare padre e madre, poiché nel momento della “rivelazione”, questo crea grandi traumi nei babini.

                    -La mia visione sui sentimenti degli adulti, credo di averla spiegata qui sopra. Credo che sia egoistico in generale, indipendentemente dall´orientamento sessuale, voler adottare il figlio di altri in qualitá di genitori sostitutivi, poiché si é di fatto persone affidatarie.
                    L´utero in affitto per me non é una opzione contemplata.

                    -“la non normalitá del grande numero della vita sessuale gay”: Partendo dal fatto che ci basiamo su una statistica pre aids nello stato di New York, questo dato non é attuale. Credo che nel momento in cui a due persone sia “vietato” di star insieme, chi era gay in quel momento storico doveva condurre una vita di facciata e quindi la vita sessuale era l´unico confronto con questo desiderio. Non si sa chi includa questa statistica e su che numero di persone sia stata fatta, inoltre in una cittá sola. Ad ogni modo nella mia vita ho notato, che specialmente tra i ragazzi giovani, il numero di partner sessuali che riescono a rimediare é molto importante.
                    Io sono una ragazza giovane, esco spesso, vado a feste, concerti, festival ed altri eventi in cui un gran numero di giovani si ritrova a festeggiare. Posso testimoniare che più della metá dei ragazzi e delle ragazze (etero), alla fine della serata avrà un compagno per la notte. Questa non é una conseguenza della liberalizzazione delle coppie gay, ma del movimento di liberazione sessuale tra gli anni ´60 e ´70, nonché dei movimenti femministi per la liberazione della donna. I gay, da quando sono stati riconosciuti e possono andare a vivere insieme senza che vengano picchiati, si sono “avventurati” sempre di più in relazioni stabili anziché in relazioni clandestine.Processo normale. Sono sicura che personaggi come Mick Jagger abbiano avuto ben piú di 150 partner sessuali all´anno. Molti uomini andrebbero con quante piú ragazze possono se avessero piú facilitá nel farlo. Nel momento in cui si trova una persona con cui si sta bene si smette di avere altri parter. Nel momento in cui ci si renda conto che si ha una dipendenza dal sesso, vi sono gruppi di supporto per affrontare il problema, a cui molti uomini etero e gay vanno. Considerando l´enorme consumo di pornografia e prostituzione che c´é al mondo non mi sento di dire che sia un problema gay, ma un problema maschile in generale. Quindi in breve, no la totalitá dei gay, che non capisco perché deve sempre includere solo gli uomini e non anche le donne, non é sessualmente superattiva.

                    -“la cultura edonista”: In parte ho giá risposto nei punti precedenti. Penso che in molti aspetti la societá sia basata sul soddisfacimento dei bisogoni del singolo. Questo per me parte dal fatto che il sistema capitalistico ci influenza a pensare ai propri bisogni e poco in maniera sociale. Siamo poco coinvolti in attivitá sociali che portino tutti insieme, e quindi ad un sano confronto di idee-lá dove vi é uno scambio di idee le persone si possono dare influenze positive a vicenda.
                    Per quanto riguarda i bambini credo che non troppe figure principali di riferimento siano meglio, figure secondarie (nonni, zii, cugini) possono essere molte, il bambino sceglierá con quali relazionarsi piú intensamente.
                    Dire che tutti i gay vogliono fare figli, avere famiglie con 6 persone principali di riferimento, o utilizzare l´utero in affitto, é sbagliato. Non é la totalitá che dice questo, e non é neanche la maggioranza. Le “famiglie allargate” sono un concetto nato negli anni ´70 in alcune comunitá hippie, in cui vigeva anche la norma di non sapere chi fosse il padre. Non é un concetto nuovo che é stato introdotto dai gay, e che comunque non é assolutamente supportato dalla maggioranza degli omosessuali, né tantomeno “praticata”.
                    I bambini non vengono “prelevati”, almeno che lei non si riferisca all´utero in affitto.

                    -Declino demografico: Ho fatto una ricerca e statisticamente non mi risulta che la popolazione europea, non inclusi gli immigrati, sia in calo. Non é in grande crescita, ma non si parla comunque di calo.
                    Il fatto che le famiglie facciano meno figli non lo attribuisco assolutamente ai gay, ma al modello sociale, e le politiche sconvenienti per la famiglia. Un giovane della mia generazione pensa che nella vita debba: Trovare un lavoro, arrivare a uno stipendio decente, possibilmente un contratto a tempo indeterminato (nel caso della creazione di un´azienda ci vuole ancora più tempo), ecc. Quando arrivi al momento giusto hai giá 30 anni, e come donna te ne sei persi almeno 5 ottimi in cui potevi fare giá 2 bimbi e inziare a pensare al terzo a 30 anni. mettiamo che piú di 3 uno non li voglia fare (anche per ragioni fisiche), ma la media si alzerebbe giá a fra 2-3 figli a coppia, anziché 1-2 a coppia. Inoltre si mette in mezzo il fatto che la donna, giustamente, non é piú la casalinga di una volta, ma una persona con sogni, desideri e ambizioni. Per questo ho citato i paesi scandinavi, il modello sociale é strutturato in maniera tale che una donna possa avere figli e continuare a perseguire i suoi sogni personali. Ricordiamoci che i bambini non restano piccoli per sempre, ed il tasso di gravi depressioni tra le madri i cui figli se ne vanno di casa, se non hanno un altro scopo nella vita che allevarli, é altissimo.
                    In altre culture il modello sociale non dá spazio alle donne, e per cultura curarsi di poterli mantenere questi bambini, é un problema secondario. E molti religiosi ortodossi che non usano prevenzione. Ecco che si crea il problema del grande numero di orfani, figlie vendute in etá giovanissima a uomini vecchi come spose per avere i soldi per sfamare gli altri.
                    Tecnicamente secondo me non si puó dire che siamo in calo, ma in crescita piú lenta, rispetto ad una crescita che non si cura molto del benestare dei figli.
                    La maniera per tutelarsi é fare leggi piú efficaci sull´immigrazione, e avere dei piani di integrazione piú efficaci. Se un figlio di immigrati che nasce in Italia, si sentisse italiano, sarebbe giá un grandissimo passo avanti per la società. Invece ci penserá la maggioranza delle persone a ricordargli che ai loro occhi sará per sempre algerino, albanese, turco, rumeno…..

                    -La pluralitá delle culture: Penso che porti con se degli aspetti negativi inevitabili, ma non solo. Credo, ad esempio, che le leggi dei paesi europei, non siano abbastanza solide nel garantire ai cittadini la tutela della società cosí com´é. Si sente spesso dire “nei paesi arabi ci dobbiamo mettere il velo e rispettare le regole, qui vengono e fanno come vogliono”. Si può dire che questa frase é una semplificazione superficiale, e anche un po´ ignorante. Ma ammetto che il concetto di fondo é vero. Ed é giusto che agli occidentali questo dia fastidio. Qui ai bambini viene insegnato che devono rispettare il credo altrui e le regole delle case in cui sono invitati, lí, ad una maggioranza della popolazione viene insegnato che ovunque vadano devono far rispettare agli altri le proprie regole. Questa non é una buona base per emigrare in un paese. Se ci fossero delle norme piú rigide al rispetto delle nostre libertà la gente si vedrebbe costretta ad osservarle. Idem per le norme di integrazione: imparare la lingua e lavorare-ti trovi per forza in un sistema sociale con rapporti interpersonali. Va peró detto che la maggioranza di immigrati é pacifica, e un gran numero di giovani sono bene integrati e si sentono “figli di due culture”.

                    Spero di aver espresso in maniera più chiara i miei pensieri, anche se in un post veramente lungo……

                    • Raider scrive:

                      Prolissa, Eli Mohr, questo non è un problema; non esauriente, questo è un problema: problema che lei avrebbe potuto risolvere in maniera molto più stringata. Apprezzo sinceramente lo sforzo, da cui apprendo che lei è giovane, assai più di me, penso; apprezzo il suo tentativo perché, mi scusi, io non me la sento di risponderle punto per punto: sarei più prolisso di lei e penso che non servirebbe più di quanto sia servito a lei.
                      Le idee che lei esprime sono le stesse che esprimono tanti altri, con più anni di lei e con meno parole, ma non con la stessa tenacia e garbo: e sono sbagliate tutte, nessuna esclusa. Riflettono il mondo in cui se le è formate più che la sua personalità, ancora giovane e molto migliore, ne sono sicuro, di quello che lei sostiene, del restro così pacatamente. tanto da fare pensare a una persona con un’esperienza maggiore di quella che ha. Evidentemente, è un’esperienza ‘surrogata’. da letture, discorsi e quello che si respira. Siccome rispondo alle stesse questioni intervenendo su questo blog, non ci provo nemmeno a un résumè.
                      Grazie e auguri.

      • Nino scrive:

        @Raider: per quella che è la mia opinione, e premesso che io sono estremamente dubbioso (e l’ho scritto moltissime volte) sull’utero in affitto, il punto nel caso specifico non è quello. Perchè la coppia (etero) aveva fatto ricorso a quella pratica in uno stato dove essa è legale (dopodichè si può essere o meno d’accordo eticamente con questa scelta, ma questo riguarda le coscienze individuali. Se la coppia si fosse stabilita in Russia e lì avesse cresciuto il figlio non ci sarebbe stato nessun problema legale e lo stato italiano non sarebbe intervenuto.

        La coppia invece è tornata in italia e qui a dichiarato il falso. Una volta scoperti, gli è stato tolto il bambino in quanto giudicati non idonei ad allevarlo. Ma questa azione, fatta in via precauzionale, non ha portato il bambino (ancora neonato) in un’altra famiglia. Se fosse stato subito adottato credo che la corte non avrebbe avuto niente da ridire (e neanche io)

        • Raider scrive:

          Nino, il cvaso è assimilabile, analogo, mi pare, a quello delle trascrizioni dei matrimoni gay. Lei sa come la penso io e io, come la pensa lei: ero contrario a quelle smanie a finalità promozionale, sono, a maggior ragione, contrario a questo, dato che si parla di cose più serie. E che vano oltre le pur imporanti questioni procedurali, chiamiamole così perché sono stanco, sono stato a casa tutto il giorno prostrato da un’influenza devastante e ho trascorso su questo blog troppo tempo a polemizzare su più “fronti.”

          • Nino scrive:

            @Raider: io so perfettamente come la pensi, e come ho scritto più volte, è ovvio che se io penso nero e tu pensi bianco, non è possibile nessun confronto. Il confronto è possibile (secondo me) quando si va ad esaminare un caso reale e si ragiona su come un caso reale è stato gestito. Ripeto, la colpa dello stato italiano, nel caso specifico, così come stabilito dalla corte di Strasburgo, è stata di aver tolto il bambino alla coppia per porlo in una situazione peggiore (a meno che tu non consideri una casa famiglia un contesto migliore di una coppia affettuosa), e questo a discapito sì della coppia ma anche del bambino.

            Secondo me il bambino doveva essere subito affidato ad una coppia che era in lista di attesa per l’adozione (e che sarebbe stata felicissima di avere un neonato) . Credo di aver capito che questa sia la colpa principale addebitata allo stato italiano.

            (Poi, cosa c’entri con questo discorso la storia delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali stipulati all’estero proprio non lo capisco. Ragionare di un argomento alla volta non sarebbe più semplice?)

            • Raider scrive:

              Ricordavo una precedente discussione riguardo ciò che non è consentito in Italia – matrimoni gay; uteri in affitto -, ma che trova sempre sindaci a Roma o giudici a Strasburgo che trascrivono o ratificano. Non era per sviare il discorso, Nino, ma per dire come rientri in quella che, secondo me, è una strategia – di fatto, non concordata – per mettere in crisi istituti giuridici che si intende ‘superare’. Ragionavo dello stesso argomento, al di là del caso particolare: scusi se le ho creato qualche difficoltà che non volevo né pensavo di farle.
              ;

              • Eli Mohr scrive:

                Come si fa a sbloccare un post?

                • giovanna scrive:

                  Per favore , Eli Mohr, potresti palesarti come maschio o femmina ? Siccome sono abituata ad esordire con cara o caro, mi sembra stucchevole dover scrivere ogni volta caro/a !
                  Cioè, sono costretta con Filomena/o ( una simpatica femminista con barba ! con molteplici identità maschili e femminili ), ma , se possibile, vorrei evitarlo con te. Diciamo, comunque, che, per me, al 99,9 % sei una donna !
                  In quanto al post bloccato, non si sblocca : ci sono dei problemi nei commenti e , a parte la censura automatica di post con certe parole chiave, magari pubblicati in seguito dalla redazione, ci sono decine e decine di post che si perdono nel nulla !
                  Ci vuole tanta, ma tanta, ma tanta pazienza per commentare su Tempi !
                  Il tutto nasce con volgarità e beste mmie che in passato hanno invaso il sito a profusione e ora ne paghiamo tutti le conseguenze.

                  • Eli MMohr scrive:

                    ok. sono una donna, né barbuta, né femminista, né con dubbi di genere.

                    Peccato per il post, avevo risposto punto per punto alle domande di Raider ma nel pubblicarlo é scomparso, anche tu ti saresti potuta fare un´idea piú chiara su come la penso su certe cose…magari compare a breve!
                    Anche perché ora non posso riscrivere, mi dicono che pubblico troppo in fretta

                    • giovanna scrive:

                      Sì, Eli, ti è stato pubblicato !
                      Entro nel merito solo sul fatto che, secondo te, per un bambino abbandonato non sia importante crescere con una coppia uomo-donna, ma basta che ci sia qualcuno, in qualsiasi combinazione, che si occupi di lui .
                      Non so come fai a dire una cosa simile , dato che anche tu sei una figlia, anche se magari non hai ancora figli.
                      Un bambino ha una estrema necessità di crescere con entrambe le figure, materna e paterna ! E anche di sperimentare l’interazione tra il padre e la madre !Tanto è vero che le testimonianze di ex- bambini , ormai adulti, tirati su da due donne o due uomini, si appuntano proprio sulla loro estrema difficoltà di capire il maschile e il femminile, soprattutto in interazione tra loro . Se fosse vero quello che hai incautamente affermato, vorrebbe dire che il nostro essere uomo o donna è assolutamente insignificante, secondario, irrilevante. Mentre invece non è assolutamente così !
                      Ho avuto, negli anni, vari bambini in affido, i cui genitori attraversavano gravi problematiche . La cosa di cui avevano più bisogno in assoluto, più della scuola, più delle cure mediche, più della compagnia dei coetanei, era la presenza della coppia genitoriale ! Se mio marito od io eravamo assenti per lavoro, era tutto un chiedere “quando torna ” !
                      Avevano proprio il bisogno di vivere e sperimentare una stabilità e una complementarietà sessuale ! Il solo pensiero che quei bambini, con quel loro grandissimo bisogno di mamma e papà, come tutti i bambini del mondo, siano oggi affidati a due uomini o due donne, mi farebbe impazzire di dolore !
                      Meglio, mille volte meglio, una casa-famiglia: almeno rimarrebbe loro la speranza di essere inseriti un giorno in una famiglia.
                      Che poi, di famiglie che li aspettano, se ci sono le condizioni, ce ne sono in quantità ! Perché negare loro questa possibilità ? Per far contenti degli adulti centrati solo sui loro desideri ?

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Tanto più che si sa benissimo che, una volta approvato il matrimonio gay o surrogati vari, ogni norma, regolamento o prassi delineante la precedenza per le coppie eterosessuali nelle adozioni e negli affidi, verrebbe subito impugnata come discriminatoria, pertanto il passo dal matrimonio all’adozione/affido risulterebbe automatico o quasi.

                    • giovanna scrive:

                      Sempre per Eli ( scrive tanto, provo a rispondere un minimo !).
                      A proposito della supposta felicità di bambini che crescono senza la mamma o senza il papà, ( felicità che chiunque sia stato figlio amato dai genitori dovrebbe mettere in discussione ! ), senza mai sperimentarne l’interazione uomo-donna che si amano, tempo fa sui commenti apparve la testimonianza di una operatrice in una casa famiglia francese in cui erano accolte ragazze adolescenti e giovani donne che avevano tentato il suicidio : in preoccupantissima proporzione erano ragazzine cresciute in coppie lesbiche, che non avevano mai conosciuto il padre, a cui era negata persino l’esistenza di un padre !
                      Ma la provenienza di queste ragazze con gravissimo disagio psicologico era accuratamente occultata: non si poteva dire, né far sapere al mondo.
                      Se andremo avanti su questa strada , i risultati negativi ( che non possono che essere negativi per chiunque non sia superficiale ! dai ! ) si sapranno, perché in proporzione tale da non poter essere più nascosti, quando ormai sarà troppo tardi per tanti figli.

                    • giovanna scrive:

                      Per oggi è l’ultima, lo prometto !
                      Cara Eli, poi non so se tutti i gay siano come quelli che scrivono qui, ma di certo qui appaiono persone fortemente disturbate, volgari, violente, accanite sui diktat che vogliono imporre ai figli altrui, viscide ed untuose quanto mai, concentrate esclusivamente sul proprio ombelico.

                      E non mi riferisco agli omosessuali in genere, assolutamente no, ma proprio ai gay o ideologi gay che nei mesi hanno scritto qui ,persone che hanno scritto veramente di tutto e di più , ti risparmio il riassunto di robaccia che hanno vomitato, le esperienze squallide di cui si sono vantati, la loro idea bassissima di educazione , puoi farti un giro da sola : gente a cui non affiderei nemmeno il mio gatto, veramente, figurati un figlio !

                      Qui non c’è traccia dei gay perbenino che descrivi tu, manco mezza traccia.

                      E comunque, , per quanto perbenino siano gli schiavisti, lo schiavismo è orripilante e anche è orripilante privare un bambino del diritto di crescere con una mamma e un papà.

  6. Nino scrive:

    … ma di certo qui appaiono persone fortemente disturbate, volgari, violente, accanite sui diktat che vogliono imporre ai figli altrui, viscide ed untuose quanto mai, concentrate esclusivamente sul proprio ombelico …

    per una volta una affermazione sincera …

  7. Eli Mohr scrive:

    Giovanna che dire, per te i gay sono il male del mondo, e soprattuto perversi ladri di bambini. Che grande ingenuità sociale. Basare i giudizi su commenti anonimi di un sito…spero davvero che nessuno a te vicino sia mai gay, perché povera persona, non oso immaginare che brutta vita piena di intolleranza e non accettazione gli toccherebbe. Ciao e buone cose

    • Giannino Stoppani scrive:

      Come volevasi dimostrare, una volta appurata l’inefficacia la lezioncina di vivere civile scritta in perfetto stile Donna Letizia, che pare ricamata a mano sul candido sfondo dell’inesorabile palesarsi del cosiddetto “mondo migliore”, quello sembra sempre imminente ma che non arriverà mai, conviene ritirarsi in buon ordine non senza, però salutare educatamente esternando un po’ di quel sano disprezzo che i radical chic provano per gli antropologicamente inferiori.
      Eh sì, la signora Giovanna ha fatto una lunga profilassi e su di lei certi argomenti non incontrano quella passiva approvazione che, magari, t’è capitato di riscontrare tra le altre clienti del tuo parrucchiere (ovviamente gay).

    • Giannino Stoppani riveduto scrive:

      Come volevasi dimostrare, una volta appurata l’inefficacia della lezioncina di vivere civile impartita ai barbari in perfetto stile “Donna Letizia”, che pare ricamata a mano sul candido sfondo dell’inesorabile palesarsi del cosiddetto “mondo migliore” (sì, proprio quello sembra sempre imminente ma che non arriverà mai!), conviene ritirarsi in buon ordine non senza, però, salutare educatamente esternando un po’ di quel sano disprezzo che i radical chic e aspiranti tali non possono non provare per gli antropologicamente inferiori.
      Eh sì, cara signora Eli Mohr, la retrograda Giovanna, dialogando da tempo su Tempi :-), ha avuto modo di svolgere una lunga profilassi contro le vaghe lusinghe e le beate promesse del “mondo migliore” prossimo venturo e da tanti suoi interlocutori sempre presagito col braccio levato alla fra’ Cristoroforo, sicché su di lei certi argomenti non incontrano, ahimè, quella passiva approvazione che, magari, “tante fiate” t’è capitato di riscontrare tra le altre clienti del tuo acconciatore-ovviamente-gay.

  8. Eli Mohr scrive:

    Grazie, non potevi riassumere meglio in parole il mio pensiero. Però il parrucchiere, ahimè, è etero, eppure bravissimo. Questo mi disturba un po’ questa bella immagine in cui mi ero già calata…
    Continuerò a credere che i gay sono persone normali, basandomi su queste assurde relazioni interpersonali con persone reali. Sono accecata dall’ignoranza.

  9. Eli Mohr scrive:

    Ah, è la mia l’ignoranza, che non si fraintenda di nuovo :)

    • Giannino Stoppani scrive:

      Ma cara, nessuno nutre il minimo dubbio che tu continuerai a considerare “normali”, ma nel senso di “ordinari”, gli omosessuali, visto che di essi, come di tutto il resto dell’umanità, in realtà non te ne frega più di tanto.
      A meno che, come dal parrucchiere mentre attendi che il colore faccia presa, non ti si pari davanti l’occasione per spappagallare il fervorino allineato e coperto con la vulgata più “à la page” tipico di chi, avendo a cuore la mera sorte del proprio ombelico, chiacchiera solo per compiacere se stesso dell’approvazione generale dei benpensanti.
      La differenza tra te e la signora Giovanna risiede tutta qui: tu consideri “normali” quelli che lei considera “fratelli”.
      P.S.: è ora che anche il tuo parrucchiere si decida a fare “outing”.

  10. Eli Mohr scrive:

    un bacione a tutti i fratelli

  11. Micus scrive:

    Si dice che un figlio di una coppia eterosessuale sia più incline a diventare omosessuale a causa di un difficile o assente rapporto affettivo con il padre.
    Domanda: ma se un figlio che cresce in in una coppia omosessuale, con due padri, e riceve un grande affetto da entrambi allora significa che diventerà un eterosessuale sciupafemmine omofobo?

  12. Micus scrive:

    Si dice che un figlio di una coppia eterosessuale sia più incline a diventare omosessuale a causa di un difficile o assente rapporto affettivo con il padre. Ma se un figlio che cresce in in una coppia omosessuale, con due padri, e riceve un grande affetto da entrambi allora significa che diventerà un eterosessuale sciupafemmine omofobo?

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