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«Non bisogna restare incinta». La nuova campagna di propaganda nelle scuole del governo Hollande

giugno 19, 2014 Leone Grotti

Una mostra sponsorizzata dal ministero dei Diritti delle donne, sotto il titolo “Cambiamo la mentalità”, invita le giovani ad avere paura della maternità

francia-maternità-governo-hollande-diritti-donne1Non bastava la diffusione dell’ideologia del gender nelle scuole francesi, che il governo ha promosso quest’anno attraverso il programma ABCD dell’uguaglianza con lo scopo di «decostruire gli stereotipi di genere». Ora ci si mette pure il ministero dei Diritti delle donne a inculcare nuove idee di presunta civiltà e parità agli alunni.

NON RESTARE INCINTA. Così in una scuola di Tolosa è stata allestita una mostra che con simpatici disegni invita le ragazze ad essere spaventate dalla maternità. Due disegni presenti nella mostra, pubblicati sul blog VigiGender, sotto il titolo “Cambiamo la mentalità” vanno in questa direzione.
Il primo mostra una ragazza alla guida di un aereo, in procinto di precipitare, che afferma: «Non bisogna cadere… incinta», sfruttando un gioco di parole con il verbo “tombe”, che in francese significa “cadere” ma viene usato anche per dire “restare incinta”.

francia-maternità-governo-hollande-diritti-donne«INVENTARE L’UOMO INCINTA». Il secondo ritrae due donne tra alambicchi ed esperimenti scientifici. La prima dice: «Per fare carriera c’è una sola soluzione: inventare l’uomo incinta». E la seconda che risponde: «C’è ancora del lavoro da fare». Come a indicare che la maternità è qualcosa da evitare perché potrebbe ostacolare la carriera lavorativa.
Questa nuova campagna finirà come quella sull’ideologia di genere, giudicata dallo stesso ministero dell’Educazione un flop?

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13 Commenti

  1. Orazio Pecci says:

    Quando i pubblicitari tuoi amici sono di questo calibro, che bisogno hai di nemici?
    Un po’ come la pubblicità di “Gianni-che-non-è-solo-il-mio-coinquilino” Findus: talmente “omofila” da cadere nel contrario (se appartenessi al target che si ripropone di ingraziarsi mi offenderei a morte per l’oltraggio alle mie capacità culinarie …)

  2. filomena says:

    Vorrei capire che cosa c’è di sbagliato a pianificare la maternità al momento giusto
    E’una cosa che torna a vantaggio non solo alle donne e più in generale ai genitori che lo fanno quando si sentono pronti,a anche a vantaggio dei figli che sono desiderati e amati. Se non sei in grado di badare nemmeno a te stesso non hai nulla da dare neanche ad un figlio che dipende totalmente da te. Essere indipendenti economicamente poi significa dare un futuro anche ai figli oltre alla realizzazione dei propri obiettivi personali e professionali. Insegnare queste cose significa responsabilizzare i giovani e in particolare le donne che sono di fatto le protagoniste della maternità.
    Perché bisogna necessariamente vedervi delle cose negative? A meno che non si intenda il ruolo genitoriale in maniera assolutamente passiva rispetto agli eventi in balia di una volontà che non dipende dalle persone. Ma non voglio neppure credere che questo alla fine sia il messaggio da trasmettere ai giovani.

    • Valeria says:

      Se il messaggio della campagna fosse “se non sei pronta ad avere affrontare le conseguenze delle tue azioni, nello specifico la gravidanza, allora no dovresti andare a letto con il tuo prossimo” la cosa andrebbe anche bene, il problema é che gli slogan del governo Hollande sono “si al sesso, con chiunque, quando è dove vuoi. E se poi rimani incinta, vai pure ad abortire per sottrarti alle tue responsabilità” e allora la cosa non va.

      • filomena says:

        Forse magari esiste la contraccezione per evitare le gravidanze e la formazione su questi temi è fondamentale se vuoi responaabilizzare i giovani.

  3. Nino says:

    a me sembra una ottima campagna per invitare ad una maternità consapevole. E che la maternità ostacoli la carriera lavorativa delle donne è un crudo dato di fatto.

    • Cisco says:

      Nino, se è per questo anche la carriera ostacola la maternità delle donne …

      • Nino says:

        e non sarebbe invece molto più giusto che entrambe le cose non avvenissero? Ovvero che la società fosse organizzata in modo tale da riconoscere il ruolo centrale della donna e non “improrle” di scegliere?

  4. Tommasodaquino says:

    Ringraziamo il club di Roma

    • Hector Hammond says:

      Assieme ad altri dirigono le nostre vite e spandono teorie, modi di vivere anticristiani.Ma deunciare queste cose è da retrogradi o peggio.

  5. Giannino Stoppani says:

    I trollonzi che trasecolano e scuotendo il vacuo ceppicone si domandano cosa ci sia di sbagliato in una siffatta campagna, per trovare agile risposta al loro rovello basta che riattivino le funzioni cerebrali e si immaginino le loro reazioni a una campagna contro la diffusione dell’AIDS in cui a tale malattia si prospetti come rimedio la sola astinenza sessuale.

    • Nino says:

      a parte il fatto che l’AIDS è una malattia e quindi su di essa non c’è dubbio che sia un male, mentre la maternità è un bene che però troppo spesso oggi fa cadere oneri (ma non onori) sulle spalle delle donne, una campagna contro l’AIDS non direbbe mai (così come questa campagna non dice) che l’unica soluzione è l’astinenza. Esistono tanti modi per limitare il rischio di contrarre l’AIDS (che certo non è una cosa voluta) esattamente come ne esistono per evitare una gravidanza indesiderata e/o inopportuna.

      Poi ovvio che in entrambi i casi il modo migliore per prevenire è la castità, ma può essere un metodo che qualcuno considera troppo oneroso. Ma siamo OT

  6. Raider says:

    Scusate, ma m.siEur Holland, lalalà, ha una reputazione e un brand da difendere, lui è progressista, lui è socialista dernier cri, no al plus-valore sì all’H-plus, che gliena frega di calo delle nascite quando le nascite sono il prodotto tipico di quel focolaio/focolare permanentemente accesso della reazione in agguato che è la famiglia tradizionale! La campagna dissuasiva è diretta a quelle teste bacate di giovani, devono capire che non tocca a loro mettere al mondo bambini, né ora, che fanno tutto senza pensarci,
    e senza un briciolo di esperienza; né dopo, quando l’esperienza di cui saranno saturi gli avrà insegnato che la riproduzione sessale riguarda solo vecchi pensionati ricchi e e rimbambiti e coppie gay che devono raccattare in giro quello che gli serve.
    Senza calo delle nascite, del resto, come fa, l’Ue, a importare qualche centinaio di milioni di nuovi europei dall’Africa, dall’Asia e dai Paesi arabi? Chiaro che tutto è collegato, tout se tient! Hollande, che sta riducendo la grandEur a una miniatura in cui stipare disoccupati, banlieu e Chanel n° 5, non può fare altro che quello che può… Sbaraccare tutto quello che all’Ue non interessa neppure come rifiuto tossico. E il primo fra tutti – chi non lo sa? – è il proletariato! Lo slogan del socialismo del XXI secolo, con Marx e Malthus uniti nella lotta a Max More per conto dell’aristocrazia globalista transumanista, è: proletari di tutto il mondo, sparite!

    • Raider says:

      Max More è uno dei principali teorici del Transumanesimo o Transhumanismo (H-plus è una delle sigle del movimento/linea di pensiero): e perciò, Marx e Malthus sono uniti nella lotta non a Max More, ma come suoi gregari al servizio delle élite mondaliste.

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