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Non abbiamo altro nemico se non la menzogna, continuiamo a vegliare

novembre 29, 2014 Sentinelle in Piedi

Il caso tedesco, la professoressa di Moncalieri, l’aggressione a Trieste. Un’opinione può essere violenta? Chi ha ancora a cuore la libertà di espressione?

La resistenza delle Sentinelle in Piedi non si ferma e ogni giorno la cronaca ci racconta di quanto la libertà di espressione sia sempre più a rischio nella nostra società.

In Germania, per esempio, due coniugi sono finiti in carcere per non aver mandato la propria figlia a lezioni di educazione sessuale a scuola, lezioni cui la stessa bambina non voleva più partecipare per il disagio che aveva provato di fronte a immagini sessuali esplicite. In Italia una professoressa ha subito 25 giorni di linciaggio mediatico, con relative conseguenze sulla sua vita privata e professionale, per aver espresso le sue opinioni sull’omosessualità all’interno di un dibattito. Ancora una volta il silenzio delle Sentinelle in Piedi è stato deriso, aggredito, offeso.

È accaduto lo scorso sabato a Trieste. Mentre la veglia, regolarmente comunicata alla Questura, era in corso con l’ormai conosciuto stile silenzioso e pacifico – in piedi, a distanza di un metro l’uno dall’altro, leggendo un libro – un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione nella veglia, prendendo a calci candele e volantini, offendendo i veglianti, aggredendo non solo a parole la polizia intervenuta per abbassare la tensione. 15 in tutto le persone denunciate, da quanto si è appreso per la maggior parte anarchici, giovani dei centri sociali e attivisti Lgbt.

Di fronte a questo ennesimo episodio di violenza le Sentinelle in Piedi ancora una volta hanno risposto con il silenzio sereno e fermo di chi è cosciente di vegliare anche per chi ci contesta. Ribadiamo che noi non abbiamo altro nemico se non la menzogna, per questo rifiutiamo ogni tipo di linguaggio che riduce le persone al proprio orientamento sessuale: “gay”, “eterosessuali”, “omosessuali” sono infatti termini fuorvianti, poiché servono solo a far dimenticare il valore infinito di ogni persona.

Quanto accaduto ci porta ancora una volta a ribadire l’importanza della nostra testimonianza, e l’inequivocabile portata liberticida del ddl Scalfarotto, che pretende di punire i cosiddetti “omofobi” senza spiegare cosa sia l’omofobia. Per questo il silenzio delle Sentinelle in Piedi viene tacciato di odio di matrice omofoba. Ma il silenzio può essere omofobo? Un’opinione può essere violenta? Chi ha ancora a cuore la libertà di espressione? E perché a Trieste la polizia non ha garantito la libertà di vegliare nonostante l’evento fosse stato preventivamente comunicato?

Non possiamo far finta di niente di fronte a tutto questo, non possiamo rimanere inermi di fronte all’annuncio di un progetto di legge sulle unioni civili che, ricalcando il modello tedesco, intende equiparare le unioni al matrimonio in tutto e per tutto, adozione compresa, o di fronte ad una magistratura che introduce a colpi di sentenze la “produzione” di bambini da parte di coppie di persone anche dello stesso sesso, non possiamo accettare che i sindaci italiani trascrivano unioni matrimoniali contratte all’estero come se fossero legalmente valide.

Per questo le Sentinelle in Piedi vegliano nelle piazze: innanzitutto per rendere l’uomo libero già ora dal pensiero unico, per emanciparlo dall’inganno. Solo di conseguenza la nostra è un’azione politica. Siamo fermamente convinti che una coscienza irriducibile a ogni omologazione e menzogna potrà cambiare la logica di un potere che anziché servire l’uomo cerca di controllarlo.

Il calendario delle prossime veglie prevede:

Sabato 29 novembre: Caserta via Mazzini ore 19.00

Domenica 30 novembre: Lamezia Terme (CZ) corso Nicotera ore 11.00

Sabato 6 dicembre: Piacenza piazza Duomo ore 16.00

Sabato 13 dicembre:

  • Bolzano in Via dell’Isarco (di fronte al Duomo) ore 10.30;
  • Udine in piazza San Giacomo ore 15.00;
  • La Spezia in piazza del Bastione ore 16.00;
  • Forlì in piazza Saffi ore 16.00;
  • Brescia in piazza Paolo VI (Duomo) ore 17.00;
  • Milano (orario e piazza da definire)
  • Rieti (orario e piazza da definire)

Domenica 21 dicembre: Verona in piazza Brá ore 17.30

Se anche tu hai a cuore la libertà veglia con noi!

Sentinelle in Piedi

Info@sentinelleinpiedi.it

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20 Commenti

  1. Toni scrive:

    Sinceramente devo dirti che per me ti hanno rimosso non per la domanda , ma (giustamente) per l’indirizzo che hai aggiunto (che c’entrava poco con la domanda).

  2. Enrico scrive:

    Non mi piace andare in piazza, apparire.
    Ma è arrivato il momento di farlo e il 13 a Milano voglio esserci anch’io.

  3. Filomena scrive:

    Toni mettiamola così: coordinare manifestazioni in molte città ha un costo in termini di organizzazione. Mi piacerebbe sapere da dove saltano fuori le risorse per fare questo tipo di attività.

    • Raider scrive:

      Hanno un costo anche le manifestazioni delle Femen e i troll pagati dagli eurocrati in viste delle ultime europee e soprattutto, le campagne di promozione del genderismo, che può contare, comunque, sul vasto e articolato sostegno attivo di singoli e gruppi in determinati ambienti, come lo star-system e l’industria culturale. E’ così che in film – made in Hollywood: ma non solo -, telefilm, soap-opera, talk-show e pubblicità vediamo prese di posizione a favore dei gay che non è infondato ritenere siano così spontanee, ma costituiscano una sorta di pedaggio per accedere al dorato mondo del glamour mediatico e del successo patinato di immagini da copertina e foderato di denaro contante.
      Se i gay-LGBT-gender riescono a convincere potenti tycoon dell’industria a fare autodafè e a trasformare le loro attività in gruppi di mobilitazione gay-friendly, è più che logico – a titolo di esempio – che una ragazza che ha vinto l’ultima edizione di “Amici”, mi pare o di un analogo talent-show (come “X Factor”), senta la necessità ovvero sia convinta a restare alla ribalta mettendo in musica e rilasciando dichiarazioni contro l’omofobia – cioè, contro chi non vuole nozze e adozioni gay. Atro che “chi paga!” Le Sentinelle manifesatno nella propria città, a chilometro zero e a costo vicinissimo allo zero, in termini di contabilità.
      Piuttosto, si vorrebbe sapere: come mai certi sospetti alle pasionarie genderiste vengono in mente solo in questo caso e non quando sarebbero più lecito porsi le stesse domande a proposito di inizaitive e campagne-promozioali di segno opposto? Quali che siano le risposte nel libro-mastro,
      W LE SENTINELLE IN PIEDI!

      • filomena scrive:

        La mia era una curiosità che vale per tutti e che si potrebbe inserire in un contesto di trasparenza. In questo articolo si parla di sentinelle non delle femen o altro quindi la domanda è pertinente. Inoltre dei sostenitori di altri movimenti che combattono l’omofobia mi sembra che a torto o a ragione qui a Tempi se ne sia parlato in largo e in lungo ma non del reperimento di risorse per l’attività delle sentinelle. Se la cosa è così trasparente perché non parlarne come si fa con gli altri movimenti?

        • Raider scrive:

          Quando si dice l’ipocrisia, eh?, piccola Filomena e altre tre o quattro in supplemento (tanti saluti a Elena, Lena, LeNa, Leena: di addio, mi raccomando!). Nell’articolo, non si parla neanche di finanziamenti alle Sentinelle In Piedi, volontari a chilometro zero che non consumano nemmeno la suola delle scarpe. Dalla (mancata quanto) tempestiva risposta non si desumono appunti specifici: la trasparenza riguarderebbe cosa: trasferte, diarie, vitto, alloggio, carriera, libri in comodato d’uso… Niente. Una cosa, questa dei finanziamenti, buttata là, senza motivo, tanto per fare polemica, tanto per lanciare sospetti e nascondere ipocritamente le intenzioni, così palesi, però: e però, totalmente gratuite..
          D’altonde, se si tira fuori il vil denaro, allora, sarà lecito porsi la domanda anche per altri gruppi e movimenti, inutile dire quanto spontanei e se in rigorosa austerity. Se non lo si fa, se non ci si pone le domande d’obbligo o lecite, a questo punto, si potrebbe approfittare delle questioni poste da altri per cercare di rispondere. Invece, si svicola. A piedi, non so quanto in piedi, verso la prima uscita dalle chiacchiere aperte con tanta disinvoltura sul conto – e i conti – degli altri.

        • Hiroito Akkaka scrive:

          Chissà a quanti milioni di euro ammontano le ingenti spese organizzative delle sentinelle in piedi: palco con sistemi di amplificazione e illuminazione, schermo gigante, servizio d’ordine in cui son reclutati i più feroci security contractors sulla piazza, volantinaggio aereo effettuato dalle frecce tricolori…
          Come?!
          Sono solo persone che si mettono d’accordo su internet per trovarsi a una certa ora su una certa piazza a leggere un libro?
          Ah, ecco come si distingue facilmente una “curiosità” da una bassa insinuazione da quattro soldi.

        • Raider scrive:

          Ho risposto un po’ di tempo a fa a Filomena e alle -ena di contorno, ma il post non si legge ancora.

        • Toni scrive:

          Lo vedi Filomena, le tue sono curiosità che possono apparire legittime, purtroppo soffrono della sindrome (o “trasparenza”) a “senso unico” che gettano ambre sul tuo senso di onestà intellettuale. Per esempio, non ti ho mai sentito chiedere come mai la bellezza di 278 aziende di portata planetaria (si parla di Fb, la mela morsicata, Amazin …giusto per dirne qualcuno ) hanno sottoscritto il ” 278 Employers file amicus brief in SCOTUS DOMA Case in support of marriage equality” ? Per simpatia? Per filantropia? oppure perché come disse un tizio (e vediamo fino a che punto la curiosità ti spinge a scoprire chi è) ” è una questione di diritti civili, ma anche di business” ?

          Sulle Sentinelle cosa sospetti di terribile ed occulto?

        • Raider scrive:

          Provo a ridigitare la risposta che la Redazione non fa passare:
          Quando si dice l’ipocrisia, piccola Filofemen con tutte le -ena di scorta (chissà che fine hanno fatto le varie Elena, Lena, LeNa, LEna, Leena: se passa davanto allo specchio, tanti saluti, d’addio, mi raccomando!) Nell’articolo nonn si parla della Femen, ma non si parla neppure di finanziamenti, a parlarne è lei e quindi, se allarga il discorso al lato pecuniario, le viene risposto che,. sì, le Sentinelle In PIedi sono volontari a chilometro zero che non consumano nemmeno la suola delle scarpe, ma lo stesso discorso andrebbe fatto per le note mercenarie che si spogliano e urlano a pagamento e si muovono secondo una strategia decisa da chi gli passa il salario.
          D’altronde, non è questione solo di manifestazioni e toru promozionali: nel mondo dell’infotainment, talsk-show, film e serial, non solo hollywoodiani, le parole d’ordine sono quelle di un’azione sistematica di persausione palese e occulta di nozze e matrimoni gay (e multiculturalismo e società multietnica dai risvolti ridicoli: divinità del Walhalla e vichinghi sub-sahariani cioè, negri, mondo ellenico e romano con musiche di sottofondo da suk, crociati di pelle nera che tornano in Inghilterra dalla Terra Santa: e queste assurdità hanno, spesso e volentieri, un fil rouge: una robusta venatura anti-cristiana – ah, nessun sacedote o vescovo è mai alrro che cscasico, mi pare si dica e non a caso, per non pronunciare la vituperevole parola “bianco”).
          Tutto va fatto per tenere alta l’attenzione fra pubblicità, dibattiti pilotati, baci lesbici in diretta, vincitrici di talent-show, “Amici” o “X factor”,. che, per restare alla ribalta e avere accesso al paradiso di immagini pationate e foderato di banconote, si mettono a canatre di amori gay e rilasciano dichiarazioni contro l’omofobia ovvero contro chi non vuole né adozioni n matriomoni gay. In tal modo, si dà l’impressione di un mutamento generale di opinioni che non c’è e si prepara il terreno ai ddl Scalfar8.
          Perché non ci si chiede nulla riguardo tutto questo, se ne parli o meno in questo articolo? Se si riesce a imporre autodafé politicamente corretti a imprenditori di successo che trasformano le loro aziende in centri di promozione e di attività a tempo pieno pro-gender, è chiaro che il gioco riuscirà molto più facile con chi non conta nulla o è in cerca di visibilità e popolarità. Facile con tutti o quasi: ma non su “Tempi.it.” O la Filofemen pensa che anche noi siamo stipendiati per il piacere di dire la nostra dove questo ci è ancora consentito? Noi siamo di sentinella qui: e non certo per farci tacitare dalle -ena che si illudono di potere vincere a man bassa. Se la partita fosse a armi pari, nei media e in politica, l’agenda gay non avrebbe alcuna speranza di spuntarla e Scalfar8 penserebbe a ddl a rifarsi una vita, invece di cercare di rovinarla al prossimo con ddl liberticidi.

    • beppe scrive:

      BRAVA FILOMENa, mi piace questo tuo sussulto alla gabanelli. chissà chi c’è dietro e soprattutto sotto – indaghi scalfarotto . forse , finiti i soldi della cia, staranno arrivando i rubli di putin. quelli dei centri sociali invece possono stare tranquilli …vero? ma non ti vergogni o ti pagano per il tempo che stai alla tastiera?

    • Toni scrive:

      @ Filomena

      io invece credo che dovresti avere una ben altra priorità di domande. Domande che vanno da finanziamenti da parte di veri e propri colossi mondiali, ad una ingombrante esposizione mediatica (star tv, star cinema, star musica, notizie farlocche nei giornali, pseudo studi scientifici, programmi, fiction, sit-comedy ….ecc) …. un Truman Show …. che tu chiami, senza il minimo rossore, democratico e civile.

      Non so chi finanzia questa “terribile” macchina organizzativa delle Sentinelle…. chiunque lo fa …. fa bene.
      Meritano di più questii uomini coraggiosi.

      PS: interventi “ostinati” come questo che hai fatto in questa discussione, dice molto di te che passi la vita ad accusare i cattolici di obbedire a “principi ” … “verità rivelate” , quando tu manifesti una subalternità molto più a buon mercato.

      • Toni scrive:

        Perdona la svista … quando ti invito a fare altre domande a te stessa è riferito circa alla sponsorizzazione dei gai .

  4. Donma scrive:

    Le manifestazioni delle Sentinelle in Piedi sono autofinanziate dai partecipanti. Si attua una colletta a fine manifestazione. Attenzione: potremo essere denunciati per questo!

  5. Toni scrive:

    Come mai questa curiosità?

  6. viccrep scrive:

    La libertà

  7. Toni scrive:

    Ma possiamo discuterne insieme ugualmente, e vediamo se i monelloni di Tempi cancellano la nostra conversazione.

  8. D.Ph kissinger scrive:

    Filomena me cosa ti importa i soldi da dove vengono. Da dove vengono vengono i soldi sono sempre buoni. E poi che soldi ci vogliono per accordarsi e fare un flash mob. Lasciate in pace le sentinelle. Fatele leggere in pace. Hanno bisogno di studio e raccoglimento. Sono solo persone che hanno bisogno di più tempo per capire.

  9. Tu quando scrive:

    Tu quando partecipi? Così inizi a capire… qualcosa.

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