Scusate la lunga pausa, dovuta soprattutto al fatto che il sito di Tempi era sottoposto a lifting informatico. C'eravamo lasciati poco prima di Natale con la mia semiseria accorata lettera da Copenaghen, dove stava fallendo (almeno dal punto di vista degli organizzatori) il Cop15, la Conferenza Onu sui mutamenti climatici. Come ho accennato su Tempi, Copenaghen è stato un fallimento politico storico per l'ideologia ambientalista, ma un trionfo dal punto di vista dell'egemonia culturale. Di più: a Copenaghen ho visto i prodromi della nuova religione dell'umanità per il XXI secolo (secolo II dell'era ecologista), che sarà appunto centrata sul culto della Natura così come gli ecologisti la concepiscono e sui precetti che ne derivano.
Ogni nuova religione mette in cattiva luce quelle che trova già presenti, e gli ambientalisti non sfuggono alla regola. Sul sito internazionale di Greenpeace ho scovato un testo che attacca frontalmente Sant'Agostino accusandolo di avere "razionalizzato la guerra e la tortura per i suoi boss nella nuova religione di Stato romana". Per quale motivo? Per un brano dellla Città di Dio: "Ci sono molte cose vere che non è utile che il popolo sappia, e ci sono certe cose che, benchè siano false, tuttavia è utile che la gente le creda". Agostino sarebbe un cinico e un servo del potere per aver scritto questo. Peccato che stesse semplicemente spiegando il pensiero di Marco Terenzio Varrone, che nelle pagine successiva confuta. Quelli di Greenpeace hanno troppa fretta di prendere il posto del cristianesimo per permettersi di essere onesti quando lo criticano.
Per molte questioni, in realtà, la frase andrebbe applicata a loro. Ieri ero a Londra e dai giornali ho appreso che Greenpeace sta acquistando un terreno nei pressi dell'aeroporto di Heathrow per impedire che venga costruita la terza pista dell'aeroporto. L'azione viene descritta come "the next frontline in the fight against climate change", il nuovo fronte nella lotta ai cambiamenti climatici. Cioè: noi compriamo la terra, ne suddividiamo la proprietà fra 60 mila sostenitori per rendere amministrativamente impossibile l'esproprio in tempi certi, la terza pista non si fa, volano e atterrano meno aerei, viene emessa meno CO2 e quindi il clima non viene alterato. Ma cosa succede al cervello di certi ambientalisti? Non riescono a immaginare che se la domanda di voli su Londra aumenta saranno ampliati gli altri quattro aeroporti della regione (City Airport, Gatwick, Stansted, Luton)? Oppure ci saranno più voli sulle piste già esistenti, in condizioni di sicurezza peggiori di quelle attuali (grazie a loro)? Secondo me lo sanno benissimo, ma hanno bisogno comunque di una causa "concreta" per eccitare i propri seguaci e attirarne dei nuovi. Sanno che quel che dicono è falso, ma è utile alla causa. Come diceva Agostino citando Varrone , "Ci sono molte cose vere che non è utile che il popolo sappia, e ci sono certe cose che, benchè siano false, tuttavia è utile che la gente le creda".