tempi.Rodolfo Casadei Mercoledì 17 Marzo 2010 

 

Obama in Cina, di male in peggio

Postato il 17 Nov 2009 da Rodolfo Casadei

Tutte le volte che Obama pronuncia un importante discorso a livello internazionale la grande stampa europea e americana liberal si esalta, a me invece cascano le braccia mentre vengo invaso da un sentimento di sconforto. D'accordo, G.W. Bush ha fallito su quasi tutta la linea e gli Usa non hanno più nè i mezzi nè la voglia per fare i duri nelle varie aree di crisi; d'accordo, anche volendo gli Usa non potrebbero più ricoprire il ruolo dell'egemone incontrastato nel sistema internazionale, e hanno sbagliato dopo la fine della Guerra fredda a non cercare una riforma della governance mondiale che riconoscesse uno spazio e un compito di prestigio anche ad altri paesi. Adesso hanno troppi debiti, troppa crisi economica, troppi morti in Iraq e Afghanistan per continuare a fare gli sceriffi del mondo come prima. D'accordo, ma c'è modo e modo di gestire un declino, che diamine! Dopo la legittimazione dell'islam politico integralista volto al Califfato universale, che Obama ha espresso col suo discorso del Cairo (vedi relativo post), è arrivato anche il passaggio dello scettro del primato alla Cina comunista. Dite che esagero? E secondo voi come hanno inteso i cinesi, e non solo quelli che reggono il governo del paese, la dichiarazione di Obama a Shanghai "Ci auguriamo che la Cina sia un membro forte, prospero e di successo della comunità delle nazioni"? D'accordo per il "prospero" e per il "di successo", ma che bisogno c'era di augurarsi e promuovere una Cina "forte"? La Cina è un sistema totalitario che nega i diritti degli individui. Come ci si può augurare che divenga "forte" senza prima rinunciare a tale sistema?  Come si può pensare che userà la sua forza in modo benefico e pacifico?

Non sono mai stato in Cina ma conosco molti missionari cristiani che ci sono stati in passato o riescono anche oggi ad entrarvi. I cinesi sono, oggi come 100-150 anni fa, dei grandissimi sciovinisti, convinti dell'assoluta superiorità della propria cultura e della propria tradizione storica. Nei loro libri di scuola si insegna agli studenti che tutte le grandi scoperte e le grandi invenzioni sono attribuibili al popolo cinese. Non ridete: il cinese medio è convinto che a scoprire l'America è stato un cinese e non Cristoforo Colombo, che a inventare polvere da sparo, bussola, stampa, telefono, computer e qualunque altra cosa vi venga in mente sono stati i cinesi e non gli europei o gli americani. Ora, andare a dire a gente di questo carattere "vi vogliamo forti, vi vogliamo potenti", ha lo stesso impatto psicologico che avrebbe avuto un presidente americano che avesse visitato la Germania di Hitler proclamando: "ci auguriamo un futuro di successo e di forza crescente per il popolo tedesco".

Chiunque abbia negoziato con le autorità cinesi sa che per ottenere qualcosa da loro bisogna battere i pugni sul tavolo e minacciare rappresaglie. Bisogna chiedere dieci per ottenere due. Obama è andato lì coi soliti sorrisi e la solita arrendevolezza, infatti è uscito facendo propria la linea cinese sulla conferenza di Copenaghen: i paesi industrializzati devono prendere impegni formali per la riduzione delle emissioni di Co2, la Cina (che è il più grande produttore di Co2 al mondo) non deve prendere nessun impegno vincolante. Uno che fa così non è più il leader del vecchio "mondo libero". E mi chiedo dove ci porterà uno così, con altri tre anni di presidenza davanti a sè. Meglio non pensarci.

i vostri.commenti
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Inserito da edwin il 16 Febbraio 2010 - 1:13pm

In the world follow each other's signs of a weakening of economic recession in the second quarter of this year in the United States colocation server hosting, the epicenter of the crisis, GDP fell by 1 percent over the previous quarter, a rate cheap windows hosting lower than expected and the pace the previous quarter (-5.5%) in the two major countries of the continent, France and Germany, as well as in Greece and Portugal cheap coldfusion hosting, there was a small but significant recovery in production (+0.3 %), in Japan, a country deeply affected by the crisis for the very large weight of manufacturing industry in the generation of income cheap asp hosting, the progress was slightly higher (+0.9%), in India and China, for which there is can speak of a crisis because there was only a deceleration in the rate of development, GDP growth is again accelerating.

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Rodolfo Casadei

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