tempi.Rodolfo Casadei Lunedì 15 Marzo 2010 

 

Ricci-Lerner 4 a 0 (le donne nude in tivù non le ha inventate Berlusconi)

Postato il 02 Ott 2009 da Rodolfo Casadei

Avete visto ieri sera "Striscia la notizia?". Due giorni prima, all'"Infedele", un accigliato Lerner aveva puntato il dito contro Antonio Ricci, indicato come l'anima nera dietro alla mercificazione televisiva della donna che le tivù di Berlusconi avrebbero introdotto in Italia. Dalle ragazze di Drive-In alle Veline di Striscia la notizia, il "Dante Alighieri" del berlusconismo inteso come riduzione della donna a oggetto del divertimento visivo del maschio sarebbe proprio il tanto osannato quanto temuto Ricci. Mal gliene è incolto, al povero Gad. Ieri sera "Striscia la notizia" ha proposto vecchissimi filmati di varietà con donnine a seno scoperto che spaziavano dalla Rai a molte tivù locali, ben prima che Berlusconi-Ricci inventassero Drive-In; ha sbugiardato gli autori di "Videocracy" laddove attribuiscono a una tivù locale dell'impero berlusconiano il primo strip-tease televisivo-casereccio in Italia; infine ha trafitto Lerner che sul settimanale Vanity Fair fa l'apologia della rinuncia alla chirurgia estetica mentre nella pagina a fianco fa mostra di sè una pubblicità antirughe (e non è certo questa l'unica cosa che si potrebbe rinfacciare a Vanity Fair su chirurgia estetica e presenza femminile nelle pubblicità). Vi ricordate la guerra lampo dell'estate scorsa fra Russia e Georgia? Beh, l'impressione è stata la stessa: Saakashvili ha dato l'assalto all'Ossezia del sud per liberarla, e l'esercito russo per poco non è andato a prenderlo per il bavero a Tbilisi; allo stesso modo Lerner è partito lancia in resta contro Ricci, e quello lo ha spianato. Se sei la Georgia, è meglio che tu non attacchi la Russia; se sei Lerner, non molestare Ricci che, televisivamente parlando, ti sovrasta. Ma considero questo scontro impari benvenuto non solo per il divertimento che reca a noi spettatori, ma perché contribuisce a sgombrare il campo da un incredibile equivoco, che può prendere corpo solo su una scena pubblica come quella italiana, dominata dalla paranoia antiberlusconiana. Solo un riflesso paranoico (oppure la malafede) può alimentare la convinzione che la reificazione televisiva della donna sia il frutto di un'egemonia culturale berlusconiana realizzata attraverso la televisione. Scambiare uno dei tanti sintomi per la causa della malattia fa perdere fiducia nell'intelligenza (o nella buona fede) di chi diffonde tali corbellerie. E' vero che varietà come quelli italiani, con prosperose giovani scosciatissime, si vedono solo da noi. Ma posso testimoniare che sulle tivù tedesche e spagnole è possibile vedere in chiaro film pornografici (veramente pornografici) nello stesso orario in cui da noi si guarda "Porta a porta". Dunque? Lerner non lo vorrà sentire, ma la reificazione televisiva della donna è uno dei sottoprodotti della liberazione sessuale di sessantottina memoria e di quello che Fabrice Hadjadj (trovate il mio colloquio-intervista con lui nel corrente numero di Tempi, e fra qualche giorno anche online) chiama il "femminismo fallico", cioè il femminismo che mima il maschilismo. Che la liberazione sessuale fosse funzionale ad alimentare il consumismo borghese del sesso l'ha capito e l'ha detto Pier Paolo Pasolini già 35 anni fa (vedi la sua "abiura" della sua Trilogia: Decamerone, Le Mille e una Notte e Racconti di Canterbury). Ed è ovvio che se la natura stessa della sessualità femminile, fatta di accoglienza e fecondità, viene negata dalle donne in nome della corsa al potere e della necessità di evitare la maternità per poter fare tale corsa, la visione rapace e predatoria del sesso femminile continuerà a dominare. Se la donna smette di essere donna per essere una caricatura di maschio, il maschio senza più contrappesi spingerà alla caricatura certe sue inclinazioni maschili. Dare la colpa del tutto a Berlusconi equivale a una ricerca del capro espiatorio per evitare a molti di recitare un mea culpa.

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Rodolfo Casadei

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