Ieri ho riletto l'ultimo post e mi sono accorto di un'aporia (errore o contraddizione, nel linguaggio filosofico) presente nel ragionamento che ho sviluppato. Il raffronto che ho proposto fra nutrizione e idratazione da una parte e ventilazione meccanica dall'altra è sbagliato. Diversamente da quanto ho fatto intendere, anche la ventilazione fa logicamente parte degli elementi che soddisfano i bisogni di base umani e non delle terapie. Il bisogno di respirare è infatti un bisogno di base comune a malati e sani. Nutrizione artificiale, idratazione e ventilazione meccanica rappresentano il soddisfacimento di bisogni umani di base in forma medicalizzata. Il fatto che avvengano in forma medicalizzata non significa che siano terapie. Il parallelo che ho proposto va sostituito con uno del tipo seguente: la signora che, qualche anno fa, si è rifiutata di subìre un'amputazione della gamba per fermare la cancrena ha esercitato il diritto costituzionale di rifiutare una cura, ma il Beppino Englaro che ha chiesto e ottenuto l'interruzione dell'idratazione e nutrizione di sua figlia ha effettivamente chiesto e ottenuto un atto eutanasico.
La legge sul testamento biologico dovrà escludere nutrizione artificiale, idratazione e ventilazione meccanica dai trattamenti che si può richiedere di non ricevere, perché in caso contrario si configurerebbe l'introduzione dell'eutanasia nella legge italiana. La rinuncia ad effettuare un'amputazione da parte di un medico è un "lasciar morire", ma l'interruzione di una ventilazione o di un'idratazione è un "far morire", cioè è eutanasia. Stavolta mi pare che ci siamo.
Inserito da chati.di.lassi il 11 Marzo 2010 - 8:51am
Questo mi sembra diverso tipo di post ... uno che non so a questo proposito, prima possibile ottenere informazioni utili da questo post ... e voglio dire che il modo in cui si è tentato di spiegare alcuni posti a qui mi sembra diverso. .. ci sono sicuramente posti diversi a qui, ma non ha ancora trovato i post relativi a progetti come la testking 70-270... se qualcuno ha informazioni su di esso, mi dica! Bene gli aggiornamenti relativi a questo post? Se sì che me lo dica! in realtà sono venuto qui durante la navigazione netto per ottenere i dati relativi ai progetti e trovare questo post diversi uno ... C'è qualcuno che le informazioni su 70-272? tutti gli aggiornamenti? Se sì che me lo dica!
Inserito da nomzz il 20 Febbraio 2010 - 8:27am
"Che cosa è la nutrizione e l'idratazione artificiali?
Nutrizione e l'idratazione artificiali è una forma di vita-trattamento di sostentamento. Si tratta di un mix chimicamente equilibrato di sostanze nutritive e di liquidi, a condizione che inserendo un tubo direttamente nello stomaco, l'intestino o di una vena.
È la nutrizione e l'idratazione artificiali diverse dal mangiare e bere ordinaria?
Sì. Una differenza evidente è che fornisce l'alimentazione e l'idratazione artificiali richiede abilità tecnica. Professionalità e di formazione è necessario inserire il tubo e di prendere decisioni su quanto e quale tipo di alimentazione da dare. Gestione qualificato è tenuta anche a limitare gli effetti negativi.
Altre importanti differenze esistono. Nutrizione e l'idratazione artificiali non offre la ricompensa sensoriale e la comodità che provengono dal sapore e la consistenza degli alimenti e dei liquidi. Medici e infermieri, piuttosto che dei pazienti stessi, il controllo quando e quanto sarà "mangiato". Infine, l'interazione sociale, che spesso accompagna il mangiare e il bere non è presente. "Si possono ottenere informazioni utili da questo, in realtà sono venuto qui mentre si lavora su dati relativi al progetto di king test
Inserito da agostino il 18 Febbraio 2009 - 9:16pm
"Non è logico proporre l'equivalenza fra un'azione e un'omissione". A ben leggere, infatti, io non proponevo un'equivalenza. Al contrario: osservavo che se si può considerare legittima, con Pio XII, un'azione (analgesia terminale) suscettibile di un indesiderato effetto di indebolimento del paziente, A MAGGIOR RAGIONE può essere lecita l'omissione di una terapia dolorosa, il cui effetto curativo/sostentativo è comunque dubbio per definizione, il che vale per qualsiasi terapia apirina inclusa (e poi, solo al cinema la rianimazione cardiopolmonare salva il paziente tutte le volte - nella realtà l'insuccesso si aggira intorno all'80%).
In secondo luogo: perché attribuirmi a tutti i costi una sorta di 'favor mortis' che non trova riscontro nelle parole da me effettivamente usate? Lei sostiene che "secondo Agostino sarebbe stato più logico che queste due persone, a motivo delle "sofferenze" conseguenza del "trattamento" e del suo "carattere estremamente oneroso", scegliessero la via che porta immediatamente alla tomba". Ma quando mai? Ho scritto semplicemente che sulla "sopportabilità [di una terapia onerosa] può decidere, in ultima analisi, solo il paziente". Mi sembra una cosa ben diversa. In tutta cordialità, questa nuova moda della caccia al "cattodisidratatore" (o dovremo dire al "cattosoffocatore", visto che si discuteva della ventilazione artificiale) rischia di giovare assai poco alla... respirazione, sia all'interno del mondo cattolico, sia nel rapporto coi lontani (ma vicini, è obbligo ricordare, nel vincolo della cittadinanza e della vita associata).
Inserito da rodolfo il 18 Febbraio 2009 - 5:50pm
Il nome della signora di Genova che per anni ha condotto battaglie sindacali da un polmone d'acciaio è Rosanna Benzi, direttrice della rivista "Gli altri", autrice del libro "Il vizio di vivere", deceduta nel 1991. Un altro coraggiosissimo che ha mantenuto il vizio di vivere anche quando ha avuto bisogno della ventilazione meccanica è stato l'esploratore Ambrogio Fogar. Secondo Agostino sarebbe stato più logico che queste due persone, a motivo delle "sofferenze" conseguenza del "trattamento" e del suo "carattere estremamente oneroso", scegliessero la via che porta immediatamente alla tomba. Ad Agostino che mi propone di prendere in considerazione l'equivalenza fra il comportamento del medico che somministra analgesici suscettibili di ridurre non solo il dolore ma anche la durata della vita del malato come effetto secondario, e quella del medico che per non causare sofferenze si astiene da un intervento come potrebbe essere quello della ventilazione meccanica, rispondo così: anzitutto non è logico proporre l'equivalenza fra un'azione e un'omissione, atti per loro intrinseca natura diversi; in secondo luogo la sedazione del dolore non è l'unico nè il principale dei compiti del medico. Egli dovrebbe, in base alla deontologia della sua professione, a) cercare di guarire il malato; b) cercare di stabilizzare le condizioni del malato se non può guarirlo, in vista della scoperta di possibili nuovi rimedi; c) ridurre o annullare se possibile le sofferenze del paziente stabilizzato; d) ridurre o annullare se possibile le sofferenze del paziente terminale. In nessuno di questi casi determinare la morte del paziente fa parte dei compiti deontologici del medico. Il progresso medico che permette di stabilizzare o addirittura guarire certi pazienti gravi è lo stesso che migliora costantemente la gestione del dolore attraverso lo sviluppo delle terapie antidolore. Su questa frontiera spero che il consenso sia ancora unanime. O debbo sentirmi dire che anche la terapia del dolore è "estremamente onerosa"?
Inserito da nox il 17 Febbraio 2009 - 12:09pm
Complimenti per la capacità di autocorreggersi.
Per quanto riguarda la respirazione artificiale suppongo che possano darsi molti tipi di casi diversi. Io ne ricordo uno che mi colpì molto alcuni anni fa, mi spiace di non aver dati più precisi, però si trattava di una giovane donna di Genova, beniamina del reparto ospedaliero in cui visse ricoverata molti anni (fino alla morte). Leggeva molto (facendosi girare le pagine), riceveva molte visite, era al centro di relazioni ed amicizie. mi pare che si interessasse anche di politica, e che fosse di sinistra. Nonostante la medicalizzazione di quasi tutte le sue funzioni vitali, dichiarava di amare appassionatamente la vita. Per questo, pur ignorandone il nome, mi ricordo ancora di lei: evidentemente non pensava che ci fosse un minimo sindacale al di sotto del quale la vita va rifiutata.
Inserito da nox il 17 Febbraio 2009 - 12:09pm
Complimenti per la capacità di autocorreggersi.
Per quanto riguarda la respirazione artificiale suppongo che possano darsi molti tipi di casi diversi. Io ne ricordo uno che mi colpì molto alcuni anni fa, mi spiace di non aver dati più precisi, però si trattava di una giovane donna di Genova, beniamina del reparto ospedaliero in cui visse ricoverata molti anni (fino alla morte). Leggeva molto (facendosi girare le pagine), riceveva molte visite, era al centro di relazioni ed amicizie. mi pare che si interessasse anche di politica, e che fosse di sinistra. Nonostante la medicalizzazione di quasi tutte le sue funzioni vitali, dichiarava di amare appassionatamente la vita. Per questo, pur ignorandone il nome, mi ricordo ancora di lei: evidentemente non pensava che ci fosse un minimo sindacale al di sotto del quale la vita va rifiutata.
Inserito da agostino il 16 Febbraio 2009 - 11:46pm
Scusi, con buona pace della Sua laurea in filosofia, ha idea delle sofferenze e delle patologie iatrogeniche che inevitabilmente si accompagnano alla ventilazione meccanica? Si tratta di un trattamento estremamente oneroso, sulla cui sopportabilità può decidere, in ultima analisi, solo il paziente - anche, se così ritiene, nel senso di rifiutarne l'instaurazione, o chiederne la sospensione. Non credo che in questi casi il paziente voglia e chieda la morte: semplicemente rifiuta il disagio immediato che si accompagna alla terapia. Io sono laureato in filologia e non in filosofia, ma credo di poterle proporre un piccolo argomento di ragione che credo non futile. Tutti conosciamo il pronunciamento (reiterato) di Pio XII intorno alla liceità dell'analgesia anche qualora dovesse implicare, come effetto indesiderato, l'abbreviamento dei giorni del paziente. Ora se è lecito procedere alla somministrazione di forti analgesici nonostante il loro possibile effetto mortale, non sarà anche lecito - direi a fortiori - astenersi da un intervento medico che, pur prolungando la vita, provoca esso stesso nuove sofferenze? Sarei curioso di conoscere il Suo punto di vista su questa analogia, che a me pare evidente.