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Nigeria. «Quando i terroristi mi hanno rapita, ero incinta. Mia figlia è nata nel Califfato di Boko Haram»

dicembre 13, 2014 Leone Grotti

Una giovane mamma cristiana è riuscita a sfuggire ai terroristi, dopo aver rifiutato di convertirsi all’islam. Questa è la sua storia

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«Quando i terroristi sono entrati in ospedale e mi hanno rapita, ero incinta. Mia figlia è nata in un campo di Boko Haram». La giovane mamma cristiana è riuscita a scappare e ora si trova in un campo per rifugiati nel nord della Nigeria. Come tanti altri, ha la sua storia di paura da raccontare, ma preferisce non rivelare il suo nome e la città di provenienza quando si presenta davanti alle telecamere della Bbc.

«NON HO ABIURATO». «Ho partorito una settimana dopo essere stata rapita – dice la mamma, mentre stringe tra le braccia la figlia – e appena quattro giorni dopo sono stata trasferita in un’altra città, al centro di quello che loro chiamano “califfato“». Qui due giovani miliziani «mi hanno ordinato di convertirmi all’islam ma io mi sono rifiutata. Allora mi hanno detto che se non mi fossi convertita, mi avrebbero uccisa. Altrimenti mi avrebbero portata nella casa di un musulmano e fatta sposare con lui. Io ho risposto che non avevo alcuna intenzione di abiurare e grazie al cielo, prima che mi uccidessero, due miliziani anziani sono intervenuti e li hanno fermati». Quando una delle donne che si trovava in prigionia con lei ha tentato la fuga, la mamma l’ha seguita: «Lei ha scavalcato un muro. Poi le ho passato la mia bambina e ho scavalcato anch’io».

nigeria-boko-haram-cristiani-sfollati3«MI HANNO TAGLIATO LA MANO». Anche un uomo si ferma a parlare, accarezzandosi la mano mozzata: «Mi hanno tagliato la mano con il taglierino», dice, mostrando il moncherino sinistro. «Sono arrivati come cacciatori. Erano una quarantina, nascosti dietro ai cespugli. Uno di loro mi si è presentato davanti e ha gridato: “Sei finito”. Poi mi ha tagliato la mano, ha fatto un passo indietro e ha cominciato a sparare in aria. Ma non mi ha ucciso».

CONTRO L’EDUCAZIONE OCCIDENTALE. Pochi sono stati fortunati come lui. Nel solo mese di novembre i terroristi di Boko Haram, che significa “l’educazione occidentale è peccato”, hanno ucciso 801 persone in oltre 30 attacchi. Gli islamisti compiono attentati soprattutto nel nord della Nigeria, prendendo di mira sia cristiani sia musulmani, e hanno già conquistato numerose città, nel tentativo di accerchiare Maiduguri, la capitale dello Stato settentrionale di Borno.
Come ha dichiarato all’emittente inglese un insegnante che ha deciso di propagandare l’ideologia dei terroristi: «Ci sono tante idee nell’educazione occidentale che sono contro l’islam. Ecco perché mi sono unito a loro. Voglio morire in questa ideologia. Allah dice: “Combatti coloro che ti combattono”. Non conta se sei musulmano o non musulmano: se sei un nemico, noi arriveremo e ti attaccheremo».

«PRIMA ARRIVANO LE SPIE». Quando Boko Haram decide di attaccare, segue una strategia precisa. E troppo spesso i nigeriani vengono lasciati soli dall’esercito, come testimonia un uomo che ha fronteggiato un attacco dei terroristi ed è sopravvissuto: «Loro fanno sempre un piano prima di attaccare. Prima mandano nel villaggio degli uomini, delle spie, poi arrivano. Salgono in tre su una motocicletta. Da noi sono arrivati con circa 25 moto: hanno bruciato le nostre chiese, hanno bruciato i nostri negozi e il governo non ci ha dato alcun aiuto. Nessuno è intervenuto».

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12 Commenti

  1. filomena... scrive:

    La brutalità di questi delinquenti terroristici e della loro guerra santa è fuori questione è siamo tutti felici che almeno una donna sia riuscita a sfuggire alle loro grinfie m il fatto di abiurare o meno cosa c’entra?

    • EquesFidus scrive:

      Che questi servi di Satana volevano che rinunciasse alla Vera Fede, per poi probabilmente ammazzarla lo stesso (è già accaduto), ma lei si è rifiutata ed è riuscita comunque a fuggire.

  2. filomena... scrive:

    Che rinunciasse o meno a quella che lei ritiene la vera fede, poco importa. Quello che conta è che sia riuscita a salvarsi. Questa è la notizia, il resto è superfluo.

    • Raider scrive:

      Filomena tiene a contrapporre, nei casi in cui sono in gioco, la vita e la libertà come valori incompatibili: e per l’occasione, è dalla parte della vita e al diavolo la libertà!… Tanto, in questo caso, non si tratta della sua libertà; mentre, quando è in gioco la vita, nemmeno in quel caso è la sua vita, specialmente se si tratta di quella di un “embrione.”
      Ma la fede è importante, per questa donna nigeriana, quanto la sua vita: infatti, ha difeso entrambe da sola, senza che nessuno, perciò, le possa venire a dire “hai fatto male a rischiare una cosa per l’altra.” Tranne Filomena, che, nel suo slancio umanitario, con la scusa che la vita è importante, mentre “il resto è superfluo”, ragiona come gli islamici che volevano convertire con la forza la donna: perché fuggire, perché rischiare, perché ostinarti, stupida cristiana? Convertiti!
      Da questo si capisce con quanta cognizione di causa chi ragiona così può definire le Sentinelle In Piedi “illiberali” e il ddl Scalfar8 un presidio di libertà.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Non ci crederai Filomeno, ma noialtri cristiani lo sappiamo benissimo che il Signore avrebbe amato questa donna anche se avesse abiurato.
      Noi peccatori tradiamo la fiducia del signore ogni giorno, ogni ora e ogni minuto, eppure Egli è pronto ad accoglierci tra le sue braccia “settanta volte sette”.
      Il fatto che non si sia convertita serve solo a dare ai lettori un’idea della misura del suo coraggio fisico.
      Francamente non si capisce cosa tu abbia da ridire, invece di compiacerti della volontà di autodeterminazione dimostrata da una povera donna indifesa…

    • Raider scrive:

      Non per lamentarsi, ma un altro mio post non passa e mi dispiace perché rispondevo al commento di Filom-ena, che si compiace per la donna nigeriana, ma per le ragioni di chi voleva convertirla con la forza o ucciderla: mentre la fede della donna non era indifferente né per i suoi aguzzini né per la donna. E si è capito, non lo è neppure per Filom- e tutta la consorelleria tribale delle -ena: che, a volte, ritengono superflua la libertà degli altri, altre, è, peggio che superflua, dannosa la vita in embrione; e dal momento che loro non rischiano né l’una né l’altra, a chi ha ha salvato l’una e l’altra possono rinfacciare il “superfluo.”

      • filomena scrive:

        Raider ma secondo lei quando definisco i rapitori terroristi e delinquenti, mi compiaccio di loro? Magari forse è meglio leggere tutto il commento non solo “gli aspetti marginali”. Mi compiaccio invece della donna per come ha avuto il coraggio di scappare.

  3. Filomena.. scrive:

    Io non ce l’ho con nessuna “povera donna indifesa” che se riteneva di fare quello che ha fatto, va benissimo. Quello che critico è mettere in evidenza un fatto marginale rispetto al fatto che è riuscita a salvarsi dimostrando si in questo caso di essere coraggiosa.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Se a te sembra “marginale” il fatto che una persona abbia dato prova di esser disposta a morire per la propria fede, a me non lo sembra, e credo, per una volta, di condividere questa impressione con buona parte del resto degli esseri umani raziocinanti.
      Tu, naturalmente, fai categoria a parte.
      P.S.: è tipico dell’uomo saggio quando non ha niente di intelligente da dire rimanere in silenzio.

    • yoyo scrive:

      Cristo sarà marginale per te, Filomena, ma non per l’interessata.

    • Raider scrive:

      Filom-ena, quando mi collegai a questo blog, biasimava e denigrava i morti dicendo che, disgraziati, che gli sarebbe costato salvarsi conveertendosi: se l’erano voluta, ah!, se se l’erano voluta! ha continuato su questa falsargia e è peggiorata, col tempo: si compiace del coraggio dimostrato dalla donna, dice al Filom-ena: quel coraggio le veniva dala fede per cui la donna rischiava la vita, perché c’era gente che l’ha messa di fronte a un dilemma che le Filofemen non sono in grado di capire: o fanno finta, in spregio di quella fede, il superfluo”, che viene rimossa dalla “notizia” come si vorrebbe rimuoverla dal dibattito pubblico qui da noi.
      La “notizia” non era: donna si salva dal tentativo di ucciderla. La non notizia è che il “superfluo” è nel commento falso di una come la Filofemen: per quella donna eroica, infatti, la fede non era il “superfluo”. dirlo mentre le si dice “oh che brava” è offendere la donna nell’atto di omaggiarla: significa proprio non capire la notizia vera, che è un annuncio che ci viene da una donna la cui dignità è così subdolamente sminuita.
      Detto questo, Filom- + la desinenza condivisa finge di non essersi prestata a assecondare le fantasie di un suo degno accolito e nel modo volgare e miserabile che ci si poteva aspettare: quindi, la stessa non si può permettere di rivolgersi a me in modo diretto. Non pretendo certamente che si comporti con coerenza, ma non si illuda perciò che gli altri debbano comportarsi come lei.

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