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Nigeria. Molte delle 219 ragazze rapite ancora nelle mani di Boko Haram «sono incinte e daranno vita ai figli dei terroristi»

giugno 13, 2014 Redazione

Lo ha dichiarato l’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo: «Non penso siano più tutte nello stesso luogo», ma separate a gruppi e condotte «in posti diversi»

nigeria-ragazze-rapite-boko-haram1Dove sono le 219 ragazze nigeriane rapite lo scorso 14 aprile a Chibok e ancora nelle mani di Boko Haram? Nessuno lo sa, sembra, e sempre meno persone se lo chiedono. Oggi il giornale nigeriano Daily Post ha pubblicato in merito le inquietanti dichiarazioni dell’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo: «Credo che molte non torneranno più e continueremo a interrogarci per molti anni».

«MOLTE SONO INCINTE». Secondo l’ex presidente, che ha criticato il governo affermando di «avere modo di contattare Boko Haram ma non ho il permesso di farlo», molte delle ragazze «sono ormai incinte» dei terroristi e «daranno vita ai figli dei membri di Boko Haram». L’unica speranza di vederle tornare sarebbe che i terroristi «non possano prendersi cura di loro nella foresta e quindi le lascino andare». Le ricerche sono rese ormai difficili anche dal fatto che «non penso siano più tutte nello stesso luogo», ma separate a gruppi e condotte «in posti diversi».

ALTRE 20 RAPITE. Secondo il portavoce dello Stato di Borno, le ragazze rapite, in prevalenza cristiane, sono 276. Di queste, 219 sono ancora nelle mani dei terroristi islamici, che lo scorso 5 giugno hanno sequestrato altre 20 ragazze in un accampamento nomade di Fulani che si trova a soli otto chilometri dal villaggio di Chibok, luogo del primo massiccio rapimento, a riprova dell’incapacità o della mancanza di volontà dell’esercito nigeriano di difendere i territori settentrionali del paese.

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7 Commenti

  1. Piero scrive:

    Tutta sta perifrasi per dire che sono state violentate?

  2. vivian scrive:

    questa notizia mi ha fatto salire i conati di vomito e non sto scherzando … penso che abbia provocato questa reazione a tutte le persone normali , a me sti terroristi fanno senso proprio loro son state violentate ma mi chiedo come fanno quelle che si prostituiscono volutamente con loro ? che sono delle schifote malate pazze sodomite omicide pure ? leggendo l’articolo mi risulta questo , vedete pure quelle in siria con la jihad del sesso … che schifo da vomito , certe non hanno il senso della dignità , a me solo a guardarli in faccia mi verrebbe da vomitare e da suicidarmi…

  3. Menelik scrive:

    E’ brutto quello che sto per scrivere, e già mi espressi in questi termini in occasione del loro rapimento.
    Ma, secondo me, l’opzione militare è l’unica possibile.
    Non per queste ragazze, che temo molte di loro non torneranno mai più, ma per Boko Haram stesso.
    Lo so, pensate quel che volete, consideratemi un miscredente, ma non vedo altre soluzioni.
    Il fatto è che, a quanto pare, l’esercito nigeriano non se la può assolutamente permettere un’operazione militare, nel senso che non è in grado, sia per la preparazione e la determinazione degli uomini, sia per l’equipaggiamento.
    Penso che quelle donne ormai ….sono andate, per sempre.
    Io, vedete, ce l’ho anche con l’ENI, che è in Nigeria dal 62.
    I Boko Haram ne rapiranno ancora, e poi ancora, ed altre ancora.
    Ormai, hanno imparato come si fa presto.
    L’occidente, a parte qualche timido borbotto iniziale, digerirà la cosa molto bene e continuerà ad estrarre petrolio e gas dalla Nigeria, che è ciò che vuole.
    Se Boko Haram dovesse assumere il controllo militare della regione petrolifera, l’occidente farà finta di niente e farà affari con i Boko Haram.
    Se qualcuno dice che non bisogna estrarre idrocarburi dalla nostra penisola e dai nostri mari, e non dobbiamo utilizzare colture specifiche per la trasformazione in biodiesel, lo manderei in Nigeria a scarpate nel di dietro, e non prima di avergli appioppato anche uno sganassone.

    • filomena scrive:

      Su questo sono d’accordo con te anche se la violenza non dovrebbe giustificare mai altra violenza. Comunque è vero i Paesi democratici dovrebbero essere più “etici’ in economia ed evitare per quanto possibile di fare affari con Paesi autoritari o con terroristi. Questo però vale anche per il gas della Russia di Putin che è tutto meno che democratica.

    • domenico b. scrive:

      Menelik, sono d’accordo con te. L’opzione militare è l’unica possibile, con questa gente. Se ci vai a parlare ti ridono in faccia prima di ammazzarti, visto la considerazione che hanno dell’occidente. Sarebbe un intervento di polizia internazionale,(Per favore, non chiamamola crociata, Obama e le femministe si scandalizzerebbero). Mi chiedo come si può tollerare che duecento ragazze vengano trattate così sotto gli occhi di tutto il mondo… e I musulmani e le femministe di casa nostra stanno zitti…
      E se un domain succedesse qui da noi?

      • filomena scrive:

        Il rapimento delle ragazze come pure le notizie più o meno confermate che siano gravide si inseriscono in un contesto assolutamente arretrato culturalmente e autoritario. Purtroppo la democrazia e i diritti civili non si importano con le armi, deve nascere dal basso. La storia insegna che l’Europa e in generale l’Occidente nei secoli passati é stato attraversato la un pari grado di violenza. Prima o dopo anche questi Paesi riusciranno ad emanciparsi é solo probabilmente questione di tempo. Concordo che sia una grande tristezza che in queste situazioni siano sempre le donne a farne le spese maggiori ma non credo che la guerra santa sia la soluzione per liberarle.

  4. Ale scrive:

    Due sabati fa ho visto per la prima volta, nella mia piccola cittadina, una ragazza con il burqa ( non so se si scriva così) e tutte le donne presenti si sono girate a guardarla. Questa ragazza aveva tutto il volto coperto oltre al corpo e soltanto gli occhi, truccatissimi, erano mostrati. Avanzava spavalda, con aria di sfida in mezzo a tutte le occidentali interdette dal suo passaggio, mano nella mano al proprio marito molto ben vestito (forse turisti?!) nella via principale della mia piccola città. Se il velo e’ un modo per nascondere le proprie bellezze devo dire che questa tipo ci riusciva ben poco. Non c’è niente da fare a me la cultura musulmana inquieta, e non poco. Uno non è affatto vero che il velo nasconde la bellezza di una donna, perché si intuiva molto bene che era una bella ragazza e l’unica cosa che ho percepito era l’atteggiamento di sfida e disprezzo verso noi occidentali . Comunque, oggi siamo qui a litigare tra credenti e meno credenti o non credenti, ma un domani, c’è veramente da temere di essere in minoranza e probabilmente non ci sarà più alcuna libertà di espressione. È un dato inoppugnabile che è in atto un’invasione, pacifica quanto vuoi ma arrivano a frotte e nessuno li ferma. E vista la totale assenza di apertura, anzi il crearsi di una comunità musulmana anche da noi, chiusa verso l’esterno, non c’è da star sereni. Va bene l’accoglienza ma almeno pretendere ufficiali atti di condanna, da parte dei musulmani in Italia, verso certe dittature ed estremismi dell’islam.

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