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Nepal, morti quattro italiani. Cresce il numero delle vittime e dei feriti

aprile 27, 2015 Redazione

Quattro connazionali tra i morti accertati dopo il sisma. Pese distrutto, ora si temono epidemie. Il messaggio di papa Francesco e l’aiuto stanziato dalla Cei

Nepal earthquakeCi sono anche quattro italiani tra le vittime accertate nel terremoto che ha colpito il Nepal sabato. Si tratta di Renzo Benedetto e Marco Pojer, morti sabato a seguito di una frana nella Rolwaling Valley, mentre erano impegnati in un’escursione a 3.500 metri d’altezza. Altri due loro compagni sono stati coinvolti nella tragedia. Una, Iolanda Mattevi, è ferita, mentre Attilio Dantone è illeso. «Ho sentito un boato dietro di me – ha raccontato Mattevi, ora in ospedale – e poi ho visto una nube che scendeva spinta da un vento spaventoso. Mi sono messa a correre, ma sono stata investita da una pioggia di pietre e neve. Renzo e Marco avevano fatto una deviazione per portare delle medicine a un’anziana nepalese che conoscevano quindi ci avevano detto di continuare a camminare perché poi ci avrebbero raggiunti successivamente».
Le altre due vittime sono gli speleologi Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli, che si trovavano a Langtang, uno dei villaggi distrutti dal sisma. Piazza e Mancinelli erano con Giuseppe Antonini e Giovanni Pizzorni, che invece si sono salvati.

SI SCAVA CON LE MANI. Intanto arrivano nuove notizie per quanto riguardo il computo delle vittime, salito a 4.138. I feriti sarebbero quasi 6.800.
Si scava anche con le mani tra le macerie della capitale Kathmandu per trovare altri corpi, nella speranza di soccorrere qualche sopravvissuto. Le città e i paesi colpiti dal sisma sono descritti come spettrali, la popolazione è allo stremo senza elettricità, cibo e acqua. Migliaia gli sfollati, alcuni costretti a rifugiarsi nei parchi e nei giardini pubblici.

Nepal earthquakeGHIACCIO SUI MORTI. Il pericolo ora è il dilagare di epidemie. Avvenire racconta che «all’Ospedale Universitario, uno dei più grandi della capitale, le volontarie di una Ong, Handicap International, hanno compilato un elenco di 400 feriti che sono stati identificati, su un totale di mille accampati nel giardino e nei corridoi. Tra di loro c’è anche una turista belga. Hanno anche una lista separata con i nomi di 22 dispersi. “Nelle prime quattro ore dopo il sisma – spiega Pradip, un anestesista – sono morti oltre 100 feriti in questo ospedale, oggi per fortuna i decessi sono stati molti di meno”. La camera mortuaria è a pochi metri ed offre un macabro spettacolo che la dice lunga sulle condizioni di estrema povertà e di degrado dell’ex regno himalayano. I corpi, gettati a terra in modo disordinato in due stanzoni, sono raffreddati da enormi pezzi di ghiaccio posati sulla pancia. Le celle frigorifere per conservare i cadaveri in attesa dell’identificazione sono un miraggio».

LE VITTIME SULL’EVEREST. Sull’Everest, finora, si sono contate 22 vittime e 60 feriti. Sono un centinaio gli scalatori messi in salvo dai soccorritori. Ma è praticamente impossibile capire al momento quante persone ci siano ancora sulla montagna. Alcuni potrebbero essere rimasti intrappolati nei crepacci. Alcuni italiani sono riusciti a salvarsi raggiungendo un campo a 5.000 metri d’altezza raccontando di «aver visto la morte in faccia».

PAPA FRANCESCO. Mentre il mondo si mobilita per dare sostegno al Nepal (la Cei ha stanziato 3 milioni), papa Francesco ha inviato un telegramma a monsignor Paul Simick, vescovo del Vicariato apostolico del Nepal, in cui esprime «profonda tristezza» per quanto avvenuto. Il Pontefice «assicura ai familiari delle vittime la sua vicinanza nella preghiera» e «affida le anime degli scomparsi all’amore misericordioso dell’Onnipotente e rivolge incoraggiamenti alle autorità civili e alle forze di emergenza mentre continuano i loro sforzi nel soccorso e l’assistenza a quanti sono stati colpiti da questa tragedia».

Foto Ansa

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