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Nel 2017 degli italiani c’è “timore” ma anche “speranza”. Così le attese si riflettono sui consumi

gennaio 24, 2017 Francesco Megna

Nella top ten delle voci in crescita la solita telefonia, la tecnologia, i servizi ricreativi. Scivolano invece ancora più in basso le spese per la manutenzione della casa

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Il 2017 farà segnare un rallentamento del potere d’acquisto anche delle famiglie italiane che fino al 2016 avevano potuto godere di fattori favorevoli ma transitori; di conseguenza il ciclo dei consumi, dopo un biennio a ritmi superiori all’1 per cento, subirà una battuta d’arresto (la stima si attesta su uno 0,7) dovuto al rallentamento dei redditi e soprattutto alla ripresa dell’inflazione.

Nella top ten dei consumi in crescita figura la solita telefonia (+9 per cento), gli acquisti tecnologici di computer e altri accessori (+8,7), i servizi ricreativi (+2,6); tra le voci che scivolano invece ancora più in basso le spese per la manutenzione della casa, i libri. Lo stesso “mood” indirizzerà le intenzioni di spesa degli italiani e a guardare le singole categorie più della metà non immagina di cambiare il proprio stile di vita. Utenze, carburante e spese sanitarie sono i comparti dove il numero di famiglie che prevedono di spendere di più supera quello di chi pensa di risparmiare.

Le preferenze dei Millennials
Questo è vero anche per la spesa alimentare dove, per la prima volta dopo molti anni, gli italiani che contano di aggiungere valore al carrello (+11 per cento) sono quasi il doppio rispetto a quelli che pensano di comprimere ulteriormente la spesa (+8 per cento). Il 2017 porterà probabilmente anche nuovo dinamismo nel mercato immobiliare e nei comparti ad esso collegati (arredamento ed elettrodomestici): in tempi di bassi tassi d’interesse e di turbolenza dei mercati finanziari ritorna prepotentemente la casa come sogno nel cassetto.

Rimarranno in crescita gli esborsi per i viaggi. I Millennials sono quelli che con più probabilità affronteranno queste spese in futuro insieme a chi ha maggiori disponibilità in generale (il 90 per cento delle famiglie con redditi elevati contro il 71 per cento di quelle con redditi più bassi). Si spenderà per viaggi e vacanze più in città che nel circondario. E sono sempre i Millennials a spendere per benessere e svago: iscrizioni in palestra, abbonamenti a teatro o alle pay tv sono le dimensioni di consumo a cui i giovani non intendono rinunciare.

L’e-commerce si consolida. L’anno prossimo spenderemo il doppio rispetto al 2016 per gli acquisti online, un tasso di crescita tra i più alti in assoluto. Da sottolineare poi il boom della Digital Transformation. Sempre più aziende guardano alla migrazione dei servizi e delle applicazioni, dalle infrastrutture fisiche proprietarie al cloud computing, come a una soluzione non solo percorribile, ma anche vantaggiosa: la domanda è in crescita. Due terzi degli amministratori delegati considerano questi cambiamenti al centro delle strategie di crescita. Internet of everything, everywhere. Big Data, sharing economy e smart cities, il futuro è qui – e oltre un milione di aziende in Italia stanno investendo su questa tecnologia. La “rivoluzione IoT” è in atto: per il 2017 serviranno reti performanti e data center adeguati a supportarla.

Grande distribuzione in corner
Mentre la grande distribuzione, che nel 2016 ha sofferto una lunga stagione deflattiva, chiude l’anno in perfetta parità rispetto all’anno precedente beneficiando comunque di un piccolo miglioramento delle vendite registrato nelle ultime due settimane di dicembre e comunque non tale da superare un +2 per cento concentrato peraltro nei giorni pre-natalizi.

Tra le parole con cui gli italiani descrivono l’anno che è appena iniziato, si confermano quelle che avevano già caratterizzato il 2016, ovvero “speranza”, “cambiamento”, “timore”. Con scostamenti, però, tutto sommato poco significativi, a dimostrazione di una condizione di attesa che accomuna un po’ tutti. Ancora fra le parole più rappresentative del 2017 “ripresa” e “crisi” registrano l’identico indice di gradimento, quasi come se l’una neutralizzasse l’altra. 

L’autore è funzionario di banca, area Corporate.

Foto Ansa

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