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«Naufraga l’accelerazione Pd sulle unioni civili». Il problema? Rischiano di scassare i conti pubblici

luglio 23, 2015 Redazione

La forzatura dei tempi di esame del ddl Cirinnà ostacolata dall’attesa della relazione sui costi. Tema che preoccupa anche un liberale libertario come Giannino

unioni-gay-ansa

Ieri il capogruppo dei senatori del Pd Luigi Zanda è riuscito a ottenere dal presidente del Senato Piero Grasso che il ddl Cirinnà sulle unioni civili fosse inserito nel calendario delle sedute di Palazzo Madama entro la prima settimana di agosto, e cioè prima della pausa estiva, non dopo, come speravano i contrari al provvedimento. La decisione di Grasso, che ha molto soddisfatto la stessa Cirinnà, è arrivata, ricorda Avvenire, «in seguito alle prese di posizione del ministro per le Riforme Boschi e del suo sottosegretario Scalfarotto che incalzano sul pronunciamento della Corte europea per riconoscere i diritti alle coppie omosessuali». Un «tentativo di sprint» a cui si è per altro unita anche la presidente della Camera Laura Boldrini, che sempre ieri ha detto: «Sulle unioni civili il tempo è scaduto. Il Parlamento non può tralasciare» l’argomento «o metterlo in secondo piano».

LA CLAUSOLA. C’è però un problema che rischia seriamente di frustrare gli entusiasmi dei sostenitori della legge. La conferenza dei capigruppo del Senato aveva stabilito che il ddl Cirinnà avrebbe potuto essere esaminato dall’Aula entro la prima settimana di agosto, sì, ma a una condizione: che fosse «concluso l’esame in commissione». Peccato che – ricorda il presidente della commissione Lavoro Maurizio Sacconi, di Alleanza popolare – «la commissione non ha nemmeno iniziato l’esame ed il voto dei singoli emendamenti», che sono circa 1500. Ma soprattutto, continua Sacconi, «il provvedimento non ha ancora il necessario e complesso parere della commissione Bilancio mancando perfino la relazione tecnica del governo».

ABBIAMO UN PROBLEMA. Insomma, sintetizza efficacemente Repubblica, «l’accelerazione annunciata le scorse settimane dal Partito democratico sulle unioni civili sembra naufragata in attesa di un documento del governo». Che però non è «un documento» a caso: si tratta infatti della valutazione da parte del ministero delle Finanze del potenziale impatto economico del ddl Cirinnà sulle casse dello Stato, ovvero sulle tasche dei contribuenti. Nei giorni scorsi tempi.it ha già fatto notare che non è un problema da poco, visto, per esempio, che si ipotizza di estendere ai componenti delle unioni civili anche il diritto alla reversibilità della pensione. Comunque, a chi come i grillini e Sel accusano il governo e la sua componente centrista di accampare giustificazioni futili al solo scopo di «temporaggiare», sottoponiamo un brano dall’interessante commento di Oscar Giannino (non certo un cattolico “omofobo” ma un noto liberale e libertario) apparso ieri sul Messaggero sotto il titolo “Il prezzo alto dei matrimoni non matrimoni”.

«Già mi è capitato di scrivere in presenza del divorzio express, che per conseguenza occorreva rivedere tutte le norme previste in precedenza per esempio sulle pensioni di reversibilità ai superstiti, ammontate nel 2014 alla bellezza di circa 38 miliardi di euro. A oggi, al trattamento di reversibilità è ammesso il congiunto di un familiare scomparso che abbia maturato 15 anni di contributi o anche solo cinque anni, almeno tre dei quali, però, nel quinquennio precedente la data della morte. E anche se lo scomparso era titolare di un assegno di invalidità. E, in percentuali diverse, la pensione di reversibilità è ammessa per il coniuge, in sua mancanza a figli e nipoti, e via via, a determinate condizioni, anche ai genitori del defunto. Per il coniuge, il trattamento va oggi anche al superstite separato, se riceveva l’assegno alimentare. E a quello divorziato, se riscuoteva l’assegno divorzile e non si è risposato. Se si era risposato il defunto, la reversibilità si divide tra secondo coniuge dello scomparso e precedente coniuge non risposato. E se vi risposate dopo aver incassato la reversibilità, allora perderete il diritto ma in cambio di un assegno finale una tantum pari a due anni di trattamento. Che vogliamo fare, estendere tali norme alle nuovi unioni una volta che ne prevediamo esistenza e tutela nell’ordinamento? Sommiamo alla reversibilità il diritto ai servizi sociali, alla sanità attraverso contributi individuali a copertura estesa ai componenti il nucleo riconosciuto, alle graduatorie per l’edilizia popolare e ai nidi e scuole materne? Si prevederà l’estensione dell’Isee a unioni civili e convivenze anche meno forti? Un paese che da metà anni Settanta, per una sentenza della Corte costituzionale, ha abolito la famiglia naturale come unità di riferimento fiscale lasciando il contribuente individuale come unico soggetto d’imposta, farà convivere tale demenziale impostazione con un’estensione orizzontale e verticale di diritti economici incardinati su unioni diverse, ciascuna definita dallo Stato entro rigidi confini? A me sembrerebbe quanto meno molto discutibile».

Foto Ansa


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37 Commenti

  1. Fran'cesco scrive:

    Nel frattempo il ministero avrebbe twittato: le unioni costeranno 3.5 milioni l’anno prossimo.
    MA SCHERZIAMO ? 6 cent a italiano ????
    Con quella cifra non si copre nemmeno l’apertura del registro.
    #LicenziamoliTutti

  2. pato grosso scrive:

    Ragazzi non costa nulla. Alfano è un ridicolo mitomane che spara cifre a casaccio. Su via al voto e a settembre è tutto finito.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Non ho letto tutto, ma mi pare di capire che il dio denaro fa il bello e il brutto tempo, via. Siamo nelle sue mani (del dio denaro..:oggi se gli dai un pò di grana ti porti a casa anche un bambino, pensa te il potere che ha!).

      • Luca scrive:

        Oggi?? Mi risulta che con il denaro si sia sempre potuta comprare (più o meno) qualsiasi cosa. Anzi, sicuramente questo era ancora più vero nell’antichità. E’ ridicolo imputare ai tempi moderni “colpe” che attraversano tutta la storia dell’umanità e che continueranno ad esistere fino alla notte dei tempi.

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Mi spieghi come le antiche egiziane riuscivano a farsi ingravidare da due ricchi omo di una civiltà vicina (con o senza ricompensa)?

    • Fran'cesco scrive:

      Pato, delle due l’una:
      – o il problema delle unioni interessa un milione di italiani, e allora che se ne fanno di 3.5 euro a testa?
      – o interessa quattro gatti, (che riceveranno tutti la pensione di reversibilita’) e allora chiedo al governo che affronti i veri problemi urgenti, quelli delle famiglie

      oppure il ministero ha sbagliato i conti :-b

      • Leo scrive:

        Sono più di 10 anni che si parla di unioni civili (figurarsi le tematiche meno “urgenti” quanto tempo di discussione richiedono!), indipendentemente dall’importanza del tema credo che sia giunta l’ora per prendere delle decisioni.
        La legge passerà, se non quest’anno allora il prossimo, ma passerà. Chi non la condivide dovrebbe già mettersi il cuore in pace.

        • Fran'cesco scrive:

          Il primo passo sarebbe trovare la copertura.
          A quanto pare ci stanno riuscendo, taroccando i conti. Bell’inizio !
          (anche chi non condivide questa affermazione dovrebbe mettesi il cuore in pace)

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Nonn è che noi quattro-cinque in questo sito o un milione e basta di piazza S. Giovanni non la condivide; non la condivide nemmeno la Costituzione della Repubblica italiana, che ha riconosciuto il matrimonio quale cellula fondamentale della società italiana: e tutte le leggi ruotano attorno alla famiglia. Non si può e non si deve fare pasare per “famiglia” l’unione di due persone dello stesso sesso. oppure gruppi di persone dello stesso sesso che dicono di amarsi (sì, ho visto la foto di tre ragazzi sposati freschi freschi -ripeto, tre- in un altro sito ma spero tantissimo in una bufala (mi piacerebbe tanto lo fosse). La famiglia, secondo la nostra costituzione italiana, è mairto, moglie ed eventuali figli, che possono esserci oppure no. Punto. SIETE VOI che la Costituzione non la digerite E NON AVETE IL CUORE IN PACE, e fate le bizze. Forse dovresti battere più forte i piedi per terra, o cancellare gli articoli che parlano della famiglia con il bianchetto.

          • beppe scrive:

            cara susy, ricordi quando qualche anno fa , regnante berlusconi, era tutto uno stracciarsi le vesti perchè la COSTITUZIONE veniva stracciata? e io ricordo lettere e discese in piazza dell’Azione cattolica per difendere LA CARTA. all’annuncio della decisione della corte europea dubito che ci saranno veglie e fiaccolate. e nei servizi giornalistici di mediaset non si è sentita nessuna voce critica alla sentenza europea ( vergognosa e ruffiana).

          • Aldo scrive:

            Mi spiace per lei, ma legiferare su altre unioni familiare non mina né va contro la Carta costituzione, la quale impone di riconoscere quella fondata sul matrimoni, ma non vieta di riconoscere altre forme. Quindi si metta il cuore in pace, le unioni civili non sono incostituzionali e né minano o mineranno i conti pubblici.

          • Leo scrive:

            La costituzione non fa alcun riferimento al sesso delle persone circa il matrimonio, e se anche vi fossero dei riferimenti espliciti (che non ci sono) é una carta tranquillamente modificabile. Il testo delle unioni civili, inoltre, é sicuramente costituzionale nei suoi principi. Senza dubbio, quando la legge sarà approvata, ci sará qualcuno che interpellerà la Consulta a riguardo, non si preoccupi.

            Questo detto, le assicuro che il mio cuore é perfettamente in pace, prima di tutto perché appena conseguita la laurea intendo trasferirmi in una nazione dove questi problemi non esistono più da tempo, e in secondo luogo perché, come ho già detto, le unioni civili passeranno, se non nel 2015 nei prossimi anni, ma ormai é uno shift culturale inevitabile e un qualunque osservatore attento lo ha compreso anni fa.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Siccome nel 1946 il matrimonio omosex esisteva solo nella mente ottenebrata di qualche alienato, è chiaro che la Costituzione fa esclusivo riferimento alle coppie normali, partendo dal codice civile dove si parla chiaramente di marito e moglie (art. 143).
              Questo lo ha riconosciuto pure la Corte Costituzionale dicendo che per far sposare due uomini o due donne ci vuole una legge apposta.
              Ti faranno la legge apposta e tu sarai accontentato, ma per piacere non scrivere corbellerie.

              • Fran'cesco scrive:

                … e pure la tanto vituperata CEDU (Convenzione Europea Diritti Umani) dice:
                ARTICOLO 12
                Diritto al matrimonio
                A partire dall’età minima per contrarre matrimonio, l’uomo e
                la donna hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia
                secondo le leggi nazionali che regolano l’esercizio di tale diritto.

              • Leo scrive:

                Chiedo scusa ma quale sarebbe la “corbelleria” nel mio post? Ho scritto solamente che la costituzione non fa alcun riferimento al sesso dei coniugi, ed è così. Certamente i padri costituenti facevano riferimento al matrimonio così come è oggi riconosciuto dalla Repubblica, ma questo non significa che estensioni legislative allo scopo di espandere il concetto violino la Carta. Infatti è molto probabile che l’eventuale aggiunta del matrimonio omosessuale non richieda alcuna variazione della costituzione (ma ripeto, se anche fosse la costituzione è tranquillamente modificabile, specialmente per questi aspetti minori).

                Per il resto, concetti quali “normale” e “naturale” sono piuttosto ridicoli ai miei occhi e per lo più basati su convezioni sociali; cioè che è normale per alcuni non lo è per altri.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  “Normale” è un concetto statistico.

                • Luca scrive:

                  E’ assolutamente ovvio e scontato che non sia necessaria lacuna modifica della carta costituzionale. Essa fa riferimento al “matrimonio” così come definito dal codice civile: basterà modificare quest’ultimo e non ci sarà nessun problema di “costituzionalità”.

                • beppe scrive:

                  difatti LEO tu sei stato concepito e partorito in modo ANORMALE. ma non ti accorgi che sei ridicolo?

              • Daniele scrive:

                È ovvio che i costituenti – uomini degli anni ’40 – non avessero in mente il matrimonio gay. Ma questo non significa nulla: è un principio elementare dell’ermeneutica giuridica quello per cui un testo legislativo non si interpreta in base all’intenzione soggettiva delle persone che l’hanno scritto. Una volta promulgato, il testo vive di vita propria e si interpreta in base a ciò che è effettivamente scritto, ossia in base al dato letterale (e nessun accenno si fa nell’art. 29 alla diversità di sesso fra i coniugi) e alla luce della contemporaneità.

                • To.ni scrive:

                  Caro Daniele

                  “Ma questo non significa nulla: è un principio elementare dell’ermeneutica giuridica quello per cui un testo legislativo non si interpreta in base all’intenzione soggettiva delle persone che l’hanno scritto. ”

                  Invece sbagli alla grande. Colpa della tua frequentazione con Shiva Caproni:

                  Sentenza della Corte Costituzionale n. 138 del 15 aprile 2010

                  “è vero che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere cristallizzati con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in rigore”; “detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto di incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerate in alcun modo quando fu emanata”; “i costituenti, elaborando l’articolo 29 della Costituzione, tennero presente la nozione di matrimonio definita dal Codice Civile entrato in rigore nel 1942, che, come sopra si è risto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso”; “questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica, perché non si tratterebbe di una semplice rilettura del sistema o di abbandonare una mera prassi interpretativa, bensì di procedere a un’interpretazione creativa”

                  Ma a me pare che essere creativi è il vostro “hobby” preferito .

          • Daniele scrive:

            Tu scrivi: “La famiglia, secondo la nostra costituzione italiana, è marito, moglie ed eventuali figli.”
            Ma l’hai davvero letta la Costituzione? In nessun punto è scritto ciò che dici.
            L’art. 29 recita: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Non si parla di marito, moglie e figli. E la diversità di sesso fra i coniugi non è un requisito previsto. E l’aggettivo “naturale” non significa (come molti ingenuamente credono) “formata da uomo e donna”: nel linguaggio giuridico “naturale” significa “pregiuridico”, ossia “preesistente al diritto”: la famiglia è cioè un’entità esistente nella società, che il diritto si limita a “riconoscere” ma che non “costituisce”.
            Insomma: nella Costituzione non esiste nessun ostacolo al matrimonio gay. E quest anon è la mia opinione, ma quella della maggioranza dei costituzionalisti.

            • Emanuele scrive:

              Giusto!

              Dato che il matrimonio è preesistente al Diritto e che nessuna società o cultura ha mai riconosciuto come matrimonio l’unione omosessuale, neppure società gay-friendly come i Greci o i Romani, la costituzione può riguardare solo i matrimoni etero, eventualmente poligamici (basta modificare il codice civile).

              Inoltre, nei paesi dove viene ammesso il matrimonio gay, il percorso è stato proprio l’inverso: è il diritto che ha costituito il matrimonio . Infatti non esistevano cerimonie di matrimonio tra gay e praticamente nessuno considerava le unioni omoaffettive come “famiglia “.

              Esistevano coppie conviventi gay come esistono unioni poligame, incestuose , etc. È però evidente che non basta la mera esistenza di una cosa perché diventi “naturale”, altrimenti questo tipo di unioni sarebbero state riconosciute nei paesi che hanno introdotto il matrimonio omo.

        • Cisco scrive:

          @Leo

          Certo, come no, il cuore in pace: prova a dirlo alle lobby LGBTQIetc che, per esempio, in Ungheria devono mettersi il cuore in pace perché la nuova Costituzione dice che il matrimonio è tra uomo e donna. In realtà la legge – se verrà fatta – può essere fatta in modi diversi, più o meno dannosi. E poi la battaglia per la Bellezza deve continuare sempre, anche e soprattutto se le leggi pretendono di negarla. Tu se vuoi mettiti pure il cuore in pace, così fa un po’ di compagnia al cervello.

          • Leo scrive:

            L’Ungheria non è certamente la nazione tipo a cui l’Italia dovrebbe aspirare, almeno dal mio punto di vista. “Battaglia per la Bellezza”? Onestamente trovo divertente (e anche, purtroppo, priva di senso) questa affermazione, ma lei è ovviamente libero di impegnare il suo tempo come meglio crede, il mio voleva semplicemente essere un suggerimento. Non credo sia il caso di scadere in battutine sciocche (circa il mio cervello, le assicuro che lo impiego piuttosto bene).

            • yoyo scrive:

              I magiari sono invece si un modello. Ci tengono alla preservazione della propria cultura e lo stanno facendo da soli contro tutto e contro tutti, nonostante le accuse più fantasiose del fronte “antifascista”.

              • Luca scrive:

                La “cultura” si difende studiando, non negando diritti a chi ne è privo.

                • Sebastiano scrive:

                  La “cultura” si difende studiando, non inventandosi “diritti” inesistenti e negando quelli veri.

              • xyzwk scrive:

                In Ungheria si trasportano gli immigrati in vagoni chiusi che si possono aprire solo dall’esterno….e dopo avete il coraggio di parlare di nazismo nei confronti dell’Occidente e difendete questi ungheresi fascisti! I magiari sono un modello?!? Ma vergognatevi

                • Ekl scrive:

                  Io sono gay. Vivo con la mia compagna da 7 anni. Non abbiamo mai disturbato nessuno. Non abbiamo nessun diritto come coppia. vorrei sapere dove è questa lobby LGBT, perché mi farebbe comodo del supporto, tutte le persone omosessuali che conosco si fanno un gran mazzo a lavorare per campare. Oltretutto vorrei anche insultarli quelli di questa lobby, perché sono inutili, visto che non mi portano diritti e privilegi, perché una lobby è questo che fa.

                  • Emanuele scrive:

                    Mi pare strano che una lesbi.ca si autodefinisca gay, comunque. ..

                    Riguardo alle lobby, hai solo sbagliato paese. Se eri negli USA o in Olanda o in Inghilterra avresti visto da vicino le azioni di queste lobby. In Italia siamo solo in ritardo, ma non per motivi ideologici, solo perché da anni i governi cercano di non farci finire come la Grecia. In più c’è il classico cerchiobottismo che adottano i politici per rimanere saldi in poltrona.

                    In ogni caso, il gran mazzo per campare ce lo facciamo tutti… non credere che sposarsi sia così conveniente , ti ritrovi solo più tasse da pagare, visto che redditi e proprietà si cumulano.

                    Il resto dei problemi: affitti, eredità, tutele, etc. si può risolvere con le leggi che già ci sono, come fanno il quasi 50% delle coppie etero che convivono senza sposarsi.

                  • SUSANNA ROLLI scrive:

                    Ciao Ekl,
                    pensa, ci sono le famiglie numerose che vivono di Provvidenza, che se mancasse pure quella creperebbero in pochi giorni (le famiglie numerose si intendono quelle con almeno quattro figli, il minimo di figli di qualche anno fa era oltre i quattro)..Ce l’avete un’idea di che cosa possa significare questo nella società che va avanti grazie alle nuove (massacrate di tasse) generazioni?

                • Raider scrive:

                  All’Ue che espelle il Cristianesimo dalla Costituzione e dalla storia, l’Ungheria risponde facendo del Cristianesimo un riferimento costituzionale. All’Ue che vuole imporre, con BCE e FMI, una politica monetaria che strozza l’autonomia e l’economia ungherese, l’Ungheria cerca di opporsi e di reagire, pur sapendo di avere contro i Poteri Forti della finanza mondiale. Allo stesso modo, alle pressioni che vogliono imporre l’agenda gay, l’Ungheria risponde difendendo la famiglia tradizionale.
                  Lo stesso per quanto riguarda multiculturalismo e immigrazione: l’Ungheria, diversamente dall’Italia, ridotta a semplice espressione geogafica, oppone la sua sovranità e identità nazionale contro quella che, per numeri e forme, si configura sempre più come una vera e propria invasione e l’omologazione antropologica melting-(pol)pottista.
                  I vagoni che si aprono dall’esterno servono a impedire che chi entra violando i confini possa restare sfondando una porta aperta. Mentre le espulsioni dal nostro Paese sono un’inezia, il “contrasto all’immigrazione” non esiste, i respingimenti sono rifiutati apriori e l’idea stessa che si possa dire non solo e sempre “Sì”, ma anche “No” all’immigrazione è criminalizzata. E gli eurocrati e i loro delegati/capizona aspettano solo che i tempi siano “maturi” per votare leggi che mettano fuorigioco e meglio ancora, sbattano in galera chi dissente dal Pensiero Unico su gender, Islam, immigrazione.
                  Per tutto questo, meglio l’Ungheria che tutta Eurolandia in blocco (sovietico).

                  • xyzwk scrive:

                    Eh certo, stipare persone dentro un vagone impedendogli di uscire è ovviamente cosa buona e giusta….manca solo che i valgono siano piombati!
                    Ma è giusto, questo non fa venire in mente il nazismo,sono gli aborti che sono espressione di nazismo!!!
                    Ripeto vergognatevi!!!!!

                • To.ni scrive:

                  Xyzwk

                  Zitta, tu non puoi criticare nessuno:

                  1) sei per distruggere le persone nel grembo delle loro madri
                  2)faresti abbandonare al loro destino le famiglie con bambini down;
                  3) faresti uccidere anziani e malati.

                  Gli ungheresi a tuo confronto sono persone di primordine

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