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Nanni Moretti, il suo Habemus Papam stroncato dalla critica americana

aprile 5, 2012 Paola D'Antuono

Debutterà nelle sale americane il prossimo 6 aprile, ma le critiche raccolte e pubblicate dal sito Rotten Tomatoes parlano di flop. La più clemente? «Film piacevole da vedere, senza essere particolarmente ispirato o ispirante». E non avete ancora letto quelle cattive.

A un anno di distanza dalla sua uscita italiana Habemus Papam si prepara a valicare i confini nazionali e il prossimo 6 aprile arriverà nelle sale americane. Peccato, però, che la critica made in Usa abbia già espresso il suo giudizio negativo, condizionando forse il pubblico di indecisi che magari venerdi prossimo, dopo aver dato un occhio alle recensioni, preferirà rimanere a casa o andare a giocare a bowling. Il popolare sito Rotten Tomatoes ha infatti raccolto le critiche dei maggiori quotidiani e siti di cinema americani e il risultato per We Have a Pope (il titolo inglese del film di Nanni Moretti) è un colossale fiasco, e ha raggiunto una striminzita media del 5,3 su 10 punti totali disponibili (un dato aggiornato a oggi, purtroppo in costante calo). Per il The Observer il film “è estremamente deludente, si rifiuta di menzionare qualunque tema serio che deve affrontare la Chiesa o la nazione”, mentre per il Financial Times l’opera morettiana fallisce il suo intento. Sulla fallibilità della storia si concentra anche il Globe and Mail: “una commedia fallibile sul peso dell’infallibilità”. Una delle Top Critic (le critiche più autorevoli secondo il sito) parla di “pellicola che strizza l’occhio alla carineria della vecchiaia, specialmente nella scena in cui gli anziani cardinali giocano a pallavolo a rallentatore”.

Persino la straordinaria performance di Michel Piccoli non raccoglie i consensi sperati: Movieline definisce la sua prova attoriale “non di spessore”, mentre il Time Out New York lo paragona “a un diabolico mix tra Gérard Depardieu, Robin Williams e i loro cuccioli tristi”. Variety, invece, non ha pietà per la pellicola ma salva il suo ottuagenario protagonista “Un film che manca di profondità, che sembra troppo lungo, meno male che c’è Michel Piccoli”. Non manca a dire il vero qualche tiepido commento positivo, anche tra le testate più importanti. Il The Guardian lo promuove a metà: “Habemus Papam vuole enfatizzare le conseguenze umane collegate a un grande ufficio religioso, e in questo ci riesce. Ma la costruzione narrativa di Moretti delude sia lui sia il film”, mentre il The Atlantic lo definisce tutto sommato “piacevole da vedere, senza essere particolarmente ispirato o ispirante”. Non resta che aspettare venerdi per sapere se il pubblico americano affronterà la sfida e darà fiducia al Papa spaesato di Moretti o preferirà dar retta a gran parte della cattivissima critica americana.

Twitter: @paoladant

 

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1 Commenti

  1. Elle scrive:

    La critica americana non capisce nulla di Moretti né di un cinema che si distacchi dalle cattiverie gratuite spesso volgari alla Sacha Baron Cohen. Ciò che è sbagliato in questo critiche è l’approccio iniziale al film, completamente sbagliato, il quale non può che presupporre scarsa – se non nulla – conoscenza dell’opera di Moretti e della sua poetica (per quanto opinabile questa possa essere anche in territori non americani). Mi ha colpito soprattutto, in una di queste recensioni, una frase che credo riassuma benissimo le ragioni di queste stroncature: “una satira sdentata su un papà”. Si parla di satira! Quando va meglio si scomoda il parallelo con il mainstream “Il discorso del re”, decisamente hollywood-oriented e basato sullo stra-visto rapporto tra terapeuta e personalità “importante” (ciò che quasi tutti si aspettavano di vedere). Comunque è doveroso sottolineare che in Europa il film ha ricevuto critiche generalmente positive. Quanto in USA…aspettiamoci una candidatura ai Razzie Awards!

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