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Nancy, 12 anni, lasciata morire di fame e sete da genitori, giudici e medici che non volevano «vederla soffrire»

ottobre 28, 2014 Benedetta Frigerio

«Ora è solo un guscio. La luce nei suoi occhi ormai è svanita». È la prima volta che a un minore, non malato terminale, in grado di respirare autonomamente, sono interrotte le cure

Nancy WiseLa giustizia inglese si è spinta ben oltre il Parlamento che sta discutendo il disegno di legge sull’eutanasia per malati terminali. L’Alta Corte britannica ha dichiarato che era nell’interesse dei genitori e di una bambina consentire la “dolce morte” di Nancy Wise, una dodicenne malata, ma non in fin di vita. Si tratta di una decisione inedita per il Regno Unito, perché è la prima volta che a un minore, non malato terminale, in grado di respirare autonomamente, sono interrotte le cure.
Nancy era cieca e sofferente di idrocefalo, meningite e setticemia, incapace di gestirsi autonomamente. Sua madre, Charlotte Fitzmaurice, 36 anni, e suo padre, David Wise, 47, non potevano più sopportare di «non poter alleviare le sue sofferenze». «Nel suo mondo chiuso la sua vita aveva una certa qualità. Ma purtroppo ora non è più così». Così, dopo 14 giorni di agonia, se è vero che «era diventata immune dalla morfina e dagli antidolorifici», il 21 di agosto, Nancy è stata lasciata morire di fame e di sete.

EPPUR VIVEVA. Secondo i medici del Great Ormond Street – che hanno supportato i coniugi nella loro scelta – la bambina sarebbe dovuta morire a quattro anni di vita. Nonostante ciò, la piccola, tra mille disagi, ha continuato a vivere. Anche dopo l’operazione subita nel maggio 2012 per rimuoverle i calcoli renali, che a detta dei dottori le aveva provocato un’infezione per cui non ci sarebbe stato più nulla da fare.
Ma ormai per sua madre quella «non era più mia figlia», perché «ora è solo un guscio. La luce nei suoi occhi ormai è svanita». Non potendo più Nancy essere «la figlia angelica», l’unica soluzione a cui era giunta la coppia era l’eutanasia perché, ha raccontato Charlotte, «volevo avere dei bei ricordi di lei, non di un’anima in pena». Non importa se, come ha aggiunto il padre, «Nancy non ha mai parlato, quindi non potevamo sapere come si sentisse davvero».

«NON MI PERDONERO’». Il giudice, dando ragione ai familiari e ai medici, ha dichiarato che «l’amore, la devozione e la competenza di sua madre sono evidenti», aggiungendo «grande ammirazione» e «profondo cordoglio». L’ultimo giorno, ha dichiarato la signora Fitzmaurice, «è stato il più duro della mia vita. È stato assolutamente terribile». Era «la cosa giusta da fare» anche se «ora non potrò mai perdonarlo a me stessa».

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88 Commenti

  1. Leo Aletti scrive:

    Non uccidre, vivi e lascia vivere.

  2. Leo Aletti scrive:

    Non uccidere, vivi e lascia vivere.

  3. Nino scrive:

    Su un episodio del genere sarebbe meglio astenersi dall’esprimere pareri, ma meditare su quali difficilissime prove si può dover affrontare nella vita.

    • ochalan scrive:

      Come quando si scriveva “rispetto per Beppino”. Con tutto il rispetto, se è una scel ta sbagliata lo devo poter dire.

      • Nino scrive:

        … se è sbagliata … io preferisco tenermi i miei dubbi

        • Giannino Stoppani scrive:

          Come al solito, Nino ha dei dubbi.
          Hai dubbi su quello, hai dubbi su quell’altro, anche tutti i suoi dubbi in genere non hanno una consistenza tale da impedirgli di replicare e dar torto marcio a un sacco di gente.
          Comunque, siccome tutta codesta tua amletica angoscia esistenziale che racconti mi fa pena, te la dico io una cosa assolutamente certa:
          LA MORTE.
          Contento?

          • Nino scrive:

            so benissimo che di certo al mondo c’è solo la morte. Io lo so, ma pare che sono uno dei pochi ad ammetterlo, almeno qui!

            Se tu hai letto con attenzione i miei interventi su questo sito, dovresti sapere che io esprimo opinioni senza per questo dire che le opinioni degli altri sono sbagliate, ma cercando di spiegarle. Così come quando faccio delle affermazioni, in genere cerco di basarmi su dati oggettivi.

            Mi dispiace di farti pena, non era assolutamente mia intenzione, né mi sembra francamente il caso

            • Giannino Stoppani scrive:

              Ma io non ci penso neanche a leggere i tuoi commenti “con attenzione”.
              Rilevo solo che uno che nutre così tanti dubbi non fa il controcanto sotto ogni commento.
              Quanto alla pena… E’ il caso… E’ il caso.

    • Gabriella scrive:

      A che serve il pentimento adesso? Genitori DISUMANI!!!

  4. saras scrive:

    cosa c’è da perdonarsi se era la cosa giusta da fare?

    • recarlos79 scrive:

      c’è da condannare la rinuncia ad essere genitori. per un figlio si lotta sempre, anche contrro ogni speranza. io il parere lo esprimo eccome. i neutrali mi fanno schifo.

      • Daniele Arboscelli scrive:

        Ci sono un paio di cose che non sono state qui citate, che aiuta a capire perche’ i genitori hanno lottato per porre fine alle sofferenze incessanti della figlia:

        “As her health deteriorated, she spent hours screaming in agony despite the morphine and ketamine she was given”: Col peggioramento delle sue condizioni, passava ore a gridare in agonia nonostante la morfina e la ketamina che le venivano date

        ( http://www.mirror.co.uk/news/real-life-stories/begged-judge-end-sick-daughters-4509235 )

        “She was screaming and writhing in agony 24 hours a day. Not being able to ease her suffering was too much to bear

        After a whole weekend of her screaming in agony, I decided I wasn’t going to watch my little girl suffer any more.

        There was no way I was going to let her stay in extreme pain for months.”: Urlava e si contorceva in agonia 24 ore al giorno. Non riuscire a ridurre la sua sofferenza era troppo da sopportare.

        Dopo un intero weekend di urla di agonia, ho deciso che non sarei piu’ rimasta a guardare mia figlia soffrire. Non esisteva che l’avessi lasciata soffrire un dolore estremo per mesi”

        ( http://www.news.com.au/lifestyle/health/charlotte-fitzmaurice-wise-wins-right-to-end-daughter-nancys-life/story-fneuzlbd-1227103951401 )

        Spero che chi condanna la scelta dei genitori non si trovi mai nella stessa situazione.

        • Nino scrive:

          avevo letto quell’articolo, e proprio per questo confermo che su una vicenda del genere il silenzio è d’oro.

          • giovanna scrive:

            Certo che, Nino, tu devi assolutamente credere che qui si sia tutti un po’ s.cemi, che tu ti puoi permettere di prendere tutti per il s..edere , con quell’aria saputella e insulsa solita con cui affermi che il silenzio è d’oro e poi un secondo dopo posti dei testi ( di solito presi dai migliori siti gay farlocchi mondiali,stavolta da qualche sito mortifero, spesso pare coincidenti in quanto a dis.prezzo della vita umana ) a commento di una vicenda tremenda, con l’ipocrita distinguo che tu non commenti, quando invece commenti e stra-commenti !

            Io spero solo di non aver mai a che fare con Nini untuosi e scivolosi come te e soprattutto che non ci abbiano mai a che fare i miei figli e tutti i figli del mondo.

            Anche se so che la mia speranza andrà delusa.

        • Ellas scrive:

          Gridava. E quindi? Uccidiamo anche tutti quei vecchi che gridano e ripetono le stesse cose e gli stessi gesti ogni giorno?

        • Ellas scrive:

          Tutti quelli che gridano nelle case di riposo, e che compiono le stesse azioni, dicono le stesse parole…dobbiamo ucciderli? Certo per il portafogli sarebbe un risparmio. Mi chiedo se i genitori pensavano più al risparmio che alla sofferenza. Di certo ne hanno procurata. A sè e alla figlia.

          • Daniele Arboscelli scrive:

            I genitori di sicuro non pensavano al risparmio perche’ l’assistenza fornita dall’NHS e’ gratuita.

            Una cosa e’ gridare ( o ripetersi ) per demenza senile, un’altra per dolore insopportabile e incessante. La figlia, che hanno cresciuto finche’ non ha avuto quell’operazione ai reni non soffriva. Il problema si e’ presentato dopo l’operazione, che non e’ stata eseguita dai genitori. Grazie alla decisione presa dai genitori, visto che la figlia non ne era in grado, la sua sofferenza e’ terminata.

            • yoyo scrive:

              Cosa è un invito al suicidio di tutti coloro che sono colpiti da errori medici?

            • Su Connottu scrive:

              Hanno scannato una bambina di 12 anni perché non li lasciava dormire in pace.
              In epoca di diritti gender, anche il diritto ad avere le orecchie risparmiate dai lamenti di un ragazzina malata e scassapalle ha la sua ragion d’essere.

              • Daniele Arboscelli scrive:

                Se ha postato un commento negativo cosi’ generico e disconnesso perche’ non trova critiche su quello che e’ stato detto precendentemente, sono contento che siamo d’accordo su tutti i punti.

                • Su Connottu scrive:

                  Allora sappia che non ha alcun motivo per essere contento.
                  Tranne per la morte di Nancy, of course.

  5. Lorenzo scrive:

    Quello che viviamo è un mistero……che rischia di schiacciarci, perchè di fronte a questa sofferenza, di fronte alla morte siamo impotenti, siamo poveri, siamo nulla.
    Ma è venuto a visitarci un sole che sorge dall’alto….per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace.

  6. giuliano scrive:

    nella Bibbia, quando il popolo di Israele abbandonava la strada dei Comandamenti per vivere secondo le proprie voglie, allora immancabilmente Israele diventava preda di anarchia interna e di conquiste esterne ad opera dei paese confinanti che ne occupavano il territorio e rendevano schiava la popolazione. Oggi qui da noi sta succedendo la stessa cosa e stiamo vivendo l’ultima fase, ovvero la occupazione militare di nemici che è già in corso, molte moschee sono già visibili

  7. Nippur scrive:

    Leggi bene: si contorceva in preda al dolore 24 ore al giorno. Nei loro panni non so cosa avrei fatto. Tu invece, che pontifichi dalla alto, sei veramente fastidioso.

    • Su Connottu scrive:

      Nippur, guarda che anche tu, pontificando dal basso, non è che sei esattamente un conforto.
      Se sei qui per sponsorizzare un’impresa di pompe funebri, mettiti dietro Nino e Daniele.
      Sono arrivati prima di te.

  8. Nino scrive:

    spesso la saggezza popolare si dimostra fondata

  9. Giannino Stoppani scrive:

    Se la sofferenza di un bambino è senza senso, l’omicidio lo è ancor meno, anche se travestito da gesto pietoso. Non si capisce se siano state praticate cure antidolorifiche e sedative.

    • Nino scrive:

      @Giannino Stoppani: senza, di nuovo, esprimere un giudizio, ti riporto la traduzione di un passaggio del Mirror

      Nancy era nata cieca, con idrocefalo, meningite e setticemia. Significa che non poteva camminare, parlare, mangiare e bere. La sua qualità della vita era così bassa che aveva bisogno di assistenza ospedaliera 24 ore al giorno ed era nutrita, idratata e curata via endovena (spero sia giusto, “by tube” nell’originale). q

      Nancy was born blind with hydrocephalus, meningitis and septicaemia. It meant she could not walk, talk, eat or drink. Her quality of life was so poor she needed 24-hour hospital care and was fed, watered and medicated by tube.

      As her health deteriorated, she spent hours screaming in agony despite the morphine and ketamine she was given.

      For Charlotte too, the pain of seeing her daughter suffering like this was too much to bear.

      So after 12 heartbreaking years, she went to court to fight for Nancy’s right to die.
      la traduzione

      • giovanna scrive:

        Purtroppo ci siamo passati con la povera Eluana, che avevano descritto in un modo, e invece era in tutt’altro modo , dicevano che era uno scheletro e invece aveva un peso normale, dicevano che il suo cervello era completamente atrofizzato e invece l’autopsia stabilì che non era vero affatto, e così sono riusciti ad uccidere una ragazza che riconosceva le suore, che godeva della sua passeggiata quotidiana al sole, che dormiva e vegliava , dimostrando di riconoscere il giorno e la notte e che si è contorta dal dolore e dalla sofferenza quando l’hanno lasciata morire di fame e di sete.

        E poi i suoi presunti paladini hanno fatto una bella festa in una lussuosa villa !
        Simili ai tanti avvoltoi che hanno girato e continuano a girare attorno a questa ragazza inglese.

        Poi, con tutte le cure contro il dolore che ci sono oggi giorno, riesce veramente difficile credere che non si potesse aiutare in nessun modo Nancy a non soffrire fisicamente.

        • Su Connottu scrive:

          Infatti non è vero

        • Paola Pini scrive:

          Ma ti leggi quando scrivi oppure ti bevi qualsiasi stupidaggine purché la dicano le suore? Una passeggiata quotidiana al sole?!!? E perché no, anche una corsa campestre e una nuotata in piscina….. Del resto qualche “genio della lampada” sosteneva che avrebbe anche potuto avere figli! Ridicoli, avete perso il contatto con la realtà!

          • Giannino Stoppani scrive:

            Sicché esimia Paola Pini tu eri lì, nella stanza accanto…

          • giovanna scrive:

            Cara Paola Pini, o chiunque tu sia, Eluana aveva il ciclo, regolarmente !!!
            Era viva, non era una malata terminale e tutti i giorni le suore la portavano a spasso , in carrozzella naturalmente, ma lei poteva godere del sole, del riposo notturno, della vicinanza di qualcuno che le voleva bene, non avendo mezza piaga , come confermato dall’autopsia, dando segnali, comprensibili a chi voleva coglierli, di avere addirittura una suora preferita !
            Perché dai per scontato che non sia vero ? Il fatto che ti sia bevuta tutte le panzane sul suo stato, che era grave, ma non terminale, in nessun modo lei era una moribonda che soffriva atroci dolori, non ti dà il diritto di dubitare delle testimonianze di persone che erano lì con lei, che le volevano bene !
            .
            Testimonianze riportate, per esempio, dalla giornalista Lucia Bellaspiga, anche in un libro.

            E comunque, il fatto che il giorno dopo la tremenda morte di Eluana, ci sia stata questa festa in villa , di giudici e avvocati e giornalisti e radicali vari, fu un fatto per me sconvolgente e che rese la misura della totale inconsistenza del livello umano degli avvoltoi che specularono sulla sua morte

            • Paola Pini scrive:

              Giovanna, avere il ciclo non significa poi anche essere in grado di portare avanti una gravidanza, specie se lo stato nutrizionale è funzione di una alimentazione enterale attraverso Peg, con tutte le complicazioni che comporta questo tipo di nutrizione artificiale.
              Senza contare che la fecondazione sarebbe stata quanto meno complicata. Mi risulta poi che sia stata lei stessa a dichiarare in precedenza le sue volontà in caso fosse disgraziatamente arrivata alle condizioni in cui era, per cui il padre ha solo eseguito le sue disposizioni. Ogni altra considerazione fatta da estranei non ha senso, perché le uniche cose importanti sono quelle da lei dichiarate visto che riguardavano unicamente la sua persona.

              • Giannino Stoppani scrive:

                A che ti serve cambiare tutti ‘sti nickname se la tua puzza di putrefazione la si avverte a chilometri?
                Se poi ricorri anche alla solita miserabile tattica di cercare di dirottare il discorso quando sei nella cacca…

              • giovanna scrive:

                Certo, cara Paola Pini, che sei proprio alla frutta : sei stata tu a dileggiare la povera Eluana, tirando fuori la storia della gravidanza, mentre ti ho risposto che Eluana aveva il ciclo regolarmente e questa è una dimostrazione che era viva !!!!

                Per quanto riguarda l’alimentazione, i primi mesi era nutrita dalla mamma col cucchiaio, con amore e pazienza, poi la mamma si ammalò lei stessa e il padre vietò alle suore di imboccarla e così Eluana perse la possibilità di mangiare senza sondino.
                Il tutto è documentato e mai smentito, nel libro citato.

                Poi, la volontà di Eluana è stata espressa in un momento di piena salute e ci sono mille e mille casi in cui le persone che avevano dichiarato che mai e poi mai avrebbero accettato una vita così, poi l’ hanno accettata, e anzi hanno fatto tutto il possibile per vivere ancora.
                Mio padre stesso, quando era giovane, aveva dichiarato che non si sarebbe mai sottoposto a chemioterapia o altre terapie invasive, per cambiare totalmente idea da anziano , quando ci si è trovato . Se avesse lontanamente percepito che consideravamo ormai inutile la sua vita, ne avrebbe sofferto di gran lunga di più, rispetto ai dolori e ai disagi enormi della chemioterapia.

                E comunque, il pensare allo sguardo di terrore della povera Eluana, rapita ai suoi affetti con l’ambulanza, il suo agitarsi convulso, testimoniato dagli stessi medici che le stavano facendo quella cosa orribile, mi dà dolore ancora oggi.

      • Daniele Arboscelli scrive:

        @Nino – non per fare il pedante, visto che hai espresso il dubbio : “by tube” e’ letteralmente “intubata”, mi sembra si dica cosi’ in italiano, cioe’ con tubi dal naso o dalla gola. “Endovena” e’ “IV” che sta per “intra venous”.

    • Nino scrive:

      @Giannino Stoppani: senza, di nuovo, esprimere un giudizio, ti riporto la traduzione di un passaggio del Mirror

      Nancy era nata cieca, con idrocefalo, meningite e setticemia. Significa che non poteva camminare, parlare, mangiare e bere. La sua qualità della vita era così bassa che aveva bisogno di assistenza ospedaliera 24 ore al giorno ed era nutrita, idratata e curata via endovena (spero sia giusto, “by tube” nell’originale). Quando la sua salute si è deteriorata ha trascorso ore ad urlare nell’agonia nonostante le somministrassero morfina e ketamina. Anche per Charlotte (la madre che le è stata affianco per i 12 anni di vita) lo strazio di vedere la figlia soffrire in quel modo era troppo da sopportare. Così dopo 12 anni con il cuore infranto è andata in tribunale per combattere per il diritto di Nancy di morire

      Qui l’originale

      Nancy was born blind with hydrocephalus, meningitis and septicaemia. It meant she could not walk, talk, eat or drink. Her quality of life was so poor she needed 24-hour hospital care and was fed, watered and medicated by tube. As her health deteriorated, she spent hours screaming in agony despite the morphine and ketamine she was given. For Charlotte too, the pain of seeing her daughter suffering like this was too much to bear. So after 12 heartbreaking years, she went to court to fight for Nancy’s right to die.

      Io non dico nè che sia giusto nè che sia sbagliato, mi auguro solo di non dovermi mai trovare in una simile situazione, nè lo auguro al peggiore dei miei nemici

      (chiedo scusa per il doppio post, il primo è partito incompleto)

      • Giannino Stoppani scrive:

        Ore ad urlare nonostante la morfina?!
        CREDIBILISSIMO.

        • Su Connottu scrive:

          Giannino, hai toccato il punto focale solo che era interessante lasciare i nostri amici beccamorti a sperticarsi nell’apologia dell’omicidio dopo aver bevuto a occhi chiusi le puttonate gigantesche propinateci dal Mirror, organo specializzato sulle corna della Corona.
          Come se non ci fossimo già passati con la povera signora Englaro fatta morir di fame dal padre…

        • Daniele Arboscelli scrive:

          Parlo per esperienza – non diretta personale, ma avendo visto mia nonna -, ci sono dolori che la morfina non riesce a placare, lei sentiva un gran male lo stesso. Non aveva la forza di urlare ma si lamentava per quanto poteva. E’ diversa dall’anestesia totale.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Anch’io parlo per esperienza, e pertanto non ci credo manco per niente.
            Se tua nonna ha sofferto è stato per l’incompetenza di qualcuno.

      • Toni scrive:

        Caro Nino
        Chissà se poi scopriamo che la sofferenza si poteva lenire…. e che qualcuno ha esagerato per difendere l’idea che si può essere dei buoni assassini. E, addirittura, qualcuno altro un difensore del solito diritto che finisce sempre con qualcuno (magari in certi casi identificato “a piacere” come qualcosa) che muore.
        Per questo si servono dei casi ideali, quelli grimaldello ti permettono di aprire altre porte (Perché se è lecito in questa situazione è lecito in tutte …. perché il dolore insopportabile è pure una cosa soggettiva)
        Idea chiara espressa da Maurizio Mori (Ass. Coscioni) per Eluana : “……“Più di per sé (di persone ne muoiono tante, anche in situazioni ben peggiori), il caso Eluana è importante per il suo significato simbolico. Da questo punto di vista è l’analogo del caso creatosi con la breccia di Porta Pia attraverso cui il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrarono nella Roma papalina (…). ……… il caso Eluana segna la fine (sul piano teorico) del paternalismo in medicina e di un paradigma medico fondato sul vitalismo ippocratico, gettando le basi di un’aurorale controllo della propria vita da parte delle persone” –
        L’idea della breccia, non è diversa della porta scassata con il piede di porco (immagine … dato il porco… che trovo più appropriata).

        • Nino scrive:

          @Toni (ed altri): ovvio che su questo caso ci si deve per forza basare su ciò che riportano le cronache. E’ proprio per questo che io, lo ripeto, preferisco prendere atto dell’evento ma non usarlo per aprire una discussione ed esprimere giudizi né di un tipo né dell’altro. Non mi sembra il caso. Ho tradotto quel brano per dare una risposta alla domanda di Giannino Stoppani, sempre e solo sulla base di ciò che riportano i giornali inglesi.

          • giovanna scrive:

            Topo-nino, hai raggiunto dei livelli di untuosità veramente notevoli, basta leggerti e si scivola nell’unto della tua falsità.
            Una persona untuosa come sarà difficilissima da toccare, poveri i tuoi figli, comprati o meno, reali o meno…immagino che uno che ti voglia stringere la mano si ritrovi con la propria mano vuota e oleosa…impossibile qualsiasi presa !

          • Toni scrive:

            @ Nino,
            L’episodio (sul quale tu credi a quello che ti dicono) non ti permette di vedere altre implicazioni, …. anzi “non ti sembra il caso”? Ma sei sicuro? ma pensa che brutta trsta che ho io! A me colpisce, partendo da questo episodio, oltre alla comprensibile disperazione dei genitori che a fronte di una situazione così enorme, l’atteggiamento di chi si propone immediatamente a qualificare come giusta la soppressione di un individuo. Mi spingo a dire che persone che scrivono su questo sito, danno l’impressione che non aspettano altro. Che a questi appare normale che si crei un apparato, una specializzazione medica che si impegni per questa azione “buona” di soppressione. Che questi medici, infermieri ecc, che devono fare il lavoro sporco, abbiano il plauso ed un riconoscimento sociale. Ma non solo, che partendo dal “caso disperato” in argomento, usando del resto una tecnica collaudata per giustificare gli aborti in caso di stupro, per un uso strumentale ( in piena consapevolezza come dimostra la citazione da me sopra riportata … quindi il Lucillo non mi può accusare di astrattizzare ) come un primo stadio di una battaglia a favore di “ un’aurorale controllo della propria vita da parte delle persone”. Ovvero il diritto della persona di pretendere come un normale “servizio”, in rapporto ad un soggettivo (perché non può essere diversamente) dolore insopportabile, di essere “eliminato”.
            Questo credo che sia un aspetto importante dell’argomento, ovvero vedere “in certe scelte” i possibili riflessi in una società dinamica come la nostra. Mentre tu con il freddo distacco non esprimi “giudizi né di un tipo né dell’altro “. Lo trovo comodo e …. chissà perché non mi meraviglia.

  10. Manà manà scrive:

    Su Connottu, lei non sa di cosa blatera. Essendo più intelligente e umana di lei, non le auguro ciò che sarebbe giusto augurarle, di trovarsi un giorno nella stessa situazione.

    • Sebastiano scrive:

      Beh, che vi consideraste più intelligenti e umani di noialtri lo avevamo già intuito. Scommetto che siete anche biondi alti e avete gli occhi azzurri (o almeno vorreste essere tali).

    • Su Connottu scrive:

      Mi scusi signora cornacchia ma non mi risulta che voi saprofagi siate particolarmente intelligenti,
      anzi l’uso di due o più nick dietro il quale si appalesa la stessa necrofilia la fa apparire ancora più tonta di quanto non lo sia effettivamente.
      Dato che non ho problemi a dire ciò che penso, anche io le auguro sinceramente di non trovarsi mai in quella ‘situazione’, perché non lo merita.
      Quelli come lei non meritano il dono di prendersi cura di chi soffre, perché sareste istintivamente portati verso una sola cosa: farli secchi. Con l’ipocrisia un po’ eccentrica dei truccatori di cadaveri.
      Quindi ci faccia una piccola ma fondamentalmente cortesia: ne stia alla larga.
      Verrete tenuti presenti nel caso serva un becchino o una prefica, cioè il più tardi possibile.

      • Manà Manà scrive:

        E mi lasci dire, Su Connottu, che chi come lei usa una questione di questo genere per farsi bello con un’ironia letteraria da quattro soldi fa particolarmente schifo a chiunque come me conviva giornalmente con malattie incurabili e dolorose. E se un giorno mio fratello mi chiedesse di “farlo secco”, come dice lei credendosi spiritoso, lo farò piena di amore per lui e disposta a finire la mia vita in galera per questo. Rifletta e nutra il suo ego di qualcos’altro, se le è possibile.

        • Su Connottu scrive:

          Dalle mie parti i malati si curano, non si ammazzano.
          Mi dispiace per suo fratello, chi è voluto bene non chiede di essere ucciso.

        • Su Connottu scrive:

          E se pensa di impressionarmi con la frase a effetto di “finire la sua vita in galera”,
          ha sbagliato i calcoli.
          E se crede che in galera la accolgano da eroina per una cosa del genere, faccia prima un sondaggio.

      • Manà Manà scrive:

        E mi lasci dire, Su Connottu, che chi come lei usa una questione di questo genere per farsi bello con un’ironia letteraria da quattro soldi fa particolarmente schifo a chiunque come me conviva giornalmente con malattie incurabili e dolorose. E se un giorno mio fratello mi chiedesse di “farlo secco”, come dice lei credendosi spiritoso, lo farò piena di amore per lui e disposta a finire la mia vita in galera per questo. Torni a giocare che è meglio.

      • Manà Manà scrive:

        E mi lasci dire, Su Connottu, che chi come lei usa una questione di questo genere per farsi bello con un’ironia lda quattro soldi fa particolarmente schifo a chiunque come me conviva giornalmente con malattie incurabili e dolorose. E se un giorno mio fratello mi chiedesse di “farlo secco”, come dice lei credendosi spiritoso, lo farò piena di amore per lui e disposta a finire la mia vita in galera per questo. Torni a giocare che è meglio.

        • Sebastiano scrive:

          La cosa veramente vomitevole è che chiamiate l’omicidio un “gesto d’amore”.
          E non s’azzardi a dare pure a me dell’ironico letterato, io ci convivo ogni santo giorno e da un bel po’ di annetti con le malattie incurabili di familiari.
          Torni al suo splendido buio, fatto di “intelligenza” e “umanità” farlocche. Noi, che naturalmente le siamo inferiori per intelligenza e umanità (sono parole sue, ricorda?), non abbiamo intenzione alcuna di prenderci in giro, né di farlo verso chi sta male.

          • Manà Manà scrive:

            Anch’io ci convivo da un po’ di annetti sa, per l’esattezza 25. Quello che io invece trovo vomitevole, per usare la sua espressione, sono gli insulti che alcuni di voi rivolgono alle famiglie dei malati, al padre di Eluana e ai genitori di Nancy. Se oltretutto vi ritenete cristiani, come credo, gli epiteti tipo “uccellacci necrofili” ve li potreste risparmiare. Non rendono più credibile la vostra causa, anzi, la riducono a un infantile bisogno di sputare veleno. Leggete oggi la storia di Brittany, una ragazza che ha scelto di morire perché malata. Come la definireste, l’uccellaccia necrofila di sé stessa? E, Su Connottu, si figuri quanto può interessarmi impressionare lei, né rivestire un ruolo da “eroina”… Non attribuisca ad altri le sue ansie da protagonismo.

          • Manà Manà scrive:

            Anch’io ci convivo da un po’ di annetti sa, per l’esattezza 25. Quello che io invece trovo vomitevole, per usare la sua espressione, sono gli insulti che alcuni di voi rivolgono alle famiglie dei malati, al padre di Eluana e ai genitori di Nancy. Se oltretutto vi ritenete cristiani, come credo, gli epiteti tipo “uccellacci necrofili” ve li potreste risparmiare. Non rendono più credibile la vostra causa, anzi, la riducono a un infantile bisogno di sputare veleno. Leggete oggi la storia di Brittany, una ragazza che ha scelto di morire perché malata. Come la definireste, l’uccellaccia necrofila di sé stessa? E, Su Connottu, si figuri quanto può interessarmi impressionare lei, o rivestire un ruolo da “eroina”… Non attribuisca ad altri le sue ansie da protagonismo.

            • giovanna scrive:

              …sono gli insulti che alcuni di voi rivolgono alle famiglie dei malati, al padre di Eluana e ai genitori di Nancy…

              Gli insulti non sono alle famiglie dei malati, ma sono insulti alle famiglie che hanno soppresso un malato, o che pensano di sopprimerlo, come te.

              Uccellacci mi sembra il minimo, da estendere a tutto il circo di giornalisti e politici e teatranti vari che ci lucra sopra.

        • giovanna scrive:

          Io so solo che mio padre è stato fortunato, fortunatissimo, a non avere parenti del genere di questa Manà Manà o chiunque questo uccellaccio sia in realtà, e spero, lo spero con tutto il mio cuore, più per loro che per me, che anche i miei figli accudiscano noi genitori con tutto l’amore con cui noi figli abbiamo accudito mio padre, fino all’ultimo respiro, non augurandoci mai, mai e poi mai, la sua morte, lui che era così attaccato alla vita e sopportava tutto, tutto, tutto, per godere del nostro amore e ricambiarlo.

          Tantomeno avere al proprio capezzale uno con l’animo rinsecchito come Lucillo o con la falsità e la malafede untuosa e totale di un Nino…sarebbe come avere al proprio capezzale il padre della povera Eluana e degli acvvoltoi che hanno festeggiato la sua morte… no..no…spero di avere vicino a me degli uomini veri, interi, che non hanno paura della sofferenza e della morte, perché sono vivi, non morti che camminano.

          • Manà Manà scrive:

            Cara Giovanna, a parte che non capisco chi dovrei essere se non me stessa….lei è offensiva e piena di violenza. Indipendentemente dalle idee che ognuno può avere sull’eutanasia, mi pare che il rispetto sia d’obbligo, e che i casi riportati ci impongano, sì, di dire la nostra opinione, ma senza offendere provocando poi altre reazioni fuori luogo, come magari è stata la mia. Ma non si permetta di insinuare che io possa non essere una parente amorevole e piena di dolore, perché non sa nulla della mia storia. La sua opinione è rispettabile, laddove non siete rispettabili è invece quando fate illazioni e giudicate con disprezzo e violenza situazioni che non potete conoscere. Per fortuna ho letto su questo forum anche l’avviso di persone che condividono la sua opinione ma mantengono rispetto e decenza. Lei no.

            • giovanna scrive:

              Manà Manà, non so chi lei sia, ma questo sito è pieno di multi-nick, quindi il fatto che qualcuno si presenta con questa sicumera all’improvviso, fa intendere che non sia proprio una nuova entrata ! E comunque, si tratta di dettagli, giusto per non farsi prendere per il naso !

              Poi, il presentarsi dal primo secondo con una violenza e una arroganza come la sua ,dando schiaffoni a destra e a manca, e dare addosso a chi risponde a tono, ormai è un must per questo tipo di interventi.

              Ribadisco, spero di non avere al mio capezzale gente come lei.
              Come il padre di Eluana, che ha ucciso una ragazza non terminale, invalida, che non poteva difendersi e chissà quanto ha sofferto con questa morte orribile e come lei che difende l’indifendibile e da 25 anni sta lì ad augurarsi la morte dei sofferenti vicino a lei, pregustando il momento della dipartita.

              Quando invece, una persona che soffre, ha un bisogno assoluto che la sua sofferenza sia accolta, che la sua persona sia accolta senza condizioni.

              Poi, ha visto che Brittany ci ha ripensato ?!
              E spero che ci ripensi e possa godere della vita fino all’ultimo istante, ma si sa, io sono una violenta, senza rispetto degli assassini e dei suicidi !
              Cosa che non è stata concessa alla povera Eluana e alla povera Nancy.

              • giovanna scrive:

                Mannaggia alla fretta:
                “Poi, ha visto che Brittany ci ha ripensato ?!
                Cosa che non è stata concessa alla povera Eluana e alla povera Nancy.

                E spero che Brittany ci ripensi e possa godere della vita fino all’ultimo istante, ma si sa, io sono una violenta, senza rispetto degli assassini e dei suicidi !”

                Approfitto per aggiungere che mi dispiace molto , cara Manà manà, per la situazione che vive, che sia professionale o famigliare, ma questo atteggiamento che mostra non può aiutarla assolutamente, solo incattivirla ancora di più.
                Tantomeno aiutare la persona malata che ha bisogno di tutto , tranne che del suo malanimo e del suo sguardo annichilente.
                Lei si augurerebbe di avere accanto qualcuno che preferirebbe vederla morta, piuttosto che accompagnarla nel suo cammino, per quanto doloroso possa essere ?
                L’omicidio non è mai, mai, mai, una soluzione.

                Si faccia aiutare da gente con una umanità viva, si guardi intorno, sicuramente c’è qualcuno in grado di trasmettere un amore così grande da superare il male.

              • Manà Manà scrive:

                Giovanna, mi sono fatta un nick solo per rispondere a chi, come lei, ha scatenato la mia indignazione, e questa è l’ultima volta che scrivo, perché rischio di vomitare sul serio. Lei scrive che da 25 anni io “pregusto la dipartita” di mio fratello? Si vergogni. Si vergogni mille volte. Questo mi conferma solo quanto lei sia in fondo violenta e piena di rabbia, dietro le apparenze. Lei mi fa una pena profonda, e quanto scrive basta a qualificarla. Spero vivamente che lei non abbia più di 15 anni. Se invece è un’adulta, vada da uno psicologo quanto prima, ne ha gran bisogno, mi creda.

                • giovanna scrive:

                  Bella mia, sei tu che hai scritto, che qualora tuo fratello ti chiedesse di sopprimerlo, lo accontenteresti seduta stante, preferendo sopportare l’eventuale prigione ( ma quando mai, ti darebbero una medaglia ! ) al continuare ad assisterlo e sopportare con lui la sua pena !
                  Se questo non è pregustare la sua dipartita, cosa è ???
                  La vogliamo chiamare istigazione al suicidio, va meglio ??

                  Ti rendi conto cosa potrebbe provare tuo fratello a leggere le tue dichiarazioni ?
                  E anche se magari lui stesso si lamenta e chiede di morire, lo fa per assicurarsi di aver vicino qualcuno che invece lo ama e non vorrebbe mai e poi mai privarsi della sua presenza.
                  Qualcuno che gli dica che la sua vita non è da buttare .

                  Comunque, tutto l’astio che straborda dalla, ora è lì, nero su bianco e puoi decidere se continuare così, sia per te che per tuo fratello, o cercare un’altra strada, che c’è, ti assicuro che c’è.

                  Non ci crederai, ma veramente mi dispiace per te, scusa se magari sono stata troppo dura, ma non credo che il soffrire tanto dia diritto ad uccidere chicchessia, anche se su richiesta.

              • Manà Manà scrive:

                E questo “augurandosi la morte” e “pregustando la dipartita” dice chiaramente che povera persona è lei, Giovanna. Non si disturbi a rispondere, non leggerò più alcun commento su questo spazio. In 25 anni di sofferenze condivise con i miei, non mi era mai capitato di incontrare tanta desolante e superficiale cattiveria, pur confrontandomi spesso con idee diverse dalle mie. Ma ho la fortuna di solito di interloquire con persone sensibili e civili, qualità di cui lei è priva.

                • giovanna scrive:

                  Tra l’altro , se dovessi mettere in fila le espressioni di cattivo gusto usate da lei, che ne so , che lei è più intelligente dell’interlocutore, così, tanto per gradire, ma non ho voglia di prestarmi al suo giochetto puerile, ci sarebbe tanto da dire sulla sua sensibilità e civiltà e bontà !

                  Ma tanto, si è capito di che pasta è fatta, mi dispiace per lei, per suo fratello
                  ( che spero non gli venga mai in mente di mostrarsi vulnerabile, che lei è pronta lì per accopparlo ! ) e per tutti quelli coinvolti nella sua disperazione.

                  • Manà Manà scrive:

                    Se a lei dispiace per mio fratello, a me dispiace per suo padre che ha avuto lei per figlia. Tante care cose.

                    • giovanna scrive:

                      E perché ti dovresti dispiacere per mio padre ?
                      Ha avuto accanto, fino all’ultimo respiro, dopo una malattia durata più di vent’anni, una figlia che lo amava profondamente e che lui amava profondamente, che non avrebbe mai acconsentito ad accorciare la sua vita di un solo giorno.
                      Invece suo fratello ha accanto dei famigliari pronti ad esaudire la sua eventuale richiesta di farlo fuori !
                      Ma ti rendi conto in che situazione può vivere quest’uomo ?
                      Spero che quest’acceso scambio di opinioni serva a farti riflettere e a cercare un’altra strada: questa strada che persegui è fallimentare.
                      Per tuo fratello e per te.

                  • riccardo scrive:

                    Giovanna ma come ti permetti? Se fossi mia sorella ti prenderei a schiaffoni.

                    • Manà Manà scrive:

                      Lasci stare Riccardo. Questo modello di cuore e bontà ama insistere con “accopparlo” e “farlo fuori”…gli intolleranti pieni di certezze hanno di questi comportamenti squallidi.

                    • giovanna scrive:

                      Scusa, Riccardo, ma ti scandalizzi se io ripeto quello che Manà Manà ha proclamato solennemente ??
                      Che se il fratello appena appena le chiede di morire,cosa che , mannaggia, non ha ancora fatto in 25 anni di malattia !, lei si fa in quattro per esaudirlo e piuttosto va in prigione per accontentarlo ?
                      Ma che persona sei ?
                      Va bene, non si offre volontaria per farlo fuori, né per accopparlo, tantomeno per ucciderlo…lei è per l’eutanasia attiva ! Ti suona meglio ?
                      E’ sempre la stessa abominevole azione !
                      Tu la vorresti una sorella così ? Auguri !

  11. Mappo scrive:

    Eppure al di là di tutte le questioni emerse nel dibattito, c’è una cosa che non capisco, non l’ho capita al tempo di Eluana e non la capisco oggi per Nancy. Perché ucciderle lentamente facendole morire di fame e di sete? Oggi che in rete vediamo decapitazioni a gogo’ perché non usare un metodo più rapido ed indolore che non la morte per fame e per sete? Scimitarra, bastonata alla nuca come si usa per gli agnellini destinati all’abbacchio oppure il buon vecchio Zyklon B? Zacchete e via tutti felici e contenti…..si fa per dire.

    • lucillo scrive:

      Sei sardo?
      Lo chiedo perché il metodo del colpo sulla nuca era (?) praticato in alcune zone della Sardegna, in alternativa a soffocamento e/o strangolamento. A mio parere metodi decisamente migliori che l’ipocrisia del togliere l’alimentazione.

      • Su Connottu scrive:

        Lucillo sai qual è l’ipocrisia nell’ipocrisia?
        Che in tutti questi casi (ormai a centinaia) di omicidio assistito, gli pseudo medici che hanno collaborato alla mattanza, con abile uso dei media ci hanno rassicurato che, grazie a efficacissimi sedativi, le vittime non avrebbero patito alcun dolore nell’agonia finale.
        Detto in altro modo:
        il sedativo non serve a nulla se deve aiutare Nancy a vivere, ma se ti devono ammazzare allora funziona benissimo.

        • lucillo scrive:

          Non son medico e non so dire.
          La prossima volta che la vedo ne parlo con la mia amica anestesista.
          In ogni caso non ha senso interrompere idratazione ed alimentazione, indipendentemente dall’efficacia della sedazione. L’eutanasia deve essere attiva.

          • Sebastiano scrive:

            Vallo a dire a Beppino Englaro e ai pipistrelli suoi sodali.

            • lucillo scrive:

              Infatti la morte per interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione presenta aspetti molto problematici, anche in caso di dichiarazioni anticipate sui trattamenti, proprio perché non credo ci sia modo di sapere con assoluta certezza se e quale livello di sofferenza comporta.
              Dovrebbe invece essere possibile esprimere richiesta d eutanasia attiva, all’interno di una legislazione ben chiara, con una procedura veloce ed indolore.
              Il caso Englaro si è presentato proprio perché non è possibile l’eutanasia attiva, e così l’unico modo di interrompere le terapie è bloccare tutti i trattamenti, compresi idratazione ed alimentazione.

              • Sebastiano scrive:

                Che genialata! E da quando in qua alimentazione e idratazione sono trattamenti terapeutici?
                Il caso Englaro è stato quello che è stato: un omicidio eseguito su una persona – che fra l’altro non aveva neanche mai dichiarato esplicitamente di acconsentire alla propria uccisione – per fame e per sete (roba che neanche in corea del nord). Il tutto salutato come successo della modernità dai macabri danzatori dell’ideologia da pompe funebri, accampando motivazioni che con la scienza medica nulla avevano e hanno a che fare (ma la scienza è il vostro dio solo quando fa comodo).
                Non esiste una procedura “veloce e indolore” per il malato: la “velocità” e la “non dolorosità” sono i desiderata a esclusivo beneficio degli altri poveracci, quelli che stanno in piedi davanti al letto. Non prendeteci per i fondelli.

              • Toni scrive:

                @ Lucillo
                Veloce ed indolore? Che ne dici: tipo con i vitelli…. un chiodo in testa. Dicono che si risolve tutto in un secondo…. ed è rapido (1sec) ed indolore (1 sec)…. e sei inoltre sicuro, per via dell’accertamento seduta stante dei parametri vitali, che non esistono sofferenze inespresse (perché cosa ne sappiamo in effetti di cosa si subisce con quei farmaci …nessuno lo riesce a dire). Si possono esonerare, volendo, anche i medici, ed evitiamo anche problemi di obiezione di coscienza (che vi pongono altri problemi di civiltà …per mancato accesso ai “bei diritti”). Basta cercare del pluriomicidi nelle carceri (possono fare domanda e valutarli secondo curricula), li si mette in camice bianco, e svolgono il compito professionale …. bene, anche se, bisogna ammetterlo, è estremamente facile (il difficile e far venire al mondo una persona, farla crescere, curarla).
                Mi pare chiaro che se si accetta il principio (tu lo dai elegantemente per scontato) la modalità mi sembra una bazzecola, almeno che non facciamo gli schizzinosi.

  12. Nino scrive:

    ce la posso fare, so che ce la posso fare, ci sono ben altre prove nella vita!

  13. riccardo scrive:

    Giovanna, ma ti leggi?? “il fratello che MANNAGGIA non glilel’ha ancora chiesto” ripeto come ti permetti? IUl dolore non ti ha insegnato niente evidentemente, vergognati, presuntuosa con la verita in tasca-

    • Manà Manà scrive:

      In effetti, Giovanna, sarebbe ora che la piantasse, grazie.

      • giovanna scrive:

        Caro Riccardo, ma hai letto quello che ha scritto Manà Manà ??
        Te lo rinfresco:
        “E se un giorno mio fratello mi chiedesse di “farlo secco”, come dice lei credendosi spiritoso, lo farò piena di amore per lui e disposta a finire la mia vita in galera per questo. ”

        Non so se il fratello lo sappia, io ho come l’idea che non gli farebbe piacere, se sono 25 anni che sopporta la sua malattia, evidentemente non ha tutta questa fretta di morire, per mano della sorella, poi…che tristezza, che atrocità, che degrado umano.

        “Lo farò secco ( ucciderò o terminerò la sua vita, è lo stesso ! ) piena di amore per lui !”

        Fratello di Manà, fratello mio, fratello di tutti, occhio !
        Un momento di debolezza potrebbe costarti caro.

        • giovanna scrive:

          “E se un giorno mio fratello mi chiedesse di “farlo secco”, come dice lei credendosi spiritoso, lo farò piena di amore per lui e disposta a finire la mia vita in galera per questo. ”

          Lo riscrivo per sicurezza, non sono mie illazioni, l’ha scritto questa poverina , Manà Manà !
          Cioè lei non dice accoppare, uccidere, fare fuori, non si capisce quale termine le vada a genio, ma il significato è quello, è palese, è incontrovertibile !

          Dire “aiuterei con amore mio fratello se mi chiedesse di terminare la sua vita “, non cambia di
          un’ acca l’atrocità !

          E nemmeno è consentito esprimere un netto dissenso a questi progetti di omicidio, come è stata uccisa Eluana, come è stata uccisa Nancy !
          Oggi chi è contrario all’omicidio di un malato è un presuntuoso, uno con la verità in tasca, uno senza cuore e senza carità cristiana ! Uno che vuole poi dissuadere un suicida, invece di comprargli i barbiturici, è proprio un malvagio irrecuperabile !

          Io mi segnerò questo intervento , per citare cosa potrebbe succedere un domani con una legge sull’eutanasia, quanti danni abbia già fatto la mentalità eutanasica, mortifera e senza speranza, sulle persone, che anche una sorella ucciderebbe volentieri il fratello, se questi avesse la decenza di chiederglielo !

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