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Musica swing per il Senegal. «La fede va testimoniata»

febbraio 21, 2012 Massimo Giardina

Storia di Giorgio Rossi, ingegnere ed imprenditore meneghino, figlio del noto compositore Carlo Alberto Rossi che organizza a Milano un gala coi migliori talenti della scena internazionale. I fondi raccolti serviranno per costruire un ospedale nel poverissimo paese africano.

Tullio De Piscopo, Christian Meyer (batterista di Elio e le storie tese), Paolo Aderighi e Rossano Sportiello al piano, sono alcuni tra i musicisti di fama internazionale che insieme alla Big Band di Paolo Tomelleri, saliranno sul palcoscenico del teatro Dal Verme di Milano i prossimi 28 e 29 febbraio.
L’organizzazione è la medesima del Jazz festival svoltosi nel 2011 a Milano (vedi Tempi n.15-2011), ma quest’anno rinnovato in una nuova veste: un gala dedicato alla musica swing per fare incontrare a Milano i migliori talenti della scena internazionale.

L’evento del 2011, era servito per la raccolta fondi di un ospedale pediatrico in una regione settentrionale dell’India dove si registra un tasso di mortalità tra i bambini fino ai 5 anni pari all’83 per cento. Giorgio Rossi, ingegnere ed imprenditore meneghino, figlio del noto compositore Carlo Alberto Rossi che scrisse per Mina, Patty Pravo, Bing Crosby, Nat King Cole, è l’organizzatore di questi eventi. «Dal giorno della mia conversione – dice Rossi a tempi.it -, la cosa che ho da subito percepito è stato il fatto che la fede non è un dono ad uso privatistico, ma va testimoniata. Per esemplificare: conosci una buona trattoria, sai che si mangia bene e lo dici a tutti».
Grazie ai musicisti che fin dagli anni Sessanta frequentavano casa Rossi e per la passione alla musica trasmessa dal padre, Rossi organizza ogni anno eventi che destinano la totalità dei capitali raccolti per costruire ospedali nel terzo mondo. «Le opere da finanziare non le vado a cercare, vengono da sé. È come se alla fine i tasselli di un grande mosaico prendessero il loro posto e ad un certo punto sei in grado di vederne il disegno. Così è successo anche quest’anno».

L’anno scorso Rossi incontrò per caso l’ex console del Senegal. In quella sera il diplomatico africano lo mise a conoscenza dello stato in cui vivono le donne nel suo paese e l’esistenza di un progetto nel nord del Senegal per costruire un ospedale. «In ogni progetto, il problema non è la raccolta fondi, ma la gestione in loco degli stessi. Mi sono mosso attraverso il Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), per cercare una realtà di cui potermi fidare. Venni così a conoscenza di Madre Teresa Maria, superiora della Congregazione dei figli del santo cuore di Maria. La prima volta che la incontrai mi fece un’ottima impressione, anche se abbiamo passato sei mesi a prenderci le misure». Chi ha pienamente realizzato la fiducia tra la religiosa e l’imprenditore di Milano è stato il cardinale Théodore-Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar. «Anche l’incontro con il cardinale è stato un evento casuale. Una sera un amico mi disse che l’arcivescovo era a Milano. Andai a trovarlo e stetti con lui un’oretta, gli piacque il progetto, parlò con le suore in Senegal e da quel momento le cose si semplificarono ulteriormente».

L’ordine religioso che si è unito a Giorgio Rossi per dare compimento al progetto è fondamentale, perché grazie al loro carisma, le suore hanno delle competenze in campo medico: personale sanitario qualificato, ginecologhe, ostetriche e infermiere.  Le informazioni sul concerto su www.esedomani.it
Twitter: @giardser

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